Bari, blitz del Comune al cimitero di Carbonara: 15 giorni per rimuovere gli arredi abusivi dalle tombe dei clan

Il Comune di Bari avvia la rimozione degli arredi collocati abusivamente negli spazi comuni del cimitero di Carbonara. Gli avvisi sono stati affissi ieri per invitare alla rimozione di panchine, tappeti e altri oggetti sistemati al di fuori delle aree concesse per la sepoltura. L’ultimatum è di 15 giorni.

Tra i casi segnalati figurano una panchina davanti alla tomba di Filippo Scavo, 43enne del clan Strisciuglio ucciso lo scorso aprile, e un tappeto blu davanti alla sepoltura di Walter Rafaschieri, assassinato nel 2018.

Il provvedimento segue quello già adottato a luglio per il Cimitero monumentale e sarà esteso a tutti i cimiteri cittadini, in accordo con Prefettura e Questura.

Gli assessori alla Legalità e alla Sicurezza, Nicola Grasso e Carla Palone, hanno effettuato un sopralluogo a Carbonara. «Il rispetto della legalità deve essere garantito in ogni luogo pubblico», ha dichiarato Grasso, sottolineando l’obiettivo di assicurare ordine, decoro e rispetto nei luoghi dedicati ai defunti.

Bari, 2400 metri quadri di spiaggia pubblica occupati abusivamente. Blitz all’alba: sequestrate attrezzature – VIDEO

Importante operazione di contrasto all’abusivismo demaniale questa mattina all’alba a San Girolamo. I militari della Guardia Costiera e gli agenti della Polizia Locale, supportati dal personale e dai mezzi di AMIU di Bari, hanno condotto un blitz mirato a restituire alla collettività un ampio tratto di litorale occupato illegalmente. Si tratta della spiaggetta di zio Peppe.

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L’intervento ha permesso di liberare circa 2.400 metri quadri di spiaggia pubblica, da tempo sottratti alla libera fruizione dei cittadini. L’area in parte era stata trasformata di fatto in uno stabilimento balneare abusivo, finalizzato al noleggio illecito di attrezzature. Nel corso dell’operazione sono state rimosse e sottoposte a sequestro numerose attrezzature posizionate stabilmente sull’arenile.

Nel dettaglio, i sigilli sono scattati per: 40 basi per ombrelloni, 21 lettini prendisole, 2 Gazebo, fornacelle, tavoli e sedie Al momento dell’intervento nessuno si è presentato per rivendicare la proprietà dei beni o per fornire autorizzazioni.

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I reati ipotizzati a carico dei responsabili, in corso di identificazione, riguardano l’occupazione abusiva di demanio marittimo (ai sensi degli articoli 54 e 1161 del Codice della Navigazione), condotta aggravata dal fine di trarre profitto economico attraverso il noleggio non autorizzato di attrezzature balneari. Gli operatori dell’ AMIU Puglia, hanno provveduto altresì alla successiva pulizia e bonifica dell’area. Il Comando della Guardia Costiera e la Polizia Locale sottolineano che l’attenzione resta altissima.

Le attività di controllo del territorio continueranno in modo serrato e senza sosta fino alla fine della stagione balneare, con l’obiettivo prioritario di tutelare il patrimonio pubblico e garantire il diritto di tutti i cittadini e turisti di godere liberamente e gratuitamente del mare.

Bari, case popolari occupate da abusivi e famiglie vicine ai clan: nuovo sgombero a Japigia

Continua a Bari l’attività di sgombero degli alloggi popolari occupati abusivamente da persone ritenute vicine alla criminalità organizzata. L’ultima operazione, eseguita in seguito a un decreto di sequestro della Procura di Bari, è in corso nel quartiere Japigia con l’impiego di forze dell’ordine, vigili del fuoco e personale di Arca Puglia.

L’intervento rientra nell’ambito di un’indagine sulle occupazioni abusive condotta sulla base dei dati forniti da Arca Puglia e degli accertamenti dei carabinieri.

Negli ultimi giorni era stato liberato l’appartamento occupato dalla famiglia di Alessandro Ruta, ritenuto uno dei capi della frangia Strisciuglio del quartiere San Paolo.

In precedenza erano stati eseguiti sgomberi nei confronti dei familiari di Luca Marinelli, a Ceglie del Campo, e di Giovanni Faccilongo, nel quartiere San Pio. Nel 2025, inoltre, le operazioni avevano interessato anche Rossane Palermiti, nipote del boss di Japigia Eugenio Palermiti.

Bari, blitz al San Paolo. Liberata casa occupata da abusivi: dentro la famiglia del boss degli Strisciuglio

Blitz questa mattina nel quartiere San Paolo di Bari, dove le forze dell’ordine hanno avviato lo sgombero coatto di alcuni alloggi popolari occupati abusivamente in via Candura 15.

Sul posto sono intervenuti Polizia, vigili del fuoco e personale del 118, predisposto per eventuali emergenze sanitarie. L’operazione, disposta dalla Procura di Bari, nasce da una segnalazione dell’Arca Puglia, che nei mesi scorsi aveva trasmesso un elenco di immobili occupati senza titolo. In totale sarebbero 26 gli alloggi considerati sensibili, alcuni dei quali già oggetto di interventi nei quartieri Carbonara, Ceglie del Campo e Japigia.

Tra gli immobili interessati figura anche un’abitazione occupata dalla famiglia di Alessandro Ruta, 39 anni, ritenuto dagli investigatori il capo dell’articolazione del clan Strisciuglio al San Paolo.

Attualmente detenuto e già condannato in via definitiva per associazione mafiosa, secondo gli inquirenti avrebbe continuato a esercitare il proprio ruolo all’interno del clan anche dal carcere.

Bari, assolte moglie e cugina del killer di Lello Capriati: “Fu ospitalità non occupazione abusiva”

Si chiude con un’assoluzione il processo a carico di Maria Grazia Volpicelli e Stefania Pomes, entrambe cinquantenni e legate familiarmente a Luca Marinelli (la prima la moglie, la seconda cugina acquisita) ritenuto referente del clan Strisciuglio tra Ceglie e Carbonara. Le due donne erano accusate di occupazione abusiva di un alloggio popolare in via Cascia, a Bari.

Secondo l’accusa, l’appartamento sarebbe stato ceduto irregolarmente alla moglie di Marinelli,di recente raggiunto dall’ordinanza cautelare per l’omicidio di Lello Capriati, il 1 aprile 2024 a Torre a Mare. Marinelli è considerato l’autore del delitto.

La difesa ha invece sostenuto che si trattasse di una semplice ospitalità temporanea durante il periodo della pandemia. Una versione confermata in aula da Stefania Pomes, assegnataria dell’alloggio da 26 anni, che ha spiegato di aver accolto la parente «per un atto di umanità» in un momento di difficoltà.

Il giudice Gaetano Cingari ha assolto entrambe con la formula «perché il fatto non sussiste». Resta invece aperto un altro filone investigativo che riguarda un diverso appartamento popolare di via Cascia, dove Luca Marinelli e la madre risultano indagati per presunta occupazione abusiva.

Tavolini abusivi a Polignano, diversi locali a rischio chiusura: il Prelibatorio cerca spazio

Per il compleanno di Lello e Angelo abbiamo scelto il ristorante di Tommaso, situato a Polignano a Mare in piazza Garibaldi. In passato abbiamo raccontato le sue (dis)avventure con l’Asl, questa volta abbiamo acceso i riflettori su alcun problemi legati al suo “Prelibatorio”, a partire dall’ingresso del ristorante. Problemi che Tommaso vuole risolvere in vista della stagione estiva.

Bimbo cade dal settimo piano, l’amministratore del palazzo: “Troppi abusivi e morosi ci serve aiuto”

Torniamo ad occuparci della morte di Giosuè, il bimbo autistico di 7 anni morto dopo essere precipitato dal balcone della sua abitazione nel quartiere San Paolo.

Secondo una prima ricostruzione, Giosuè sarebbe caduto mentre giocava con il fratellino più piccolo. Il volo dal settimo piano di una palazzina popolare in via Leotta non gli ha lasciato scampo: le ferite riportate si sono rivelate gravissime fin da subito.

Immediato l’intervento dei soccorsi, che hanno trasportato il bambino in ospedale nel più breve tempo possibile. Tuttavia, Giosuè è arrivato al Policlinico già in arresto cardiaco e i tentativi dei medici di rianimarlo si sono rivelati inutili.

Il bambino viveva con la madre e il fratello, mentre il padre è attualmente detenuto. Sul caso è stato aperto un fascicolo d’inchiesta, un atto dovuto per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto. Le indagini, affidate ai carabinieri, riguardano anche la posizione della madre, senza che ciò implichi automaticamente responsabilità a suo carico.

La situazione familiare era già nota ai Servizi sociali del Comune e all’Arca, poiché l’abitazione risultava occupata abusivamente. Abbiamo intervistato l’amministratore di condominio proprio del palazzo dove si è verificata la tragedia.

Bari, case popolari occupate da abusivi e dai clan. Nuovo blitz a Japigia: liberato l’appartamento dei Lafirenze

Nuovi sgomberi di case popolari occupate abusivamente a Bari, nel mirino ancora una volta le famiglie legate alla criminalità organizzata. Tra queste, quella di Umberto Lafirenze, ritenuto vicino al clan Palermiti, che occupava illegalmente un appartamento dell’Arca in via Guglielmo Appula a Japigia. All’interno cinque persone.

L’operazione è stata disposta dalla Procura di Bari e segue altri sgomberi già effettuati in diversi quartieri. Lafirenze è stato coinvolto in attività criminali legate soprattutto al traffico di droga ed è già stato condannato in due processi derivati da un’inchiesta antimafia.

Debiti e sabotaggi, sfrattata la RSA. Il proprietario della struttura: “Andate fuori siete abusivi”

Torniamo a distanza di pochi giorni ad occuparci della rsa Casa Caterina di Adelfia. Nell’ultimo periodo sono stati denunciati alle autorità competenti una dozzina di sabotaggi: rotture ai tubi dell’acqua, all’impianto elettrico, l’incendio dei rifiuti all’esterno della struttura, ma cosa assai grave, il ritrovamento di due fumogeni all’interno degli ascensori della struttura.

Dopo la messa in onda del primo servizio è successo di tutto. Ci siamo precipitati sul posto durante le operazioni di sfratto, raccogliendo anche la posizione del proprietario della struttura che ha lanciato un messaggio ai gestori.