Omicidio Mangione, la moglie: “Non si può morire così. Ragazzini? Pusher agguerriti non li perdono”

Torniamo ad occuparci della morte di Nicola Mangione, 50enne di Gravina deceduto il 13 agosto dopo una caduta durante una lite con i due adolescenti, indagati per omicidio preterintenzionale.

Secondo le prime testimonianze raccolte dagli investigatori, Mangione avrebbe rimproverato i due giovani, che si trovavano nei pressi della sua abitazione e che avrebbero avuto con sé piccole quantità di droga. La famiglia Mangione è assistita dall’avvocato Angelo Dibenedetto.

L’uomo avrebbe chiesto loro di allontanarsi, prima di essere spinto e di cadere all’indietro, battendo la testa contro un gradino. Ci siamo recati nuovamente a Gravina, questa volta per intervistare la moglie della vittima.

Omicidio Quagliarella a Trani, c’è il rischio vendetta: altri 5 giovanissimi finiscono in carcere

Cinque giovani, tutti appena maggiorenni ad eccezione del più grande, di 21 anni, sono stati arrestati dai Carabinieri nell’ambito delle indagini sulla morte di Cosimo Quagliarella, il 18enne ucciso il 12 agosto a Trani al culmine di una lite tra due gruppi rivali.

Il gip del Tribunale di Trani, Marina Chiddo, ha disposto per tutti la custodia cautelare in carcere, ritenendo concreto e attuale il rischio di reiterazione dei reati e, in particolare, di possibili ritorsioni o vendette.

Secondo gli investigatori, i cinque sarebbero arrivati da Andria a bordo di un’auto a noleggio, nell’ambito di una presunta spedizione punitiva legata alla rivalità tra giovani delle due città. Gli elementi raccolti, comprese le immagini delle telecamere di piazza Giovanni Paolo II e di un esercizio commerciale, avrebbero permesso di ricostruire i loro movimenti.

Alla base della tensione ci sarebbero anche questioni sentimentali legate a una ragazza che aveva avuto rapporti con la vittima e con il 17enne reo confesso dell’omicidio, attualmente detenuto nell’istituto Fornelli di Bari.

Nei giorni precedenti alla rissa si sarebbero verificati un acceso confronto su una spiaggia di Trani e successive minacce sui social. Durante lo scontro sarebbero state utilizzate anche armi: secondo quanto emerso, vennero esplosi alcuni colpi di pistola.

Le indagini proseguono per identificare gli appartenenti al gruppo di Trani coinvolti nella rissa. Al vaglio della Procura per i minorenni di Bari ci sono inoltre le posizioni di due minorenni.

Lite a Gravina, Nicola Mangione sbatte la testa e muore: indagati due minori per omicidio preterintenzionale

Due ragazzi di 16 e 17 anni sono indagati per omicidio preterintenzionale in relazione alla morte di Nicola Mangione, 61enne di Gravina deceduto a Ferragosto dopo una caduta durante una lite con i due adolescenti.

Nei giorni scorsi la Procura per i minorenni di Bari ha disposto l’autopsia, affidata al professor Biagio Solarino ed eseguita martedì, per chiarire le cause del decesso.

Secondo le prime testimonianze raccolte dagli investigatori, Mangione avrebbe rimproverato i due giovani, che si trovavano nei pressi della sua abitazione e che avrebbero avuto con sé piccole quantità di droga.

L’uomo avrebbe chiesto loro di allontanarsi, prima di essere spinto e di cadere all’indietro, battendo la testa contro un gradino. Le indagini proseguono per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto. La famiglia Mangione è assistita dall’avvocato Angelo Dibenedetto

Omicidio Quagliarella a Trani, convalidato fermo per 17enne: “Agito con estrema spregiudicatezza”. L’arma in mare

Il gip del Tribunale per i minorenni di Bari ha convalidato il fermo del 17enne accusato dell’omicidio di Cosimo Quagliarella, 18enne di Andria morto dopo essere stato accoltellato tre volte alla schiena nella notte tra il 12 e il 13 agosto, in piazza Giovanni II a Trani.

Secondo il giudice, il ragazzo avrebbe agito con “estrema spregiudicatezza”, senza fermarsi davanti alla presenza di altre persone in una piazza affollata. Il 17enne, attualmente detenuto nel carcere minorile Fornelli di Bari, è accusato di rissa e omicidio volontario.

La ricostruzione investigativa parte da una lite scoppiata dopo l’arrivo a Trani di un gruppo di ragazzi di Andria. Il 17enne, che ha confessato il delitto, avrebbe ricevuto un pugno al volto da Quagliarella e un colpo alla nuca con un tirapugni. A quel punto avrebbe estratto dalla sella dello scooter un coltello a scatto con lama di circa 10 centimetri, colpendo il 18enne tre volte alla schiena prima di fuggire e gettare l’arma in mare.

Alla base della lite ci sarebbe stato anche un interesse sentimentale per una ragazza, che in precedenza aveva avuto una relazione con la vittima e successivamente una breve frequentazione con il 17enne. Già l’11 agosto, inoltre, si sarebbe verificato un altro scontro tra i due gruppi.

Il gip non ha invece riconosciuto, per il momento, le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi, che dovranno essere eventualmente valutate nelle successive fasi del procedimento. Confermata la custodia in carcere per la gravità dei fatti e per il pericolo di reiterazione del reato.

Omicidio Quagliarella a Trani, convalidato il fermo del 17enne: aggravante di futili motivi e premeditazione

È stato convalidato il fermo per omicidio volontario premeditato del 17enne che ha confessato il delitto di Cosimo Quagliarella, il 18enne di Andria morto la notte tra il 12 e il 13 agosto scorso dopo essere stato accoltellato nella pinetina alla periferia di Trani.

Lo ha deciso il gip del Tribunale per i minorenni di Bari dopo l’udienza di convalida. Il giudice ha anche emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere. La Procura contesta al giovane anche l’aggravante dei futili motivi, la rissa e la detenzione e il porto di un coltello con una lama di circa 10 centimetri.

Secondo l’autopsia compiuta ieri, sono stati tre i fendenti che hanno ferito alla schiena la vittima. Movente del delitto una ragazza che in precedenza aveva avuto una relazione con entrambi i giovani e poi si era legata nuovamente al 18enne.

Omicidio Quagliarella a Trani, l’autopsia chiarisce: tre ferite alla schiena. Fatale quella al torace

È stata la ferita alla schiena all’altezza del torace a risultare fatale per Cosimo Quagliarella, il 18enne di Andria morto dopo essere stato accoltellato in una pinetina alla periferia di Trani, nella notte tra il 12 e il 13 agosto.

L’autopsia, eseguita oggi pomeriggio dal professor Biagio Solarino dell’Istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari, ha evidenziato tre ferite alla schiena. Una di queste, provocata da una lama affilata, avrebbe raggiunto la zona in cui si trovano cuore e polmone, perforando quest’ultimo.

Gli esiti degli accertamenti autoptici saranno ora messi a disposizione degli investigatori e potrebbero contribuire a fare luce sulla dinamica dell’aggressione. Per il delitto è sottoposto a fermo un 17enne di Trani. È accusato di rissa, porto di coltello e omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione  Secondo la Procura per i minorenni, il ragazzo avrebbe colpito Quagliarella alla schiena con un coltello a scatto dalla lama di almeno 10 centimetri, raggiungendo zone vitali. Alla base dell’aggressione ci sarebbe una ragazza che aveva avuto una relazione con entrambi. Per gli investigatori, il gesto sarebbe stato premeditato e maturato durante una violenta lite. Il 17enne si sarebbe poi costituito, sostenendo la legittima difesa, ma la sua versione sarebbe stata smentita dagli accertamenti dei carabinieri.

Sulla tragedia è intervenuto anche il vescovo di Andria, monsignor Luigi Mansi, che ha affidato ai social una riflessione sulla violenza giovanile. «Dobbiamo dirci con coraggiosa autocritica che colpevoli siamo un po’ tutti perché non riusciamo ad educare alla pace e alla non violenza i nostri giovani», ha scritto il vescovo, sottolineando la necessità di trovare parole e strumenti per far comprendere ai ragazzi che «la violenza è perdente, sempre».

Mansi ha rivolto un pensiero anche al 17enne fermato, osservando come la tragedia abbia distrutto non soltanto la vita di Cosimo, ma anche quella del giovane accusato e degli amici coinvolti nella vicenda.

«La città deve sapere che noi, come Chiesa, siamo pronti e disponibili a far sentire a tutti il nostro desiderio di essere a servizio di una città ancora una volta ferita», ha concluso il vescovo, auspicando un futuro diverso per i giovani.

Omicidio Quagliarella a Trani, nessuna traccia del coltello: oggi l’autopsia sulla salma

Non è stato ancora ritrovato il coltello con cui il 17enne avrebbe colpito e ucciso Cosimo Quagliarella. Le ricerche dei carabinieri nel luogo indicato dal minore hanno dato, al momento, esito negativo.

Il 17enne si trova nel carcere minorile Fornelli di Bari, dopo essere stato sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio volontario. A contribuire alla ricostruzione dell’accaduto saranno anche gli esiti dell’autopsia, che sarà eseguita nel primo pomeriggio di oggi. A effettuare gli accertamenti autoptici sarà Biagio Solarino dell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari.

Omicidio Quagliarella a Trani, 17enne in stato di fermo: è accusato di omicidio volontario

È in stato di fermo il ragazzino di 17 anni che ha confessato il delitto di Cosimo Quagliarella, il 18enne di Andria morto ieri dopo essere stato accoltellato nella pinetina alla periferia di Trani.

Il minore risponde di omicidio volontario. Secondo quanto emerso finora dalle indagini dei carabinieri coordinati dalla Procura per i Minorenni di Bari, sarebbero stati tre i fendenti che hanno ferito alla schiena la vittima.

Omicidio Quagliarella a Trani, 17enne accusato di omicidio volontario: l’arma del delitto non si trova

È accusato di omicidio volontario il 17enne che ha confessato di aver accoltellato Cosimo Quagliarella, il 18enne morto la scorsa notte a Trani. L’inchiesta è coordinata dalla Procura per i Minorenni di Bari.

Il giovane, presentatosi in caserma accompagnato dal proprio legale, ha raccontato agli investigatori di essere stato aggredito e di aver impugnato un coltello per difendersi dai colpi ricevuti con oggetti contundenti. «Non volevo ucciderlo», avrebbe dichiarato agli inquirenti.

Dopo l’aggressione, il 17enne avrebbe gettato il coltello. Nel pomeriggio ha accompagnato i carabinieri nel luogo in cui sostiene di averlo lasciato, ma l’arma, al momento, non è stata ritrovata.

Omicidio Quagliarella a Trani, il legale del killer 17enne: “Si è difeso contro di lui un raid”. La lite per una ragazza

“Il mio cliente è altamente affranto per quanto accaduto. Quanto successo non era nelle sue intenzioni, lui si è difeso perché  è stato aggredito con oggetti contundenti da un gruppo di cinque, sei persone, una delle quali ha mostrato un’arma da sparo minacciandolo”.

Queste le parole di Enrico Alvisi, il legale del 17enne che questa mattina ha confessato ai carabinieri il delitto di Cosimo Quagliarella, morto a 18 anni dopo essere stato accoltellato nella notte a Trani.

“Non c’è stata alcuna rissa tra gruppi rivali: il mio assistito era con gli amici per una grigliata, stava mangiando un panino quando è stato raggiunto da queste persone che lo hanno picchiato: è stato un raid”, aggiunge. Il mio assistito “ha riportato diverse contusioni che confermano che si è trattato di una aggressione unilaterale subita dal mio assistito che si è dovuto difendere”.

“Ha confessato la paternità, la materialità del fatto, escludendo l’intenzione omicidiaria e, al momento, nessuna misura è stata adottata in quanto non ci sono i presupposti per l’adozione di un provvedimento”, fa sapere.

Ad innescare quanto successo sarebbero stati antecedenti attriti tra il 18enne e l’assassino. “Entrambi avrebbero avuto una relazione con la stessa ragazza, non so se contemporaneamente oppure no: questo è da approfondire, ma ci sono chat che testimoniano un interesse condiviso”, conclude.