“No-show”, tavoli prenotati e clienti spariti nel nulla: la tendenza dilaga a Bari. I ristoratori pensano a contromisure

Si chiama “no-show” ed è la nuova tendenza che sta mettendo in difficoltà i ristoratori, anche quelli baresi. Clienti che prenotano, spesso in gruppi numerosi, e poi non si presentano senza avvisare. Un fenomeno sempre più frequente, soprattutto nei fine settimana, che lascia tavoli vuoti e perdite economiche.

Dietro una mancata presenza non ci sono solo sedie inutilizzate, ma un’intera organizzazione compromessa: personale già programmato, materie prime acquistate e altri clienti rimasti senza posto.

Prenotazioni numerose che saltano all’ultimo momento rendono difficile la gestione del locale e impossibile rimpiazzare rapidamente i tavoli, soprattutto quando si tratta di gruppi. Tra le cause, oltre alla scarsa attenzione dei clienti, c’è anche la difficoltà di parcheggio in alcune zone centrali della città.

Di fronte al fenomeno, il settore pensa a contromisure: sempre più locali valutano l’introduzione della prenotazione con carta di credito o piccoli acconti, già diffusi nel settore alberghiero, per scoraggiare le assenze ingiustificate.

 

Bari, lavori non eseguiti e requisiti di sicurezza assenti. Blitz della Locale: revoca di autorizzazioni per due locali

Con due distinte determinazioni dirigenziali adottate ieri, in data 3 marzo 2026 (DD 03000/2026 e DD 03001/2026), il Settore Polizia Annonaria, Ecologia e Attività Produttive del Corpo di Polizia Locale e Protezione Civile ha disposto la revoca di autorizzazioni relative ad attività di pubblico intrattenimento sul territorio comunale.

Nel primo caso, a seguito di sopralluogo effettuato il 2 marzo 2026 dalla Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo, è emerso che lo stato dei luoghi – sia interno che esterno – non corrispondeva a quanto asseverato negli atti presentati ai fini del rilascio dell’autorizzazione ex artt. 68 e 80 del T.U.L.P.S. La Commissione, con verbale n. 5229/2026, ha rilevato l’assenza delle condizioni generali di sicurezza che avevano consentito il rilascio del titolo autorizzativo. Alla luce di tali accertamenti è stata disposta la revoca immediata dell’autorizzazione e la conseguente cessazione dell’attività di pubblico intrattenimento.

Nel secondo caso, il provvedimento riguarda una struttura già autorizzata allo svolgimento di pubblico intrattenimento danzante sia in area interna sia in area esterna. A seguito di sopralluogo della Commissione Comunale di Vigilanza del 26 febbraio 2026, è stato accertato che, per l’area esterna, non sussistevano più le condizioni generali di sicurezza richieste dall’art. 80 del T.U.L.P.S., con conseguente decadenza dei requisiti di agibilità per tale porzione della struttura.

È stata pertanto disposta la revoca dell’autorizzazione limitatamente all’area esterna, con cessazione immediata dell’attività in quello spazio, mentre per l’area interna sono stati prescritti adempimenti da completare entro i termini indicati dalla Commissione. Entrambi i provvedimenti sono stati adottati in ragione di esigenze di tutela dell’incolumità pubblica e della sicurezza, principi che costituiscono presupposto imprescindibile per lo svolgimento di attività di pubblico spettacolo e intrattenimento.

L’amministrazione comunale ribadisce che il rispetto delle norme in materia di sicurezza non rappresenta un mero adempimento formale, ma una condizione sostanziale a garanzia dei cittadini e degli operatori economici che operano correttamente sul territorio.

Tragedia di Crans-Montana, l’assessore Petruzzelli: “A Bari numerosi controlli. Presto un osservatorio ad hoc”

“Ho scritto e riscritto questo post molte volte. Troppo grandi lo sgomento e l’angoscia per quanto accaduto a Crans-Montana. Perché quei ragazzi potevano essere i nostri figli. Quanto successo non è una tragica fatalità. Non è colpa degli adolescenti che volevano festeggiare, né dei genitori che hanno permesso loro di farlo. La responsabilità è degli adulti che non hanno garantito il rispetto delle norme di sicurezza, che hanno trasgredito le regole somministrando alcool a minori e – come sembra – consentendo l’ingresso a più persone di quello previsto per un locale classificato bar e non discoteca”.

Inizia così il post pubblicato sui social da Pietro Petruzzelli, Assessore allo Sviluppo Locale e alla Blue Economy del Comune di Bari. “Qui da noi i controlli vengono regolarmente effettuati, non solo nei confronti dei locali già autorizzati ad effettuare pubblico intrattenimento per verificare il permanere delle adeguate condizioni di sicurezza, ma anche nei confronti di circoli privati che spesso organizzano attività teatrali e di pubblico spettacolo in locali non idonei – si legge -. Nel solo 2025 sono state chiuse numerose attività abusive, revocate o sospese licenze per il mancato rispetto delle norme sulla capienza e introdotto l’obbligo del conta persone nelle autorizzazioni, per garantire maggiore sicurezza nei locali pubblici. Queste decisioni, talvolta contestate, sono state prese per la sicurezza dei cittadini, perché è necessario essere rigorosi, anche quando ciò comporta andare contro gli interessi di singoli operatori”.

“Perciò continueremo a insistere sull’adeguamento dei locali alle normative, sul divieto di vendere alcool ai minori e sul rispetto di tutte le regole. È un dovere per noi amministratori, ma anche per noi adulti e genitori, perché quei ragazzi potevano essere i nostri figli – aggiunge -. La soluzione non è tenere i ragazzi in casa, ma permettere loro di vivere pienamente – e in sicurezza – la bellezza dei loro anni. Loro hanno il diritto di vivere e noi abbiamo il dovere di proteggerli. Sempre”.

“Nei prossimi mesi costituiremo un osservatorio ad hoc con i gestori dei locali di pubblico spettacolo per realizzare un decalogo e condividere soluzioni innovative – conclude -. Mi stringo alle famiglie di quei poveri ragazzi, un dolore immenso, che colpisce tutti noi e di fronte al quale le parole non bastano”.

Bari, vigilia di Natale fuori controllo all’Umbertino: 7 locali multati. Paura per il 31 dicembre: annunciati più controlli

Sono diverse le denunce social che hanno immortalato quanto accaduto in centro a Bari in occasione della Vigilia di Natale, in particolar modo nella solita zona dell’Umbertino.

I residenti sono sul piede di guerra, ma a preoccupare è anche quanto potrebbe essere replicato in occasione della Vigilia di Capodanno. Le ordinanze firmate e applicate non bastano.

Sono sette i gestori dei locali multati per aver violato le regole: cinque di loro hanno diffuso musica all’esterno, mentre altri due hanno venduto bibite in contenitori di vetro. Pagheranno la multa e rischiano la sospensione dell’attività per tre giorni.

L’Amministrazione Comunale e la Polizia Locale sono intenzionate a rafforzare i controlli soprattutto all’ora di pranzo, quando il tradizionale appuntamento con l’aperitivo si rinnoverà.

La questione potrebbe essere anche posta all’attenzione del Comitato per ordine e la sicurezza pubblica, anche in virtù del concertone Mediaset in programma in piazza Libertà. In centro infatti potrebbero recarsi molte più persone.

Occupazione abusiva di suolo pubblico, musica oltre le 24 e bevande in vetro oltre le 22: locali sanzionati a Bari

Non solo rifiuti, i controlli della Polizia Locale dal 1° al 30 novembre hanno riguardato anche i pubblici esercizi. A fronte delle 49 ispezioni effettuate dagli agenti dell’Annona, 12 sono state le multe comminate per occupazione abusiva di suolo pubblico, 2 per esposizione di pubblicità non autorizzata, 2 per somministrazione di bevande in contenitori in vetro oltre le ore 22, 2 le sanzioni per diffusione della musica oltre le ore 24 e, ancora, 2 per diffusione della musica senza la necessaria valutazione dell’impianto acustico di diffusione sonora.

Uno occupava l’area antistante il pubblico esercizio con arredi non conformi al Regolamento comunale, un altro esercitava l’attività di somministrazione di alimenti e bevande senza la prescritta segnalazione certificata di inizio attività. Per quanto riguarda, invece, il commercio ambulante su aree pubbliche, gli esercizi commerciali e gli artigiani, su 36 attività controllate sono stati effettuati 11 sequestri amministrativi di merce varia e 5 contestazioni di occupazione abusiva di suolo pubblico.

 

 

Bari, raccolta porta a porta per locali e negozi in centro. Lega all’attacco: “Errata la sporcizia dilaga in città”

“I consiglieri comunali di Bari della Lega ritengono errata la neo modalità di raccolta rifiuti istituita da Amiu Puglia per le utenze bar e ristoranti (food) dei quartieri centrali di Bari. Impone agli esercenti oneri gestionali del rifiuto difficili da sopportare (anche dal punto di vista igienico i numerosi bidoni sono ingestibili). Raddoppia e financo triplica il numero di pattumelle/bidoni/cassonetti dispersi sul suolo pubblico, con grave pregiudizio del decoro e dell’igiene urbana. Con le soluzioni adottate da Amiu Puglia negli ultimi anni, Bari è stata trasformata in una grande disordinata discarica!”.

Inizia così il comunicato a firma dei consiglieri comunali della Lega Giuseppe Carrieri e Livio Sisto. “Dapprima si sono moltiplicati i convogli di cassonetti stradali sui vari isolati – si legge nella nota -. Poi si è disposto il conferimento sfuso degli imballaggi (cartoni) sulla sede stradale e in prossimità dei negozi. Poi ancora si sono allocati decine di bidoncini verdi per la raccolta vetro su tutto il lungomare della Città. Oggi, invece, assistiamo al posizionamento sgangherato di centinaia di bidoncini su marciapiedi e strade, non avendo molti esercizi lo spazio fisico per tenere le pattumelle all’interno del proprio bar, paninoteca, ristorantino! Piazzette, marciapiedi, vie, isolati sono invasi oggi da rifiuti o contenitori stradali di rifiuti, rendendo indecorosa Bari e dando una sensazione di sporcizia e degrado della Città”.

“Non è così che nel mondo civile si raccolgono i rifiuti urbani, giacché i cassonetti e bidoncini a vista sono da tempo scomparsi, sostituiti da isole ecologiche interrate o da altre modalità di vera raccolta domiciliare dei rifiuti”, aggiungono i consiglieri.

“Noi a breve – dichiara il consigliere comunale Carrieri – illustreremo all’Amministrazione Comunale e alla Città le moderne best practice di raccolta dei rifiuti solidi urbani realizzate con l’ausilio delle moderne tecnologie esistenti. Restiamo però frastornati dalla arretratezza operativa di Amiu Puglia e francamente sconcertati da Sindaco e Assessore al ramo che consentono questo piccolo scempio paesaggistico e ambientale che trasforma Bari in una discarica di rifiuti a cielo aperto, che deturpa palazzi storici, vie e piazzette. Sono senz’altro possibili altre soluzioni per raccogliere i rifiuti urbani ed è senz’altro da anteporre igiene, decoro e salubrità dei Cittadini, alle esigenze di Amiu Puglia e del Comune. Loro al servizio dei Cittadini e giammai il contrario”.

Bari, scempio in via Imbriani. Rifiuti abbandonati fuori orario e non differenziati: l’ira di Leccese contro i locali

“Alcuni cassonetti di via Imbriani stamattina all’alba si presentavano così. ‘E cosa fa l’Amiu?’ vi chiederete voi. L’Amiu fa il suo dovere: ieri sera i cassonetti sono stati regolarmente svuotati e la postazione ripulita. Ma stamattina la situazione era questa”.

Inizia così la denuncia social del sindaco di Bari, Vito Leccese. “Perché alcuni proprietari di locali (che nel frattempo sono stati individuati) hanno pensato bene di abbandonare in questo modo i loro rifiuti. Fuori orario e senza nessuna traccia di raccolta differenziata – si legge -. Di regola questi rifiuti dovrebbero restare lì fino a stasera, quando gli operatori dell’Amiu torneranno a svuotare quelle postazioni”.

“Ma noi, a differenza di alcuni dei proprietari dei locali della zona, amiamo la nostra città e soprattutto non vogliamo che offra questo spettacolo indecente agli occhi di cittadini e turisti. E dunque l’Amiu stamattina é tornata per rimuovere lo schifo abbandonato”, ha aggiunto Leccese.

“Presto gli incivili titolari di queste attività vedranno recapitarsi una bella sanzione ma non escludo che si debba andare oltre la singola multa – conclude il primo cittadino -. Perché la pazienza è finita, perché non si possono ancora tollerare questi comportamenti, perché se non interveniamo subito per mettere fine a questo scempio, prima o poi, invece di vantarci della nostra bellissima città, per colpa di pochi, saremo costretti a vergognarcene”.

Con Mollica o Senza, Porzio e L’Antico Vinaio. Scusa se insisto: i gusti dei baresi con Silvio Sisto

Come di consueto torna la rubrica del venerdì con Silvio Sisto. Il Bomber questa volta ha chiesto ai baresi cosa ne pensano dell’apertura dei nuovi locali in città. Dall’Antico Vinaio, Porzio, Da Michele, Capuano e Con Mollica o Senza. Bari continua ad essere una forte meta attrattiva e di investimento.

Topi e scarafaggi nel bar dell’Inps chiuso da anni: “Pronti a ristrutturalo ma nessuno risponde”

Questa volta ci troviamo in piazza Disfida di Barletta a Bari, abbandonata da tempo nel degrado. Qui sorgeva un bar, ormai chiuso da anni, e i locali, di proprietà dell’Inps, sono completamente abbandonati e invasi da topi e scarafaggi.

I proprietari della macelleria situata all’angolo da tempo chiedono all’Inps di poter entrare in possesso dell’immobile, rimetterlo in piedi e ristrutturarlo. Hanno provato in tutti i modi a farlo, senza successo. Nel video allegato il loro appello.

Aree a tutela elevata o semplice, dall’Umbertino a Poggiofranco: ecco le nuove regole per aprire i locali a Bari

Chi vorrà aprire un locale o un’attività di somministrazione di cibi e bevande a Bari dovrà seguire un iter autorizzativo ben definito. Questa è l’idea del Comune che sarà trasmessa ai 5 Municipi per il parere prima dell’approvazione in Consiglio comunale.

A seguito di una mappatura, saranno distinti aree a tutela elevata (come l’Umbertino, via Mazzitelli a Poggiofranco, viale Amendola) e aree a tutela semplice. L’obiettivo è qualificare l’offerta ricettiva e la vivibilità di alcune zone, oppresse forse da un’eccessiva presenza di persone, e allo stesso tempo promuovere uno sviluppo omogeneo della città, supportando l’apertura di attività in nuove zone

Chi farà domanda per aprire un’attività in queste aree dovrà rispettare dunque dei target e sarà attribuito un punteggio. Le attività dovranno sempre rispettare le prescrizioni, le condizioni e gli impegni fissati all’inizio dell’iter.