Altamura, rapina anziani e persone fragili: arrestato 28enne. Ai domiciliari con il braccialetto elettronico

È stato arrestato dai carabinieri di Altamura un 28enne ritenuto responsabile di una serie di rapine ai danni di persone anziane e vulnerabili, commesse tra la fine di maggio e i primi giorni di giugno 2026.

Le indagini, supportate dalle immagini degli impianti di videosorveglianza pubblici e privati, hanno permesso agli investigatori di individuare il presunto autore, ricostruendone anche gli spostamenti attraverso dettagli relativi all’abbigliamento e alle calzature utilizzate.

Il giovane, arrestato il 7 settembre, è stato sottoposto a interrogatorio di garanzia davanti al gip. Al termine, per lui è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Castellana Grotte, coppia di anziani truffata da un finto maresciallo: arrestato 47enne campano

Prima una telefonata di un finto maresciallo dei carabinieri, con tanto di avvertimento sulla successiva visita di un fantomatico ufficiale giudiziario. Poi l’arrivo nell’abitazione di una coppia di anziani e la richiesta di consegnare i gioielli custoditi in casa, con la scusa di doverli confrontare con la refurtiva di una rapina. Un piano che, però, è stato sventato grazie all’intervento della nipote della coppia.

È accaduto nelle scorse ore a Castellana Grotte, dove un 47enne di origini campane è stato arrestato dai carabinieri con le accuse di tentata truffa aggravata e furto in abitazione.

Secondo quanto ricostruito, tutto sarebbe iniziato con una telefonata. L’uomo, fingendosi un maresciallo dei carabinieri, avrebbe informato i due anziani dell’imminente arrivo di un ufficiale giudiziario incaricato di effettuare alcuni accertamenti sui preziosi presenti nella loro abitazione. La storia raccontata al telefono era quella di un presunto confronto tra i gioielli e la refurtiva di una rapina.

Poco dopo, nell’appartamento si sarebbe effettivamente presentato un uomo, che avrebbe assunto il ruolo del fantomatico ufficiale giudiziario. La coppia, inizialmente tratta in inganno, avrebbe consegnato un portagioie contenente alcuni oggetti preziosi, convinta che si trattasse di una procedura legata alle indagini.

Con il passare dei minuti, però, gli anziani avrebbero iniziato a insospettirsi per l’evolversi della situazione. Dopo il primo momento di smarrimento, hanno deciso di contattare la nipote e raccontarle quanto stava accadendo. La donna ha immediatamente compreso la possibile truffa e ha allertato i carabinieri.

L’intervento dei militari è stato tempestivo. Il 47enne è stato sorpreso nell’immediatezza dei fatti ancora in possesso dei gioielli appena portati via dall’abitazione. Per lui sono quindi scattate le manette con le accuse di tentata truffa aggravata e furto in abitazione.

La vicenda si è conclusa con la convalida dell’arresto. «All’esito della convalida dell’arresto – fanno sapere i carabinieri – l’autorità giudiziaria ha applicato all’uomo la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria».

Conversano, coppia di anziani aggredita da baby gang: tre minorenni indagati per il pestaggio

Una coppia di anziani, entrambi sulla settantina, è stata brutalmente aggredita lunedì sera nel centro storico di Conversano, finendo in ospedale con trauma cranico, ferite e una frattura alla mano.

L’episodio è avvenuto poco prima delle 22 in via Martucci, dove i due, usciti per una passeggiata, sarebbero stati assaliti senza alcun motivo da una baby gang composta da tre minorenni.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la donna sarebbe stata colpita alle spalle con un oggetto contundente, probabilmente una frusta. Alla reazione della coppia, i giovani avrebbero risposto con calci e pugni, facendoli cadere a terra. Alcuni passanti hanno prestato i primi soccorsi e allertato il 112 e il 118.

I tre aggressori sono fuggiti prima dell’arrivo dei militari, ma sono stati identificati grazie alle testimonianze e alle immagini delle telecamere di videosorveglianza. I minorenni, già noti alle forze dell’ordine per episodi di vandalismo e aggressioni, sono indagati in concorso per lesioni aggravate.

Casa Caterina, anziani trasferiti e messi al sicuro. Via gli ultimi ospiti: “Vittoria tardiva”

La Regione Puglia ha disposto nei giorni scorsa con urgenza il trasferimento degli anziani ospiti della Rssa Casa Caterina di Adelfia in altre strutture convenzionate del territorio, nonostante la limitata disponibilità di posti.

La decisione è arrivata al termine del nostro lungo lavoro di denuncia che ha documentato le criticità nella gestione della residenza, anche dopo la bufera giudiziaria che ha coinvolto la società gestrice con arresti e sequestri. Siamo tornati sul posto per documentare le ultime operazioni dello sgombero.

 

Notte a Casa Caterina, una sola Oss per 20 anziani. I parenti presidiano la Rsa: “Situazione grave”

Torniamo ad occuparci della rsa Casa Caterina di Adelfia. Ci siamo precipitati di notte nella struttura per documentare una situazione surreale. Chiunque può entrare nella rsa presidiata da una sola Oss per 20 anziani. Sul posto abbiamo incontrato alcuni parenti dei pazienti, la situazione è molto tesa e sta precipitando. Anche questa mattina non è cambiata.

Casa Caterina, anziani allo sbando. Melaccio al Sindaco: “Pensateci voi. Non ci sono più soldi”

“Non abbiamo più finanze, da domani dovete pensare voi agli ospiti di Casa Caterina”. Parola più, parola meno, è il testo del messaggio che Gianni “fuffa” Melaccio, amministratore della Nicolas, la società che gestisce la Rssa di Adelfia, ha mandato stamattina al sindaco Giuseppe Cosola.

A quel punto il primo cittadino ha avviato la macchina per riuscire a fare fronte all’ennesima emergenza causata non tanto da Melaccio e l’armata brancaleone, quanto dalle istituzioni, incapaci di far rispettare i provvedimenti degli enti che rappresentano il Sistema. Lacuna tutta italiana. Un imprenditore di Adelfia si è proposto di pagare il vitto agli osptii, mentre la Asl provvederà all’assistenza sanitaria.

Quando siamo arrivati in struttura Melaccio non era presente e quindi ci siamo soffermati ad ascoltare la voce dei “dipendenti”, tra virgolette perché non sono nemmeno assunti e non percepiscono stipendi da mesi, al netto delle promesse e delle supercazzole dell’uomo nuovo, di colui che ha dichiarato più volte di non avere nulla a che fare con l’armata di Michele Schettino. Racconti inquietanti e una struttura andata avanti fino a quando i parenti degli ospiti hanno pagato le rette, tra le più basse d’Italia.

Una situazione paradossale in cui perdono tutti, quando basterebbero decisioni pratiche e risolute. E se già questo può essere abbastanza, aspettate di ascoltare l’intervista telefonica a Melaccio fatta mentre la barca affonda e lui non si è capito bene dove fosse.

Rapina choc a Bitonto, due anziani sequestrati e picchiati in casa: chiusi per un’ora in bagno. Caccia ai ladri

Un commando di quattro rapinatori ha fatto irruzione nella notte in un appartamento del centro di Bitonto, sequestrando e aggredendo due anziani coniugi di 76 e 74 anni mentre metteva a soqquadro l’abitazione alla ricerca di denaro. È accaduto in via Repubblica Italiana, dove i malviventi, giunti intorno alle 2.55 a bordo di un’Audi A3 bianca con targa estera, sarebbero entrati dal balcone dell’appartamento al primo piano.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due pensionati sarebbero stati strattonati e costretti a rimanere chiusi in bagno per oltre un’ora, mentre i banditi rovistavano tra mobili, cassetti e scatoloni. I rapinatori cercavano denaro che ritenevano riconducibile al genero della coppia, un imprenditore 33enne del posto, ma avrebbero continuato la perquisizione nonostante le smentite degli anziani.

La donna ha riportato una contusione alla mandibola e la frattura dell’anulare, provocata dallo strappo della fede nuziale. Il marito ha invece riportato lesioni a un braccio e diverse contusioni. Entrambi sono stati trasportati e ricoverati al Policlinico di Bari.

Gli autori del colpo sono poi fuggiti intorno alle 4 dal portone principale dello stabile. Sul caso indagano gli agenti del commissariato di Bitonto, che stanno analizzando anche le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona per identificare i componenti della banda. Intanto il sindaco della città ha inviato una lettera al prefetto per chiedere maggiore attenzione sul fronte della sicurezza.

Polignano, sgomberata la residenza Sant’Anna: trasferiti 20 ospiti. L’ira dei parenti

Da questa mattina è in corso lo sgombero della residenza Sant’Anna di Polignano, ex rsa che ospita una ventina di persone non autosufficienti, coinvolta in una complessa vicenda giudiziaria legata a presunte truffe nei passaggi societari di diverse strutture sanitarie tra Bari e Lecce. Tra gli indagati figura l’imprenditore brindisino Michele Schettino, già rinviato a giudizio per la presunta acquisizione fraudolenta delle quote della rsa.

Nonostante Regione, Asl e Comune abbiano lavorato per trovare strutture alternative agli ospiti, alcune famiglie rifiutano il trasferimento, ritenendo impraticabili le soluzioni proposte. La nuova gestione della struttura parla di “accanimento” e contesta il sequestro, sostenendo di aver avviato un piano di regolarizzazione.

La rsa, però, è priva delle autorizzazioni sanitarie revocate nel 2024 dalla Regione, e il decreto di sequestro impone l’esecuzione dello sgombero. Il sindaco di Polignano, Vito Carrieri, ha ribadito che il Comune non ha competenze dirette sulla gestione della struttura, ma continua a seguire la situazione attraverso i servizi sociali e il confronto con gli enti competenti.

Furti nelle case dei più fragili e auto clonate per evitare di essere presi: arrestata coppia di ladri a Canosa

Due uomini di 53 e 58 anni, entrambi residenti a Canosa e già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati con le accuse di sequestro di persona, rapina aggravata, tentato furto in abitazione, ricettazione, riciclaggio e possesso di arnesi da scasso.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Trani e condotta dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Andria, ha permesso di ricostruire una serie di colpi ai danni di persone sole, anziani fragili e soggetti con disabilità. Secondo gli investigatori, i due avrebbero agito sempre con lo stesso metodo: avvicinavano le vittime con un raggiro per poi fuggire utilizzando auto con targhe clonate, così da evitare di essere identificati.

Determinante il ritrovamento a Canosa di due vetture identiche per modello e targa, una delle quali sarebbe stata usata per compiere i reati. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che i due si spostavano tra Puglia, Basilicata e Campania.

Nel corso delle perquisizioni i carabinieri hanno sequestrato un’auto priva di numero di telaio, arnesi da scasso e indumenti utilizzati durante le rapine, tra cui berretti, guanti e scaldacollo. I due arrestati sono stati trasferiti in carcere.