Per il compleanno di Lello e Angelo abbiamo scelto il ristorante di Tommaso, situato a Polignano a Mare in piazza Garibaldi. In passato abbiamo raccontato le sue (dis)avventure con l’Asl, questa volta abbiamo acceso i riflettori su alcun problemi legati al suo “Prelibatorio”, a partire dall’ingresso del ristorante. Problemi che Tommaso vuole risolvere in vista della stagione estiva.
Natuzzi, rischio chiusura stabilimenti e licenziamenti. Continua la protesta: lavoratori bloccano la provinciale 41
Continua la mobilitazione di lavoratori e lavoratrici contro il piano industriale presentato dall’azienda che prevede chiusure di stabilimenti e licenziamenti.
“Oggi, in un’altra giornata con il 100% di adesione agli scioperi proclamati dalle sigle sindacati, gli operai hanno manifestato in corteo bloccando la strada provinciale 41, tra Puglia e Basilicata, che unisce Jesce 2, sito Natuzzi a rischio chiusura, e Jesce 1, con la partecipazione di lavoratori di entrambi gli stabilimenti”.
Lo comunicano i sindacati. “Finché il piano non verrà ritirato e non si riprenderà una trattativa seria che salvaguardi occupazione e produzione la mobilitazione continuerà”, dichiara Davide Lavermicocca, segretario generale Fillea Cgil Bari-Bat.
“Anziani abbandonati”, la Regione chiude Casa Caterina. Blitz nella rsa: “Mancano solo le autorità”
Quando abbiamo letto il provvedimento della Regione Puglia, quello con cui si dispone la chiusura della residenza sanitaria assistenziale Casa Caterina di Adelfia, ci siamo subito fiondati nella struttura.
A leggere la misura ci aspettavamo di trovare una situazione di assoluto disagio, con l’assenza delle condizioni minime di assistenza agli anziani. Li abbiamo immaginati immersi nelle loro urine, profondamente deperiti, disidratati, insomma a un passo dalla morte. La nostra fervida immaginazione ci ha portato a credere che in presenza di una siffatta situazione la struttura fosse presidiata dalle autorità competenti: amministrazione comunale, asl, ispettorati vari, assistenti sociali e magari medici inviati d’urgenza dalla stessa Regione per fronteggiare l’emergenza prospettata.
In realtà, perché solitamente la realtà supera la fantasia, in struttura c’era il solito personale – altre unità saranno assunte a cominciare da lunedì -, ma abbiamo trovato anziani in buone condizioni e alcuni di loro in compagnia dei loro parenti. Abbiamo ascoltato tutti – ci scusiamo se ci siamo dimenticati di informarli che la telecamera fosse rimasta accesa – e la situazione prospettata nell’atto è sembrata tutt’altra.
Nella struttura, la cui gestione è precipitata da dicembre scorso, seppure anche prima ha vissuto di molti bassi e pochi alti, con debiti e una gestione discutibile degli ospiti, c’era il nuovo “amministratore” della società Nicolas.
“Impugneremo immediatamente il provvedimento – ha spiegato -. Ho la sensazione che il vero interesse in questa vicenda, almeno in questo momento, non sia la reale tutela degli anziani, ai quali non manca niente. Stiamo provvedendo a sistemare tutto ciò che è rimasto indietro e lo faremo anche con i debiti se i creditori volessero trovare un accordo con noi. Nessuno resterà indietro”.
Gianni Melaccio continua a ripetere la filastrocca, invitando anche il proprietario della struttura a sedersi attorno a un tavolo per capire come far rientrare il debito, se non altro per giudicare la serietà della proposta. “A prescindere non si possono prendere decisioni di questo tipo – continua Melaccio -, mi auguro che davvero ognuno faccia la sua parte per il bene degli anziani”. Nel video potrete vedere senza filtri l’attuale situazione nella Rsa Casa Caterina. Ci siamo presentati senza avvisare, del resto i cancello è ancora aperto in seguito ai molteplici sabotaggi.
Adelfia, anziani “abbandonati”: chiude la rsa Casa Caterina. La Regione Puglia dispone le dimissioni degli ospiti
La Regione Puglia ha disposto la chiusura immediata della residenza per anziani “Casa Caterina” di Adelfia, già al centro di un’inchiesta della Procura di Bari che coinvolge l’imprenditore brindisino Michele Schettino e altre sette persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere e corruzione.
Il provvedimento, adottato dal dipartimento Salute, è motivato da una «assoluta precarietà gestionale» e da un «inaccettabile vuoto di responsabilità legale e amministrativa», elementi che avrebbero determinato la perdita totale di controllo e affidabilità della struttura.
Già nell’ottobre 2025 la Regione aveva dichiarato la decadenza dell’autorizzazione, avviando a gennaio il trasferimento degli ospiti. Tuttavia, la sospensione del Tar aveva temporaneamente bloccato la chiusura. La nuova decisione supera ora quel provvedimento.
Le verifiche condotte dalla Asl Bari hanno fatto emergere gravi criticità: irregolarità amministrative, problemi legati allo sfratto dell’immobile e pesanti carenze assistenziali per i circa 50 anziani ospiti. Tra le violazioni segnalate figurano disservizi nella mensa con pasti inadeguati per pazienti fragili, chiusura della lavanderia, condizioni igieniche precarie e personale insufficiente, con rischi concreti per la salute degli assistiti, tra cui malnutrizione e piaghe da decubito.
La situazione è precipitata dopo l’arresto ai domiciliari di Schettino, quando la struttura sarebbe stata abbandonata dal personale, rendendo necessario l’intervento urgente del Comune e della Prefettura. Secondo la Regione, si è verificato un vero e proprio collasso organizzativo, incapace di garantire i livelli minimi di assistenza.
Respinta anche la richiesta della società di ottenere tempo per sanare le irregolarità. Le autorità hanno inoltre evidenziato l’assenza di qualsiasi atto formale relativo al presunto subentro di un nuovo amministratore, ritenuto quindi privo di legittimazione giuridica.
Nel frattempo, la Procura di Bari ha eseguito perquisizioni nei confronti degli indagati, tra cui familiari e presunti prestanome di Schettino. Tra le accuse anche quella di corruzione: secondo gli inquirenti, l’imprenditore sarebbe stato avvisato in anticipo dei controlli sanitari. Ora spetterà alla Asl e ai servizi sociali comunali completare il trasferimento degli anziani in altre strutture adeguate.
Bari, la stazione centrale chiude per lavori dal 5 all’8 marzo. Previsti bus sostitutivi ma i pendolari sono preoccupati
La stazione centrale di Bari resterà chiusa per 72 ore, da giovedì 5 a domenica 8 marzo, per lavori di potenziamento tecnologico e infrastrutturale legati al raddoppio ferroviario tra Bari Centrale e Bari Parco Nord.
Durante lo stop saranno sospesi i collegamenti ferroviari, inizialmente sulla tratta per Taranto e successivamente anche verso Foggia e Lecce (in attesa del programma definitivo). Previsti autobus sostitutivi. La notizia ha suscitato preoccupazione tra i pendolari, molto attivi sui social per chiedere chiarimenti sull’impatto dei disagi.
La chiusura si inserisce in una serie di recenti interventi infrastrutturali in Puglia, tra cui lavori sulla linea Bari-Taranto e sulla Napoli–Bari alta velocità, che hanno comportato modifiche ai viaggi e possibilità di rimborso o riprogrammazione. Intanto dal 1° marzo sono ripresi i treni per Taranto, accolti con sollievo (e ironia) dagli utenti.
Capienza massima di 200 persone, all’interno ce ne sono 517: chiuso locale a Bari. Piano di evacuazione irregolare
Nell’ambito delle attività di controllo della Polizia di Stato presso i locali di pubblico spettacolo, disposte a seguito di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e in attuazione delle direttive del Ministero dell’Interno, la Questura di Bari ha effettuato nei giorni scorsi una verifica amministrativa presso una discoteca situata nel Comune di Bari.
L’attività, svolta nella notte tra il 21 e il 22 febbraio, è stata condotta da personale della Divisione di Polizia Amministrativa della Questura di Bari, agenti del Nucleo Annonario della Polizia Locale di Bari e personale dell’Ispettorato del Lavoro.
Il controllo ha riguardato sia gli aspetti connessi alla sicurezza dei luoghi, sia il rispetto della normativa amministrativa vigente. Nel corso degli accertamenti è emerso che, nonostante il locale fosse regolarmente autorizzato ad esercitare l’attività con capienza massima di 200 persone, al momento dell’accesso degli operatori risultavano presenti oltre 517 avventori, ben oltre il limite consentito.
Ulteriori irregolarità hanno interessato il piano di evacuazione. In particolare, è stata rilevata l’apertura, in prossimità della console del DJ, di un varco che conduce a un cortile pertinenziale, realizzato in assenza di autorizzazione. È stata inoltre riscontrata la presenza di una tensostruttura collocata tra l’ingresso del locale e il varco di accesso, anch’essa non prevista nell’autorizzazione rilasciata dal Comune.
Alla luce delle violazioni accertate e considerato il concreto pericolo per la pubblica incolumità, il Settore Attività Produttive del Comune di Bari ha emesso un’ordinanza dirigenziale con la quale è stata disposta la revoca del titolo autorizzatorio della discoteca. Le attività di controllo proseguiranno nei prossimi giorni e riguarderanno locali presenti nel Comune di Bari ed in provincia.
Lavori di manutenzione della pista di volo: l’aeroporto di Foggia chiuso dal 17 al 19 marzo. Voli cancellati
Aeroporti di Puglia comunica che, a causa della necessità di procedere a interventi di manutenzione della pista di volo, finalizzati al mantenimento di adeguati livelli di sicurezza operativa, l’aeroporto “Gino Lisa” di Foggia resterà chiuso al traffico aereo nei giorni 17, 18 e 19 marzo 2026.
Durante le giornate indicate, tutti i voli da e per Foggia saranno cancellati. I passeggeri sono invitati a contattare la compagnia Aeroitalia per informazioni relative a eventuali riprotezioni o soluzioni alternative di viaggio. Le operazioni ripartiranno regolarmente a partire dal 20 marzo 2026.
Ritrovo di pregiudicati e droga trovata all’interno: Polizia chiude bar a Conversano per 15 giorni
Nei giorni scorsi è stato notificato un provvedimento di sospensione della licenza di somministrazione di alimenti e bevande e di vendita di alcolici, ai sensi dell’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, nei confronti di un bar sito nel centro abitato di Conversano.
Il provvedimento, disposto dal Questore di Bari Annino Gargano, prevede la chiusura al pubblico dell’esercizio commerciale per la durata di 15 giorni ed è stato adottato a seguito di una serie di controlli effettuati dai militari dell’Arma dei Carabinieri.
Le attività di verifica hanno consentito di accertare come il pubblico esercizio fosse divenuto abituale luogo di ritrovo di soggetti pregiudicati e persone dedite all’uso e allo spaccio di sostanze stupefacenti, con conseguente grave pregiudizio per l’ordine e la sicurezza pubblica.
In particolare, nel corso di una recente perquisizione eseguita all’interno del locale, sono state rinvenute dosi di sostanza stupefacente e materiale utile al confezionamento, elementi che hanno ulteriormente confermato la pericolosità del contesto in cui operava l’attività commerciale.
Il provvedimento rientra nell’ambito delle azioni di prevenzione e contrasto ai fenomeni di criminalità, finalizzate a tutelare la sicurezza dei cittadini e a garantire la legalità nei luoghi di aggregazione.
La Polizia di Stato proseguirà con costanti controlli sul territorio, anche al fine di prevenire situazioni di degrado e assicurare il rispetto delle norme a tutela dell’ordine pubblico.
Bari, chiuso il chiosco in piazza Risorgimento al quartiere Libertà: vendeva cibi e bevande senza concessione
Sono stati apposti ieri sera i sigilli all’attività commerciale svolta all’interno del chiosco di piazza Risorgimento, nel quartiere Libertà. L’intervento, a cura degli agenti del settore Annona della Polizia locale, si è reso necessario per la cessazione del titolo concessorio, a far data dal 31 dicembre scorso, cui nel tempo si sono aggiunte gravi e reiterate violazioni, quali la somministrazione di cibi e bevande non previste dall’accordo con l’amministrazione comunale.
Circostanza, quest’ultima, che aveva portato l’amministrazione comunale a emanare un provvedimento di chiusura già agli inizi del mese scorso, dopo una segnalazione circostanziata da parte del settore Annona.
Fillea Cgil Puglia: “Natuzzi annuncia 479 esuberi e la chiusura di 2 siti. Assenti investimenti per il futuro”
“Nel corso dell’incontro svoltosi oggi al ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’azienda Natuzzi spa, rappresentata dall’amministratore unico Pasquale Natuzzi, ha annunciato 479 esuberi insieme alla presentazione del piano industriale 2026-2028 che prevede anche la chiusura di due siti produttivi”.
Lo comunica in una nota la Fillea Cgil Puglia definendo il piano “lacrime e sangue” perché “è assente qualunque forma di investimento per il futuro”. “Questa proposta è evidentemente inaccettabile per noi – afferma il segretario generale pugliese della categoria, Ignazio Savino – dato che, se davvero si vuole guardare al 2028, bisogna farlo difendendo un’occupazione di qualità, fatta da operatori specializzati, e gli stabilimenti in Italia”.
La richiesta all’azienda è di ritirare “le scelte presentate finora” con la diffida “fino alla riconvocazione del tavolo ministeriale, prevista il 25 febbraio, dal compiere alcuna azione unilaterale come spostamenti di macchinari, trasferimenti di attività o decisioni irreversibili”.
“Nel frattempo – prosegue il sindacalista – grazie al sostegno dimostrato anche in questa sede dalla Regione Puglia e su sollecitazione del ministero, il 9 gennaio ci rivedremo presso l’ente regionale, per il primo incontro tra azienda e organizzazioni sindacali per entrare nel merito delle questioni tecniche modificando un piano a oggi per noi inaccettabile”. Il sindacato si dice infine disponibile a “rivedere il piano per renderlo sostenibile per lavoratori e territorio. Qualora ciò non dovesse essere garantito, siamo pronti a mettere in campo tutte le forme di mobilitazione e di lotta necessarie”.










