Choc a Bari, sedia lanciata contro la prof durante l’esame di riparazione: paura in una scuola del San Paolo

Attimi di paura in un istituto superiore del quartiere San Paolo di Bari, dove un esame di riparazione sarebbe sfociato in un episodio di violenza.

Secondo una prima ricostruzione, uno studente non avrebbe gradito di essere ripreso dalla propria insegnante durante la prova. La protesta sarebbe rapidamente degenerata: il ragazzo avrebbe afferrato una sedia e lanciato l’oggetto contro la docente, colpendola al volto.

La donna, rimasta ferita, ha dovuto ricorrere alle cure e agli accertamenti medici. L’episodio ha suscitato preoccupazione all’interno dell’istituto, riaccendendo i riflettori sul tema della sicurezza degli insegnanti e sulla gestione delle situazioni di tensione nelle scuole.

“Soldi o sesso per superare gli esami”, scatta la prescrizione per il prof barese Volpe: cade la condanna a 5 anni

La Corte d’Appello di Bari ha dichiarato prescritte le accuse nei confronti di Fabrizio Volpe, professore associato di Diritto civile dell’Università di Bari, condannato in primo grado a cinque anni per induzione indebita ai danni di una studentessa. Secondo l’accusa, il docente avrebbe chiesto sesso e denaro in cambio del superamento di esami universitari.

La decisione arriva dopo la riqualificazione del reato, dall’originaria ipotesi di concussione all’induzione indebita. In primo grado erano state inoltre dichiarate prescritte due contestazioni di tentata violenza sessuale. Il Tribunale aveva disposto anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni all’Università, con una provvisionale di 30mila euro.

Dopo la sentenza di primo grado, l’Università di Bari aveva avviato un procedimento disciplinare e disposto la sospensione cautelare del docente per 12 mesi. Ora l’Ateneo dovrà assumere le proprie determinazioni.

La difesa di Volpe parla della conclusione di un «calvario giudiziario» durato dodici anni e sottolinea come la Corte d’Appello abbia ulteriormente ridimensionato l’impianto accusatorio, sostenendo che il docente non avrebbe abusato del proprio ruolo né costretto o indotto la studentessa a concedergli utilità.

La prof di sostegno diventa di ruolo, 17enne disabile rischia di perderla: “Fatemi arrivare con lei alla maturità”

«Io non chiedo un privilegio. Chiedo che non venga cancellato un lavoro costruito con fatica, impegno e risultati». È il cuore della lettera che uno studente di 17 anni dell’I.T.T. “E. di Savoia – F. Caracciolo” di Bari, con disabilità grave, ha deciso di rivolgere alle istituzioni in vista del suo ultimo anno di scuola superiore.

A settembre inizierà la quinta classe, l’anno della maturità. Un traguardo importante che il ragazzo vorrebbe affrontare senza interrompere il percorso educativo costruito negli ultimi due anni insieme alla sua insegnante di sostegno. Il rapporto tra i due non si è limitato all’attività didattica. In questi anni, spiega lo studente, sono state sviluppate strategie, tecniche e metodi di apprendimento costruiti sulle sue difficoltà e sulle sue possibilità. Un lavoro che gli ha permesso di conquistare maggiore autonomia, sicurezza e consapevolezza delle proprie capacità.

Ora, però, quel percorso rischia di interrompersi proprio nel momento più delicato. La docente ha vinto un concorso ed è stata assunta a tempo indeterminato in un’altra provincia. Sarebbe disponibile a continuare a seguire il ragazzo ancora per un anno, fino alla maturità. Ma, secondo quanto denunciato nella lettera inviata in redazione, il nuovo status contrattuale della docente rende impraticabile la procedura che, in determinate condizioni, avrebbe potuto consentire la continuità con un’insegnante di sostegno a tempo determinato.

«Io, però, non sono cambiato. La mia disabilità non è cambiata. Il mio bisogno di continuità non è cambiato. È cambiato soltanto il contratto della mia insegnante», si legge nella lettera.  Una situazione che la famiglia sta cercando di sottoporre da mesi all’attenzione delle istituzioni. La madre dello studente ha scritto al Ministro dell’Istruzione e del Merito, all’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia e all’Ambito Territoriale di Bari, chiedendo di individuare una soluzione. Anche il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità si sarebbe espresso favorevolmente rispetto alla necessità di tutelare la continuità del percorso scolastico.

Ma, al momento, una soluzione concreta non è ancora arrivata. Per il 17enne la questione non è semplicemente amministrativa. Dietro una procedura, sottolinea, c’è un ragazzo che deve affrontare la maturità e che rischia di vedere interrotto un percorso costruito passo dopo passo. Per questo il giovane ha deciso di rivolgersi direttamente al ministro: «Le chiedo di guardare concretamente questa situazione e di verificare se possa essere trovata una soluzione che permetta alla mia insegnante di mantenere il ruolo che ha conquistato e, nello stesso tempo, di accompagnarmi ancora per questo ultimo anno».

Nella sua lettera c’è anche un appello al Presidente della Repubblica, pur riconoscendo che non spetta al Quirinale decidere l’assegnazione di un docente. «Lei rappresenta la Repubblica e i principi della nostra Costituzione. Le chiedo di ascoltare la mia voce e di aiutarmi a far capire alle istituzioni che dietro una questione amministrativa c’è un ragazzo con disabilità grave, ci sono due anni di lavoro e di crescita e c’è una maturità da affrontare».

«Se al mio posto ci fosse vostro figlio, accettereste che proprio nell’anno della maturità venisse interrotto un percorso costruito in due anni, anche se la sua insegnante è disponibile a continuarlo?, si domanda il 17enne che non chiede scorciatoie. Chiede di poter arrivare alla maturità continuando il percorso che lo ha accompagnato fino a questo momento.

 

“Papà vieni e spacca la faccia al prof”, docente aggredito a scuola: indagato 48enne per violenza e minacce

Un padre 48enne di Ruffano ha tentato di aggredire un professore nell’istituto “Bottazzi” di Casarano dopo che il figlio 16enne, punito con diverse note disciplinari per comportamento aggressivo, lo aveva incitato via messaggio a “spaccargli la faccia”.

L’uomo si è presentato a scuola con l’altro figlio, ha insultato e minacciato il docente e lo ha strattonato nei corridoi, costringendolo a rifugiarsi in bagno e a chiamare i carabinieri.

Identificato dai militari, è ora accusato di violenza e minaccia a pubblico ufficiale. L’udienza preliminare è fissata per l’11 maggio.

Bufera social, il prof pugliese influencer Schettini salirà sul palco di Sanremo: smentito il suo dietrofront

Schettini, il noto docente di fisica e influencer (3,4 milioni di follower su Instagram e 2,2 su Facebook), salirà questa sera sul palco dell’Ariston nonostante le recenti polemiche generate dalle sue dichiarazioni al podcast The Bsmt e da alcune testimonianze di ex studenti. In giornata si era parlato di un dietrofront dello stesso professore.

Le accuse, diffuse anche tramite la newsletter di Selvaggia Lucarelli, riguarderebbero la presunta richiesta di visualizzazioni in cambio di voti che Schettini nega, sostenendo che le sue parole siano state travisate.

Il docente ha sottolineato di non avere nulla da nascondere e di voler continuare il suo lavoro, ringraziando chi lo ha sostenuto. Ha consultato legali per valutare azioni contro chi diffonde informazioni false e promette di tornare presto online con nuovi contenuti.

A confermare la sua presenza al Teatro Ariston è stato il vice direttore dell’Intrattenimento Prime Time Claudio Fasulo nella conferenza stampa della quarta serata. “Parlerà di dipendenze e di disagio giovanile, da alcol e droga alla dipendenza digitale”, ha detto Fasulo.

Bufera social, il prof Schettini rompe il silenzio e si difende: “Fraintesi termini e toni nessuna segnalazione su di me”

“Se io avessi veramente costretto i miei studenti, specialmente con l’attenzione che i genitori hanno nei confronti della scuola, sarebbe arrivata una lamentela, una segnalazione. A scuola in questi anni non è arrivato su di me mai niente, se non lodi e, anche in questi giorni, ho ricevuto tante attestazioni di solidarietà, manifestazioni di affetto bellissime. Quando sono uscito ieri da scuola, i ragazzi erano tutti lì ad applaudirmi”.

A parlare è Vincenzo Schettini, il professore pugliese di fisica, youtuber e divulgatore scientifico, noto per il progetto ‘La Fisica che ci Piace’. Schettini interviene dopo le polemiche degli ultimi giorni a seguito di dichiarazioni rilasciate al podcast BSMT di Gianluca Gazzoli. All’Ufficio scolastico regionale non risulta pervenuta al momento alcuna segnalazione.

Il docente è stato accusato, da anonimi ex studenti, di pretendere dai suoi studenti visualizzazioni in cambio di voti più alti. “Credo che siano stati travisati un termine e il tono, quando ho detto che ‘costringevo’ i miei studenti a seguire le mie live. Il termine che ho usato – dice – è stato sicuramente infelice: non ho mai costretto nessuno, il tono era ironico, suppongo che probabilmente quello sia stato frainteso”.

“La mia didattica – continua Schettini – era ed è sotto gli occhi di tutti da anni, mai nessuno ha detto niente, parlo delle istituzioni, della scuola, del Ministero”. Fa sapere, inoltre, di essersi rivolto a dei legali e di valutare le opportune azioni nei confronti di chi pubblica informazioni false. Intanto assicura che “presto” tornerà online con nuovi contenuti, perché “questa storia – dichiara – mi ha fatto venire altre idee”.

Minacce di morte al prof, record di note e violenza a scuola. Avviso orale per studente a Bari: “Cambia vita”

Il Questore di Bari Annino Gargano ha emesso un avviso orale a cambiare condotta di vita nei confronti di uno studente, ai sensi del Decreto Legislativo 6 settembre 2011 n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione).

Il provvedimento, adottato all’esito di un’approfondita attività istruttoria della Divisione Anticrimine della Questura di Bari, si inserisce in un più ampio quadro di attenzione al mondo della scuola, ambito nel quale la Polizia di Stato è quotidianamente impegnata, soprattutto sul versante della prevenzione.

In particolare, il destinatario, minorenne, si è reso protagonista di comportamenti connotati da profili di pericolosità sociale; nel corso dell’ultimo biennio, ha manifestato reiterati atteggiamenti di non rispetto delle regole e aggressività all’interno di un istituto scolastico del capoluogo, collezionando numerose note disciplinari per violazioni del regolamento d’istituto, uso improprio del telefono cellulare durante le lezioni, linguaggio offensivo nei confronti dei docenti e atteggiamenti violenti verso altri studenti, sino a giungere recentemente a minacciare di morte un insegnante.

Del provvedimento è stata informata la famiglia. L’avviso orale rappresenta una misura di prevenzione personale con la quale il Questore invita formalmente il soggetto interessato a modificare la propria condotta di vita, nel rispetto delle regole e della convivenza civile, avvertendolo che, in caso di reiterazione di comportamenti illeciti, potranno essere applicate misure più incisive previste dalla normativa vigente.

La Questura di Bari ribadisce il proprio impegno a mantenere alta l’attenzione sui fenomeni di devianza giovanile, espletata anche attraverso numerosi incontri nelle scuole per promuovere la cultura della legalità e il rispetto delle istituzioni, nella consapevolezza che la prevenzione e il dialogo rappresentano strumenti fondamentali per accompagnare i giovani in un percorso di crescita responsabile.

Cultura a pagamento, haters contro il prof pugliese vip sui social. Schettini risponde e usa il paragone con i medici

Vincenzo Schettini, professore di fisica diventato virale sui social e nel web, è finito al centro delle polemiche dopo alcune dichiarazioni rilasciate durante il suo intervento nel podcast The Bsmt condotto da Gianluca Gazzoli.

“L’insegnamento cambierà molto. La scuola si fruirà anche online, fuori dalle quattro mura, molti insegnanti andranno in part-time e proporranno contenuti online, anche a pagamento. Perché un buon prodotto deve essere in vendita in un supermercato e perché la buona cultura no? Dobbiamo uscire dal cliché che la cultura debba essere sempre gratuita. Se un metodo è buono, è giusto che diventi un prodotto accessibile”. Queste sono state le parole che hanno scatenato il dibattito, ma non solo.

Schettini ha poi rivelato che, nel periodo delle sue prime live su YouTube, interrogava i suoi alunni il giorno successivo sul contenuto delle lezioni virtuali. C’è chi lo accusa di aver costretto gli studenti a seguire le sue dirette per portare visualizzazioni, chi lo definisce classista. Qualcuno ha poi paragonato la sua idea di trasformare l’istruzione in una sorta di Onlyfans dell’istruzione.

In nuovo video pubblicato sui social Schettini ha chiarito il suo punto di vista, sottolineando la differenza tra scuola “che deve essere accessibile a tutti in maniera gratuita come diritto costituzionale” e cultura.

“Se credete veramente che la cultura debba essere gratuita allora vi prego andate in un museo e pretendete di entrare gratis. Andate in una libreria, prendete due libri, andate in cassa e dite: questi me li porto perché sono gratis – le sue parole -. Noi siamo professionisti, il nostro mestiere è insegnare, produrre conoscenza e abbiamo tutto il diritto di mettere a disposizione la nostra professionalità. I medici che operano nella sanità pubblica hanno uno studio privato, nessuno si scandalizza, anzi si dice vai a quello perché è bravo”.

“Questo non è un mestiere da sfigati come viene oggi definito, è un mestiere importantissimo. Se si è bravi e si crede in questo mestiere si possono fare grandi cose. Mi dispiace di essere stato mal interpretato da alcuni. Ciò non toglie che si debba iniziare a riflettere sulla capacità di discutere, chiedere chiarimenti, anziché offendere e scrivere cose solo per fomentare la rabbia. Poi non pretendiamo di educare i giovani alle buone maniere’ se noi adulti siamo i primi a usare la rete per offendere gli altri”, ha poi concluso.

Bari, studentessa vuole uscire dall’aula. La prof lo impedisce e viene aggredita: a scuola arrivano i Carabinieri

Un’insegnante supplente è stata aggredita da una studentessa di terza media nella scuola Giosuè Carducci di Bari. Secondo quanto ricostruito, la professoressa ha negato alla ragazzina più volte la possibilità di uscire dalla classe.

La stessa studentessa si è poi diretta verso la porta, l’insegnante così ha cercato di impedire l’azione volontaria, mettendosi davanti all’uscita, prima di essere aggredita fisicamente.

Prima è stata strattonata, poi presa di mira dal lancio di alcuni oggetti. La studentessa è riuscita poi ad uscire dall’aula, ma sul posto sono intervenuti i Carabinieri. Non sarebbe stata presentata denuncia e non è stato chiamato il 118. A riportarlo è il Corriere del Mezzogiorno.

Sacerdote e prof di religione molesta alunne e una collega a scuola: condannato a due anni

Un sacerdote di 50 anni, professore di religione e vice preside in un istituto scolastico superiore del Salento, è stato condannato a due anni di reclusione (pena sospesa) dal Tribunale di Lecce con l’accusa di violenza privata nei confronti di una studentessa.

La vicenda risale all’anno scolastico 2015-2016, secondo quanto ricostruito il sacerdote avrebbe costretto la madre della giovane vittima a iscriverla nella sezione dove insegnava, minacciandola che diversamente l’anno sarebbe stato “terribile”.

Un atteggiamento poi proseguito anche in classe, con minacce e insulti dopo la richiesta, avanzata dalla famiglia, di cambiare sezione. La madre della ragazza ha dunque denunciato gli episodi, innescando il procedimento penale.

Secondo l’accusa tra il 2015 e il 2019 il sacerdote-professore avrebbe molestato anche altre alunne e una collega. Nel corso delle indagini sono state archiviate dal gip le accuse di violenza sessuale e falso.