Truffa del falso maresciallo a Brindisi, anziana consegna 2.400 euro per liberare la figlia: arrestato casertano

Un’anziana di Brindisi è stata truffata di 2.400 euro con la tecnica del falso maresciallo dei Carabinieri. La donna era stata contattata telefonicamente da un uomo che le aveva fatto credere che la figlia fosse stata fermata e che fosse necessario consegnare del denaro per ottenere la sua liberazione.

Convinta di dover aiutare la figlia, l’anziana ha consegnato i contanti a un complice del falso militare, rendendosi conto solo in seguito di essere stata raggirata. Le indagini della Squadra Mobile hanno portato all’arresto di un giovane, domiciliato in provincia di Caserta, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Brindisi su richiesta della Procura. L’indagato è accusato, a vario titolo e secondo l’ipotesi accusatoria, di truffa aggravata in concorso.

Tragedia a Sannicandro, auto finisce fuori strada sulla sp236 e si ribalta: muoiono padre e figlia di 14 anni

È di due morti il bilancio del grave incidente stradale avvenuto nella notte sulla provinciale 236, nei pressi di Sannicandro di Bari.

Le vittime, padre e figlia di 14 anni, viaggiavano a bordo di una utilitaria che, per cause ancora da accertare, è uscita dalla carreggiata all’altezza di una rotatoria, ribaltandosi.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e il personale del 118, mentre le indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente sono affidate ai carabinieri.

Schianto a Polignano, auto si ribalta sulla ss16: ferite mamma e figlia – FOTO

Paura intorno alle ore 13 sulla Statale 16, all’altezza di Polignano a Mare, dove si è verificato un incidente che ha coinvolto due automobili. Il bilancio è di due feriti, una mamma e la figlia, che viaggiavano a bordo di una delle vetture coinvolte.

Sul posto è intervenuta una squadra dei Vigili del Fuoco di Bari, impegnata nelle operazioni di soccorso. Le due donne sono rimaste all’interno dell’auto, che si è ribaltata, e sono state estratte dall’abitacolo dai soccorritori. Entrambe sono state affidate alle cure dei sanitari e, secondo le prime informazioni, non sarebbero in pericolo di vita.

Coinvolta nel sinistro anche una seconda vettura. Il conducente, un uomo, è riuscito invece a uscire autonomamente dall’abitacolo, senza necessità dell’intervento dei Vigili del Fuoco per l’estrazione.

Terminate le operazioni di soccorso, la squadra ha provveduto alla messa in sicurezza dei veicoli e al ripristino delle condizioni della sede stradale. La viabilità è tornata regolare dopo circa un’ora. Restano da chiarire le cause e l’esatta dinamica dell’incidente.

Mamma e figlie aggredite da un lupo a Gallipoli, il racconto: “Così le ho salvate. Pensavo volesse farmi fuori”

Si chiama Domenico Capriello, è campano ma vive a Roma, l’uomo che durante una vacanza a Gallipoli ha salvato una donna di 53 anni e la figlia di 12 dall’aggressione di un animale selvatico, probabilmente un lupo.

Le immagini delle telecamere della struttura ricettiva mostrano Capriello mentre interviene per allontanare l’animale. Nel tentativo di difendere madre e figlia, è stato azzannato e ha riportato ferite a una mano e a un braccio, ora immobilizzato.

«”Ho visto una bambina e il lupo che buttava a terra la madre e aggrediva la figlia. Come fai a non agire?”, racconta a TgNorba l’uomo che ha reagito cercando di scacciare l’animale con calci e pugni. “Ho cercato di fare del mio meglio, pensavo volesse farmi fuori”, ha aggiunto.

Un lupo anche a Gallipoli, aggredita famiglia di turisti a Punta Pizzo: ferite mamma e figlia di 12 anni

Paura ieri sera, 20 agosto, a Punta Pizzo, a Gallipoli, dove una turista di 52 anni, la figlia di 12 anni e un uomo di 47 anni sono stati aggrediti da un animale, indicato come un lupo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, impegnati nelle ricerche dell’animale all’interno e nei dintorni della struttura ricettiva dove è avvenuto l’episodio.

La donna e la bambina, entrambe ferite ma non in pericolo di vita, sono state trasportate all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove si trovano tuttora ricoverate. Il 47enne, intervenuto per proteggere la donna e la ragazzina, è stato invece medicato all’ospedale di Gallipoli e dimesso con una prognosi di cinque giorni.

Proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione e individuare l’animale. In Puglia non si arrestano dunque le segnalazioni e gli avvistamenti dopo i casi dei tre bambini azzannati a Noicattaro.

Lite familiare a Copertino, spara al compagno della figlia: 61enne fermato per tentato omicidio

È stato sottoposto a fermo nella notte un 61enne di Copertino, ritenuto responsabile del ferimento del compagno 29enne della figlia, avvenuto ieri pomeriggio al culmine di una lite familiare.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’uomo avrebbe esploso un colpo di pistola, detenuta illegalmente, colpendo il 29enne all’avambraccio sinistro e provocandogli la frattura del radio. Il ferito è stato trasportato in ospedale a Lecce, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico.

Il 61enne, accusato di tentato omicidio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco, si sarebbe allontanato dall’abitazione a bordo di un motociclo dopo lo sparo, venendo successivamente rintracciato dai militari.

Durante la perquisizione è stato trovato un bossolo calibro 9 corto, mentre la pistola non è stata ancora recuperata. Sono in corso accertamenti per ricostruire la dinamica e stabilire dove sia stata nascosta o abbandonata l’arma.

Aggressione a Canosa, il 77enne Sabino Di Palma muore dopo due mesi di agonia. La figlia: “Avrai giustizia”

È morto dopo quasi due mesi di ricovero Sabino Di Palma, il 77enne di Canosa di Puglia vittima di una violenta aggressione avvenuta lo scorso 30 maggio. L’anziano, che aveva riportato un gravissimo trauma cranico, era stato inizialmente ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Bonomo” di Andria e successivamente trasferito in un hospice di Bisceglie, dove è deceduto nella tarda serata di ieri.

La salma è stata trasferita all’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari, dove nei prossimi giorni sarà eseguita l’autopsia. Alla luce del decesso, la posizione del 48enne già posto agli arresti domiciliari con l’accusa di tentato omicidio potrebbe aggravarsi fino all’ipotesi di omicidio.

Secondo gli investigatori del Commissariato di Canosa, l’aggressione sarebbe scaturita da una lite legata a vecchi dissapori tra i due uomini. Il presunto responsabile era stato rintracciato poche ore dopo i fatti in un comune diverso da Canosa grazie alle attività investigative e di geolocalizzazione svolte dalla Polizia.

Profondo il dolore della famiglia. In un messaggio pubblicato sui social, la figlia della vittima ha ricordato il padre con parole cariche di commozione: «Sei uscito per comprare le sigarette e hai incontrato una persona che ha distrutto la nostra famiglia. Ti daremo la giustizia che meriti». La donna ha inoltre raccontato di non aver fatto in tempo a condividere con lui la notizia del sesso del bambino che aspetta, definendolo «un papà meraviglioso e un nonno splendido» che resterà per sempre nei ricordi dei suoi cari.

Lecce, schiaffeggia la figlia 16enne e le vieta di uscire in scooter con il fidanzato: papà indagato per maltrattamenti

Avrebbe schiaffeggiato la figlia di 16 anni al culmine di una lite scoppiata dopo averle vietato di uscire in scooter con il fidanzato. Per questo un 46enne della provincia di Lecce è indagato con le accuse di maltrattamenti in famiglia aggravati e lesioni.

La ragazza, colpita al volto, è stata accompagnata in ospedale, dove i medici le hanno riscontrato alcune ecchimosi giudicate guaribili in cinque giorni. La segnalazione del pronto soccorso ha fatto scattare le indagini, con il coinvolgimento dei servizi sociali e della scuola frequentata dalla giovane.

Nei giorni scorsi la 16enne è stata ascoltata in incidente probatorio e avrebbe ricostruito l’accaduto, definendo però l’aggressione un episodio isolato. Gli investigatori stanno verificando se in famiglia vi siano stati altri casi di violenza.

Secondo persone vicine all’uomo, il padre sarebbe particolarmente rigoroso nell’educazione della figlia e i contrasti con la moglie sui metodi educativi avrebbero alimentato le tensioni familiari.

La Procura attende ora l’esito della consulenza sull’attendibilità della testimonianza della ragazza prima di decidere se chiedere l’archiviazione del procedimento o il rinvio a giudizio dell’indagato. Nel frattempo la famiglia continua a vivere nella stessa abitazione e, allo stato, non sono stati adottati provvedimenti di allontanamento della minore.