Segrega la compagna in una casa isolata in campagna e la violenta davanti alla figlia: arrestato 27enne di Bari

Un 27enne originario di Bari è stato arrestato con le accuse di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale nei confronti della compagna. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura ed eseguita dai carabinieri della stazione di Trinitapoli.

Le indagini, avviate dopo la denuncia della donna, avrebbero fatto emergere un grave quadro di vessazioni, controllo ossessivo e isolamento. Secondo gli investigatori, l’uomo, spinto da una gelosia morbosa, avrebbe installato un dispositivo gps sull’auto della compagna per monitorarne gli spostamenti, sottoponendola a continui controlli telefonici. La vittima sarebbe stata inoltre costretta a vivere in una casa isolata in campagna, priva di mezzi di trasporto.

Gli accertamenti avrebbero documentato anche episodi di violenza sessuale consumati in luoghi isolati, persino in presenza della figlia minore della coppia. Contestualmente, il 27enne avrebbe dissipato ingenti somme di denaro nel gioco d’azzardo, utilizzando anche beni appartenenti al patrimonio familiare.

Nel corso delle indagini sarebbero emersi anche presunti rituali superstiziosi ai quali l’indagato si sarebbe affidato per tentare di superare la dipendenza dal gioco. Secondo quanto ricostruito, il giovane avrebbe seguito le indicazioni di un “santone”, compiendo riti con fotografie di famiglia infilzate da spilli e indumenti cosparsi di cera accompagnati da frasi dal contenuto macabro.

Bari, foto intime e lettere anonime all’ex compagna: arrestato 53enne per stalking. Ai domiciliari con braccialetto

La Polizia Postale di Bari ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico – emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura – nei confronti di un 53 enne campano, gravemente indiziato del delitto di stalking e diffusione illecita di immagini intime (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa).

L’attività è nata dalla denuncia della donna, sporta presso gli uffici del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Bari, per aver ricevuto lettere anonime, sia a casa che sul lavoro, contenenti foto intime scattate a sua insaputa e accompagnate da frasi offensive. Le stesse immagini sarebbero state poi diffuse anche sui social, inviate a conoscenti tramite profili falsi.

Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Bari e rese difficili dall’uso di account anonimi, hanno permesso di edificare un rilevante ed univoco quadro indiziario a carico dell’ex compagno della donna, che non avrebbe accettato la fine della relazione, per il quale l’Autorità Giudiziaria ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

L’operazione conferma il continuo impegno della Polizia Postale, in sinergia con gli Uffici giudiziari della Procura della Repubblica, nel contrasto ai reati di stalking e revenge porn, evidenziando il dilagare del fenomeno e rimarcando l’importanza di denunciare tempestivamente.

Al McDonald’s con le pistole, scorda il marsupio e viene arrestato: nei guai la compagna maestra

Vi raccontiamo quanto accaduto nelle scorse ore al McDonald’s di Santa Caterina a Bari. Un uomo ha dimenticato il marsupio dopo aver consumato all’interno, il personale lo ha trovato e si è accorto della presenza di una pistola al suo interno. Così sono state allertate le Forze dell’Ordine, mentre il proprietario nel frattempo era tornato sul posto per riprendersi il marsupio. I Carabinieri hanno recuperato la pistola e chiesto spiegazioni, mentre lo stesso uomo ha cercato di nasconderne un’altra nella borsa della sua compagna, una maestra. Una situazione controversa che poi è proseguita altrove. Ecco come è andata a finire.

Perseguita, picchia e maltrattata l’ex compagna. Condanna record a Bari: inflitti 4 anni e 6 mesi a 34enne

Un 34enne della provincia di Bari è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione per maltrattamenti e atti persecutori nei confronti dell’ex compagna. Secondo gli inquirenti, la donna avrebbe subito ripetute aggressioni, minacce e tentativi di strangolamento, fino a episodi di violenza domestica culminati con l’intervento delle forze dell’ordine.

Stando agli atti dell’inchiesta, in un episodio particolarmente grave, solo l’intervento di un passante avrebbe evitato conseguenze peggiori, permettendo alla vittima di rientrare in sicurezza nella propria abitazione.

Le violenze sarebbero proseguite anche all’interno della casa condivisa: dopo la decisione della donna di interrompere la convivenza, l’uomo l’avrebbe minacciata con un bicchiere di vetro, arrivando a sbatterle la testa contro un armadio. La vittima è riuscita a sottrarsi all’aggressione e a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

Anche dopo la fine della relazione, l’uomo avrebbe continuato a perseguitarla, appostandosi sotto casa e ostacolandone gli spostamenti. Le condotte hanno fatto scattare il “codice rosso” e portato alla condanna, tra le più severe mai inflitte in città per questo tipo di reati. Disposti anche l’interdizione dai pubblici uffici e il risarcimento alle parti civili.

Modugno, tentata rapina nell’azienda Sunny Infissi. Titolare reagisce: “Hanno preso la mia compagna per i capelli”

Momenti di paura nella serata di ieri, intorno alle 19.30, all’interno dell’azienda Sunny Infissi, dove due giovani armati e con il volto coperto hanno fatto irruzione nel capannone nel tentativo di mettere a segno una rapina.

Nel corso dell’assalto, il titolare dell’azienda, Domenico Campanello, e la sua compagna sono stati aggrediti. L’uomo ha riportato diverse ferite alla testa e al volto, ma le sue condizioni non destano preoccupazione.

Secondo quanto ricostruito, i due malviventi — descritti come molto giovani e con il passamontagna — avrebbero agito con decisione, dimostrando di sapere cosa cercare. La donna è stata afferrata per i capelli, mentre al titolare è stato intimato di indicare il luogo in cui si trovava la cassaforte.

Campanello ha però reagito, ingaggiando una colluttazione con uno dei rapinatori nel tentativo di scoprirne il volto. Durante lo scontro è rimasto ferito, ma la sua reazione ha messo in fuga i due aggressori, che sono scappati senza riuscire a portare via nulla.

“Erano due ragazzi molto giovani con il passamontagna, sapevano cosa volevano. Io ero con la mia compagna, l’hanno presa per i cappelli per intimarmi a fargli vedere dove fosse la cassaforte. Io ho reagito e lottato, volevo togliere il passamontagna per vederli il faccia”, le parole del titolare.

Sul caso indagano i carabinieri, intervenuti dopo l’allarme lanciato dal 118. Gli investigatori stanno acquisendo le immagini delle telecamere di sorveglianza dell’azienda e della zona per risalire all’identità dei responsabili.

Bari, perseguita l’ex compagna per anni. Tolta la pistola a guardia giurata foggiana: “Non è affidabile”

Un uomo condannato per atti persecutori nei confronti dell’ex compagna non può ottenere il porto d’armi, neppure se l’arma è necessaria per svolgere il lavoro di guardia giurata. Lo ha stabilito il Tar di Bari, che ha respinto il ricorso presentato da un vigilantes di Foggia contro il provvedimento con cui la prefettura gli aveva negato la licenza biennale di porto di pistola a tassa ridotta, ritenendolo «non affidabile» sotto il profilo della sicurezza.

All’origine della vicenda c’è la denuncia sporta nel 2024 dall’ex moglie, che aveva segnalato una serie di comportamenti ossessivi e molesti protrattisi per mesi dopo la fine della relazione. Le accuse sono state vagliate in sede penale e il giudice ha condannato l’uomo a un anno e nove mesi di reclusione per stalking. La sentenza è stata impugnata dalla difesa, ma nel frattempo, pur avendo ottenuto la nomina a guardia particolare giurata, l’uomo non ha ricevuto l’autorizzazione a portare l’arma.

Davanti ai giudici amministrativi il ricorrente ha sostenuto che la condanna non è definitiva, essendo stata pronunciata solo in primo grado, che gli è stata concessa la sospensione condizionale della pena e che ha intrapreso un percorso di sostegno psicologico presso l’associazione Impegno Donna. Inoltre, ha evidenziato come l’assenza dell’arma comprometta concretamente la possibilità di svolgere le mansioni per cui è stato assunto.

Il Tar, tuttavia, ha ritenuto legittima la decisione della prefettura, sottolineando l’ampia discrezionalità riconosciuta al prefetto in materia di pubblica sicurezza. Anche in mancanza di una condanna definitiva, infatti, l’autorità può negare il porto d’armi a chi sia stato coinvolto in reati rientranti nel cosiddetto Codice rosso.

«Il potere attribuito alla prefettura ha natura preventiva e non punitiva», si legge nella sentenza, poiché mira a scongiurare rischi per l’incolumità delle persone e per l’ordine pubblico. Pur consapevoli delle ricadute professionali per il vigilante, i giudici hanno ribadito che la tutela della sicurezza dell’ex moglie e della collettività deve prevalere.

Follia a Taranto, 40enne accoltellato davanti alla compagna: arrestato un uomo. Caccia ai complici

Un 40enne è stato arrestato dai carabinieri a Taranto con l’accusa di tentato omicidio per aver aggredito un coetaneo, il 20 dicembre scorso, in zona Porto.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la vittima passeggiava a piedi insieme alla compagna quando sarebbe stata aggredita da un gruppo di persone. Il 40enne sarebbe stato colpito con pugni e schiaffi al volto dall’aggressore che lo avrebbe fatto cadere per terra. Un’altra persona avrebbe infierito con calci.

La vittima è riuscita a divincolarsi e ha provato a nascondersi dietro alcune auto, dove sarebbe stata raggiunta e colpita nuovamente. L’arrestato avrebbe a questo punto estratto un’arma da taglio infierendo più volte sul 40enne, provocandogli una profonda lesione polmonare, mentre una terza persona teneva ferma la vittima.

Immediatamente soccorsa dal personale sanitario del 118, il 40enne è stato trasportato d’urgenza nell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto ed è stato operato, restando in prognosi riservata.

Le indagini hanno permesso ai carabinieri di identificare uno dei responsabili dell’aggressione che è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio e condotto nel carcere di Taranto. Caccia ai complici

Maltratta e picchia la compagna davanti ai figli per 7 anni: 35enne francese arrestato nel Tarantino

I carabinieri di San Giorgio Jonico (Taranto) hanno arrestato un uomo di 35 anni, cittadino francese da tempo residente nel comune, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo avrebbe sottoposto la compagna a un clima di continue offese, minacce e vessazioni sin dall’inizio della convivenza, avviata nel 2018.

Una situazione mai denunciata prima e degenerata nei giorni scorsi in una escalation di violenza. Nel corso dell’ennesima lite domestica, l’indagato avrebbe aggredito verbalmente e fisicamente la donna alla presenza dei due figli minorenni, arrivando anche a sottrarle il telefono cellulare per impedirle di chiedere aiuto.

Il dispositivo sarebbe stato poi scaraventato a terra e distrutto. La vittima sarebbe stata colpita al volto con tale violenza da frantumarle gli occhiali da vista.

Sfruttando un momento di distrazione dell’uomo, la donna è riuscita a contattare il 112. L’intervento dei carabinieri è stato immediato e ha consentito di interrompere l’aggressione, evitando conseguenze più gravi.

Il 35enne, su disposizione dell’autorità giudiziaria, è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari in un’abitazione diversa da quella della convivente.

“Ti porteranno i fiori al cimitero”, picchia la compagna e la figlia minorenne: 38enne condannato a Bari

La Corte di Appello ha dimezzato la condanna a 7 anni inflitta in primo grado ad un 38enne barese per aver maltrattato la convivente e per aver offeso e percosso la figlia minorenne che prendeva le difese della madre.

L’uomo è stato così condannato a 4 anni di reclusione, gli abusi sono andati avanti dal 2020 al 2024. La vittima, una 36enne, ha poi trovato coraggio di denunciare. Il 38enne è stato assolto dall’accusa di violenza sessuale, per questo la pena è stata dimezzata in Appello.

“Ti devo uccidere, ti devo impiccare, ti devo mettere due dita in gola, io andrò in carcere ma a te porteranno i fiori al cimitero”, queste alcune delle frasi pronunciate nei confronti della donna da parte dell’uomo. La vittima sarebbe stata colpita anche con calci, schiaffi e pugni. In un’occasione la donna ha rimediato la frattura di una costola, in un’altra occasione il 38enne le avrebbe stretto le mani intorno al collo fino quasi a soffocarla.

Nei confronti della figlia 16enne invece l’uomo avrebbe riservato “umiliazioni con frasi scurrili, offensive e denigratorie, accusandola di prendere le difese ed essere complice della madre, picchiandola in modo violento e senza motivo”, fino a cacciarla di casa e farla andare a vivere con la nonna materna dopo averla colpita con un cellulare in testa.

Aggredisce la compagna, la sequestra e l’abbandona seminuda in campagna: arrestato 44enne a Massafra

I Carabinieri hanno arrestato un 44enne di Massafra con l’accusa di maltrattamenti, sequestro di persona e lesioni personali. L’uomo, secondo quanto ricostruito dalle indagini, avrebbe aggredito la compagna con calci e pugni e l’avrebbe abbandonata seminuda in piena campagna.

La donna, nonostante le ferite riportate, è riuscita a chiedere aiuto ai familiari e a presentarsi in caserma per denunciare l’accaduto. Tutto ha avuto origine dall’inizio della relazione nel 2023 con l’uomo, troppo geloso e possessivo.

La vittima è stata trasportata all’ospedale di Castellaneta, i medici le hanno diagnosticato lesioni guaribili in 15 giorni. L’uomo è stato rintracciato e posto agli arresti domiciliari.