A 15 anni in classe con 14 bombe, poteva essere una strage ma studente se la cava: arriva l’estinzione del reato

Si è conclusa con l’estinzione del reato la vicenda del 17enne di Lecce arrestato nell’ottobre 2024 dopo essere entrato a scuola con 14 bombe rudimentali nascoste nello zaino. Il ragazzo, che all’epoca aveva 15 anni, ha infatti superato con esito positivo il percorso di messa alla prova, svolgendo per sei mesi attività di volontariato e impegno sociale.

La decisione è stata adottata dal tribunale per i minorenni sulla base delle relazioni dei servizi sociali, che hanno evidenziato il comportamento corretto e la dedizione dimostrata dal giovane nel percorso rieducativo. Il provvedimento consente l’estinzione del reato e il mantenimento della fedina penale pulita.

L’episodio aveva profondamente scosso la città di Lecce: il 31 ottobre 2024 lo studente si era presentato in classe con ordigni artigianali destinati, secondo le indagini, alla vendita ad altri studenti in vista di Halloween. Le bombe, contenenti circa mezzo chilo di polvere pirica, furono recuperate dai carabinieri nel cortile della scuola dopo la segnalazione della dirigente scolastica.

Secondo gli investigatori, anche una sola esplosione avrebbe potuto provocare conseguenze gravissime. Il giovane era stato arrestato con l’accusa di detenzione illegale di armi e materiale esplosivo e collocato in una comunità penale minorile. Coinvolti nell’inchiesta anche altri quattro ragazzi, la cui posizione è stata successivamente separata.

Studente di Monopoli cade dal balcone durante gita e muore a 18 anni: il padre lancia borsa di studio per ricordarlo

A poche settimane dagli esami di maturità, che avrebbero rappresentato il coronamento di un percorso scolastico brillante, Monopoli piange la scomparsa di Massimo Guccione, il 18enne morto martedì 12 maggio all’ospedale di Udine dopo dieci giorni di ricovero in seguito alla caduta da un balcone di un hotel a Lignano Sabbiadoro durante una gita scolastica.

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Precipita dal balcone dell’hotel durante la gita scolastica: 18enne di Monopoli muore dopo 10 giorni in ospedale

È morto all’ospedale di Udine il diciottenne di Monopoli precipitato dal balcone di un hotel di Lignano Sabbiadoro durante una gita scolastica con i compagni dell’ultimo anno del polo liceale “Galileo Galilei – Marie Curie”. L’incidente era avvenuto nella serata del 3 maggio: il giovane era caduto dal primo piano della struttura, da un’altezza di circa quattro metri, riportando gravissime ferite.

Trasportato d’urgenza in elicottero, il ragazzo era stato ricoverato in condizioni critiche fino a entrare in coma irreversibile. Nelle ultime ore è arrivata la notizia del decesso. La famiglia ha autorizzato l’espianto degli organi.

Secondo le prime ricostruzioni, dopo cena il diciottenne si sarebbe allontanato dal gruppo per raggiungere una stanza al primo piano, da cui sarebbe poi precipitato. A dare l’allarme sono stati i compagni. Inizialmente il giovane appariva cosciente, ma poco dopo il quadro clinico si è aggravato drasticamente.

La Procura ha aperto un fascicolo per chiarire la dinamica dei fatti. Al momento non risultano indagati, ma gli investigatori stanno acquisendo testimonianze, immagini delle telecamere di sorveglianza e rilievi all’interno dell’hotel. Tra le ipotesi al vaglio anche quella di un gesto volontario, sebbene restino numerosi dubbi.

Il ragazzo era descritto da insegnanti e amici come uno studente brillante e modello. Lo scorso 17 aprile aveva partecipato alla finale nazionale delle Olimpiadi della Fisica a Senigallia, distinguendosi tra i migliori studenti italiani insieme al suo gruppo. La salma farà rientro a Monopoli dopo il completamento delle procedure ospedaliere. In città è il giorno del dolore.

Studente di Monopoli cade dal balcone dell’hotel in gita: è gravissimo. Aperta un’inchiesta

È in condizioni critiche uno studente di Monopoli precipitato domenica dal balcone di un hotel durante una gita scolastica nella località balneare friulana.

Il giovane è caduto per alcuni metri nel cortile della struttura, riportando gravi ferite. Immediati i soccorsi prestati da compagni e docenti, prima del trasferimento d’urgenza in codice rosso all’ospedale di Udine, dove è attualmente ricoverato in terapia intensiva.

Sulla vicenda la Procura ha aperto un’inchiesta, al momento senza indagati, per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto. Gli investigatori dovranno stabilire se si sia trattato di un incidente o se vi siano eventuali responsabilità.

Il ragazzo, descritto come uno studente modello, aveva recentemente raggiunto importanti risultati scolastici.

Paura a Barletta, studente 14enne con disabilità minaccia collaboratore scolastico con coltello: fermato dai docenti

Momenti di tensione questa mattina, 31 marzo, nella succursale dell’Istituto “Léontine e Giuseppe De Nittis” di Barletta, dove uno studente 14enne del primo anno, con una patologia dichiarata, ha estratto un coltellino minacciando un collaboratore scolastico.

L’episodio si è verificato all’interno del plesso e ha richiesto l’immediato intervento del personale docente: tre insegnanti presenti sono riuscite a calmare il ragazzo, evitando che la situazione degenerasse.

Dalla sede centrale è stato poi inviato un membro dello staff per l’inclusione, affiancato da un docente che aveva già instaurato un rapporto positivo con lo studente. Grazie a questo intervento mirato, il giovane ha consegnato spontaneamente l’arma.

Nel frattempo sono stati allertati i carabinieri, intervenuti per il sequestro del coltellino. Il ragazzo, che presenta una patologia certificata, è stato successivamente affidato ai genitori e ha fatto rientro a casa.

Non si registrano feriti né ulteriori criticità. Determinante la prontezza del personale scolastico, che ha gestito con lucidità una situazione potenzialmente pericolosa.

Brindisi, schiaffo a studente minorenne sul pullman durante una gita: docente a processo

Un presunto episodio di violenza ai danni di uno studente minorenne durante una gita scolastica è finito al centro di un procedimento penale in corso davanti al Giudice di Pace di Brindisi. Imputato un docente di un Centro di Formazione Professionale di Francavilla Fontana, accusato di lesioni personali.

I fatti risalgono al 30 ottobre 2023. Secondo la denuncia presentata dal padre del ragazzo ai carabinieri, l’insegnante avrebbe colpito lo studente con uno schiaffo al volto mentre il gruppo era in viaggio in pullman verso Caserta e Napoli, alla presenza di altri compagni.

Il referto del Pronto Soccorso dell’ospedale di Francavilla Fontana attesta un trauma facciale con ematoma perioculare, dolore mandibolare e una temporanea riduzione dell’udito, con una prognosi di sette giorni. In seguito all’episodio, la famiglia ha sporto querela. Il procedimento è ancora in corso: nell’udienza del 24 marzo sarà ascoltata la persona offesa, assistita dall’avvocato Maurizio Campanino.

Minacce di morte al prof, record di note e violenza a scuola. Avviso orale per studente a Bari: “Cambia vita”

Il Questore di Bari Annino Gargano ha emesso un avviso orale a cambiare condotta di vita nei confronti di uno studente, ai sensi del Decreto Legislativo 6 settembre 2011 n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione).

Il provvedimento, adottato all’esito di un’approfondita attività istruttoria della Divisione Anticrimine della Questura di Bari, si inserisce in un più ampio quadro di attenzione al mondo della scuola, ambito nel quale la Polizia di Stato è quotidianamente impegnata, soprattutto sul versante della prevenzione.

In particolare, il destinatario, minorenne, si è reso protagonista di comportamenti connotati da profili di pericolosità sociale; nel corso dell’ultimo biennio, ha manifestato reiterati atteggiamenti di non rispetto delle regole e aggressività all’interno di un istituto scolastico del capoluogo, collezionando numerose note disciplinari per violazioni del regolamento d’istituto, uso improprio del telefono cellulare durante le lezioni, linguaggio offensivo nei confronti dei docenti e atteggiamenti violenti verso altri studenti, sino a giungere recentemente a minacciare di morte un insegnante.

Del provvedimento è stata informata la famiglia. L’avviso orale rappresenta una misura di prevenzione personale con la quale il Questore invita formalmente il soggetto interessato a modificare la propria condotta di vita, nel rispetto delle regole e della convivenza civile, avvertendolo che, in caso di reiterazione di comportamenti illeciti, potranno essere applicate misure più incisive previste dalla normativa vigente.

La Questura di Bari ribadisce il proprio impegno a mantenere alta l’attenzione sui fenomeni di devianza giovanile, espletata anche attraverso numerosi incontri nelle scuole per promuovere la cultura della legalità e il rispetto delle istituzioni, nella consapevolezza che la prevenzione e il dialogo rappresentano strumenti fondamentali per accompagnare i giovani in un percorso di crescita responsabile.

Augurio di morte sui social, l’influencer Pengwin smaschera studente e tagga l’Uniba: “Prendete provvedimenti”

Un commento minaccioso, la richiesta di un intervento disciplinare all’Università e, infine, le scuse private. Questo è il riassunto della vicenda social che ha coinvolto uno studente di Medicina dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e l’influencer Il Pengwin, tra i più conosciuti nel mondo delle scommesse sportivi e delle analisi di calcio.

Tramite un messaggio pubblicato online, il giovane universitario avrebbe augurato la morte al content creator. Così il destinatario della minaccia ha deciso di condividere pubblicamente il commento attraverso le proprie storie Instagram, taggando la pagina ufficiale dell’ateneo barese e sollecitando un intervento formale.

“Pretendo che l’Università di Bari prenda provvedimenti: una persona che augura la morte a qualcuno senza nemmeno conoscerlo non può pensare di diventare medico, per quanto possa studiare”, ha dichiarato Il Pengwin.

Nel giro di poche ore, tuttavia, la situazione si è evoluta. Sempre tramite i social, l’influencer ha spiegato che lo studente lo ha contattato in privato per scusarsi. “Ho percepito sincerità nelle sue parole e, non essendo una persona vendicativa, ho deciso di eliminare le storie in cui mostravo il suo commento”, ha raccontato.

Nessun ripensamento, però, sul principio. In un nuovo messaggio, Il Pengwin ha ribadito la propria posizione: “Se leggerò ancora commenti in cui mi si augura la morte, insulti gravi o offese xenofobe legate alle mie origini polacche, reagirò nello stesso modo, senza fare passi indietro. È finito il silenzio: questa sarà la mia legittima difesa digitale”.

“Ti faccio spaccare la faccia da papà”, choc a Casarano: prof si chiude in bagno. Indagati padre e figlio

Un 16enne salentino, studente dell’istituto superiore Bottazzi di Casarano, è indagato per minacce aggravate e oltraggio a pubblico ufficiale. “Adesso chiamo mio padre e ti faccio spaccare la faccia”, la frase proferita il 17 dicembre 2024 in aula al suo professore che lo aveva rimproverato.

Poco dopo il padre del giovane studente ha fatto irruzione a scuola, insultando e minacciando il professore, mentre il figlio lo incitava a colpirlo. A quel punto il professore è stato costretto a trovare riparo in bagno e a chiamare i Carabinieri tramite il numero di emergenza 112.

Un altro docente sarebbe stato anche aggredito verbalmente e minacciato dopo aver provato a calmare gli animi bollenti. Anche il padre del giovane è indagato.  La procura per i minorenni contesta al ragazzo anche l’aggravante prevista per i reati commessi ai danni di un membro del personale scolastico nell’esercizio delle sue funzioni.