Dopo avervi documentato l’ultima folle notte nella Rsa Casa Caterina, torniamo ad occuparci delle sorti della struttura di Adelfia mostrandovi la folle telefonata che abbiamo avuto nelle scorse ore con Melaccio. Nonostante le condizioni disastrose della Rsa, ha respinto ogni accusa e ha negato la possibilità di dimettersi, puntando il dito contro i parenti e colpevolizzandoli.
Casa Caterina, anziani allo sbando. Melaccio al Sindaco: “Pensateci voi. Non ci sono più soldi”
“Non abbiamo più finanze, da domani dovete pensare voi agli ospiti di Casa Caterina”. Parola più, parola meno, è il testo del messaggio che Gianni “fuffa” Melaccio, amministratore della Nicolas, la società che gestisce la Rssa di Adelfia, ha mandato stamattina al sindaco Giuseppe Cosola.
A quel punto il primo cittadino ha avviato la macchina per riuscire a fare fronte all’ennesima emergenza causata non tanto da Melaccio e l’armata brancaleone, quanto dalle istituzioni, incapaci di far rispettare i provvedimenti degli enti che rappresentano il Sistema. Lacuna tutta italiana. Un imprenditore di Adelfia si è proposto di pagare il vitto agli osptii, mentre la Asl provvederà all’assistenza sanitaria.
Quando siamo arrivati in struttura Melaccio non era presente e quindi ci siamo soffermati ad ascoltare la voce dei “dipendenti”, tra virgolette perché non sono nemmeno assunti e non percepiscono stipendi da mesi, al netto delle promesse e delle supercazzole dell’uomo nuovo, di colui che ha dichiarato più volte di non avere nulla a che fare con l’armata di Michele Schettino. Racconti inquietanti e una struttura andata avanti fino a quando i parenti degli ospiti hanno pagato le rette, tra le più basse d’Italia.
Una situazione paradossale in cui perdono tutti, quando basterebbero decisioni pratiche e risolute. E se già questo può essere abbastanza, aspettate di ascoltare l’intervista telefonica a Melaccio fatta mentre la barca affonda e lui non si è capito bene dove fosse.
Ennesimo sabotaggio, bruciato il contatore. Rsa Casa Caterina senza elettricità: “Atto ignobile”
Non c’è pace per la Rsa Casa Caterina, costretta a fare i conti con l’ennesimo sabotaggio. Questa volta è stato bruciato il contatore e la struttura è rimasta senza elettricità. E a pagare sono sempre gli anziani ospiti. Ci siamo recati sul posto per documentare l’ennesima puntata di una vicenda incredibile.
Rsa Casa Caterina, dipendenti ed ex lavoratori esausti: “Tante promesse e pochi soldi”
La situazione in cui riversa la rsa Casa Caterina è paradossale. La struttura è senza una guida, un direttore sanitario, un assistente sociale, mentre i dipendenti sono lasciati senza stipendio.
Come degli estranei qualunque, siamo riusciti ad entrare nella rsa e nessuno ci ha fermato, lasciandoci liberi di poter entrare negli uffici e nelle stanze degli anziani ospiti. In struttura, durante il nostro blitz, c’era solo un Oss (abusiva e senza contratto) al lavoro.
Dopo aver chiamato urgentemente il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, aggiornandolo su tutto, siamo tornati sul posto dove abbiamo raccolto la denuncia di lavoratori ed ex dipendenti.
Rsa Casa Caterina, una giornata nera. Antonio irrompe e chiama Decaro: “Presidente faccia qualcosa”
La situazione in cui riversa la rsa Casa Caterina è paradossale. Siamo tornati sul posto con il proprietario della struttura, Pepe. La struttura è senza una guida, un direttore sanitario, un assistente sociale, mentre i dipendenti sono lasciati senza stipendio. Come degli estranei qualunque, siamo entrati nella rsa e nessuno ci ha fermato, lasciandoci liberi di poter entrare negli uffici e nelle stanze degli anziani ospiti. In struttura, durante il nostro blitz, c’era solo un Oss (abusiva e senza contratto) al lavoro. Nessuno interviene. Il Comune di Adelfia, la Regione Puglia e l’Asl. Nessuno. Così abbiamo chiamato urgentemente il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.
Affari d’oro sulle rsa, chiusa l’inchiesta: 9 indagati Schettino verso il processo. Resta aperto il filone di Casa Caterina
La Procura di Lecce ha chiuso l’inchiesta sulla presunta bancarotta fraudolenta legata alla gestione di alcune rsa salentine, con al centro l’imprenditore brindisino Michele Schettino, agli arresti domiciliari dallo scorso 8 aprile.
Stessa misura per il barese Giovanni Vurro, ritenuto dagli inquirenti il suo principale collaboratore, mentre per Luigi Lucca e Francesco De Marco è scattato il divieto di esercitare attività d’impresa. In totale sono 9 gli indagati. I restanti sono Alberto Cazzetta, Pierluca Di Cagno, Maurizio Pappadopoli, Gregorio Pellicano, e Antonio Vetracca
Secondo l’accusa, coordinata dal sostituto procuratore Alessandro Prontera, Schettino avrebbe orchestrato un sistema capace di svuotare economicamente le società che gestivano le strutture per anziani, utilizzando fatture per operazioni inesistenti e società compiacenti. Al centro delle contestazioni ci sono rsa di Miggiano e San Donaci e una presunta distrazione di circa 250mila euro dalla società Grs.
Le somme sottratte, secondo gli investigatori della Guardia di Finanza, sarebbero state impiegate per spese personali, soggiorni in hotel, l’acquisto di una Mercedes e investimenti immobiliari. Nelle carte dell’inchiesta, gli inquirenti descrivono un sistema definito “vampiristico”, sostenendo che l’imprenditore avrebbe costruito il proprio business sulle strutture per anziani, nonostante sui social promuovesse un’immagine attenta al benessere degli ospiti.
Parallelamente resta aperto anche il filone barese sull’rsa “Casa Caterina” di Adelfia, dove la Procura ipotizza reati che vanno dall’associazione a delinquere ai maltrattamenti sugli anziani, fino alla corruzione. Gli indagati avranno ora venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati.
Rsa Casa Caterina, Pepe contro tutti: “Struttura abusiva va chiusa. Istituzioni sono state chiare”
Siamo tornati all’esterno della rsa Casa Caterina dopo le operazioni che hanno consentito di rimuovere la discarica a cielo aperto che aveva creato indignazione e scalpore. Abbiamo incontrato nuovamente il proprietario della struttura, Pepe che è tornato all’attacco, invocando la chiusura della Rsa definita abusiva anche dalle stesse Istituzioni. Ecco la sua posizione.
Rsa Casa Caterina, imbarazzo e tensioni per la mega discarica. Pepe: “Pignoro le rette non il conto”
La situazione nella Rsa Casa Caterina di Adelfia resta complessa. All’esterno c’è una discarica a cielo aperto e il nostro blitz ha creato imbarazzo e tensioni sul posto. C’è chi si è infastidito, chi invece ha cercato di arrampicarsi sugli specchi. Il tutto mentre la discarica continua ad espandersi a macchia d’olio. Con noi sul posto anche il proprietario della struttura che ha annunciato la volontà di pignorare solo le rette e non il conto, per permettere il pagamento dei dipendenti.
Polignano, sgomberata la residenza Sant’Anna: trasferiti 20 ospiti. L’ira dei parenti
Da questa mattina è in corso lo sgombero della residenza Sant’Anna di Polignano, ex rsa che ospita una ventina di persone non autosufficienti, coinvolta in una complessa vicenda giudiziaria legata a presunte truffe nei passaggi societari di diverse strutture sanitarie tra Bari e Lecce. Tra gli indagati figura l’imprenditore brindisino Michele Schettino, già rinviato a giudizio per la presunta acquisizione fraudolenta delle quote della rsa.
Nonostante Regione, Asl e Comune abbiano lavorato per trovare strutture alternative agli ospiti, alcune famiglie rifiutano il trasferimento, ritenendo impraticabili le soluzioni proposte. La nuova gestione della struttura parla di “accanimento” e contesta il sequestro, sostenendo di aver avviato un piano di regolarizzazione.
La rsa, però, è priva delle autorizzazioni sanitarie revocate nel 2024 dalla Regione, e il decreto di sequestro impone l’esecuzione dello sgombero. Il sindaco di Polignano, Vito Carrieri, ha ribadito che il Comune non ha competenze dirette sulla gestione della struttura, ma continua a seguire la situazione attraverso i servizi sociali e il confronto con gli enti competenti.
Rsa Casa Caterina, Pepe: “Troppi debiti discorso chiuso”. Condizione degli ospiti: c’è la relazione
Torniamo ad occuparci di Casa Caterina, la rsa di Adelfia finita al centro di un’inchiesta che ha portato la Procura di Bari a indagare sette persone, tra l’altro anche per maltrattamento e abbandono.
La struttura, lo ricordiamo, è ancora aperta regolarmente, gli ospiti anziani all’interno sono sereni e sono accuditi. Abbiamo incontrato sul posto il nuovo amministratore, Gianni Melaccio, e parlato con l’assistente sociale impegnata in struttura, mentre alcuni ospiti negli ultimi giorni hanno lasciato la struttura, come confermato dai parenti.
Vi parliamo delle ultime novità con il proprietario della struttura che, dopo aver invocato il commissariamento della rsa, manda un messaggio chiaro e diretto all’amministratore Melaccio e alla cordata sul futuro della Rsa. Ecco tutti gli aggiornamenti anche sulle condizioni dei pazienti.










