Soccorritori e autisti 118, bufera sul concorso Sanitaservice Asl Bari: “Hanno fatto carte false”

Bufera sul concorso Sanitaservice Asl Bari per l’assunzione di soccorritori e autisti del 118. Accendiamo i nostri riflettori sulla selezione e sulle presunte irregolarità nella formazione della graduatoria come segnalato sui social in forma anonima. In tanti hanno contattato anche la nostra redazione, salvo poi fare dietrofront quando è stato chiesto di metterci la faccia.

L’ipotesi è che siano state presentate “carte false” per favorire l’accesso ai posti messi a concorso all’interno della Sanitaservice della Asl Bari. Ci siamo recati in sede per ottenere risposte, ma come spesso capita, non abbiamo trovato nessuno. Ecco cosa abbiamo scoperto.

Bufera sulla Uil, sindacalisti in distacco e imprenditori. Esposto alla Corte dei Conti: “È vietato”

Il nostro blitz al congresso nazionale della UILM che si è tenuto a Bari nei giorni scorsi, ha fatto il giro del web. Avevamo ricevuto una segnalazione su un contribuito milionario da parte della UILM Taranto alla Metafuturo s.r.l, azienda della Uilm nazionale creata per occuparsi di formazione e questioni immobiliari, senza ottenere particolari risposte, ma solo una “particolare” accoglienza.

Ci “trasferiamo” questa volta da Taranto a Padova. Siamo alla vigilia del congresso nazionale della UIL e in un esposto sono state denunciate presunte irregolarità nella gestione dei distacchi sindacali retribuiti che coinvolgerebbero due tesorieri della UIL.

Secondo quanto sostenuto dal denunciante, i due dirigenti sindacali, distaccati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), avrebbero svolto per anni attività private considerate incompatibili con il regime di distacco previsto dalla normativa.

L’esposto richiama la legislazione sui distacchi sindacali, sostenendo che, in caso di accertata violazione, sarebbero previste sanzioni quali il licenziamento, il recupero delle somme percepite durante il periodo di distacco e, per eventuali dirigenti che abbiano omesso i controlli, possibili conseguenze di natura penale.

Secondo il denunciante, il costo complessivo sostenuto dal MEF per i due distaccati ammonterebbe a circa 1,5 milioni di euro. Nell’esposto vengono inoltre chiamati in causa gli ex segretari generali della UIL, Carmelo Barbagallo e Pierpaolo Bombardieri, sostenendo che “non potevano non sapere” delle presunte attività contestate.

Il documento richiama infine precedenti vicende che hanno interessato la UIL, come le cosiddette “crociere d’oro” e la vendita di immobili Enpaia a prezzi agevolati, citandole come elementi di un quadro più ampio di presunte irregolarità. Al momento, le accuse contenute nell’esposto rappresentano esclusivamente le affermazioni del denunciante e dovranno essere eventualmente accertate dalle autorità competenti.

Bufera sull’assessora Starace, spunta il caso degli abusi edilizi nella casa vacanze a Vieste: “Colpa del mio ex marito”

L’assessora regionale al Turismo della Regione Puglia, Graziamaria Starace, è al centro di un nuovo capitolo giudiziario legato a presunti abusi edilizi in una casa vacanze di sua proprietà a Vieste. La vicenda si intreccia con l’inchiesta per concussione che la vede indagata insieme al sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti.

Secondo quanto emerso, nella struttura turistica sarebbero stati realizzati interventi edilizi non autorizzati, tra cui modifiche a pilastri, terrazzi, vani tecnici e solai. Per questi presunti abusi Starace ha ricevuto un decreto penale di condanna, al quale si è opposta avviando le procedure di ripristino necessarie per ottenere la sanatoria.

L’assessora sostiene che le opere contestate siano state realizzate dall’ex marito, Alessandro Corso, che ha a sua volta dichiarato di aver costruito e successivamente donato la struttura all’ex coniuge. La vicenda approderà ora davanti a un giudice, mentre restano aperti anche gli altri fronti giudiziari che coinvolgono l’assessora, la cui posizione continua a essere seguita con attenzione dalla Regione.

“Non sono di Cellino”, l’assessore nega e poi chiede scusa: a Montinaro l’Oscar dell’autolesionismo

Torniamo ad occuparci del caso di Cellino San Marco. Il  30 aprile, nelle tenute di Al Bano, ha preso il via il Summer Puglia Festival organizzato dall’associazione Nostalgia. Il giorno del primo evento è salito sul palco anche NEVES17, rapper napoletano con canzoni dai testi rivedibili.

Nel parcheggio è successo di tutto, in particolare una rissa e la somministrazione di alcol a minori. Una situazione “tenuta all’oscuro” fino a quando qualcuno sui social ha raccontato quanto accaduto, scatenando diverse polemiche sull’organizzazione e gestione dell’evento.

Dopo aver ascoltato le due versioni discordanti del sindaco di Cellino e del direttore delle Tenute di Al Bano, torniamo ad occuparci del caso questa volte accendendo i riflettori sulle polemiche nate attorno all’assessore Davide Montinaro che ai nostri microfoni ha negato di essere di Cellino San Marco. Ecco cosa è successo.

Bufera social, voti per i like e video rimossi. Schettini si difende a Le Iene: “La mia una rivoluzione educativa”

Vincenzo Schettini, volto noto della “Fisica che ci piace”, ha paragonato le recenti vicende a un sistema caotico, dove piccole azioni possono avere effetti imprevedibili. Dopo giorni di silenzi, polemiche e parodie, il professore ha scelto di rispondere pubblicamente a Le Iene, spiegando la sua versione dei fatti.

Schettini ha raccontato di aver rimosso 104 video dal suo canale per panico, pensando che potessero calmare le polemiche, ma riconoscendo che la mossa è stata ingenua: i video, tra i più belli della sua didattica, rappresentavano il suo approccio alla scuola e alla didattica interattiva.

Il suo canale YouTube, oggi con oltre 900mila iscritti, si ispira al metodo di una docente americana e nasce dalla volontà di sperimentare nuove forme di insegnamento, estendendo le lezioni alle classi e offrendo video da seguire fuori dall’orario scolastico come compiti volontari. Schettini ha sottolineato che si trattava di libertà didattica, senza alcuna forma di costrizione.

Riguardo alla viralità dei video, il professore ha spiegato che il successo dipende da migliaia di interazioni: un fenomeno che lui all’epoca stava ancora studiando. Sulla questione dei voti extra, ha confermato che erano incentivi voluti per stimolare lo studio, offerti gratuitamente nel contesto di un doposcuola. Per quanto riguarda la monetizzazione, i guadagni sono stati minimi: dagli 0 euro del 2016 agli 8 euro del 2017, fino ai 175 euro del 2018, dimostrando che la notorietà non è mai stata a scopo di lucro.

In conclusione, Schettini ha ribadito che il suo metodo didattico ha portato risultati concreti e positivi: non è diventato famoso a spese dei suoi studenti, ma con loro, coinvolgendoli in una vera rivoluzione educativa che ha attratto l’interesse di tantissime persone.

Guerra di carte bollate, debiti e pericolosi sabotaggi. Rsa nella bufera: il giallo di Casa Caterina

Da alcuni mesi riceviamo segnalazioni sulle sorti della rsa Casa Caterina di Adelfia. Inizialmente, trattandosi di beghe amministrative ed economiche tra il proprietario della struttura e l’azienda che la gestisce, abbiamo ritenuto non fosse un caso di interesse pubblico, pur essendoci occupato in passato delle tante vicissitudini della struttura per anziani.

Da due mesi, però, i problemi della struttura sono ben altri e questo sì ci impone di riferirlo all’opinione pubblica. In questo periodo sono stati denunciati alle autorità competenti una dozzina di sabotaggi: rotture ai tubi dell’acqua, all’impianto elettrico, l’incendio dei rifiuti all’esterno della struttura, ma cosa assai grave, il ritrovamento di due fumogeni all’interno degli ascensori della struttura.

In quel caso personale e ospiti hanno rischiato grosso se si considera che alcuni anziani fanno uso di ossigeno 24 ore su 24. Il fatto curioso è che in una delle ultime occasioni la guardia messa a vigilanza della struttura in seguito a questi sabotaggi ha identificato nel proprietario dell’edificio “l’individuo sospetto” in procinto di compiere l’ennesimo sabotaggio. L’episodio, questa volta con nome e cognome, è stato riferito ai Carabinieri, seppure l’uomo, contattato telefonicamente, ci dice di essere stato sul posto solo per verificare le condizioni della sua proprietà.

Al netto dei provvedimenti di revoca di autorizzazione, prima dell’Asl poi della Regione, ci sembra doveroso accendere i riflettori su una questione che rischia di trasformarsi in una tragedia. Fatto salvo che bisognerà accertare tutte le responsabilità, ognuno ha il diritto di rivendicare le proprie posizioni, ma nessuno può mettere in pericolo la vita degli ospiti.

Siamo stati a Casa Caterina venerdì scorso proprio mentre uscivano alcuni dipendenti dell’Asl e del Sian. La buona notizia è che i 49 ospiti sono tutti in salute e accuditi nel migliore dei modi, con tanto di visite specialistiche periodiche. Anche le condizioni generali della struttura e delle camere sono state ritenute idonee seppure ci sono stati dei rilievi ai quali bisognerà dare seguito. Restiamo a disposizione tanto del proprietario della struttura quanto dell’ente di gestione nel caso volessero anche precisare la loro posizione, anche accompagnati dai loro legali, con la speranza che si possa fare immediata luce sulle inquietanti vicende che proponiamo nel video allegato.

Bufera social, il prof Schettini rompe il silenzio e si difende: “Fraintesi termini e toni nessuna segnalazione su di me”

“Se io avessi veramente costretto i miei studenti, specialmente con l’attenzione che i genitori hanno nei confronti della scuola, sarebbe arrivata una lamentela, una segnalazione. A scuola in questi anni non è arrivato su di me mai niente, se non lodi e, anche in questi giorni, ho ricevuto tante attestazioni di solidarietà, manifestazioni di affetto bellissime. Quando sono uscito ieri da scuola, i ragazzi erano tutti lì ad applaudirmi”.

A parlare è Vincenzo Schettini, il professore pugliese di fisica, youtuber e divulgatore scientifico, noto per il progetto ‘La Fisica che ci Piace’. Schettini interviene dopo le polemiche degli ultimi giorni a seguito di dichiarazioni rilasciate al podcast BSMT di Gianluca Gazzoli. All’Ufficio scolastico regionale non risulta pervenuta al momento alcuna segnalazione.

Il docente è stato accusato, da anonimi ex studenti, di pretendere dai suoi studenti visualizzazioni in cambio di voti più alti. “Credo che siano stati travisati un termine e il tono, quando ho detto che ‘costringevo’ i miei studenti a seguire le mie live. Il termine che ho usato – dice – è stato sicuramente infelice: non ho mai costretto nessuno, il tono era ironico, suppongo che probabilmente quello sia stato frainteso”.

“La mia didattica – continua Schettini – era ed è sotto gli occhi di tutti da anni, mai nessuno ha detto niente, parlo delle istituzioni, della scuola, del Ministero”. Fa sapere, inoltre, di essersi rivolto a dei legali e di valutare le opportune azioni nei confronti di chi pubblica informazioni false. Intanto assicura che “presto” tornerà online con nuovi contenuti, perché “questa storia – dichiara – mi ha fatto venire altre idee”.

Video in classe con set di registrazioni e voti in cambio di like, ex studenti contro il prof Schettini: bufera social

È bufera attorno a Vincenzo Schettini, noto divulgatore social, creatore de “La fisica che ci piace” e docente di fisica che insegna presso l’I.I.S.S. “Luigi dell’Erba” di Castellana Grotte, in provincia di Bari.

Dopo le discussioni nate dalle sue parole sulla cultura “messa in vendita come al supermercato”, ora l’attenzione si sposta direttamente a scuola.  A riaccendere il caso è la testimonianza anonima di un ex studente, che racconta lezioni trasformate spesso in set di registrazione.

Le spiegazioni alla lavagna, sostiene, lasciavano spazio alla produzione di video per YouTube: smartphone in mano agli studenti, luci da sistemare, riprese da rifare se qualcosa non convinceva. Un metodo che, secondo il racconto, sottraeva tempo alla didattica tradizionale.

Il punto più delicato riguarda però i voti. L’ex alunno parla di dirette pomeridiane sugli argomenti delle interrogazioni e di bonus legati alla partecipazione attiva nei commenti. Like e cuori ricevuti durante la live si sarebbero trasformati in crediti da presentare il giorno dopo. Un sistema che, sempre secondo la testimonianza, avrebbe creato malumori e timori tra i ragazzi. A testimoniarlo anche alcune clip estrapolate da vecchie dirette e diventate virali sui social.

Schettini ha respinto le accuse sui social, definendo la ricostruzione parziale e non verificata. Ha difeso il suo approccio, spiegando di aver sempre affiancato alle lezioni in classe strumenti online, convinto che possano aiutare gli studenti a studiare meglio anche a casa.

Intanto, dal canale YouTube “La Fisica Che Ci Piace” sarebbero scomparsi oltre cento video nelle ore successive alla diffusione dell’intervista. Non è chiaro quali contenuti siano stati rimossi, ma il caso continua ad alimentare il dibattito sul confine tra insegnamento, social e mercato.

Stea premia i pensionati della Regione, bufera sull’assessore candidato: strafottenza elettorale

Polemiche sull’iniziativa di Gianni Stea, assessore al Personale della Regione Puglia, che ha inviato una mail a 1500 ex dipendenti andati in pensione dal 2020 ad oggi. Chi vorrà potrà ricevere un attestato da parte dell’Assessorato, specificando l’indirizzo di residenza e un numero telefonico.

C’è chi ha definito l’iniziativa strumentale e ha sollevato dubbi sulla sua tempestività a causa delle elezioni regionali fissate tra un mese in Puglia. Stea ha annunciato infatti di scendere in campo.

“Gentilissima collega/o, è un piacere comunicare che sarà trasmesso alla s.v. un riconoscimento che l’Amministrazione regione Puglia ha preparato a tutti i dipendenti andati in pensione nel quinquennio 2020/2025 come segno di gratitudine per il servizio reso alla comunità – si legge nella mail -. Trattasi di un attestato di riconoscimento che ho voluto fortemente come ringraziamento per l’impegno, la professionalità e la dedizione dimostrata nel corso degli anni. Per motivi organizzativi – si conclude così il testo del messaggio inviato via mail – Le chiedo cortesemente di voler riscontrare la presente inviando il proprio indirizzo di residenza unitamente ad un recapito telefonico per eventuali contatti. Un abbraccio e un cordiale saluto”.

Bari, 25 dollari all’ora per confessioni e consulenze spirituali online: il parroco don Luca De Muro nella bufera

Don Luca De Muro, responsabile dell’oratorio del Redentore situato nel quartiere Libertà di Bari, è finito al centro di uno scandalo sollevato dalla trasmissione di Rete 4 “Fuori dal Coro”.

Assieme ad altri due sacerdoti, Don Luca De Muro sfrutterebbe una piattaforma online americana, “Pray for me”, in cui vengono vengono venduti incontri spirituali. Il menù comprende la confessione, gli esorcismi e tanto altro, con tariffe orarie precise. Nel caso di Don Luca è prevista una tariffa di 25 dollari all’ora.

La pratica è assolutamente vietata nella Chiesa cattolica, come confermato sempre nel programma da don Maurizio Gronchi, della Pontificia università urbaniana.

“Credimi, io pensavo che lo stessi facendo gratuitamente”, le parole di Don Luca a fine prestazione al giornalista. “Capisco che sembra che ti stia prendendo in giro”, ha poi aggiunto prima di staccare definitivamente la connessione.