Polignano, sgomberata la residenza Sant’Anna: trasferiti 20 ospiti. L’ira dei parenti

Da questa mattina è in corso lo sgombero della residenza Sant’Anna di Polignano, ex rsa che ospita una ventina di persone non autosufficienti, coinvolta in una complessa vicenda giudiziaria legata a presunte truffe nei passaggi societari di diverse strutture sanitarie tra Bari e Lecce. Tra gli indagati figura l’imprenditore brindisino Michele Schettino, già rinviato a giudizio per la presunta acquisizione fraudolenta delle quote della rsa.

Nonostante Regione, Asl e Comune abbiano lavorato per trovare strutture alternative agli ospiti, alcune famiglie rifiutano il trasferimento, ritenendo impraticabili le soluzioni proposte. La nuova gestione della struttura parla di “accanimento” e contesta il sequestro, sostenendo di aver avviato un piano di regolarizzazione.

La rsa, però, è priva delle autorizzazioni sanitarie revocate nel 2024 dalla Regione, e il decreto di sequestro impone l’esecuzione dello sgombero. Il sindaco di Polignano, Vito Carrieri, ha ribadito che il Comune non ha competenze dirette sulla gestione della struttura, ma continua a seguire la situazione attraverso i servizi sociali e il confronto con gli enti competenti.

Furti nelle case dei più fragili e auto clonate per evitare di essere presi: arrestata coppia di ladri a Canosa

Due uomini di 53 e 58 anni, entrambi residenti a Canosa e già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati con le accuse di sequestro di persona, rapina aggravata, tentato furto in abitazione, ricettazione, riciclaggio e possesso di arnesi da scasso.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Trani e condotta dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Andria, ha permesso di ricostruire una serie di colpi ai danni di persone sole, anziani fragili e soggetti con disabilità. Secondo gli investigatori, i due avrebbero agito sempre con lo stesso metodo: avvicinavano le vittime con un raggiro per poi fuggire utilizzando auto con targhe clonate, così da evitare di essere identificati.

Determinante il ritrovamento a Canosa di due vetture identiche per modello e targa, una delle quali sarebbe stata usata per compiere i reati. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che i due si spostavano tra Puglia, Basilicata e Campania.

Nel corso delle perquisizioni i carabinieri hanno sequestrato un’auto priva di numero di telaio, arnesi da scasso e indumenti utilizzati durante le rapine, tra cui berretti, guanti e scaldacollo. I due arrestati sono stati trasferiti in carcere.

Bitetto, lite tra due anziani degenera. Esplosi colpi da fucile a canne mozze: un arresto

I Carabinieri della Stazione di Bitetto (BA) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Bari e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari un uomo ritenuto responsabile di minacce aggravate e porto illegale di un fucile a canne mozze (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa).

I fatti si sono verificati a Bitetto (BA) nella tarda serata del 6 aprile, quando è stata segnalata l’esplosione di colpi d’arma da fuoco in Piazza Aldo Moro.

All’esito di accertamenti dei militari della locale Stazione e coordinate dalla Procura della Repubblica di Bari, è stato possibile identificare e raccogliere riscontri nei confronti dell’indagato in ordine ai fatti contestati ed il movente passionale all’origine del gesto.

Sono stati acquisiti video da telecamere del sistema di videosorveglianza della cittadina che hanno permesso di ricostruire le fasi del delitto, compresa l’esplosione di almeno un colpo d’arma da fuoco che non ha colpito la vittima grazie alla sua reazione.

L’operazione odierna testimonia la costante attenzione dell’Autorità Giudiziaria e dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto dei reati che avvengono sul territorio della Provincia di Bari.

Rsa Casa Caterina, torna l’acqua calda. L’amministratore: “Attacchi e bugie. Non sono pregiudicato”

Torniamo ad occuparci di Casa Caterina, la rsa di Adelfia finita al centro di un’inchiesta che ha portato la Procura di Bari a indagare sette persone, tra l’altro anche per maltrattamento e abbandono.

Nei giorni scorsi, come vi abbiamo raccontato, Nas e Finanza hanno fatto accertamenti, perquisizioni e sequestri, anche presso le abitazioni di alcuni indagati. La struttura funziona, è ancora aperta regolarmente, gli ospiti anziani all’interno sono sereni e sono accuditi.

Dopo aver incontrato sul posto il nuovo amministratore, Gianni Melaccio, e aver parlato con l’assistente sociale impegnata in struttura, torniamo a fare il punto della situazione. Alcuni ospiti negli ultimi giorni hanno lasciato la struttura, come confermato dai parenti, mentre finalmente possiamo registrare il ritorno dell’acqua calda. Melaccio ha voluto respingere alcune accuse, mentre la vicenda giudiziaria va avanti.

Bari, paura in via Capruzzi. Appartamento in fiamme all’ultimo piano: salvati due anziani e 7 persone evacuate

Un incendio è divampato nella tarda serata di ieri in un appartamento al settimo piano di una palazzina di via Capruzzi, a Bari.

Il rogo non ha provocato feriti ma sette persone sono state evacuate a scopo precauzionale a causa del fumo nero e denso sprigionato dalle fiamme. Tra loro due anziani. Tutte sono state visitate dal personale del 118: le loro condizioni sono buone.

Tre le squadre dei vigili del fuoco, col supporto di una autoscala, impegnate a domare l’incendio. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza si sono concluse intorno alle tre della notte scorsa.

Casa Caterina, tutti vogliono la rsa. Ombre e confusione: “Anziani sereni emergenza strumentale”

Come promesso questa mattina ci siamo recati a Casa Caterina, la rsa di Adelfia finita al centro di un’inchiesta che ha portato la Procura di Bari a indagare sette persone, tra l’altro anche per maltrattamento e abbandono. Nei giorni scorsi, come vi abbiamo raccontato, Nas e Finanza hanno fatto accertamenti, perquisizioni e sequestri, anche presso le abitazioni di alcuni indagati.

La struttura funziona, è ancora aperta regolarmente, gli ospiti anziani all’interno sono sereni e sono accuditi grazie alla straordinaria dedizione dei dipendenti (che presto saranno pagati). Abbiamo incontrato sul posto il nuovo amministratore Gianni Melaccio che, per conto di una cordata, ha preso in mano la situazione anche da un punto di vista finanziario e continua a metterci la faccia. Nelle scorse ore, lo ricordiamo, il coordinatore sanitario, il medico ginecologo in pensione Giancarlo Tarì, ha presentato le sue dimissioni irrevocabili.

 

“Anziani abbandonati”, la Regione chiude Casa Caterina. Blitz nella rsa: “Mancano solo le autorità”

Quando abbiamo letto il provvedimento della Regione Puglia, quello con cui si dispone la chiusura della residenza sanitaria assistenziale Casa Caterina di Adelfia, ci siamo subito fiondati nella struttura.

A leggere la misura ci aspettavamo di trovare una situazione di assoluto disagio, con l’assenza delle condizioni minime di assistenza agli anziani. Li abbiamo immaginati immersi nelle loro urine, profondamente deperiti, disidratati, insomma a un passo dalla morte. La nostra fervida immaginazione ci ha portato a credere che in presenza di una siffatta situazione la struttura fosse presidiata dalle autorità competenti: amministrazione comunale, asl, ispettorati vari, assistenti sociali e magari medici inviati d’urgenza dalla stessa Regione per fronteggiare l’emergenza prospettata.

In realtà, perché solitamente la realtà supera la fantasia, in struttura c’era il solito personale – altre unità saranno assunte a cominciare da lunedì -, ma abbiamo trovato anziani in buone condizioni e alcuni di loro in compagnia dei loro parenti. Abbiamo ascoltato tutti – ci scusiamo se ci siamo dimenticati di informarli che la telecamera fosse rimasta accesa – e la situazione prospettata nell’atto è sembrata tutt’altra.

Nella struttura, la cui gestione è precipitata da dicembre scorso, seppure anche prima ha vissuto di molti bassi e pochi alti, con debiti e una gestione discutibile degli ospiti, c’era il nuovo “amministratore” della società Nicolas.

“Impugneremo immediatamente il provvedimento – ha spiegato -. Ho la sensazione che il vero interesse in questa vicenda, almeno in questo momento, non sia la reale tutela degli anziani, ai quali non manca niente. Stiamo provvedendo a sistemare tutto ciò che è rimasto indietro e lo faremo anche con i debiti se i creditori volessero trovare un accordo con noi. Nessuno resterà indietro”.

Gianni Melaccio continua a ripetere la filastrocca, invitando anche il proprietario della struttura a sedersi attorno a un tavolo per capire come far rientrare il debito, se non altro per giudicare la serietà della proposta. “A prescindere non si possono prendere decisioni di questo tipo – continua Melaccio -, mi auguro che davvero ognuno faccia la sua parte per il bene degli anziani”. Nel video potrete vedere senza filtri l’attuale situazione nella Rsa Casa Caterina. Ci siamo presentati senza avvisare, del resto i cancello è ancora aperto in seguito ai molteplici sabotaggi.

Adelfia, anziani “abbandonati”: chiude la rsa Casa Caterina. La Regione Puglia dispone le dimissioni degli ospiti

La Regione Puglia ha disposto la chiusura immediata della residenza per anziani “Casa Caterina” di Adelfia, già al centro di un’inchiesta della Procura di Bari che coinvolge l’imprenditore brindisino Michele Schettino e altre sette persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere e corruzione.

Il provvedimento, adottato dal dipartimento Salute, è motivato da una «assoluta precarietà gestionale» e da un «inaccettabile vuoto di responsabilità legale e amministrativa», elementi che avrebbero determinato la perdita totale di controllo e affidabilità della struttura.

Già nell’ottobre 2025 la Regione aveva dichiarato la decadenza dell’autorizzazione, avviando a gennaio il trasferimento degli ospiti. Tuttavia, la sospensione del Tar aveva temporaneamente bloccato la chiusura. La nuova decisione supera ora quel provvedimento.

Le verifiche condotte dalla Asl Bari hanno fatto emergere gravi criticità: irregolarità amministrative, problemi legati allo sfratto dell’immobile e pesanti carenze assistenziali per i circa 50 anziani ospiti. Tra le violazioni segnalate figurano disservizi nella mensa con pasti inadeguati per pazienti fragili, chiusura della lavanderia, condizioni igieniche precarie e personale insufficiente, con rischi concreti per la salute degli assistiti, tra cui malnutrizione e piaghe da decubito.

La situazione è precipitata dopo l’arresto ai domiciliari di Schettino, quando la struttura sarebbe stata abbandonata dal personale, rendendo necessario l’intervento urgente del Comune e della Prefettura. Secondo la Regione, si è verificato un vero e proprio collasso organizzativo, incapace di garantire i livelli minimi di assistenza.

Respinta anche la richiesta della società di ottenere tempo per sanare le irregolarità. Le autorità hanno inoltre evidenziato l’assenza di qualsiasi atto formale relativo al presunto subentro di un nuovo amministratore, ritenuto quindi privo di legittimazione giuridica.

Nel frattempo, la Procura di Bari ha eseguito perquisizioni nei confronti degli indagati, tra cui familiari e presunti prestanome di Schettino. Tra le accuse anche quella di corruzione: secondo gli inquirenti, l’imprenditore sarebbe stato avvisato in anticipo dei controlli sanitari. Ora spetterà alla Asl e ai servizi sociali comunali completare il trasferimento degli anziani in altre strutture adeguate.

“Anziani abbandonati senza cibo e affitti non pagati”, blitz della Finanza nella rsa Casa Caterina: 7 indagati

Un presunto sistema illecito fatto di corruzione, maltrattamenti e gestione fraudolenta di società sarebbe stato messo in atto ai danni degli anziani ospiti della rsa “Casa Caterina” di Adelfia. È quanto ipotizza la Procura di Bari, che ha disposto sette decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti indagati.

Al centro dell’inchiesta c’è l’imprenditore brindisino Michele Schettino, 51 anni, ritenuto dagli inquirenti il referente di fatto delle società che negli anni si sono succedute nella gestione della struttura, sebbene formalmente intestate a terzi. Per Schettino è scattata anche un’ordinanza di arresti domiciliari, emessa dalla Procura di Lecce, nell’ambito di un’altra indagine per bancarotta fraudolenta.

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Gatti e dal pubblico ministero Matteo Soave e condotte dalla Guardia di finanza di Gioia del Colle, riguardano episodi avvenuti tra il 2025 e il 2026, con condotte ritenute ancora in corso.

Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati avrebbero distratto fondi dalle società di gestione della rsa, replicando uno schema già emerso in altre strutture del territorio, tra cui una residenza per anziani in Salento e, forse, anche a Polignano a Mare. Tra le accuse figura anche quella di maltrattamenti, legati alle gravi condizioni in cui sarebbero stati tenuti gli ospiti.

La situazione della struttura era già emersa nei giorni scorsi, quando ispettori dell’Asl, carabinieri e il sindaco di Adelfia erano intervenuti per verificare segnalazioni relative alla mancanza di cibo per gli anziani. Anche i dipendenti avevano denunciato il mancato pagamento degli stipendi negli ultimi mesi. Sulla rsa “Casa Caterina” pende inoltre uno sfratto esecutivo, richiesto dal proprietario dell’immobile per il mancato pagamento dei canoni da parte delle società riconducibili all’imprenditore. L’inchiesta è tuttora in corso e punta a chiarire l’eventuale esistenza di un sistema organizzato di gestione illecita delle strutture socio-sanitarie.