Omicidio Sako a Taranto, sull’ambulanza c’era un altro paziente. Poi la chiamata al 118: “C’è un uomo ubriaco”

La morte di Bakari Sako sarebbe stata inevitabile: il 35enne maliano, accoltellato il 9 maggio scorso a Taranto, è deceduto in pochi minuti a causa della grave emorragia provocata dalla ferita che gli ha reciso l’aorta. È quanto emerso dall’autopsia eseguita dal medico legale Roberto Vaglio, alla presenza anche dei consulenti delle difese degli indagati.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un’ambulanza transitata nei pressi di piazza Fontana subito dopo l’aggressione non avrebbe potuto soccorrere l’uomo perché già impegnata in un altro intervento con un paziente a bordo. Nei video acquisiti dagli inquirenti si vede uno dei giovani del branco gesticolare verso il mezzo sanitario che poi si allontana. Saranno le indagini a chiarire se qualcuno abbia invitato l’autista a proseguire. Poco dopo, una donna avrebbe chiamato i soccorsi parlando di un uomo ubriaco, senza riferire dell’accoltellamento.

Sul fronte giudiziario, il Tribunale dei minori discuterà il 29 maggio il ricorso presentato dai legali dei quattro minorenni arrestati, che chiedono il trasferimento dal carcere a una comunità. Anche i due maggiorenni coinvolti, Fabio Sale e Cosimo Colucci, hanno impugnato l’ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere.

Le indagini della Squadra mobile di Taranto, coordinate dalle procure ordinaria e minorile, hanno permesso di identificare rapidamente i presunti responsabili e ricostruire i ruoli nell’aggressione. Nell’ordinanza cautelare, il gip Gabriele Antonaci parla di una “sensazione di impunità” con cui il branco avrebbe agito in pieno centro, senza preoccuparsi delle telecamere o dei testimoni.

Bakari Sako stava andando al lavoro in bicicletta quando sarebbe stato accerchiato e picchiato senza motivo. Un 15enne gli avrebbe inferto tre coltellate, due all’addome e una al torace. Ferito, il 35enne si rifugiò in un bar dove si accasciò a terra. Il titolare del locale è ora indagato per favoreggiamento personale: secondo l’accusa avrebbe omesso di riferire agli investigatori la presenza di uno degli indagati sulla scena.

Omicidio Bakari Sako a Taranto, spunta un nuovo video: un’ambulanza passa dalla piazza durante l’aggressione

Nuovi sviluppi nelle indagini sull’omicidio di Bakari Sako, il giovane maliano ucciso in piazza Fontana. Un filmato del circuito di videosorveglianza avrebbe infatti rivelato un dettaglio cruciale: un’ambulanza era già presente nella piazza 13 minuti prima del decesso del ragazzo.

Secondo gli atti dell’inchiesta, l’aggressione sarebbe avvenuta alle 5.23, mentre i soccorsi sarebbero arrivati alle 5.39 dopo la chiamata di una donna. Le nuove immagini mostrano invece il passaggio del mezzo di emergenza già alle 5.26: l’ambulanza si sarebbe fermata per pochi istanti prima di ripartire.

Il video è ora al vaglio della Procura e potrebbe aiutare a chiarire due aspetti fondamentali: se Bakari avrebbe potuto essere salvato e se qualcuno dei giovani indagati abbia tentato di chiedere aiuto ai soccorritori durante quel passaggio. Le indagini proseguono.

Restano intanto in carcere sei giovani: il 19enne Fabio Sale, il 22enne Cosimo Colucci e quattro minorenni detenuti nei centri di prima accoglienza di Bari e Lecce. Indagato per favoreggiamento anche il titolare del bar Fontana.

Malore fatale, donna muore per strada a Noci. L’ambulanza in ritardo di un’ora: l’Asl Bari condannata a risarcire

Una vicenda risalente al periodo della pandemia Covid si è conclusa con una sentenza del Tribunale di Bari che ha riconosciuto gravi responsabilità nei soccorsi sanitari per la morte di una donna colta da malore mentre camminava per strada a Noci.

Secondo quanto ricostruito in sede giudiziaria, la donna si era improvvisamente sentita male in pubblico. I soccorsi del 118 sarebbero però arrivati con un ritardo significativo: un’ambulanza, con a bordo il solo infermiere, ha raggiunto il luogo dell’accaduto soltanto dopo circa un’ora dalla chiamata.

La situazione si è ulteriormente aggravata con l’arrivo tardivo del medico, giunto sul posto dopo un’ulteriore mezz’ora. A quel punto, purtroppo, per la paziente non c’era più nulla da fare.

Il Tribunale ha definito la condotta dei soccorsi come caratterizzata da una “nitida negligenza”, evidenziando come il ritardo accumulato abbia compromesso in modo decisivo le possibilità di sopravvivenza della donna.

Nella sentenza si sottolinea infatti che un intervento tempestivo “avrebbe assicurato alla paziente maggiori possibilità di sopravvivenza rispetto a quelle concretamente residuate” Alla luce di tali valutazioni, l’ASL competente è stata condannata al risarcimento dei familiari della vittima, per un importo complessivo di 235mila euro.

Bari, rifiuta il test delle urine e colpisce infermiera del San Paolo con un pugno: arrestato 33enne

Un uomo di 33 anni è stato arrestato per aver aggredito un’infermiera in servizio nel pronto soccorso dell’ospedale San Paolo di Bari. L’aggressione è avvenuta sabato scorso e, come spiega la Asl in un comunicato, l’uomo (arrivato a bordo di un’ambulanza) era “in evidente stato di alterazione psicofisica”.

Il 33enne avrebbe rifiutato di sottoporsi alla raccolta delle urine e improvvisamente avrebbe colpito l’infermiera con un pugno al torace. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno arrestato il 33enne. L’infermiera ha riportato una lieve contusione al torace ed è stata assistita dai suoi colleghi.

“La direzione generale della Asl Bari – si legge nella nota – condanna con fermezza l’ennesimo episodio di violenza ai danni del personale sanitario e rinnova piena vicinanza alla professionista aggredita, ribadendo l’impegno dell’azienda a tutelare chi ogni giorno opera nei servizi di emergenza per garantire assistenza e cura ai cittadini”.

Schianto tra monopattini a Foggia: gravi due giovanissimi. A Bari ragazza investita da auto in via Giulio Petroni

Tragedia sfiorata questa mattina nel centro storico di Foggia dove due ragazzi sono rimasti feriti gravemente in seguito ad un incidente. Entrambi erano a bordo di un monopattino, l’impatto tra i due mezzi elettrici è stato frontale e violento.

I due sono stati sbalzati a terra e sul posto è intervenuto il 118 che ha trasportato i ragazzi in codice rosso al Policlinico Riuniti.

Nella serata di ieri una ragazza è stata invece travolta da un’auto via Giulio Petroni. La giovane è stata trasportata in ospedale dove è ricoverata in prognosi riservata.

Schianto tra auto sulla statale a Taranto, 5 feriti: tra loro due bambini. Uno è in prognosi riservata

È di cinque feriti il bilancio di un incidente avvenuto nel pomeriggio di ieri sulla strada statale 7, alle porte di Taranto. Per cause in corso di accertamento, una Renault Modus e una Lancia Musa si sono scontrate frontalmente nei pressi di un centro di distribuzione bevande.

A bordo della Lancia viaggiava una famiglia di Sava: una coppia con i due figli minori. Alla guida della Renault c’era una donna. Dall’Asl si apprende che un bambino, che aveva perso conoscenza in seguito allo schianto, è stato condotto in rianimazione ed è in prognosi riservata.

La sorellina ha riportato una ferita al labbro ed altre contusioni, mentre i genitori vengono sottoposti a tac e risonanze per verificare la presenza di fratture. Per la madre si sospetta la rottura di ossa del bacino. Gli stessi controlli sono stati disposti per la donna alla guida della Renault.

Le loro condizioni vengono attentamente monitorate dal personale medico. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia locale di Taranto, il reparto Infortunistica per i rilievi, i Vigili del fuoco e quattro ambulanze del 118.

Tragedia a Crispiano, bimba di 5 anni muore in casa: si sospetta una meningite fulminante

Tragedia a Crispiano, nel Tarantino, dove una bimba di 5 anni è morta questa mattina nella sua abitazione. La piccola vittima da qualche giorno avvertita forti mal di testa.

I genitori hanno chiamato il 118, ma quando i sanitari sono arrivati sul posto non c’era più nulla da fare. Si sospetta una meningite fulminante, a stabilire le cause del decesso sarà l’autopsia.

Muore a 10 anni in ambulanza, a Carovigno l’ultimo saluto alla piccola Sofia. L’Asl apre indagine interna

Proseguono le indagini sul decesso di Sofia, la bimba di 10 anni, morta nei giorni scorsi all’ospedale di Francavilla dopo essere stata trasportata in ambulanza dal Perrino di Brindisi a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni.

Secondo le prime ricostruzioni, è emersa la positività ad alcuni virus dopo i primi esami. L’autopsia chiarirà i reali motivi del decesso, la pista seguita è quella che porta ad alcuni problemi cardiaci.

Le indagini dell’Asl invece si concentreranno sul trasferimento dal Perrino all’ospedale Camberlingo di Francavilla, meno attrezzato. Ieri, infine, si sono celebrati i funerali della piccola a Carovigno, alla presenza di centinaia di persone.