Choc a Lecce, bambina disabile di 10 anni maltrattata e presa in giro a scuola: indagate due maestre

Due insegnanti di un istituto comprensivo del nord di Lecce sono indagate per presunti episodi di umiliazione ai danni di una bambina di 10 anni affetta da diparesi spastica. Una maestra di sostegno è accusata di abuso dei mezzi di correzione, mentre una docente di matematica di maltrattamenti.

Secondo la denuncia dei genitori, le due insegnanti avrebbero deriso pubblicamente la bambina davanti ai compagni, sottolineandone le difficoltà di apprendimento e, in alcuni casi, senza fornirle il necessario supporto. Tra gli episodi contestati anche il divieto di andare in bagno, richiami dai toni offensivi e la realizzazione di video della studentessa in difficoltà, senza che la famiglia ne fosse a conoscenza.

La vicenda è emersa dopo un progressivo malessere della bambina, culminato a giugno in uno svenimento durante le lezioni, che ha reso necessario il ricovero in ospedale. Da allora la studentessa non ha più frequentato la scuola.

La bambina ha recentemente confermato gli episodi durante un incidente probatorio protetto. È inoltre prevista una perizia sulla sua capacità di testimoniare. Nel frattempo, ha ottenuto il trasferimento in un altro istituto.

Bari, studente disabile di 17 anni invoca la continuità del sostegno fino alla Maturità: arriva l’ok del Ministero

Un appello nato dal desiderio di non interrompere un percorso educativo costruito in due anni tanto da scrivere una lettera indirizzata al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Torniamo a parlare della storia del 17enne barese con disabilità, studente dell’I.T.T. “E. di Savoia – F. Caracciolo”, che ha chiesto di poter proseguire anche nell’ultimo anno con la propria insegnante di sostegno, fino alla Maturità.

La docente, vincitrice di un concorso in un’altra provincia, sarebbe dovuta andare incontro a un trasferimento. Dopo diversi tentativi della madre di trovare una soluzione, il ragazzo ha deciso di rivolgersi direttamente alle istituzioni, spiegando di non chiedere un privilegio, ma di poter portare avanti un percorso educativo che stava dando risultati.

La risposta del Ministero è arrivata: dopo essersi “immediatamente attivato”, il Mim ha individuato una soluzione nel rispetto della normativa e del principio dell’“accomodamento ragionevole”. Acquisita anche la disponibilità della docente, sarà quindi garantita la sua presenza accanto allo studente per il prossimo anno scolastico, consentendogli di affrontare la Maturità senza interrompere il lavoro svolto negli ultimi due anni.

Disabile di 25 anni perseguitato e preso a sassate nel Foggiano, ha il naso fratturato: caccia alla baby gang

Un 25enne con disabilità residente a San Giovanni Rotondo (Foggia) è stato preso di mira da un gruppo di giovanissimi, tra i 14 e i 18 anni, che hanno messo in atto una lunga serie di vessazioni, culminate nell’aggressione avvenuta una decina di giorni fa, quando il giovane è stato preso a sassate ed ha riportato la rottura delle ossa del naso.

E’ quanto ha denunciato ai carabinieri la famiglia della vittima tramite l’avvocato Francesco Pio Leonardo Urbano. I militari stanno svolgendo indagini per risalire agli autori.

A quanto si apprende, la vicenda sarebbe cominciata tra giugno e luglio scorsi quando il gruppo, a più riprese, si sarebbe recato sotto l’abitazione del 25enne lanciando pietre contro la finestra della sua camera, oppure infastidendolo con continue chiamate anonime sul cellulare (in un mese circa 70).

“Abbiamo presentato denuncia fin dal primo episodio – spiega all’ANSA il legale -. La vittima non conosce gli aggressori. Non sa chi siano. L’ultimo episodio è relativo all’aggressione fisica”. Da quanto ricostruito, la vittima, dopo che il gruppo si era recato nuovamente presso l’abitazione citofonando e apostrofandolo con offese relative alla sua disabilità, sarebbe sceso in strada per ottenere spiegazioni. In quel momento, il gruppo gli avrebbe scagliato contro delle pietre provocandogli la rottura delle ossa nasali, medicata in ospedale dove il giovane è stato accompagnato dal 118.

“E’ un ragazzo perbene come la sua famiglia. Ha tanti amici, ride e scherza. Quanto sta accadendo è inspiegabile. Confidiamo nel lavoro di forze dell’ordine e magistratura” – afferma il legale che sottolinea anche che “non si tratta di bravate, ma di veri e propri atti persecutori che stanno rendendo difficile la vita della vittima e dei suoi familiari. La nostra è una comunità di gente tranquilla e perbene”.

La prof di sostegno diventa di ruolo, 17enne disabile rischia di perderla: “Fatemi arrivare con lei alla maturità”

«Io non chiedo un privilegio. Chiedo che non venga cancellato un lavoro costruito con fatica, impegno e risultati». È il cuore della lettera che uno studente di 17 anni dell’I.T.T. “E. di Savoia – F. Caracciolo” di Bari, con disabilità grave, ha deciso di rivolgere alle istituzioni in vista del suo ultimo anno di scuola superiore.

A settembre inizierà la quinta classe, l’anno della maturità. Un traguardo importante che il ragazzo vorrebbe affrontare senza interrompere il percorso educativo costruito negli ultimi due anni insieme alla sua insegnante di sostegno. Il rapporto tra i due non si è limitato all’attività didattica. In questi anni, spiega lo studente, sono state sviluppate strategie, tecniche e metodi di apprendimento costruiti sulle sue difficoltà e sulle sue possibilità. Un lavoro che gli ha permesso di conquistare maggiore autonomia, sicurezza e consapevolezza delle proprie capacità.

Ora, però, quel percorso rischia di interrompersi proprio nel momento più delicato. La docente ha vinto un concorso ed è stata assunta a tempo indeterminato in un’altra provincia. Sarebbe disponibile a continuare a seguire il ragazzo ancora per un anno, fino alla maturità. Ma, secondo quanto denunciato nella lettera inviata in redazione, il nuovo status contrattuale della docente rende impraticabile la procedura che, in determinate condizioni, avrebbe potuto consentire la continuità con un’insegnante di sostegno a tempo determinato.

«Io, però, non sono cambiato. La mia disabilità non è cambiata. Il mio bisogno di continuità non è cambiato. È cambiato soltanto il contratto della mia insegnante», si legge nella lettera.  Una situazione che la famiglia sta cercando di sottoporre da mesi all’attenzione delle istituzioni. La madre dello studente ha scritto al Ministro dell’Istruzione e del Merito, all’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia e all’Ambito Territoriale di Bari, chiedendo di individuare una soluzione. Anche il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità si sarebbe espresso favorevolmente rispetto alla necessità di tutelare la continuità del percorso scolastico.

Ma, al momento, una soluzione concreta non è ancora arrivata. Per il 17enne la questione non è semplicemente amministrativa. Dietro una procedura, sottolinea, c’è un ragazzo che deve affrontare la maturità e che rischia di vedere interrotto un percorso costruito passo dopo passo. Per questo il giovane ha deciso di rivolgersi direttamente al ministro: «Le chiedo di guardare concretamente questa situazione e di verificare se possa essere trovata una soluzione che permetta alla mia insegnante di mantenere il ruolo che ha conquistato e, nello stesso tempo, di accompagnarmi ancora per questo ultimo anno».

Nella sua lettera c’è anche un appello al Presidente della Repubblica, pur riconoscendo che non spetta al Quirinale decidere l’assegnazione di un docente. «Lei rappresenta la Repubblica e i principi della nostra Costituzione. Le chiedo di ascoltare la mia voce e di aiutarmi a far capire alle istituzioni che dietro una questione amministrativa c’è un ragazzo con disabilità grave, ci sono due anni di lavoro e di crescita e c’è una maturità da affrontare».

«Se al mio posto ci fosse vostro figlio, accettereste che proprio nell’anno della maturità venisse interrotto un percorso costruito in due anni, anche se la sua insegnante è disponibile a continuarlo?, si domanda il 17enne che non chiede scorciatoie. Chiede di poter arrivare alla maturità continuando il percorso che lo ha accompagnato fino a questo momento.

 

Disabile buttata fuori casa, Tonia: “Complotto di mia nipote ho sempre pagato. Cerco ancora aiuto”

La storia di Tonia, la 61enne disabile con problemi di natura psicologica, ha diviso la nostra community. Ha raccontato di dormire due mesi in auto dopo essere stata cacciata di casa dalla figlia e dalla nipote che ha voluto incontrarci per fornire la sua versione dei fatti. Siamo tornati ancora una volta da Tonia che ha voluto controbattere alle accuse della nipote.

La casa di Lello e Angela in affitto, lo storico vicino si fa avanti: “Serve a un parente disabile”

La casa di Lello e Angela sarà data in affitto, nonostante il disappunto di Lello. Presto vi mostreremo le immagini del sopralluogo nel cantiere quasi ultimato proprio con Lello, mentre sono arrivate già diverse richieste. Tra queste c’è una particolare, avanzata da Mimmo Cecinati, lo storico vicino di Lello e Angela. Ha deciso di provvedere autonomamente alla porta blindata come gesto simbolico per quello che la storia di Lello e Angela ha rappresentato per l’intero stabile. Ha poi chiesto la casa in affitto per un parente disabile e la sua mamma, alla ricerca di una sistemazione. Non decideremo noi, ma il giudice cautelare, questo va ricordato. Ma la richiesta di Mimmo ci ha colpito e avrebbe anche una valenza per noi molto particolare.

Trani, 15enne disabile colpito con un pugno dall’autista sul bus: non aveva il biglietto. Il fratello: “Bastava una multa”

Una discussione nata durante il controllo del biglietto si è trasformata in una colluttazione tra un autista dell’Amet e un ragazzo di 15 anni con disabilità. Torniamo ad occuparci di quanto accaduto a Trani a bordo di un autobus di linea e ora è al centro di un’indagine della polizia, impegnata a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.

Secondo una prima ricostruzione, il diverbio sarebbe scoppiato dopo che il conducente ha chiesto al giovane il titolo di viaggio. Il ragazzo ne sarebbe stato sprovvisto e avrebbe mostrato quello non obliterato di un’amica. La tensione sarebbe rapidamente degenerata fino allo scontro fisico, avvenuto davanti agli altri passeggeri. Entrambi avrebbero riportato ferite.

La madre ha raccontato come il figlio, affetto da una grave forma di Adhd e disturbo borderline, avesse semplicemente dimenticato il biglietto. Secondo il suo racconto, un’amica si sarebbe offerta di cedergli il proprio ticket, ma l’autista avrebbe rifiutato iniziando a inveire contro il ragazzo fino a colpirlo con un pugno.

La vicenda ha suscitato forte clamore anche a livello istituzionale. Il vicesindaco di Trani Fabrizio Ferrante, assessore alle politiche per la diversabilità, ha chiesto con urgenza una relazione dettagliata all’Amet, società partecipata dal Comune, per chiarire responsabilità, testimonianze raccolte e eventuali provvedimenti adottati.

Determinanti potrebbero rivelarsi le immagini registrate da una passeggera presente sul bus, insieme alle testimonianze raccolte dagli investigatori. “.Se non ho il biglietto mi fai la multa, non mi prendi a pugni in faccia”, ha scritto sui social il fratello del 15enne, sottolineando come il ragazzo non abbia riportato conseguenze permanenti ma evidenziando il rischio che la situazione potesse degenerare ulteriormente.

Spaccano la catena e rubano la bici elettrica, Piero: “Ho una figlia disabile. La uso per lavorare”

Lascia la bici elettrica attaccata a un palo con la catena, ma al suo ritorno si accorge che gliel’hanno rubata. La vittima di questo odioso furto è Piero, un papà barese di 42 anni. Non è il primo furto del genere e certamente non sarà nemmeno l’ultimo.

La differenza rispetto a tanti altri episodi analoghi sta nel fatto che con quella bici Piero mantiene la sua famiglia: moglie e figlia di 5 anni disabile. L’uomo lavora come badante di due anziani, uno la mattina e l’altro il pomeriggio e poi il sabato, fa le consegne a domicilio per conto di Deliveroo.

Piero, la cui bici è stata rubata all’altezza del civico 128 di corso Cavour, tra le 18 e le 20 del 12 maggio scorso, fa appello ai ladri. “Ho già sporto denuncia, ma non vorrei andare oltre. Fatemela ritrovare e risolviamo”, le sue parole.

Il sospetto, tuttavia, è che il ladro possa essere uno dei tanti disperati che affollano la città e che la bici possa essere già stata venduta per pochi euro. SherLocont e la Casa di Quinto Potere, fanno appello alla communuty, per cercare di comprare un’altra bici a Piero. In ogni caso comunque il papà riavrà la sua bici.