Torniamo ad occuparci del caso di Bit Live e della nostra presa di posizione nei confronti dell’Ordine dei giornalisti e del giornalismo locale. Abbiamo voluto rispondere a chi ci accusa di aver contribuito alla chiusura della pagina Facebook, seppure la macchina di Bit Live al momento sia ripartita sempre su Facebook ma questa volta tramite un gruppo privato. C’è qualcosa che ci sfugge ripercorrendo le varie tappe e non capiamo sinceramente il motivo di tali accuse. Abbiamo anche lanciato una provocazione all’Ordine dei giornalisti.
Bari, non ha la licenza per il ballo: Notho chiuso per sette giorni e poi riaperto dopo il ricorso
Prima la chiusura temporanea di sette giorni per il Notho, noto locale sul lungomare di Bari San Giorgio e punto di riferimento della movida estiva, poi la riapertura dopo il ricorso vinto.
Il provvedimento era stato disposto a seguito di due verbali di violazione dell’articolo 666 del Codice penale, contestati dalla Questura. Alla base della sospensione ci sarebbe lo svolgimento di serate di ballo e pubblico spettacolo senza la necessaria licenza.
Secondo quanto riferito dalle autorità, il locale sarebbe autorizzato alle attività di ristorazione e cocktail bar, ma non agli eventi danzanti. Il locale è stato riaperto dopo il ricorso presentato dalla difesa.
Nulla da fare per La Praja di Gallipoli, il Tar respinge il ricorso: la discoteca resta chiusa nel clou dell’estate
La Praja di Gallipoli non riaprirà nell’immediato. Il Tar di Lecce ha respinto il ricorso presentato dalla società che gestisce il noto locale contro la sospensione della licenza disposta dal Questore di Lecce. Il provvedimento prevede 15 giorni di stop, adottati dopo una serie di episodi denunciati nelle scorse settimane.
Secondo i giudici, in questa fase deve prevalere l’interesse pubblico alla tutela dell’ordine pubblico e dell’incolumità delle persone, con particolare attenzione ai minori, rispetto al danno economico lamentato dalla società.
La vicenda giudiziaria, tuttavia, non è conclusa: la trattazione collegiale del ricorso è fissata per il 9 settembre, quando il Tar tornerà a esaminare il caso.
Bari, H&M chiude in via Sparano. Ma solo per poco: riapertura prevista in autunno dopo lavori di ristrutturazione
Lo store H&M di via Sparano, nel centro di Bari, chiuderà temporaneamente dal 20 luglio per consentire un importante intervento di ristrutturazione degli spazi interni. La riapertura è prevista in autunno, al termine dei lavori.
L’intervento rientra nel piano di rilancio annunciato dal gruppo, che ad aprile aveva comunicato la chiusura di 160 negozi nel mondo, confermando però l’intenzione di investire su alcuni punti vendita strategici, tra cui quello del capoluogo pugliese. I lavori sono già iniziati nelle scorse settimane dall’ultimo piano e nei prossimi mesi interesseranno l’intera struttura.
Durante il periodo di chiusura, i clienti potranno fare acquisti nel punto vendita H&M del centro commerciale di Casamassima, come indicato dai cartelli esposti all’interno del negozio barese.
Bari, nuove regole per i rifiuti: 50 multe in 9 giorni. Arriva la prima chiusura a Torre a Mare per reiterato abbandono
A nove giorni dall’entrata in vigore dell’ordinanza sindacale n. 2026/02607 del 21 maggio 2026, che disciplina in modo organico e unitario il corretto conferimento dei rifiuti sul territorio comunale, la Polizia Locale ha già contestato oltre 50 sanzioni per abbandono di rifiuti, nella maggior parte dei casi a carico di titolari di utenze non domestiche.
Nell’ambito delle attività di controllo e contrasto agli illeciti ambientali, gli agenti hanno inoltre accertato e contestato il primo caso di reiterazione della violazione per abbandono di rifiuti nei pressi dei carrellati da parte di un pubblico esercizio nella località di Torre a Mare.
Al titolare dell’attività sono state contestate due sanzioni da 1.000 euro ciascuna per l’abbandono di sacchi di rifiuti accanto ai carrellati in dotazione. Sono state inoltre rilevate ulteriori violazioni relative al mancato conferimento differenziato dei rifiuti, che risultavano non correttamente separati per tipologia.
Come previsto dall’ordinanza, la reiterazione della condotta, che arreca un grave pregiudizio al decoro urbano, all’igiene pubblica e all’immagine della città, comporta anche la sospensione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande per cinque giorni lavorativi. In data odierna il Settore Polizia Annonaria, Ecologia e Attività Produttive ha pertanto notificato il provvedimento di sospensione, che decorrerà dal settimo giorno successivo alla notifica.
“L’entrata in vigore della nuova ordinanza ci consente di intervenire con maggiore efficacia contro comportamenti che la stragrande maggioranza dei cittadini considera, giustamente, atti di inciviltà ai danni dell’intera comunità – dichiara l’assessora alla Vivibilità urbana e alla Polizia Locale Carla Palone -. Il rispetto delle regole sul corretto conferimento dei rifiuti non è un adempimento formale, ma una responsabilità collettiva che incide direttamente sulla qualità della vita, sul decoro urbano e sull’immagine della nostra città.
Oggi è stata notificata la prima sospensione di un’attività commerciale per reiterate violazioni. Si tratta di una misura severa, di cui comprendiamo pienamente le conseguenze, ma necessaria per affermare un principio chiaro: le regole valgono per tutti e chi continua a ignorarle deve assumersi le proprie responsabilità. Bari si gioca una parte importante del proprio futuro anche sulla capacità di garantire ordine, pulizia e rispetto degli spazi comuni”.
“L’applicazione di sanzioni e la sospensione di attività economiche non rappresentano una vittoria per nessuno – commenta l’assessora al Clima, Transizione ecologica e Ambiente, Elda Perlino -. Sono però strumenti indispensabili quando i richiami al rispetto delle regole non bastano. I provvedimenti adottati dall’amministrazione rispondono non solo all’esigenza di migliorare la qualità dell’ambiente urbano, ma anche a un principio di equità nei confronti di tutti quei cittadini e operatori economici che rispettano quotidianamente le norme: ancora oggi comportamenti scorretti e conferimenti irregolari producono costi ambientali, economici e sociali che ricadono sulla collettività. A essere penalizzati sono soprattutto i cittadini corretti, che differenziano con responsabilità e contribuiscono al buon funzionamento del servizio.
Per questo continuiamo a chiedere la collaborazione di tutti. Solo attraverso il rispetto delle regole, la partecipazione attiva e un’assunzione diffusa di responsabilità sarà possibile raggiungere risultati concreti e duraturi, migliorando la qualità dell’ambiente urbano e il benessere dell’intera comunità barese”.
Natuzzi annuncia la chiusura di tre stabilimenti: produzione trasferita in Romania. Scoppia la protesta dei sindacati
La crisi di Natuzzi si aggrava con l’annuncio della chiusura di tre stabilimenti e della delocalizzazione di ulteriori volumi produttivi in Romania. La comunicazione è arrivata durante l’incontro preparatorio al tavolo previsto l’11 giugno al Mimit, scatenando la dura reazione dei sindacati, pronti alla mobilitazione.
A rischio ci sarebbero il plesso centrale di Santeramo in Colle, Jesce 2 e Graviscella, decisioni che secondo le sigle sindacali sarebbero già state definite e considerate non modificabili dall’azienda. La scelta, accusano i rappresentanti dei lavoratori, rappresenta una rottura rispetto agli impegni assunti in sede ministeriale.
Duro anche l’intervento del consigliere regionale pugliese Ubaldo Pagano, presidente della commissione Bilancio, che parla di atteggiamento inaccettabile da parte dell’azienda e chiede un intervento immediato del Governo. Al centro del confronto dell’11 giugno ci saranno il futuro degli stabilimenti del Sud, i livelli occupazionali e la tenuta del perimetro industriale.
Tavolini abusivi a Polignano, diversi locali a rischio chiusura: il Prelibatorio cerca spazio
Per il compleanno di Lello e Angelo abbiamo scelto il ristorante di Tommaso, situato a Polignano a Mare in piazza Garibaldi. In passato abbiamo raccontato le sue (dis)avventure con l’Asl, questa volta abbiamo acceso i riflettori su alcun problemi legati al suo “Prelibatorio”, a partire dall’ingresso del ristorante. Problemi che Tommaso vuole risolvere in vista della stagione estiva.
Natuzzi, rischio chiusura stabilimenti e licenziamenti. Continua la protesta: lavoratori bloccano la provinciale 41
Continua la mobilitazione di lavoratori e lavoratrici contro il piano industriale presentato dall’azienda che prevede chiusure di stabilimenti e licenziamenti.
“Oggi, in un’altra giornata con il 100% di adesione agli scioperi proclamati dalle sigle sindacati, gli operai hanno manifestato in corteo bloccando la strada provinciale 41, tra Puglia e Basilicata, che unisce Jesce 2, sito Natuzzi a rischio chiusura, e Jesce 1, con la partecipazione di lavoratori di entrambi gli stabilimenti”.
Lo comunicano i sindacati. “Finché il piano non verrà ritirato e non si riprenderà una trattativa seria che salvaguardi occupazione e produzione la mobilitazione continuerà”, dichiara Davide Lavermicocca, segretario generale Fillea Cgil Bari-Bat.
“Anziani abbandonati”, la Regione chiude Casa Caterina. Blitz nella rsa: “Mancano solo le autorità”
Quando abbiamo letto il provvedimento della Regione Puglia, quello con cui si dispone la chiusura della residenza sanitaria assistenziale Casa Caterina di Adelfia, ci siamo subito fiondati nella struttura.
A leggere la misura ci aspettavamo di trovare una situazione di assoluto disagio, con l’assenza delle condizioni minime di assistenza agli anziani. Li abbiamo immaginati immersi nelle loro urine, profondamente deperiti, disidratati, insomma a un passo dalla morte. La nostra fervida immaginazione ci ha portato a credere che in presenza di una siffatta situazione la struttura fosse presidiata dalle autorità competenti: amministrazione comunale, asl, ispettorati vari, assistenti sociali e magari medici inviati d’urgenza dalla stessa Regione per fronteggiare l’emergenza prospettata.
In realtà, perché solitamente la realtà supera la fantasia, in struttura c’era il solito personale – altre unità saranno assunte a cominciare da lunedì -, ma abbiamo trovato anziani in buone condizioni e alcuni di loro in compagnia dei loro parenti. Abbiamo ascoltato tutti – ci scusiamo se ci siamo dimenticati di informarli che la telecamera fosse rimasta accesa – e la situazione prospettata nell’atto è sembrata tutt’altra.
Nella struttura, la cui gestione è precipitata da dicembre scorso, seppure anche prima ha vissuto di molti bassi e pochi alti, con debiti e una gestione discutibile degli ospiti, c’era il nuovo “amministratore” della società Nicolas.
“Impugneremo immediatamente il provvedimento – ha spiegato -. Ho la sensazione che il vero interesse in questa vicenda, almeno in questo momento, non sia la reale tutela degli anziani, ai quali non manca niente. Stiamo provvedendo a sistemare tutto ciò che è rimasto indietro e lo faremo anche con i debiti se i creditori volessero trovare un accordo con noi. Nessuno resterà indietro”.
Gianni Melaccio continua a ripetere la filastrocca, invitando anche il proprietario della struttura a sedersi attorno a un tavolo per capire come far rientrare il debito, se non altro per giudicare la serietà della proposta. “A prescindere non si possono prendere decisioni di questo tipo – continua Melaccio -, mi auguro che davvero ognuno faccia la sua parte per il bene degli anziani”. Nel video potrete vedere senza filtri l’attuale situazione nella Rsa Casa Caterina. Ci siamo presentati senza avvisare, del resto i cancello è ancora aperto in seguito ai molteplici sabotaggi.
Adelfia, anziani “abbandonati”: chiude la rsa Casa Caterina. La Regione Puglia dispone le dimissioni degli ospiti
La Regione Puglia ha disposto la chiusura immediata della residenza per anziani “Casa Caterina” di Adelfia, già al centro di un’inchiesta della Procura di Bari che coinvolge l’imprenditore brindisino Michele Schettino e altre sette persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere e corruzione.
Il provvedimento, adottato dal dipartimento Salute, è motivato da una «assoluta precarietà gestionale» e da un «inaccettabile vuoto di responsabilità legale e amministrativa», elementi che avrebbero determinato la perdita totale di controllo e affidabilità della struttura.
Già nell’ottobre 2025 la Regione aveva dichiarato la decadenza dell’autorizzazione, avviando a gennaio il trasferimento degli ospiti. Tuttavia, la sospensione del Tar aveva temporaneamente bloccato la chiusura. La nuova decisione supera ora quel provvedimento.
Le verifiche condotte dalla Asl Bari hanno fatto emergere gravi criticità: irregolarità amministrative, problemi legati allo sfratto dell’immobile e pesanti carenze assistenziali per i circa 50 anziani ospiti. Tra le violazioni segnalate figurano disservizi nella mensa con pasti inadeguati per pazienti fragili, chiusura della lavanderia, condizioni igieniche precarie e personale insufficiente, con rischi concreti per la salute degli assistiti, tra cui malnutrizione e piaghe da decubito.
La situazione è precipitata dopo l’arresto ai domiciliari di Schettino, quando la struttura sarebbe stata abbandonata dal personale, rendendo necessario l’intervento urgente del Comune e della Prefettura. Secondo la Regione, si è verificato un vero e proprio collasso organizzativo, incapace di garantire i livelli minimi di assistenza.
Respinta anche la richiesta della società di ottenere tempo per sanare le irregolarità. Le autorità hanno inoltre evidenziato l’assenza di qualsiasi atto formale relativo al presunto subentro di un nuovo amministratore, ritenuto quindi privo di legittimazione giuridica.
Nel frattempo, la Procura di Bari ha eseguito perquisizioni nei confronti degli indagati, tra cui familiari e presunti prestanome di Schettino. Tra le accuse anche quella di corruzione: secondo gli inquirenti, l’imprenditore sarebbe stato avvisato in anticipo dei controlli sanitari. Ora spetterà alla Asl e ai servizi sociali comunali completare il trasferimento degli anziani in altre strutture adeguate.










