Derubati bar e ristorante a due passi dai Carabinieri. Gianfranco: “Da padre di famiglia fa male”

Un colpo in piena notte, con tanto di spaccata, in soli tre minuti. Chi è entrato in azione è riuscito a portare via la cassa con all’interno almeno 2500 euro. Vittima il bar La Stazione a Gravina, abbiamo raggiunto Gianfranco che ha denunciato il colpo subito sui social. Con rassegnazione e rabbia ci racconta quanto accaduto. Danni non solo economici, ma soprattutto morali.

Omicidio Pizzi a Bisceglie, il titolare è fuggito e si è riparato nel ripostiglio del ristorante. Arriva Piantedosi in Puglia

Non era Angelo Pizzi, 62 anni, il vero obiettivo del commando armato che ha aperto il fuoco nella “Spaghetteria n. 1”. Secondo gli inquirenti, l’uomo, direttore di sala, si sarebbe trovato sulla traiettoria dei colpi, facendo da scudo al titolare del locale, riuscito a fuggire nascondendosi in un ripostiglio.

Gli aggressori, tre uomini a volto coperto arrivati in auto con un complice alla guida, sono riusciti a dileguarsi. L’omicidio si inserirebbe nella faida tra i clan baresi Strisciuglio e Capriati, in lotta per il controllo delle piazze di spaccio. Sul caso indaga la Direzione distrettuale antimafia: Pizzi sarebbe stato colpito da quattro proiettili e finito mentre era a terra.

Intanto cresce l’allarme sicurezza. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi annuncia una visita in Puglia a causa dell’escalation di violenza degli ultimi giorni tra omicidi, sparatorie e agguati. mentre la prefetta Flavia Anania ha disposto il rafforzamento dei controlli con l’invio di nuovi carabinieri. In corso verifiche sui legami con la criminalità organizzata, dopo l’analisi del comitato provinciale per l’ordine pubblico.

Bisceglie, Angelo Pizzi ucciso per errore davanti a turisti: ristorante sequestrato. Il titolare e il legame con i Capriati

Un uomo innocente, colpito per errore in un agguato di stampo mafioso. È questa l’ipotesi più accreditata sulla sparatoria avvenuta ieri sera intorno alle 21.30 nel centro cittadino di Bisceglie, costata la vita a Lino Pizzi, 62 anni, cameriere molto conosciuto in città.

Secondo le prime ricostruzioni, Pizzi si sarebbe trovato sulla traiettoria dei colpi destinati al titolare della “Spaghetteria n. 1”, un ristoratore 40enne barese che ha confermato ai carabinieri di essere lui il vero obiettivo dei sicari. L’uomo è riuscito a fuggire, mentre il cameriere è stato raggiunto dai proiettili.

Le indagini sono state immediatamente affidate alla Direzione distrettuale antimafia di Bari, già impegnata su recenti episodi di criminalità nella zona, tra cui l’omicidio del 19 aprile nella discoteca di Bisceglie dove ha perso la vita Filippo Scavo, 40enne di Carbonara legato al clan Strisciuglio. Gli investigatori ipotizzano un regolamento di conti legato alla lotta per il controllo del traffico di droga, in ambienti collegati alla criminalità organizzata barese.

Il titolare del ristorante di Bisceglie non ha precedenti per mafia, ma in passato sarebbe stato coinvolto in indagini che hanno riguardato esponenti della famiglia Capriati, come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno. L’uomo, come tutti i dipendenti del locale, è stato ascoltato dagli investigatori e sarebbe stato egli stesso a dirsi convinto di essere il vero obiettivo dei killer.

L’agguato è stato rapido e violento: almeno 15 colpi esplosi, probabilmente con armi automatiche, da due uomini con il volto coperto da caschi integrali. Non si esclude la presenza di un terzo complice. All’interno del locale erano presenti diversi clienti, tra cui alcuni turisti inglesi, tutti ascoltati dagli inquirenti. È stato uno di loro a chiamare i soccorsi. Il ristorante è stato posto sotto sequestro.

Intanto la città piange Lino Pizzi, lavoratore stimato e lontano da qualsiasi contesto criminale. Questa mattina, davanti al locale, qualcuno ha lasciato un fiore in sua memoria: un gesto semplice per ricordare una vittima innocente, uccisa alla vigilia della Festa del Lavoro.

Bisceglie, Angelo Pizzi ucciso per errore a colpi di pistola in un ristorante: sullo sfondo la guerra tra i clan di Bari

Emergono nuovi aggiornamenti sull’omicidio che si è consumato ieri sera a Bisceglie in via Mauro Storelli dove un commando composto da almeno tre persone incappucciate ha aperto il fuoco all’interno della “Spaghetteria numero 1”, sotto gli occhi dei clienti.

I sicari, giunti a bordo di un’auto poi dileguatasi, avrebbero esploso diversi colpi di arma da fuoco, almeno 10, causando la morte di Angelo Pizzi, 62 anni, direttore di sala del locale.

Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, la vittima non sarebbe stata il vero bersaglio dell’azione criminale. Pizzi, incensurato, si sarebbe infatti trovato casualmente sulla traiettoria dei proiettili, rimanendo coinvolto senza alcuna responsabilità nell’agguato.

Gli inquirenti ritengono che il commando fosse sulle tracce di un’altra persona, il proprietario del ristorante che ha precedenti penali e che sarebbe legato a uno dei clan rivali attivi nel territorio barese, che negli ultimi tempi avrebbero esteso la loro presenza anche a Bisceglie. Sullo sfondo emerge la faida tra i gruppi Capriati e Strisciuglio, già al centro di recenti episodi di violenza.

L’agguato potrebbe infatti essere collegato all’omicidio di Filippo Scavo, avvenuto tra il 18 e il 19 aprile nella discoteca Divinae Club, e alle sparatorie registrate negli ultimi giorni nel capoluogo pugliese. Le indagini sono in corso e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, impegnata a ricostruire la dinamica dei fatti e a individuare i responsabili.

“A testa alta e senza paura. Non si può abbassare lo sguardo davanti alla criminalità. Siamo con il Prefetto, con la Magistratura, con le Forze dell’Ordine. Bisceglie ha scelto da che parte stare. Dobbiamo essere uniti per riportare sul territorio legalità e giustizia. Ognuno deve fare la propria parte”, sono le parole del sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano.

Bari, alimenti non tracciati e lavoratore a nero: sospeso ristorante nell’Umbertino. Multe da 6mila euro

Nel contesto di mirati servizi di controllo delle attività commerciali del capoluogo, nella serata dello scorso 22 aprile i militari della Compagnia Carabinieri di Bari Centro, coadiuvati da personale del Nucleo Antisofisticazione e Sanità (N.A.S.) e Nucleo Ispettorato del Lavoro (N.I.L.), hanno compiuto un accesso ispettivo all’interno di un ristorante in centro (quartiere Umbertino), riscontrando varie irregolarità.

In particolare i Carabinieri, grazie all’ausilio dei Reparti specializzati, hanno contestato violazioni amministrative per mancanza di tracciabilità degli alimenti, sequestrandone circa 60 kg, e per la presenza di un lavoratore non in regola, disponendo contestualmente la sospensione cautelare dell’attività imprenditoriale. Le sanzioni ammontano a circa 6000 euro.

Cancella le comande dei clienti e si intasca i soldi, caposala sottrae 45mila euro al ristorante: indagato per furto

Un uomo di 45 anni, originario di Maglie e impiegato come caposala in un noto ristorante del centro di Lecce, è finito sotto indagine con l’accusa di furto aggravato e continuato.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, tra agosto 2024 e ottobre 2025 l’uomo avrebbe sottratto dalla cassa del locale oltre 45mila euro. Il presunto sistema utilizzato era semplice ma efficace: cancellava dal computer alcune comande dei tavoli, trattenendo per sé i pagamenti effettuati in contanti dai clienti.

I primi sospetti sarebbero stati sollevati dal titolare dell’attività, insospettito da ammanchi ripetuti. Da lì sono partite le indagini della Guardia di Finanza, che hanno acquisito elementi ritenuti rilevanti.

Determinanti, in particolare, le immagini delle telecamere di videosorveglianza interne al ristorante, che avrebbero documentato i comportamenti contestati e confermato i reiterati ammanchi di denaro.

Cozze e ricci lavati con acqua di mare non idonea, blitz nel ristorante di Savelletri: scatta il sequestro

Operazione della Guardia costiera lungo il litorale tra Savelletri e Torre Canne, nel territorio di Fasano, dove è stato scoperto un impianto abusivo utilizzato da un ristorante per il lavaggio di prodotti ittici.

Secondo quanto accertato, l’attività impiegava acqua di mare non idonea per pulire ricci e cozze, poi scaricata nuovamente in una vicina insenatura. Le irregolarità hanno portato al sequestro dei prodotti, dell’impianto e delle aree utilizzate per il lavaggio. Il titolare del locale è stato denunciato all’autorità giudiziaria, mentre sono state elevate anche due sanzioni amministrative.

“No-show”, tavoli prenotati e clienti spariti nel nulla: la tendenza dilaga a Bari. I ristoratori pensano a contromisure

Si chiama “no-show” ed è la nuova tendenza che sta mettendo in difficoltà i ristoratori, anche quelli baresi. Clienti che prenotano, spesso in gruppi numerosi, e poi non si presentano senza avvisare. Un fenomeno sempre più frequente, soprattutto nei fine settimana, che lascia tavoli vuoti e perdite economiche.

Dietro una mancata presenza non ci sono solo sedie inutilizzate, ma un’intera organizzazione compromessa: personale già programmato, materie prime acquistate e altri clienti rimasti senza posto.

Prenotazioni numerose che saltano all’ultimo momento rendono difficile la gestione del locale e impossibile rimpiazzare rapidamente i tavoli, soprattutto quando si tratta di gruppi. Tra le cause, oltre alla scarsa attenzione dei clienti, c’è anche la difficoltà di parcheggio in alcune zone centrali della città.

Di fronte al fenomeno, il settore pensa a contromisure: sempre più locali valutano l’introduzione della prenotazione con carta di credito o piccoli acconti, già diffusi nel settore alberghiero, per scoraggiare le assenze ingiustificate.

 

Bari, blitz in un ristorante del centro. Trovati datteri di mare e ricci non tracciati: denunciato titolare

Blitz della Guardia Costiera in un ristorante del centro cittadino, dove sono stati rinvenuti prodotti ittici illegali e privi di tracciabilità. Il titolare dell’attività è stato denunciato all’Autorità giudiziaria.

Durante l’ispezione, i militari hanno scoperto circa 5 chilogrammi di datteri di mare, specie la cui pesca è severamente vietata, nascosti all’interno della cucina del locale. Inoltre, sono stati sequestrati 74 chilogrammi di ricci di mare risultati privi della documentazione necessaria a garantirne la tracciabilità.

Il ristoratore è stato segnalato per detenzione illegale di datteri di mare finalizzata alla vendita e alla somministrazione. I controlli hanno portato anche all’identificazione di due clienti, sorpresi mentre consumavano i molluschi: anche per loro è scattata la denuncia.

L’intero quantitativo sequestrato è stato distrutto, come previsto dalla normativa, mentre per le violazioni accertate potrebbe essere disposta anche la sospensione dell’attività commerciale.

L’operazione si inserisce nell’ambito dei controlli intensificati per contrastare il commercio illegale di specie protette e garantire la sicurezza alimentare dei consumatori.