Gli rubano la bici elettrica, “La Casa di Quinto Potere” ne compra un’altra: Piero può lavorare

Torniamo a parlare della storia di Piero e della sua bici elettrica rubata qualche giorno fa all’altezza del civico 128 di corso Cavour, tra le 18 e le 20 del 12 maggio scorso.

Abbiamo diffuso il suo appello perché, a differenza di tanti altri episodi analoghi, Piero con la bici mantiene la sua famiglia: moglie e figlia di 5 anni disabile. L’uomo infatti lavora come badante di due anziani, uno la mattina e l’altro il pomeriggio e poi il sabato, fa le consegne a domicilio per conto di Deliveroo.

Ci ha pensato La Casa di Quinto Potere a comprare una nuova per permettere a Piero di tornare alla normalità e di dimenticare questa brutta parentesi.

Spaccano la catena e rubano la bici elettrica, Piero: “Ho una figlia disabile. La uso per lavorare”

Lascia la bici elettrica attaccata a un palo con la catena, ma al suo ritorno si accorge che gliel’hanno rubata. La vittima di questo odioso furto è Piero, un papà barese di 42 anni. Non è il primo furto del genere e certamente non sarà nemmeno l’ultimo.

La differenza rispetto a tanti altri episodi analoghi sta nel fatto che con quella bici Piero mantiene la sua famiglia: moglie e figlia di 5 anni disabile. L’uomo lavora come badante di due anziani, uno la mattina e l’altro il pomeriggio e poi il sabato, fa le consegne a domicilio per conto di Deliveroo.

Piero, la cui bici è stata rubata all’altezza del civico 128 di corso Cavour, tra le 18 e le 20 del 12 maggio scorso, fa appello ai ladri. “Ho già sporto denuncia, ma non vorrei andare oltre. Fatemela ritrovare e risolviamo”, le sue parole.

Il sospetto, tuttavia, è che il ladro possa essere uno dei tanti disperati che affollano la città e che la bici possa essere già stata venduta per pochi euro. SherLocont e la Casa di Quinto Potere, fanno appello alla communuty, per cercare di comprare un’altra bici a Piero. In ogni caso comunque il papà riavrà la sua bici.

Omicidio a Foggia, caccia al killer di Dino Carta: sospetti su un uomo in bicicletta. S’indaga nella vita privata

Si concentrano sulla sfera privata le indagini sull’omicidio di Dino Carta, 42enne personal trainer ucciso lunedì sera a Foggia con quattro colpi di pistola mentre portava a spasso il cane nei pressi della sua abitazione, in via Caracciolo, vicino allo stadio. Gli investigatori escludono al momento il coinvolgimento della criminalità organizzata: la vittima era incensurata e le modalità del delitto non sembrano riconducibili a un’esecuzione mafiosa.

Secondo una prima ricostruzione, l’assassino avrebbe agito da solo, raggiungendo il luogo in bicicletta e sparando alle spalle prima di fuggire, perdendo anche il caricatore dell’arma. Un’azione che farebbe pensare a un killer non professionista. Sempre meno probabile anche l’ipotesi dello scambio di persona: Carta sarebbe stato atteso proprio nell’orario consueto della passeggiata serale, segno che il bersaglio fosse lui.

I carabinieri hanno ascoltato per ore familiari e amici e stanno analizzando il contenuto del suo smartphone alla ricerca di elementi utili, come messaggi o contatti recenti. Gli accertamenti riguardano ogni aspetto della vita privata, dal matrimonio con la moglie Sara Traisci, da cui aveva avuto una figlia dieci mesi fa, al precedente rapporto, da cui era nata un’altra figlia oggi dodicenne.

Dalle prime testimonianze emerge il profilo di una persona benvoluta e senza apparenti contrasti: buoni i rapporti con l’ex moglie, positive le relazioni professionali e personali. Carta era attivo anche nel volontariato parrocchiale, dove prestava servizio come ministrante. Numerosi i messaggi di cordoglio dalla comunità cittadina e dalle istituzioni, che parlano di una tragedia che colpisce profondamente l’intera città.

Bari, dal Comune incentivi a chi si muove in bici o in monopattino: tutte le info sul programma Muvt

Riparte MUVT in bici, il programma del Comune di Bari che incentiva gli spostamenti sostenibili con rimborsi fino a 0,20 euro al chilometro per chi si muove in bici o monopattino. Sono in pubblicazione sul sito del Comune di Bari a questo link i bandi “MUVT to Work in bici e monopattino” e “Bike to Art 2026”, le due misure di tracciamento e rimborso chilometrico previste nell’ambito del programma MUVT in Bici, attivo dal 2019 per incentivare gli spostamenti sostenibili in città.

Il programma, rifinanziato con delibera di Giunta, introduce alcune novità rispetto alle edizioni precedenti: per la prima volta vengono inclusi anche i monopattini tra i mezzi incentivati e il focus si concentra in particolare sugli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola/università, ovvero quelli che incidono maggiormente sulle abitudini quotidiane di mobilità.

Dal lancio nel 2019 il progetto MUVT in Bici ha registrato risultati significativi: oltre 2.113.000 chilometri percorsi, più di 410.000 sessioni registrate sull’app, circa 1.200 cittadini coinvolti nelle diverse edizioni del programma, quasi 190.000 euro di incentivi erogati, di cui oltre 173.000 euro in rimborsi chilometrici diretti, oltre 15.000 euro di voucher culturali utilizzati tramite il programma Bike to Art, circa 337.000 kg di CO₂ risparmiati grazie agli spostamenti in bici al posto dell’auto privata.

La misura è stata inoltre citata dal World Economic Forum come esempio virtuoso a livello internazionale di incentivazione alla mobilità sostenibile.

La nuova edizione introduce alcune innovazioni rispetto al passato. Per la prima volta l’incentivo chilometrico si estende anche ai monopattini, sia privati sia in sharing, riconoscendo il ruolo crescente della micromobilità negli spostamenti urbani. Il bando è rivolto a lavoratori e studenti che studiano o lavorano a Bari, con l’obiettivo di incentivare l’utilizzo di mezzi sostenibili nei tragitti casa-lavoro e casa-scuola/università. Non sarà più necessario installare dispositivi hardware sulla bicicletta: l’app MUVT IN BICI registrerà automaticamente gli spostamenti e distinguerà il mezzo utilizzato. Il rimborso è riconosciuto anche a chi utilizza sistemi di bike sharing o monopattini in sharing attivi in città.

Possono iscriversi a MUVT to Work 2026 studenti maggiorenni iscritti a università o scuole con sede nel Comune di Bari e lavoratori maggiorenni (dipendenti o autonomi) con sede lavorativa nel Comune di Bari.

La partecipazione è aperta anche ai non residenti, purché studino o lavorino in città. Il progetto prevede fino a 2.000 partecipanti, con possibilità di aumento in caso di forte adesione.

Il rimborso chilometrico previsto è: 0,20 euro al chilometro per gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola e 0,04 euro al chilometro per gli altri spostamenti urbani. Il rimborso massimo giornaliero è di 1 euro per utente. Il pagamento avviene tramite bonifico bancario al raggiungimento della soglia minima di 50 euro, entro il mese successivo. Il periodo di incentivazione è previsto da marzo fino al 30 novembre 2026.

Le iscrizioni sono aperte da oggi e possono essere effettuate online tramite questo link.

“Con MUVT in Bici riparte il programma di tracciamento e rimborso chilometrico che nelle edizioni precedenti ha già prodotto risultati importanti – dichiara l’assessore alla Mobilità Domenico Scaramuzzi – oltre due milioni di chilometri percorsi, quasi 190 mila euro di incentivi erogati e un progetto riconosciuto anche dal World Economic Forum. Con questa nuova edizione vogliamo rafforzare il focus sugli spostamenti quotidiani casa-lavoro e casa-università, perché sono proprio questi tragitti a poter cambiare davvero le abitudini di mobilità della città. Introduciamo inoltre per la prima volta i monopattini tra i mezzi incentivati e sperimentiamo un sistema di tracciamento interamente digitale, senza dispositivi fisici sulla bici, con l’obiettivo di rendere il progetto più semplice, accessibile e replicabile”.

Accanto al rimborso chilometrico torna Bike to Art, la componente di gamification del progetto che trasforma i chilometri percorsi in voucher culturali spendibili presso cinema, teatri, musei ed eventi culturali aderenti.

Il sistema premia la costanza su base trimestrale con tre livelli: Bronzo – 200 km: voucher da 5 euro, Argento – 400 km: voucher da 10 euro, Oro – 800 km: voucher da 20 euro.

Le sessioni decorrono dal 1° aprile 2026 e si suddividono nei periodi: aprile – giugno; luglio – settembre; ottobre – novembre. I voucher potranno essere utilizzati fino al 30 novembre 2026.

Entrambi i bandi sono finanziati con fondi POC Metro 2014-2020, nell’ambito delle azioni per l’aumento della mobilità sostenibile nelle aree urbane.

Bari, rubata la bici in centro a Michele Laforgia. L’appello social del penalista: “Servono stalli con le telecamere”

“Una prece. Dopo tre anni di onorato servizio, la mia splendida bicicletta rossa, regalo dei colleghi di studio, è stata rubata. In pieno centro, in piena movida, sabato scorso, nonostante fosse legata con apposito lucchetto a un palo”.

Inizia così il racconto sui social del penalista barese. “Pare sia un destino ineluttabile, nella nostra città, che pure ha investito non poco nelle piste ciclabili e dovrebbe puntare decisamente sulla mobilità sostenibile per ridurre il traffico e le emissioni nocive”, aggiunge.

“Tuttavia, a parte il danno economico e il dispiacere personale, va detto che per incentivare l’uso della bici in città forse sarebbero necessari appositi stalli sorvegliati con telecamera, almeno in centro. Altrimenti, sarà difficile”, conclude Laforgia.

Tragedia a Ruvo, bici travolta da auto sulla provinciale per Corato: un morto

Tragedia a Ruvo, sulla strada provinciale per Corato, dove un ciclista ha perso la vita dopo essere stato travolto da un’auto nei pressi della rotatoria per Bisceglie.

La vittima è uno straniero ed è stata sbalzata dal mezzo a due ruote, finendo rovinosamente sull’asfalto. Vani i soccorsi del 118. Il conducente dell’auto si è fermato subito a prestare soccorso. Sul posto è intervenuta anche la Polizia Locale.

Schianto bici-auto, l’ultimo saluto di Andria al rider 18enne Nicola Casucci: “Tempo del silenzio”

Le maglie nere. Gli occhi coperti dagli occhiali con le lenti scure che non riescono a nascondere le lacrime. Abbracciati, stretti uno accanto all’altro a passo lento dietro una bara color sabbia.

Così, la famiglia e gli amici di Nicola Casucci, il rider 18enne morto nella tarda serata di venerdì scorso in un incidente avvenuto ad Andria mentre stava lavorando, sono usciti dalla chiesa dedicata alla Madonna della Grazia in cui si sono svolti questa mattina i suoi funerali, vietati a telecamere e macchine fotografiche. A rompere il silenzio è stato solo il suono lento e grave delle campane.

“Non è questo il tempo di polemizzare, non è il tempo di avere spiegazioni davanti al mistero della morte: non c’è una spiegazione razionale che regga davanti al mistero della morte, c’è un silenzio da contemplare e da vivere. E per chi ha fede è il tempo di affidarsi completamente alla volontà di Dio”, le parole di don Vito Zinfollino nel corso dell’omelia.

Agli amici di Nicola e ai ragazzi e alle ragazze che hanno partecipato alle esequie, don Vito ha chiesto di “partire da questa ferita che deve segnare veramente una svolta nella vostra vita, una vita fatta più di bene che di male, una vita fatta di azioni che tendono a costruire e non a distruggere” e poi la richiesta ai più grandi a imparare “a valorizzare i ragazzi e le ragazze perché loro sono la nostra bellezza”. “Dio che non vuole la morte dell’uomo, anche nella sofferenza e nella tristezza è accanto a noi e piange insieme con noi”, ha concluso.

Tragedia ad Andria, schianto auto-bici: muore il 18enne Nicola Casucci. Stava lavorando come rider

Un rider di 18 anni è morto mentre era al lavoro in un incidente stradale avvenuto in viale Virgilio all’angolo tra via Ospedaletto e viale Orazio, nel centro di Andria.

La vittima, Nicola Casucci, andriese, pedalava in sella alla sua bici quando, intorno alle 23.30, si è scontrato con un’auto guidata da una 28enne. Per lui sono stati immediati i soccorsi del 118, ma la corsa in ospedale e i tentativi di rianimarlo sono stati inutili.

Indagano i carabinieri che vagliano la posizione della conducente dell’auto, risultata negativa ai test sull’assunzione di droghe e alcol. La bici e l’auto sono stati sequestrati.

Orrore a Gioia, insulti e sputi su bimbo di 11 anni per il colore della pelle: la denuncia della mamma

Insulti a sfondo razziale, offese e sputi in faccia e sulla sua bici: è quanto ha dovuto subire un bimbo di 11 anni di Gioia del Colle, nel Barese, figlio di una mamma italiana e di un papà nigeriano.

È accaduto venerdì sera, la prima volta che l’11enne era uscito da solo con i suoi amichetti. La mamma dell’11enne, che lavora nel sociale, ha deciso di parlarne in un post su Facebook. Interpellata dall’ANSA, spiega di aver condiviso con suo figlio la scelta di rendere noto l’accaduto “perché non debba succedere mai più”.

“Ora – sottolinea – mio figlio sta meglio ma è stato un trauma, un’aggressione a tutti gli effetti, e col passare dei giorni emergono nuovi particolari. Pare che siano partiti in tre, poi gli altri si sono defilati ed è rimasto solo un ragazzino un po’ più grande di lui. Il segno di questa cosa rimarrà, ma un paese intero si è sollevato e lui si è sentito protetto. Anche il sindaco lo ha chiamato. C’è stata una comunità che ha gridato allo scandalo”.

“Non è la prima volta che viene bullizzato per il colore della sua pelle – aggiunge la mamma – ma questa volta si è oltrepassato il limite”.