Chat dell’amante sull’auto, Saverio resta ai domiciliari. Irma come Lucia: “Molestata per otto anni”

Saverio, il 40enne di Gravina protagonista alcune settimane fa del caso dell’auto tappezzata di insulti e chat private con l’amante da parte dell’ex convivente, resta ai domiciliari con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

Secondo le accuse, Saverio avrebbe controllato la vita dell’ex, Lucia, impedendole di uscire di casa e utilizzare liberamente i social network, sottraendole spesso il cellulare e minacciandola di morte o di incendiare l’abitazione in caso di fine della relazione.

L’ultimo episodio contestato risalirebbe al 23 aprile, quando avrebbe nuovamente minacciato la ex compagna dopo la decisione di interrompere il rapporto. Il 40enne aveva a sua volta denunciato la donna dopo gli insulti comparsi sulla sua auto. Torniamo a parlare del caso con nuovi retroscena sulla vicenda. Questa volta è il turno del racconto agghiacciante di Irma.

Le chat dell’amante sull’auto, Lucia denuncia il traditore per maltrattamenti: arrestato Saverio

Saverio, il 40enne di Gravina protagonista alcune settimane fa del caso dell’auto tappezzata di insulti e chat private con l’amante da parte dell’ex convivente, è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Torniamo a parlarne con alcuni retroscena molto importanti sul passato di Saverio. 

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Gravina, auto tappezzata di chat con l’amante. Saverio arrestato: è ai domiciliari per maltrattamenti

È finito agli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti in famiglia Saverio, il 40enne protagonista alcune settimane fa del caso dell’auto tappezzata di insulti e chat private da parte di Lucia, l’ex convivente. Le immagini sono poi diventate virali sul web. Secondo le accuse, avrebbe controllato la vita di lei impedendole di uscire di casa e utilizzare liberamente i social network, sottraendole spesso il cellulare e minacciandola di morte o di incendiare l’abitazione in caso di fine della relazione.

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Morte Roberta Bertacchi, umiliazioni e offese: l’ex fidanzato Davide Falcone a processo per maltrattamenti

Andrà a processo con l’accusa di maltrattamenti aggravati Davide Falcone, ex fidanzato di Roberta Bertacchi, la giovane trovata morta suicida il 31 dicembre 2023.

Lo ha disposto la giudice Anna Paola Capano al termine dell’udienza preliminare, durante la quale i familiari della vittima si sono costituiti parte civile. Il processo inizierà il 5 novembre 2026.

Secondo quanto emerso dalle indagini, Falcone avrebbe sottoposto la 26enne a ripetuti maltrattamenti psicologici, umiliazioni e offese continue, protrattesi fino a poche ore prima del suicidio. Tra gli episodi contestati dagli inquirenti anche una frase pronunciata pubblicamente in un locale: «Perché non ti ammazzi».

Per l’accusa, le vessazioni sarebbero andate avanti per diverso tempo, fino al tragico gesto compiuto dalla giovane poco dopo.

Colpisce il figlio a schiaffi perché lui si rifiuta di andare al doposcuola: papà indagato per maltrattamenti

Un uomo originario di Tricase è indagato con le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni dopo aver aggredito il figlio 12enne, colpevole di essersi rifiutato di frequentare il doposcuola. L’indagine è partita dalla denuncia della madre del ragazzo, separata dall’uomo. L’episodio chiave risale al 6 marzo scorso: il minore si trovava a casa del padre quando, davanti al rifiuto di uscire per il doposcuola, l’uomo avrebbe reagito prima verbalmente e poi con violenza fisica, colpendolo con schiaffi.

Una volta rientrato dalla madre, il 12enne ha raccontato quanto accaduto. I segni sul corpo hanno confermato il racconto: un occhio pesto, graffi sul volto e un lieve trauma alla testa. Nonostante le ferite, il ragazzo non è stato portato in ospedale, ma la madre ha deciso di rivolgersi ai carabinieri formalizzando la denuncia.

Nei giorni scorsi il minore è stato ascoltato davanti a un giudice nell’ambito di un incidente probatorio, strumento che consente di fissare le testimonianze in vista di un eventuale processo. In quell’occasione, il ragazzo ha confermato non solo l’episodio, ma anche una serie di presunti abusi psicologici e fisici che, secondo il suo racconto, si sarebbero protratti nel tempo.

Gli inquirenti stanno ora valutando la configurazione del reato di maltrattamenti in famiglia. Il 12enne ha descritto il padre come una persona irascibile, già protagonista in passato di comportamenti violenti. Nelle prossime settimane una consulenza psichiatrica sarà chiamata a stabilire l’attendibilità delle dichiarazioni del minore e la sua capacità a testimoniare.

 

Bari, 57enne condannato per maltrattamenti all’ex compagna: violenze per anni davanti ai figli

Il Tribunale di Bari ha condannato un 57enne barese a tre anni e un mese di reclusione per maltrattamenti e lesioni nei confronti della compagna, al termine di un processo che ha ricostruito anni di presunte violenze domestiche. L’uomo è stato invece assolto dall’accusa di stalking.

Secondo quanto emerso dalle indagini, tra il 2018 e il 2023 l’imputato avrebbe più volte aggredito la donna, anche in presenza dei figli minorenni, colpendola con schiaffi o facendola urtare contro i mobili. In un episodio particolarmente grave, le avrebbe lanciato contro una culla. Le violenze, stando al racconto della vittima, sarebbero iniziate già nel 2017, pochi mesi dopo la nascita del figlio della coppia. La pm Chiara Giordano aveva chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi. L’imputato è difeso dall’avvocato Gianluca Loconsole.

La denuncia è stata presentata dalla donna nel 2024, ma nel fascicolo processuale compare anche un referto del pronto soccorso relativo a lesioni subite dall’uomo nel 2022. In sede di denuncia, la vittima ha descritto una relazione segnata da continui litigi e offese: «Non sei una buona madre, non sei buona a nulla», le avrebbe ripetuto l’ex compagno.

Tra gli episodi ricostruiti, anche quello del 2019, quando durante una lite l’uomo avrebbe scagliato una culla contro la donna, colpendola all’occhio destro. La vittima ha spiegato di non essersi recata in ospedale per paura di ulteriori ritorsioni e nella speranza che la situazione potesse migliorare.

Le violenze sarebbero proseguite fino all’ottobre 2023, quando la donna ha deciso di interrompere la convivenza, ponendo fine a una relazione che, secondo l’accusa, era ormai degenerata in un contesto di maltrattamenti continui.

Droga, maltrattamenti, armi e aggressioni. Controlli della Polizia a Bari: 52 provvedimenti tra marzo e aprile

Continua l’attività della Polizia di Stato contro l’illegalità diffusa nell’area metropolitana di Bari. Tra il mese di marzo e la prima metà di aprile 2026, il Questore dr. Annino Gargano ha emesso ben 52 provvedimenti, intensificando il ricorso alle misure di prevenzione personali per arginare la criminalità e aumentare il senso di sicurezza dei cittadini.

Sono 47 gli avvisi orali notificati a soggetti già noti alle forze dell’ordine e recentemente coinvolti in reati che spaziano dallo spaccio di droga al porto abusivo di armi, fino a episodi di maltrattamenti in famiglia e reati ambientali.

Sono 20 i provvedimenti seguiti a fatti accaduti a Bari i restanti nei comuni della provincia, nei comuni di Bitonto, Triggiano e Monopoli. In particolare si menzionano quello di un barese colpito da provvedimento dopo aver gestito una vera e propria discarica abusiva su terreni propri e altrui, quello di un egiziano che ha aggredito un connazionale appena sedicenne, ed infine i provvedimenti che hanno interessato tre minorenni che con le loro azioni hanno destato alto allarme sociale.

Oltre agli avvisi orali, il Questore ha emesso 5 divieti di ritorno (2 dei quali riguardanti il comune di Bari). Si tratta di soggetti residenti altrove ma sorpresi a delinquere nel Capoluogo ed in provincia. Per loro è scattato il divieto di ritorno obbligatorio, poiché la loro presenza è stata giudicata finalizzata esclusivamente alla commissione di reati. Le misure puntano a colpire la pericolosità sociale dei soggetti prima ancora che portino a termine ulteriori azioni delittuose, garantendo un controllo del territorio più stringente e preventivo.

Taranto, sottufficiale della Marina militare accusato di maltrattamenti in famiglia viene assolto: “Episodio isolato”

Era imputato per maltrattamenti in famiglia aggravati, ma è stato assolto con formula piena il sottufficiale 50enne della Marina militare finito a processo a Taranto. I giudici hanno ritenuto che i fatti contestati non configurassero una condotta abituale, ma un unico episodio, insufficiente a sostenere l’accusa.

Il procedimento era scaturito da un intervento dei carabinieri nel marzo 2024 in un’abitazione di San Giorgio Jonico, dove l’uomo viveva con la moglie e le due figlie minori. Secondo la denuncia della donna, i litigi sarebbero stati frequenti e talvolta violenti, anche in presenza delle bambine.

Tra le accuse, minacce gravi e strattonamenti avvenuti – secondo la ricostruzione – sotto l’effetto di alcol e droga, con presunte lesioni riportate dalla 48enne. L’uomo era stato inizialmente sottoposto al divieto di avvicinamento e rinviato a giudizio.

Nel corso del processo, però, l’impianto accusatorio è stato ridimensionato fino alla caduta definitiva delle accuse. Il collegio giudicante ha ritenuto non sussistenti gli elementi per una condanna, arrivando all’assoluzione piena dell’imputato.

Droga, maltrattamenti e stranieri irregolari sul posto. Controlli della Polizia a Bari: il report

Sotto il coordinamento del Questore di Bari dr. Annino Gargano, è stata portata a termine una vasta operazione di controllo del territorio ad “Alto Impatto” della Polizia di Stato, che ha visto l’impiego di numerosi equipaggi nelle aree della stazione ferroviaria e del centro cittadino, con l’obiettivo di innalzare i livelli di sicurezza e contrastare i fenomeni di degrado urbano.

L’attività ha permesso di identificare un totale di 300 persone, delineando un quadro d’intervento capillare: su 300 persone controllate, 176 sono risultate di nazionalità straniera e 143 sono risultate avere precedenti di polizia.

È stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare per maltrattamenti, sono state 2 le persone perquisite sul posto e 9 quelle accompagnate in ufficio per il fotosegnalamento; 6 le segnalazioni per detenzione di sostanze stupefacenti ad uso personale ai sensi dell’art. 75 d.p.r. 309/90 e il Questore ha emesso un ordine di allontanamento (DACUR) da Piazza Moro. Sono stati effettuati controlli amministrativi presso un centro scommesse, dove sono stati identificati 11 avventori stranieri senza riscontrare alcuna irregolarità.

Particolare attenzione è stata rivolta alla regolarità dei soggiorni sul territorio nazionale, infatti sono stati emessi 3 ordini di espulsione di cui uno è stato accompagnato al CPR; 12 posizioni di cittadini stranieri sono al vaglio dell’Ufficio Immigrazione per la verifica dei titoli di permanenza, con ulteriori 4 posizioni in trattazione ai sensi dell’art. 15 TULPS per aver violato l’invito a comparire senza giustificato motivo.

I servizi straordinari di controllo, che si aggiungono alla quotidiana attività di prevenzione delle Volanti, proseguiranno nelle prossime settimane per garantire una costante presenza della Polizia di Stato nei luoghi di maggiore aggregazione sociale della città e legalità a favore della cittadinanza.

Bari, maltratta ragazzini a scuola: 66enne condannata a 2 anni e 6 mesi. Viene arrestata 12 anni dopo

Una donna di 66 anni è stata arrestata dai Carabinieri di Reggio Emilia con l’accusa di aver maltrattato dei ragazzini di età inferiore ai 14 anni in un istituto scolastico in provincia di Bari nel periodo dal settembre 2013 al giugno 2014.

La sentenza emessa il 9 ottobre 2024 dalla Corte d’Appello di Bari è diventata definitiva il 16 gennaio scorso. La Corte Suprema di Cassazione ha infatti respinto il ricorso della difesa.

La donna è stata condannata a 2 anni e 6 mesi di reclusione ed è stato emesso l’ordine di carcerazione. Il provvedimento restrittivo è stato eseguito lunedì dai Carabinieri.