Minacce, aggressioni e Gps sull’auto per controllare la compagna: 50enne salentino a processo. Lei ritira la denuncia

Un 50enne salentino sarà processato dal Tribunale di Lecce con l’accusa di maltrattamenti aggravati, nell’ambito di una vicenda caratterizzata, secondo l’accusa, da controllo e limitazioni della libertà della compagna.

Le condotte contestate sarebbero iniziate nel 2023 e avrebbero compreso aggressioni fisiche, minacce, umiliazioni e insulti, oltre a un forte controllo sulla vita quotidiana della donna. L’uomo avrebbe installato un GPS sull’auto della compagna per monitorarne gli spostamenti e le avrebbe imposto di comunicargli dove si trovava quando usciva di casa.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe inoltre ostacolato la ricerca di un lavoro, costringendola di fatto a rimanere in casa, e avrebbe contribuito ad allontanarla dalle persone a lei vicine, lasciandola progressivamente isolata.

La donna aveva presentato denuncia alcuni mesi fa, salvo poi decidere di ritirare la querela. L’indagine, tuttavia, è proseguita perché il reato contestato è procedibile d’ufficio.

Il processo è stato disposto dal gup del Tribunale di Lecce e prenderà il via il 16 febbraio davanti al giudice monocratico. La donna non si è costituita parte civile. Le accuse dovranno ora essere valutate nel corso del dibattimento.

Bari, stalkerizza l’ex compagna. Minacce, pedinamenti e 79 telefonate in poche ore: 48enne a processo

Settantanove telefonate in poche ore, tutte senza risposta, oltre a minacce, pedinamenti e appostamenti sotto casa. Sono alcuni degli episodi contestati a un 48enne del Brindisino, finito a processo a Bari con l’accusa di aver perseguitato la sua ex compagna, una 46enne del Barese, dopo la fine della loro relazione.

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe continuato a chiamarla anche durante la notte, minacciandola di presentarsi sotto casa se non avesse sbloccato il suo numero. In un’occasione avrebbe citofonato per quasi quattro ore consecutive, dalle 3 alle 6.45, chiedendole di incontrarlo.

La donna, spaventata e in uno stato di forte ansia, avrebbe modificato le proprie abitudini per timore della sua incolumità. Dopo essersi rivolta all’associazione Gens Nova, ha presentato denuncia assistita dalle avvocate Laura Bellanova e Anna De Tommaso.

Le indagini della Squadra Mobile della Questura di Bari, coordinate dalla pm Larissa Catella, hanno portato al divieto di avvicinamento alla vittima. Il procedimento è ora in corso davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Bari. La prima udienza si è svolta a luglio: la donna e Gens Nova si sono costituite parte civile.

Aggredisce la compagna e tenta di gettarla dal balcone, poi accoltella il suocero. Choc in Puglia: 37enne in carcere

Violenta aggressione in un’abitazione della provincia di Lecce, dove un 37enne avrebbe aggredito la compagna al culmine di una lite, arrivando a tentare di gettarla dal balcone. A fermarlo sarebbe stato il padre della donna, presente in casa.

L’episodio risale alla mattina del 12 agosto, quando i carabinieri di Scorrano sono intervenuti dopo una segnalazione di una lite familiare. Al loro arrivo hanno trovato l’uomo ferito, la compagna 45enne con il volto insanguinato e ferite alle mani e il padre 79enne della donna ferito alle gambe.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la lite sarebbe iniziata dopo che il 37enne avrebbe gettato nel camino le scarpe della compagna. La situazione sarebbe poi degenerata: la donna sarebbe stata spinta, immobilizzata e aggredita anche sul balcone, dove aveva cercato di chiedere aiuto ai vicini. Il padre sarebbe intervenuto per difenderla, venendo a sua volta colpito con un frammento di vetro.

La donna è stata trasportata al Vito Fazzi di Lecce, dove ha riportato diverse ferite, ecchimosi e un trauma cranico. Anche il padre è stato medicato in ospedale. Il 37enne è stato arrestato e trasferito in carcere. Il gip ha riconosciuto gravi indizi per maltrattamenti, tentato omicidio e lesioni personali aggravate, ritenendo insufficienti misure alternative alla detenzione.

Gioia, maltratta la compagna anche dopo la fine della relazione: 44enne arrestato per maltrattamenti e stalking

Un uomo di 44 anni è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Gioia del Colle con un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita il 6 agosto. È accusato di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e violazione degli obblighi di assistenza familiare.

Secondo l’ipotesi accusatoria, le condotte violente, minacciose e moleste sarebbero iniziate nell’agosto 2025, quando l’uomo avrebbe sottoposto la donna a comportamenti di sopraffazione tali da provocarle un persistente stato di paura per la propria incolumità.

Le presunte molestie sarebbero proseguite anche dopo la fine della convivenza, poiché il 44enne non avrebbe accettato la decisione della donna di separarsi, alimentando un clima di timore e insicurezza. Dopo l’arresto, l’uomo è stato condotto nel carcere di Bari.

Strangola e picchia la compagna, poi la prende a morsi e le versa candeggina in testa. Choc a Bari: 26enne a processo

Avrebbe aggredito e minacciato ripetutamente la convivente 29enne, arrivando in un’occasione a colpirla con una bomboletta e, in un’altra, a stringerle un grembiule da cucina intorno al collo. Sono alcune delle accuse contestate a un 26enne del Sud Est barese, ora a processo in tribunale.

Secondo la denuncia della donna, sostenuta dai legali di Gens Nova, gli episodi sarebbero iniziati nel dicembre 2023, quando, al termine di una discussione, l’uomo l’avrebbe colpita con un calcio, facendola finire contro un comodino, per poi picchiarla ripetutamente alla testa, alla nuca e alle braccia.

Nel luglio 2024, dopo un’altra lite, avrebbe utilizzato una maglietta arrotolata come una frusta per colpirla. Quando la donna avrebbe cercato di allontanarsi, l’uomo l’avrebbe bloccata e, dopo che si era accasciata a terra, le avrebbe versato candeggina sulla testa e sui vestiti.

Altri episodi sarebbero avvenuti nei mesi successivi. Durante una discussione, il 26enne avrebbe filmato la convivente con il cellulare, minacciando di diffondere il video. Quando la donna avrebbe cercato di recuperare il telefono per cancellarlo, lui l’avrebbe spinta a terra e immobilizzata, premendole il volto contro il pavimento. Le accuse dovranno ora essere valutate nel corso del processo.

Segrega, picchia e minaccia la compagna. Poi abusa della figliastra di 14 anni: arrestato 36enne barese

Dieci anni di presunte violenze, maltrattamenti e controllo. È la drammatica storia raccontata da una donna e dalla figlia, che ha portato in carcere un 36enne del Barese, accusato di violenza sessuale continuata e aggravata e maltrattamenti contro familiari.

Secondo quanto denunciato, l’uomo avrebbe progressivamente isolato la compagna da amici e parenti, impedendole di uscire e controllandone ogni movimento, arrivando a picchiarla, offenderla e minacciarla anche con armi. Le violenze avrebbero coinvolto anche i figli della donna, costretti secondo l’accusa a vivere in condizioni degradanti.

Il quadro più grave riguarda però la figlia della compagna, che avrebbe subito abusi sessuali dall’età di 12 anni fino ai 16. La ragazza avrebbe raccontato di essere stata sottoposta a un controllo ossessivo, con divieti sulle uscite, sulle amicizie, sul fidanzato e persino sul taglio dei capelli. Gli abusi, secondo la denuncia, sarebbero avvenuti anche in auto e in una casa di campagna, accompagnati da minacce e ricatti per impedirle di parlare.

La vicenda sarebbe proseguita anche dopo la fuga della donna dalla casa familiare con i figli. Secondo le accuse, l’ex compagno avrebbe continuato a perseguitarla e minacciarla, anche con il presunto coinvolgimento dei familiari e attraverso l’utilizzo di droni e messaggi sui social.

La denuncia è stata presentata ai carabinieri con il sostegno dei volontari dell’associazione Gens Nova. Lo scorso luglio il gip Alfredo Ferraro ha disposto il carcere per il 36enne. A far emergere l’inferno vissuto dalla famiglia sarebbe stata soprattutto la confessione della ragazza, che ha trovato il coraggio di raccontare gli abusi subiti, dando alla madre la forza di rompere il silenzio.

Bari, maltratta e perseguita l’ex compagna dopo la fine della relazione: arrestato 49enne

Un 49enne è stato arrestato dai carabinieri a Bari con l’accusa di maltrattamenti e atti persecutori nei confronti dell’ex compagna. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe sottoposto la donna a violenze verbali e fisiche per circa tre anni durante la convivenza, anche in presenza del figlio minore.

Dopo la fine della relazione, avrebbe inoltre continuato a perseguitarla con ripetuti appostamenti sotto la sua abitazione. Al termine delle indagini, i militari hanno eseguito la misura cautelare: il 49enne è stato arrestato e condotto in carcere, dove resta a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Aggredisce la compagna, scappa dai Carabinieri e si lancia dal secondo piano dell’ospedale: ferito 28enne

Momenti di tensione all’ospedale Perrino di Brindisi, dove un 28enne agli arresti domiciliari si è lanciato dal secondo piano della struttura, riportando ferite non gravi. Il giovane non è in pericolo di vita.

L’uomo, dopo aver accusato un malore nella sua abitazione di Latiano, aveva aggredito verbalmente i sanitari del 118 intervenuti su richiesta della compagna. Sul posto sono quindi arrivati i carabinieri che, a causa del comportamento particolarmente aggressivo del 28enne e d’intesa con il personale medico, hanno utilizzato il taser per immobilizzarlo.

Trasportato in ospedale per la rimozione dei dardi del dispositivo, il giovane ha chiesto di andare in bagno. Una volta all’interno, avrebbe divelto una finestra per poi lanciarsi nel vuoto. È stato immediatamente soccorso e ricoverato: le sue condizioni non destano preoccupazione.

Tempesta di chiamate l’ex compagna in una sera, 50enne a processo a Bari: è accusato di stalking

Sarà processato dal prossimo 2 luglio dal Tribunale di Bari un 50enne del Brindisino accusato di stalking nei confronti della ex compagna residente in provincia di Bari.

La vittima, assistita dalla associazione Gens Nova, si sarebbe rifiutata di riallacciare la relazione con l’uomo che avrebbe così iniziato a perseguitarla creandole «un costante stato di ansia e timore per la sua incolumità», riferisce Anna de Tommaso, legale della donna.

Gli episodi contestati all’imputato, risalgono al periodo compreso tra febbraio e marzo scorsi quando dopo la fine della relazione con la vittima, l’uomo avrebbe messo in atto «condotte assillanti e persecutorie» attraverso «continue telefonate, in ogni ora del giorno e della notte”: 79 quelle fatte in una sola serata.

E quando la donna ha bloccato il suo numero, lui l’avrebbe minacciata di raggiungerla a casa, come poi accadde. L’imputato, infatti, avrebbe seguito la donna anche al lavoro o nel tempo libero. Stanca e impaurita, la vittima ha sporto querela. Su richiesta della Procura, il gip ha disposto il giudizio immediato che consente, quando la prova del reato appare evidente, di saltare l’udienza preliminare e di andare direttamente a dibattimento.