“Rsa saccheggiate”, arrestato l’imprenditore Schettino per bancarotta fraudolenta: domiciliari anche per Vurro

È finito agli arresti domiciliari l’imprenditore brindisino Michele Schettino, 51 anni, indagato dalla Procura di Lecce per bancarotta fraudolenta nell’ambito della gestione di alcune residenze sanitarie assistenziali (rsa). Il provvedimento, richiesto dal pubblico ministero Alessandro Prontera e firmato dalla giudice Francesca Mariano, è stato eseguito dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza.

Misura cautelare analoga anche per Giovanni Vurro, 50enne barese, ritenuto il principale collaboratore dell’imprenditore. Per Luigi Lucca, 66 anni di Mola di Bari, e Francesco De Marco, 54enne di Bologna, è stato invece disposto il divieto di esercitare attività d’impresa. Nell’inchiesta risultano inoltre indagati Alberto Cazzetta, Pierluca Di Cagno, Maurizio Pappadopoli, Gregorio Pellicano e Antonio Vetracca.

Secondo gli inquirenti Schettino, assistito dagli avvocati Antonio La Scala e Antonio Bolognese, sarebbe stato il regista di un sistema illecito volto a depauperare le rsa e ad acquisire nuove società. Le indagini si concentrano su strutture situate nel Salento, tra Miggiano e San Donaci, ma avrebbero fatto emergere criticità anche in alcune strutture del Barese, tra Polignano e Adelfia tra cui Casa Caterina.

Al centro dell’inchiesta vi è un presunto meccanismo basato su fatture per operazioni inesistenti emesse attraverso società compiacenti, che avrebbero consentito di svuotare le casse della società Grs, con una distrazione di circa 250mila euro. Parte delle somme, secondo l’accusa, sarebbe stata utilizzata per l’acquisto di beni personali, tra cui un’auto di lusso e un immobile intestato al figlio. L’indagine è tuttora in corso e dovrà chiarire responsabilità e portata del presunto sistema

Ospiti e dipendenti della RSA nel caos, vertice su Casa Caterina. Impegni a voce: situazione tesa

La Nicolas non muore mai. La società che gestisce Casa Caterina, la Rsa di Adelfia si presenta all’incontro con amministrazione comunale e Asl rappresentata da un nuovo amministratore. Si tratta del dottore in legge Giammaria Melaccio e secondo qualcuno è solo l’ennesimo prestanome.

Al netto della guerra di carte e debiti, secondo qualcuno quelli complessivi sarebbero di due milioni e mezzo, l’incontro è servito per avere rassicurazioni sull’ordinaria gestione della struttura e quindi degli ospiti, una cinquantina. Il Comune si era offerto di garantire colazione, pranzo e cena fino a oggi, ma non ce n’è stato bisogno, essendo intervenuto il nuovo amministratore.Seppure si è registrata la mancata colazione di sabato scorso, forse causata da un malinteso con il Comune.

La struttura è sotto organico e fino a qualche giorno fa mancavano i presidi necessari. Melaccio si è impegnato a stretto giro a rimettere tutto in ordine, nonostante la mancata volontà del proprietario a trattare con la società che finora ha accumulato con lui centinaia di migliaia di euro di fitti non pagati. Venerdì scorso la Regione ha fatto nuovamente sapere che la Rsa non è in possesso dei requisiti e quindi gli anziani devono essere spostati, in estrema ratio anche invitando i familiari degli ospiti a riportarli nelle proprie abitazioni.

Intanto la Asl ha annunciato controlli rapiti per verificare le promesse fatte al tavolo del nuovo amministratore della Nicolas, per ora solo a voce considerando che la visura camerale riporta ancora il nome di quello precedente. Bisognerà capire come si potrebbe proseguire in considerazione del fatto che la società non ha neppure il titolo, ovvero il contratto, per occupare la struttura. La situazione è tutt’altro che risolta, soprattutto perché Casa Caterina potrebbe rientrare nelle indagini che in questi giorni hanno coinvolto Michele Schettino, accusato di aver messo in piedi una truffa che ha riguardato in passato anche altre Rsa.

La Procura di Lecce ha chiesto il suo arresto nell’ambito di un’inchiesta su 9 indagati per la bancarotta fraudolenta della società Grsl, fallita nel 2021 e attiva nella gestione di residenze per anziani. Un’inchiesta che vede coinvolti anche Giovanni Vurro, 49enne di Adelfia, mentre per Luigi Lucca e Francesco De Marco è stato richiesto il divieto di svolgere attività d’impresa o incarichi direttivi. Gli indagati, tra cui anche il docente universitario Pierluca Di Cagno, 50enne di Bari, sono accusati a vario titolo di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale.

Di sicuro non capita spesso di potervi mostrare per intero e senza filtri l’esito di incontri così delicati. Non dimentichiamo che in ballo ci sono soprattutto le sorti degli ospiti. Intanto, mentre si aspetta la relazione del CTU nominato per verificare lo stato di salute degli anziani per il loro spostamento, come voluto dal proprietario delle mura, Lucio Pepe, la Asl ha annunciato un’ulteriore verifica sulle condizioni di salute di nonni e nonne presenti a Casa Caterina.

La situazione è particolarmente tesa e complessa, tanto da aver attirato l’attenzione dei media nazionali e potrebbe avere sviluppi importanti nei prossimi giorni. Ieri abbiamo intervistato l’ex direttore, con un contratto di consulenza, Antonio Novielli. Una lunga intervista in cui il 70enne, da 35 anni nel settore, racconta la sua verità, svelando molti aneddoti e circostanze anche sui rapporti, tra gli altri con il proprietario della struttura, Lucio Pepe e soprattutto Michele Schettino.

Rsa Casa Caterina, situazione grave: “Comune paga il cibo. Società inaffidabile serve Commissario”

Torniamo ad occuparci di Casa Caterina, la Residenza Sanitaria Assistenziale di Adelfia. Nelle ultime ore la situazione è precipitata, il sindaco della Giuseppe Cosola, ha rilasciato una dichiarazione molto preoccupante ai nostri microfoni. “Anziani senza cibo, la situazione è gravissima”, le sue parole.

Sono state aperte le interlocuzioni con il Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, il direttore generale della Asl di Bari, Luigi Fruscio e il Prefetto del capoluogo, Francesco Russo.

Sono state adottate le prime misure per contrastare l’emergenza e abbiamo ascoltato l’assessore al Welfare, Biagio Cistulli, per capire quali sono e quali saranno i prossimi passi. Lunedì, a quanto pare, sarà una giornata chiave. 

Sindaco su RSA Casa Caterina, chiamati Decaro e Prefetto: “Anziani senza cibo situazione drammatica”

Da anni seguiamo le alterne vicende relative a Casa Caterina, la Residenza Sanitaria Assistenziale di Adelfia. Ne abbiamo viste di tutti i colori, ma mai finora il sindaco della cittadina del Barese, Giuseppe Cosola, aveva rilasciato una dichiarazione così preoccupante. “Anziani senza cibo, la situazione è gravissima”, le sue parole ai nostri microfoni.

Le vicende giudiziarie, che stanno coinvolgendo alcuni rappresentanti della compagine societaria – per alcuni di loro è stato chiesto l’arresto, con l’accusa di aver commesso reati amministrativi – hanno rischiato di compromettere la gestione della struttura, fino ad arrivare allo stato attuale.

Sindaco e assessore al Welfare, Biagio Cistulli, si sono detti pronti ad assicurare colazione, pranzo e cena agli anziani, ma solo per fronteggiare l’emergenza. Intanto sono aperte le interlocuzioni con il Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, il direttore generale della Asl di Bari, Luigi Fruscio e il Prefetto del capoluogo, Francesco Russo.

Intanto si è palesato l’ennesimo nuovo amministratore della società che gestisce la Rsa. L’ipotesi è quella che i fondi possano essere stati impiegati per interessi personali. Nelle prossime si prenderanno le decisioni che serviranno a tamponare l’emergenza, prima di mettersi attorno a un tavolo e capire cosa fare per risolvere la questione a lungo termine.

“A Casa Caterina non stiamo bene”, ospite della RSA chiede aiuto: “Paghiamo ma ci manca tutto”

Torniamo ad occuparci della rsa Casa Caterina di Adelfia. Nell’ultimo periodo sono stati denunciati alle autorità competenti una dozzina di sabotaggi e c’è una controversia legale tra i proprietari e i gestori della struttura. La nostra priorità principale è sempre stata una, la salute dei pazienti ospitati all’interno. Siamo stati contattati da una di loro che ha voluto denunciare la situazione e rivolgere un appello. 

Il giallo di Casa Caterina, RSA nel caos. Pepe: “Mai sabotata la mia struttura. Istituzioni assenti”

Torniamo ad occuparci della rsa Casa Caterina di Adelfia. Nell’ultimo periodo sono stati denunciati alle autorità competenti una dozzina di sabotaggi: rotture ai tubi dell’acqua, all’impianto elettrico, l’incendio dei rifiuti all’esterno della struttura, ma cosa assai grave, il ritrovamento di due fumogeni all’interno degli ascensori della struttura.

Dopo la messa in onda del primo servizio è successo di tutto. Ci siamo precipitati sul posto durante le operazioni di sfratto, raccogliendo anche la posizione del proprietario della struttura che ha lanciato un messaggio ai gestori. Lo abbiamo incontrato nuovamente, con il suo legale, per chiarire alcuni punti della vicenda.

Coop di Castellana “svuotata per appropriarsi di una Rsa”: a processo l’imprenditore Michele Schettino

L’imprenditore brindisino Michele Schettino (50 anni) e il notaio romano Enzo Becchetti (55) sono stati rinviati a giudizio dal giudice Alfredo Ferraro per una vicenda che riguarda la cooperativa sociale “Il Salvatore” di Castellana e la rsa “Don Lombardo” di San Donaci.

Secondo l’accusa, Schettino avrebbe estromesso dalla gestione della cooperativa l’ex presidente Michele Aiello e l’ex direttore generale Antonio Lanzillotta, autoproclamandosi presidente e appropriandosi della gestione e di circa 37mila euro di rette degli ospiti della rsa. È inoltre accusato di aver sottratto beni della cooperativa.

Schettino risponde di appropriazione indebita e infedeltà patrimoniale, mentre Becchetti di falso ideologico in atto pubblico. Il processo servirà a chiarire le responsabilità.

Guerra di carte bollate, debiti e pericolosi sabotaggi. Rsa nella bufera: il giallo di Casa Caterina

Da alcuni mesi riceviamo segnalazioni sulle sorti della rsa Casa Caterina di Adelfia. Inizialmente, trattandosi di beghe amministrative ed economiche tra il proprietario della struttura e l’azienda che la gestisce, abbiamo ritenuto non fosse un caso di interesse pubblico, pur essendoci occupato in passato delle tante vicissitudini della struttura per anziani.

Da due mesi, però, i problemi della struttura sono ben altri e questo sì ci impone di riferirlo all’opinione pubblica. In questo periodo sono stati denunciati alle autorità competenti una dozzina di sabotaggi: rotture ai tubi dell’acqua, all’impianto elettrico, l’incendio dei rifiuti all’esterno della struttura, ma cosa assai grave, il ritrovamento di due fumogeni all’interno degli ascensori della struttura.

In quel caso personale e ospiti hanno rischiato grosso se si considera che alcuni anziani fanno uso di ossigeno 24 ore su 24. Il fatto curioso è che in una delle ultime occasioni la guardia messa a vigilanza della struttura in seguito a questi sabotaggi ha identificato nel proprietario dell’edificio “l’individuo sospetto” in procinto di compiere l’ennesimo sabotaggio. L’episodio, questa volta con nome e cognome, è stato riferito ai Carabinieri, seppure l’uomo, contattato telefonicamente, ci dice di essere stato sul posto solo per verificare le condizioni della sua proprietà.

Al netto dei provvedimenti di revoca di autorizzazione, prima dell’Asl poi della Regione, ci sembra doveroso accendere i riflettori su una questione che rischia di trasformarsi in una tragedia. Fatto salvo che bisognerà accertare tutte le responsabilità, ognuno ha il diritto di rivendicare le proprie posizioni, ma nessuno può mettere in pericolo la vita degli ospiti.

Siamo stati a Casa Caterina venerdì scorso proprio mentre uscivano alcuni dipendenti dell’Asl e del Sian. La buona notizia è che i 49 ospiti sono tutti in salute e accuditi nel migliore dei modi, con tanto di visite specialistiche periodiche. Anche le condizioni generali della struttura e delle camere sono state ritenute idonee seppure ci sono stati dei rilievi ai quali bisognerà dare seguito. Restiamo a disposizione tanto del proprietario della struttura quanto dell’ente di gestione nel caso volessero anche precisare la loro posizione, anche accompagnati dai loro legali, con la speranza che si possa fare immediata luce sulle inquietanti vicende che proponiamo nel video allegato.

Bari, una nuova rsa nella zona del Parco 2 Giugno: il progetto di Sereni Orizzonti. Apertura entro la fine del 2026

Bari si prepara ad accogliere una nuova e importante struttura dedicata all’assistenza residenziale per anziani. La proprietà di RSA Sereni Orizzonti ha infatti annunciato l’avvio di un progetto di espansione che porterà alla realizzazione di una nuova Residenza Sanitaria Assistenziale nella zona del Parco 2 Giugno, una delle aree più strategiche e servite della città.

La nuova struttura, che sorgerà nel territorio del Comune di Bari, avrà una capienza superiore ai 200 posti letto e rappresenterà un significativo potenziamento dell’offerta socio-sanitaria locale. L’apertura è prevista entro la fine del 2026, al termine delle fasi autorizzative e di realizzazione dell’intervento.

Il progetto si inserisce in un percorso di crescita già avviato dalla stessa proprietà, guidata dal dottor Paolo Patella, che da circa quattro anni gestisce con successo una RSA da 100 posti letto sul territorio. I risultati ottenuti in termini di qualità assistenziale e organizzativa hanno spinto la direzione a investire ulteriormente, ampliando la propria presenza e rafforzando l’impegno nel settore dell’assistenza alla terza età.

Oltre all’impatto sanitario e sociale, l’iniziativa avrà ricadute importanti anche sul fronte occupazionale: si stima infatti la creazione di oltre 50 nuovi posti di lavoro, tra personale sanitario, socio-assistenziale, amministrativo e dei servizi generali.

La nuova RSA si propone come un ulteriore punto di riferimento per il territorio, contribuendo a rispondere alla crescente domanda di strutture qualificate e moderne, in grado di garantire assistenza, sicurezza e continuità di cura alle persone anziane e alle loro famiglie.

Legionella oltre i limiti delle strutture del Barese: allarme in Rsa e hotel. E i b&b faticano a rispondere

Allarme legionella nelle strutture ricettive e di accoglienza del Barese. Gli accertamenti condotti dall’Asl hanno interessato rsa, hotel e b&b. Su 15 strutture ispezionate ben 12 sono risultate con valori superiori alla norma.

L’indagine è stata condotta tra luglio e dicembre dall’Asl Bari, all’interno del progetto di prevenzione e contrasto al batterio che prolifera nelle reti idriche. Coinvolto un bacino potenziale di quasi 1400 realtà ricettive e di accoglienza così suddivise: 44 Rsa, 174 Hotel e 1.181 B&B della provincia di Bari.

La risposta dei gestori non è stata soddisfacente, ma in parte condizionata da quella dei b&b. Su 1.399 strutture contattate, solo 333 (il 23,8%) hanno risposto attivamente trasmettendo i questionari.

Le Rsa hanno mostrato la sensibilità più alta, con un’adesione del 91,1%. Buona la partecipazione degli alberghi (70%), mentre i Bed & Breakfast si sono fermati a un modesto 15,1%. La legionella, lo ricordiamo, è un batterio che prolifica nelle reti idriche e può causare infezioni alle vie respiratorie.