Sonia e Slavcho, insieme al loro avvocato, stanno decidendo cosa fare con la ristrutturazione della casa popolare assegnata loro di recente
Continue readingBari, case popolari occupate da abusivi e famiglie vicine ai clan: nuovo sgombero a Japigia
Continua a Bari l’attività di sgombero degli alloggi popolari occupati abusivamente da persone ritenute vicine alla criminalità organizzata. L’ultima operazione, eseguita in seguito a un decreto di sequestro della Procura di Bari, è in corso nel quartiere Japigia con l’impiego di forze dell’ordine, vigili del fuoco e personale di Arca Puglia.
L’intervento rientra nell’ambito di un’indagine sulle occupazioni abusive condotta sulla base dei dati forniti da Arca Puglia e degli accertamenti dei carabinieri.
Negli ultimi giorni era stato liberato l’appartamento occupato dalla famiglia di Alessandro Ruta, ritenuto uno dei capi della frangia Strisciuglio del quartiere San Paolo.
In precedenza erano stati eseguiti sgomberi nei confronti dei familiari di Luca Marinelli, a Ceglie del Campo, e di Giovanni Faccilongo, nel quartiere San Pio. Nel 2025, inoltre, le operazioni avevano interessato anche Rossane Palermiti, nipote del boss di Japigia Eugenio Palermiti.
Bari, case popolari occupate da abusivi e dai clan. Nuovo blitz a Japigia: liberato l’appartamento dei Lafirenze
Nuovi sgomberi di case popolari occupate abusivamente a Bari, nel mirino ancora una volta le famiglie legate alla criminalità organizzata. Tra queste, quella di Umberto Lafirenze, ritenuto vicino al clan Palermiti, che occupava illegalmente un appartamento dell’Arca in via Guglielmo Appula a Japigia. All’interno cinque persone.
L’operazione è stata disposta dalla Procura di Bari e segue altri sgomberi già effettuati in diversi quartieri. Lafirenze è stato coinvolto in attività criminali legate soprattutto al traffico di droga ed è già stato condannato in due processi derivati da un’inchiesta antimafia.
Casa abusiva bruciata e chiusa da 5 anni, salta la fogna. Palazzo Arca allagato: “Nessuno sa niente”
La storia che vi raccontiamo entra di diritto nelle tre rubriche di Quinto Potere “Povero a chi capita”, “L’Arca fa acqua da tutte le parti ” e “La burocrazia ci ammazzerà tutti”. Ci troviamo in via Leotta, nel quartiere San Paolo di Bari, al civico 17.
Qui un vano tecnico è stato trasformato in una casa popolare abusiva, 5 anni fa chi l’aveva occupata è andato via e l’abitazione è stata data alle fiamme.
Da quel momento tutto è rimasto così, solo che è saltata la colonna montante, creando disagi in tutta la palazzina. Abbiamo raggiunto i residenti, disperati e in attesa di un intervento dopo che gli scantinati si sono allagati.
Il paradosso è che l’Arca dice di non poter entrare nell’abitazione bruciata perché sotto sequestro e perché nessuno sa chi è in possesso delle chiavi.
La “vecchia” foto con Parisi e i concorsi ambigui. Antonio a De Nicolo: “Non sono servo di nessuno”
“Là ci sono i servitori dello Stato, lei chi sta servendo?”. Queste furono le parole proferite da De Nicolo, amministratore unico dell’Arca Puglia, nei confronti di Antonio durante lo sgombero di una casa occupata abusivamente da un clan.
Vi mostriamo una foto dove è ritratto al fianco di Tommy Parisi, figlio del boss Savinuccio all’epoca dei fatti incensurato, quando De Nicolo rivestiva il ruolo di presidente della Multiservizi di Molfetta.
Occupazioni abusive, donne di San Pio in rivolta: “Non andiamo via. Sgomberi disumani dopo 30 anni”
La rivolta delle donne di San Pio. Siamo tornati nel quartiere dopo i primi sgomberi effettuati e dopo avervi raccontato la storia di Lorenzo e della sua famiglia. Sono previsti altri 33 sgomberi e la situazione è a dir poco incandescente. Abbiamo racconto l’appello disperato delle donne di San Pio, dietro ogni famiglia si nasconde una storia.
Case popolari, confermati sequestri e sgomberi. Lorenzo: “Puzzo di fame aiutate mia figlia disabile”
Sono stati convalidati i sequestri preventivi in base ai quali martedì scorso sono stati sgomberati tre alloggi popolari nel quartiere San Pio di Bari. Le case erano state occupate abusivamente.
Le operazioni sono nate in seguito a un’indagine dei carabinieri di Bari, grazie alla quale è emerso come 26 case popolari, di proprietà del Comune di Bari o dell’Arca Puglia centrale (l’agenzia regionale per la casa e l’abitare) siano occupate abusivamente da persone con precedenti, alcuni dei quali anche per associazione mafiosa.
Così, dopo un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica tenuto la settimana scorsa in Prefettura a Bari, è stato disposto lo sgombero delle prime abitazioni. Tra queste anche quella dove viveva Lorenzo con la sua famiglia e con la sua bimba disabile. Lo abbiamo raggiunto nuovamente per gli sviluppi della storia.
Bari, sgomberate le case popolari occupate da abusivi: sequestri convalidati
Sono stati convalidati i sequestri preventivi in base ai quali martedì scorso sono stati sgomberati tre alloggi popolari nel quartiere San Pio di Bari. Le case erano state occupate abusivamente.
Oggi tre gip hanno convalidato quei provvedimenti, mentre si è ancora in attesa della convalida del provvedimento nei confronti di Luca Marinelli, che insieme alla madre avrebbe occupato abusivamente un appartamento nel quartiere di Ceglie del Campo.
Le operazioni sono nate in seguito a un’indagine dei carabinieri di Bari, grazie alla quale è emerso come 26 case popolari, di proprietà del Comune di Bari o dell’Arca Puglia centrale (l’agenzia regionale per la casa e l’abitare) siano occupate abusivamente da persone con precedenti, alcuni dei quali anche per associazione mafiosa.
Così, dopo un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica tenuto la settimana scorsa in Prefettura a Bari, è stato disposto lo sgombero delle prime quattro abitazioni, occupate (oltre che da Marinelli) da Giovanni Faccilongo, Lorenzo Pesce e Daniele Grieco.
Come emerso, in nessun caso gli occupanti avevano il titolo per poter risiedere regolarmente, con le proprie famiglie, in quegli appartamenti, che anzi – in due casi – risultavano assegnati ad altre persone.
Case popolari, riparati i bagni da incubo. L’ex dipendente Arca: “Venuti due giorni dopo il video”
Vi ricordate della casa popolare di via Volpe, situata nella palazzina al civico 1 B, e la storia del 78enne Michele Parisi, assegnatario di un’abitazione e costretto a recarsi in bagno con ombrello, giubbotto e cappello?
Ebbene sì, pochi giorni dopo la pubblicazione del primo servizio, nella palazzina sono arrivati gli operai che hanno sistemato il bagno da incubo nell’abitazione della signora situata al piano superiore in cui era generata la perdita.
C’è però un altro Michele protagonista in questa vicenda. Ogni due giorni, a 80 anni, era costretto a salire sulla scala, a prendere i secchi pieni d’acqua, a svuotarli e sistemarli dove c’er la perdita d’acqua per aiutare l’altro Michele. A rendere più surreale questa vicenda è che l’ex aiutante è anche un ex dipendente Arca. Nella stessa palazzina però bisogna fare i conti anche con il guasto dell’ascensore tra bimbi piccoli, anziani e disabili.
Abusivi fuori dalle case popolari, Lorenzo è a pezzi: “Ho rubato e occupato per salvare mia figlia”
Negli ultimi giorni alcune case popolari occupate abusivamente sono state fatte sgomberare a Carbonara, Ceglie e San Pio. In totale sono 500 le abitazioni, da anni ci occupiamo di questo.
Tra loro ci sono Lorenzo e Laura, sbattuti fuori con i due figli minori, tra cui la loro figlia disabile al 100%. Lorenzo ha avuto problemi con la giustizia, ci ha chiamato per raccontare la sua storia e per lanciare un appello disperato.









