Choc a Lecce, bambina disabile di 10 anni maltrattata e presa in giro a scuola: indagate due maestre

Due insegnanti di un istituto comprensivo del nord di Lecce sono indagate per presunti episodi di umiliazione ai danni di una bambina di 10 anni affetta da diparesi spastica. Una maestra di sostegno è accusata di abuso dei mezzi di correzione, mentre una docente di matematica di maltrattamenti.

Secondo la denuncia dei genitori, le due insegnanti avrebbero deriso pubblicamente la bambina davanti ai compagni, sottolineandone le difficoltà di apprendimento e, in alcuni casi, senza fornirle il necessario supporto. Tra gli episodi contestati anche il divieto di andare in bagno, richiami dai toni offensivi e la realizzazione di video della studentessa in difficoltà, senza che la famiglia ne fosse a conoscenza.

La vicenda è emersa dopo un progressivo malessere della bambina, culminato a giugno in uno svenimento durante le lezioni, che ha reso necessario il ricovero in ospedale. Da allora la studentessa non ha più frequentato la scuola.

La bambina ha recentemente confermato gli episodi durante un incidente probatorio protetto. È inoltre prevista una perizia sulla sua capacità di testimoniare. Nel frattempo, ha ottenuto il trasferimento in un altro istituto.

Bari, bambini chiusi al buio nella “stanza di don Oronzo” per punizione: condannata maestra 32enne

È stata condannata a quattro mesi per abuso dei mezzi di correzione e disciplina una maestra di 32 anni accusata di aver punito alcuni bambini di una scuola dell’infanzia di Bari, chiudendoli in uno sgabuzzino buio.

L’inchiesta, condotta dai carabinieri e coordinata dalla pm Savina Toscani, era partita dalla denuncia della madre di uno degli alunni. Successivamente, altri genitori avevano segnalato comportamenti insoliti nei propri figli. In totale sono otto le mamme individuate come persone offese, con bambini tra i 4 e i 6 anni.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la docente avrebbe avuto l’abitudine di rinchiudere nel piccolo locale, che ospitava la centrale idrica della scuola, i bambini più vivaci come forma di punizione. Per intimorirli avrebbe inoltre evocato la figura di un fantomatico “Don Oronzo”, descritto dai piccoli come un essere cattivo che avrebbe potuto far loro del male se si fossero ribellati.

Le testimonianze raccolte dai carabinieri sarebbero risultate coincidenti tra loro, contribuendo alla ricostruzione dei fatti. La condanna è stata emessa dalla giudice Antonietta Guerra. Alcune famiglie si sono costituite parte civile, assistite dall’avvocato Gianluca Loconsole.

Una felpa con zip e 4 magliette, a Parabita il nuovo kit scolastico costa 40 euro: scoppia la polemica

È polemica a Parabita, nel Leccese, per la decisione dell’Istituto comprensivo di sostituire il tradizionale grembiule con una nuova divisa scolastica per gli alunni della scuola dell’infanzia e primaria. Il kit minimo, composto da due magliette a manica corta, due a manica lunga e una felpa con zip, ha un costo di 40 euro.

La questione, emersa inizialmente in un gruppo WhatsApp di genitori, è arrivata in Consiglio comunale. Il gruppo di opposizione Persone & Progresso ha contestato la bocciatura della proposta che prevedeva un contributo per le famiglie con Isee inferiore a 12mila euro, sottolineando il possibile peso economico della divisa sui nuclei più fragili.

L’amministrazione guidata dal sindaco Stefano Prete ha difeso invece una linea diversa, ricordando che la scelta della divisa rientra nell’autonomia della scuola. Il Comune ha comunque assicurato la propria disponibilità a intervenire in favore delle famiglie in difficoltà, qualora dal Consiglio d’Istituto arrivassero segnalazioni di situazioni che necessitano di sostegno. Il confronto resta quindi aperto, tra le esigenze della scuola e le preoccupazioni legate ai costi per le famiglie.

Choc a Bari, sedia lanciata contro la prof durante l’esame di riparazione: paura in una scuola del San Paolo

Attimi di paura in un istituto superiore del quartiere San Paolo di Bari, dove un esame di riparazione sarebbe sfociato in un episodio di violenza.

Secondo una prima ricostruzione, uno studente non avrebbe gradito di essere ripreso dalla propria insegnante durante la prova. La protesta sarebbe rapidamente degenerata: il ragazzo avrebbe afferrato una sedia e lanciato l’oggetto contro la docente, colpendola al volto.

La donna, rimasta ferita, ha dovuto ricorrere alle cure e agli accertamenti medici. L’episodio ha suscitato preoccupazione all’interno dell’istituto, riaccendendo i riflettori sul tema della sicurezza degli insegnanti e sulla gestione delle situazioni di tensione nelle scuole.

Scuola Puglia, il caldo preoccupa: i sindaci di Stornara e Gallipoli chiedono di posticipare la riapertura

Il caldo intenso preoccupa in vista della ripresa delle lezioni in Puglia, prevista per il 16 settembre. I sindaci di Stornara e Gallipoli hanno chiesto formalmente di valutare un posticipo dell’inizio dell’anno scolastico, soprattutto per le scuole prive di impianti di climatizzazione.

Il sindaco di Stornara, Roberto Nigro, ha scritto al presidente della Regione Antonio Decaro, chiedendo uno slittamento regionale oppure la possibilità per Comuni e istituti di modulare autonomamente l’avvio delle attività in base alle temperature.

Una richiesta analoga arriva da Gallipoli, dove il sindaco Flavio Fasano ha interessato l’Ufficio Scolastico Regionale. L’obiettivo è tutelare studenti, docenti e personale scolastico alla luce delle previsioni di temperature ancora elevate.

In alternativa al rinvio, Fasano propone un tavolo tecnico per valutare interventi come la rimodulazione degli orari di ingresso e uscita e altre misure organizzative.

Caldo a scuola, la preside dello Scacchi valuta il rinvio dell’inizio delle lezioni fissato l’11 settembre: “Aule infuocate”

Il caldo intenso potrebbe far slittare l’inizio delle lezioni al liceo scientifico Scacchi di Bari. La nuova dirigente scolastica, Alba Decataldo, ha annunciato che l’ipotesi di rinviare la prima campanella, attualmente fissata per l’11 settembre, sarà sottoposta al collegio docenti.

«La situazione è cambiata e un rinvio è un’ipotesi che potremmo valutare», ha spiegato la preside in un’intervista a La Repubblica, sottolineando però che la decisione dovrà essere condivisa con i docenti e comporterebbe una revisione del calendario scolastico.

Decataldo ha inoltre effettuato un sopralluogo nelle aule, rilevando condizioni migliori al primo piano, grazie a soffitti alti, muri spessi e ampie finestre. Più critica, invece, la situazione al secondo piano, dove il calore del solaio raggiunge direttamente le aule.

Tra le soluzioni allo studio ci sono ventilatori nelle classi, maggiore aerazione degli ambienti e una possibile turnazione nei laboratori, considerati gli spazi più freschi dell’istituto. La dirigente si è detta inoltre favorevole a una maggiore tolleranza sull’abbigliamento durante le giornate più calde.

Nel suo nuovo incarico, Decataldo punta anche sull’innovazione: tra le idee future figurano classi digitali, una sperimentazione quadriennale e un indirizzo biomedico, proposte che saranno comunque sottoposte al collegio docenti.

Scuola, il caldo fa slittare l’inizio delle lezioni in Puglia? Ipotesi riduzione di ponti o periodi di vacanza

Il caldo sempre più intenso di settembre riapre il dibattito sul calendario scolastico in Puglia. Tra le ipotesi che stanno emergendo c’è quella di posticipare l’inizio delle lezioni, evitando così le settimane più calde, e compensare eventualmente con una riduzione di ponti o periodi di vacanza.

L’Ufficio scolastico regionale ha manifestato disponibilità a collaborare a una possibile rimodulazione, a condizione che venga rispettato il numero minimo di 200 giorni di lezione previsto dalla legge. La Puglia, peraltro, è già tra le regioni che prevedono il rientro più tardi (17 settembre), anche se alcune scuole scelgono autonomamente di anticipare l’apertura.

Alla base della discussione ci sono i crescenti disagi causati dalle alte temperature nelle aule, segnalati da dirigenti e insegnanti. In molti istituti mancano infatti sistemi adeguati di climatizzazione e raffrescamento.

Il possibile rinvio dell’inizio dell’anno scolastico si inserisce quindi in una riflessione più ampia sull’adattamento delle scuole ai cambiamenti climatici, insieme alla necessità di intervenire sugli edifici con sistemi di ventilazione, schermature dal sole e maggiore presenza di aree verdi e ombreggiate.

Bari, studente disabile di 17 anni invoca la continuità del sostegno fino alla Maturità: arriva l’ok del Ministero

Un appello nato dal desiderio di non interrompere un percorso educativo costruito in due anni tanto da scrivere una lettera indirizzata al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Torniamo a parlare della storia del 17enne barese con disabilità, studente dell’I.T.T. “E. di Savoia – F. Caracciolo”, che ha chiesto di poter proseguire anche nell’ultimo anno con la propria insegnante di sostegno, fino alla Maturità.

La docente, vincitrice di un concorso in un’altra provincia, sarebbe dovuta andare incontro a un trasferimento. Dopo diversi tentativi della madre di trovare una soluzione, il ragazzo ha deciso di rivolgersi direttamente alle istituzioni, spiegando di non chiedere un privilegio, ma di poter portare avanti un percorso educativo che stava dando risultati.

La risposta del Ministero è arrivata: dopo essersi “immediatamente attivato”, il Mim ha individuato una soluzione nel rispetto della normativa e del principio dell’“accomodamento ragionevole”. Acquisita anche la disponibilità della docente, sarà quindi garantita la sua presenza accanto allo studente per il prossimo anno scolastico, consentendogli di affrontare la Maturità senza interrompere il lavoro svolto negli ultimi due anni.

“Non tornare a scuola o ti picchiamo”, indagine choc a Gallipoli: 12enne vittima di bullismo. Indagate 4 minorenni

Una ragazzina di 12 anni sarebbe stata perseguitata, minacciata e aggredita per mesi da alcune compagne di classe, dentro e fuori la scuola. La vicenda, avvenuta a Gallipoli, è ora al centro di un’inchiesta della Procura per i minorenni di Lecce.

Secondo le accuse, la studentessa sarebbe stata vittima di episodi di bullismo e violenza psicologica e fisica. Un episodio particolarmente grave sarebbe avvenuto nei pressi della stazione ferroviaria di Gallipoli, dove la 12enne sarebbe stata picchiata. Successivamente avrebbe ricevuto minacce telefoniche da altre compagne, che le avrebbero prospettato nuove aggressioni al rientro a scuola.

La situazione sarebbe poi proseguita all’interno dell’istituto comprensivo Polo 2. Il 4 maggio, durante l’ora di educazione fisica, la ragazza sarebbe stata aggredita da una compagna con calci e pugni, anche dopo essere caduta a terra. L’episodio sarebbe avvenuto davanti ad altri studenti, uno dei quali avrebbe persino contato i colpi. La 12enne avrebbe riportato diverse contusioni, giudicate guaribili in circa una settimana.

Dopo l’ennesimo episodio, la madre ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri. Nel fascicolo sono state ipotizzate, a vario titolo, accuse di stalking, lesioni e minacce aggravate. Gli investigatori starebbero inoltre verificando l’eventuale esistenza di video relativi alle presunte molestie e aggressioni.

Le compagne coinvolte, tutte coetanee della vittima, hanno respinto le accuse durante gli interrogatori, sostenendo di non aver compiuto alcuna aggressione e affermando che la ragazza si sarebbe sentita perseguitata.

La vittima, intanto, starebbe vivendo una situazione di forte disagio: da tempo soffrirebbe di attacchi d’ansia e di panico e, per paura di nuove aggressioni, avrebbe anche smesso per settimane di frequentare la scuola e di partecipare alle attività con i compagni.

Sul piano giudiziario pesa però l’età delle presunte responsabili: a 12 anni sono infatti non imputabili penalmente, essendo inferiore ai 14 anni la soglia della responsabilità penale. L’indagine della Procura minorile è quindi destinata, sul piano penale, all’archiviazione. Potrebbero tuttavia essere coinvolti i servizi sociali, con un percorso di monitoraggio e accompagnamento delle minori.

Al momento non risulta invece aperto un procedimento presso la Procura ordinaria nei confronti di eventuali adulti per presunte responsabilità o complicità nella vicenda.

Bari, rientra dalla maternità dopo i mesi di congedo e trova la postazione smantellata: il Tribunale le dà ragione

Era tornata al lavoro dopo cinque mesi di congedo per maternità, ma aveva trovato la propria postazione inutilizzabile, senza monitor e tastiera, con il computer scollegato e gli accessi ai sistemi informatici disabilitati.

Nonostante le segnalazioni alla dirigente scolastica, una direttrice dei servizi generali e amministrativi (Dsga) di un istituto comprensivo della provincia di Bari era stata sanzionata con un rimprovero scritto per presunti “omessi adempimenti”.

La lavoratrice ha impugnato il provvedimento davanti al Tribunale del Lavoro di Bari che, accogliendo il ricorso e anche sulla base delle testimonianze dei colleghi, ha annullato la sanzione disciplinare e condannato la scuola al pagamento delle spese processuali.

La vicenda, risalente al febbraio 2023, è stata resa nota dal sindacato Confil Filpi, che ha assistito la dipendente nel procedimento.