Lecce-Gallipoli, auto in fiamme sulla statale: morto dopo giorni di agonia il 58enne alla guida

È morto dopo oltre una settimana di agonia il 58enne rimasto gravemente ustionato nell’incendio della sua Nissan, avvenuto lo scorso 23 agosto sulla strada statale tra Lecce e Gallipoli.

L’uomo si era accorto del fumo proveniente dal cofano, aveva accostato e abbandonato l’auto. Poco dopo, però, una violenta fiammata lo aveva investito mentre si stava allontanando. Trasportato in codice rosso al Vito Fazzi di Lecce, era stato ricoverato per le gravi ustioni e le conseguenze delle esalazioni di fumo. Purtroppo, le ferite riportate si sono rivelate fatali.

Malore fatale sul volo Istanbul-Napoli, passeggero italiano muore a bordo: il racconto choc di una testimone

Un volo di rientro da Istanbul a Napoli si è trasformato in una tragedia. Un passeggero adulto, italiano e secondo quanto riferito da una testimone probabilmente napoletano, è morto a bordo del volo TK 1453, decollato da Istanbul alle 7.10 e diretto a Napoli.

Poco dopo il decollo, l’uomo ha accusato un grave malore. Si sarebbe portato le mani al petto, lamentando forti dolori e difficoltà respiratorie. Il personale di bordo e alcuni passeggeri lo hanno accompagnato nella parte anteriore dell’aereo, ma le sue condizioni sono rapidamente peggiorate.

Riportato al proprio posto, l’uomo è stato fatto sdraiare sui sedili e sono immediatamente iniziate le manovre di rianimazione. Un passeggero che si è qualificato come medico ha prestato soccorso, praticando per oltre trenta minuti il massaggio cardiaco e la respirazione insieme a uno steward.

Nel frattempo, il comandante ha deciso di effettuare un atterraggio di emergenza a Salonicco, in Grecia, per consentire l’intervento dei soccorritori. Una volta a terra, medici e forze dell’ordine sono saliti a bordo e hanno proseguito le manovre di rianimazione. Per l’uomo, però, non c’è stato nulla da fare.

A raccontare quei drammatici momenti è una passeggera del volo, che ha chiesto di rimanere anonima. La donna descrive un’atmosfera di forte angoscia a bordo, con persone che fino a pochi minuti prima non si conoscevano e che si sono ritrovate unite nella speranza di salvare la vita al passeggero.

La testimone ha voluto sottolineare in particolare il comportamento dell’equipaggio e del passeggero intervenuto come medico, rimasti impegnati nelle operazioni di soccorso per tutto il tempo possibile, fino all’atterraggio d’emergenza. Durante la fase di atterraggio, inoltre, alcuni passeggeri avrebbero aiutato a mantenere stabile l’uomo nel corridoio dell’aereo.

«Quell’uomo è salito sull’aereo sulle sue gambe ed è uscito dall’aereo dentro un sacco nero», racconta la passeggera, ancora profondamente scossa. Un’immagine che, spiega, non riesce a dimenticare.

L’uomo viaggiava da solo e al momento non sono stati resi noti né il nome né le generalità. La sua morte ha lasciato sotto shock gli altri passeggeri, che hanno assistito impotenti ai tentativi di salvarlo.

«Non scrivo per alimentare curiosità morbosa – spiega la testimone – ma perché dietro questa tragedia c’era una persona, un uomo che viaggiava da solo e che, in quei momenti terribili, ha avuto accanto persone che non lo conoscevano ma che hanno fatto di tutto per salvarlo».

La passeggera ha infine rivolto un appello affinché la vicenda venga raccontata con rispetto, perché quella morte non passi inosservata: «Per quei terribili minuti eravamo tutti lì, accanto a quell’uomo. E forse, anche se non abbiamo potuto salvarlo, il minimo che possiamo fare è non lasciare che la sua morte passi completamente inosservata».

Bracciante trovato morto nel bagagliaio dell’auto, l’autopsia: “Sadam picchiato e poi ucciso a coltellate”

Sarebbe stato picchiato e ucciso a coltellate Sadam Houssain, il bracciante pachistano di 32 anni trovato morto il 22 agosto nel bagagliaio della sua auto, parcheggiata nel ghetto di Borgo Mezzanone, 18 giorni dopo la sua scomparsa.

È quanto emerge dai primi risultati dell’autopsia, eseguita all’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Foggia. L’esame, nonostante l’avanzato stato di decomposizione del corpo, ha escluso l’utilizzo di armi da fuoco. Si attendono ora gli esiti degli esami istologici, previsti tra circa un mese.

Tra le piste seguite dai Carabinieri, quella principale conduce al caporalato. Secondo quanto riferito da un connazionale della vittima, Houssain era solito accompagnare alcuni migranti del ghetto nelle campagne del Tavoliere. Gli investigatori ritengono possibile che proprio questa attività di trasporto dei lavoratori possa essere collegata all’omicidio.

Bracciante trovato morto nel bagagliaio dell’auto, la morte di Sadam avvolta nel mistero: si indaga sul caporalato

È ancora avvolta nel mistero la morte di Sadam Houssain, bracciante pakistano di 32 anni scomparso il 4 agosto e ritrovato 18 giorni dopo nel bagagliaio della sua auto, parcheggiata sotto un telone nel ghetto di Borgo Mezzanone.

La Procura di Foggia indaga per omicidio e attende l’esito dell’autopsia per stabilire le cause e le modalità della morte. Il corpo, trovato in avanzato stato di decomposizione anche a causa delle alte temperature, sarebbe stato ucciso probabilmente il giorno della scomparsa.

Sadam, secondo quanto riferito dal fratello Nazim e da alcuni connazionali, lavorava come intermediario per alcuni braccianti: accompagnava con la propria auto quattro o cinque lavoratori pakistani e bengalesi nelle campagne del Foggiano, dove aveva rapporti con i proprietari delle aziende. Gli investigatori stanno verificando se proprio l’attività legata al caporalato possa rappresentare il movente dell’omicidio.

«Era una persona onesta, non ha mai litigato con nessuno», racconta Arshad, connazionale che aveva vissuto con lui a Ippocampo. Il fratello Nazim, che ha ritrovato il corpo, chiede ora di conoscere la verità: «Vuole sapere chi ha ammazzato suo fratello».

Sadam era arrivato dal Pakistan nel 2015 e, dopo un periodo in Grecia, dal 2020 viveva in Italia con un permesso di soggiorno per protezione speciale. La sua morte è il settimo omicidio del 2026 in Capitanata e il quarto nell’ultimo anno nella zona di Borgo Mezzanone.

Tragedia a Barletta, malore durante il bagno di sera: muore il 69enne Giuseppe Santo

Un uomo di 69 anni, Giuseppe Santo, è morto nella serata di ieri mentre faceva il bagno nel tratto di mare antistante la litoranea di Ponente, a Barletta. Il 69enne, secondo quanto ricostruito, era solito immergersi intorno alle 20 per una nuotata.

Probabilmente è stato colto da un malore improvviso mentre si trovava in acqua, con la corrente che lo avrebbe poi trascinato al largo.

A riportarlo a riva è stato il personale della Capitaneria di porto. I sanitari del 118 hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma ogni intervento si è rivelato inutile.

Tragedia a Bari, travolto da un’auto sul lungomare: muore 78enne. Alla guida della vettura una donna – FOTO

Tragedia stradale questa mattina a Bari sul lungomare Vittorio Veneto, all’altezza della Guardia di Finanza e nel bel mezzo del cantiere dei lavori per il BRT. Un uomo di 78 anni è stato travolto da un’auto ed è morto a seguito dell’impatto.

Alla guida della vettura c’era una donna di 38 anni, trasportata alla Mater Dei per gli accertamenti.  Sul posto sono intervenuti i soccorsi e le forze dell’ordine per i rilievi e per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Secondo le prime ricostruzioni la vittima è sbucata all’improvviso dai new jersey posizionati per il cantiere dei lavori del BRT.

Schianto in moto nel Leccese, Neviano piange il 23enne Christian Caggia: un anno fa si era laureato con 110 e lode

Aveva lasciato il Salento per inseguire il sogno di lavorare nel mondo della moda, ma la sua vita si è spezzata a soli 23 anni. Christian Caggia, originario di Neviano e residente a Galatina, è morto sul colpo nello scontro tra uno scooter e una moto avvenuto sulla strada provinciale che collega Galatina a Galatone.

Christian si era trasferito a Milano per studiare allo Ied, dove nel luglio 2025 aveva conseguito il diploma in design della moda, indirizzo fashion stylist, con il massimo dei voti: 110 e lode. Descritto da familiari e amici come un ragazzo brillante, sensibile e determinato, continuava a specializzarsi nel settore che amava.

Nel drammatico incidente è rimasto gravemente ferito anche il conducente della moto, un 23enne originario di Galatina, ricoverato in codice rosso all’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Non sarebbe in pericolo di vita.

Profondo il cordoglio della comunità di Neviano. Il sindaco Giuseppe Antonio Mighali ha espresso la vicinanza dell’amministrazione e di tutta la cittadinanza alla famiglia, ricordando la perdita di una vita giovanissima e definendo il dolore dei suoi cari impossibile da colmare con le parole.

Bracciante di 25 anni morto a Foggia, sul furgone ribaltato c’erano 10 persone: scatta l’inchiesta

La Procura di Foggia ha aperto un’inchiesta sull’incidente avvenuto ieri sulla provinciale 45, nelle campagne di Serracapriola, costato la vita a Mehdi Karboua, bracciante marocchino di 25 anni.

Sul furgone viaggiavano dieci lavoratori, uno in più rispetto ai nove posti previsti dall’omologazione. Tutti di origine marocchina, tra i 21 e i 49 anni, stavano rientrando a Torremaggiore dopo una giornata di lavoro nelle campagne del Molise. Dalle prime informazioni, risultavano regolarmente assunti.

Per cause ancora da chiarire, il conducente ha perso il controllo del mezzo, che è finito in una cunetta e si è ribaltato. Otto persone sono rimaste ferite e sono state trasportate negli ospedali della zona. Sul posto sono intervenuti 118, elisoccorso, vigili del fuoco, carabinieri e polizia locale.

Gli inquirenti dovranno ora accertare la dinamica dell’incidente e verificare le condizioni e la sicurezza del trasporto dei braccianti, oltre a eventuali responsabilità.

Sulla tragedia è intervenuta anche la Flai Cgil, che ha chiesto chiarezza e ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei trasporti, sulle condizioni di lavoro e sull’utilizzo di sistemi di trasporto protetto per i lavoratori agricoli.

Tragedia ad Ugento, ciclista 28enne trovato senza vita sulla provinciale: caccia al pirata della strada

È stato trovato nella tarda serata di ieri il corpo senza vita di Daniele Congedi, 28 anni, di Ugento, la cui scomparsa era stata denunciata dai familiari dopo che il giovane non aveva fatto rientro a casa.

Il corpo è stato rinvenuto semi nascosto da un cespuglio lungo la provinciale che collega Ugento a Racale. Accanto al 28enne è stata trovata la sua bicicletta, risultata danneggiata.

L’ipotesi al momento è che il giovane possa essere stato travolto da un’auto il cui conducente si sarebbe poi allontanato senza prestare soccorso. Congedi era uscito di casa ieri mattina proprio in bicicletta.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri, impegnati nei rilievi. Sulla vicenda sono in corso gli accertamenti, coordinati dal magistrato di turno, per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e individuare l’eventuale responsabile.

Tragedia in mare Gallipoli, 19enne di Bologna muore annegato a Rivabella: era in vacanza con amici

Tragedia nel pomeriggio di ieri a Rivabella, marina di Gallipoli, dove un ragazzo di 19 anni, originario di Bologna e in vacanza in Salento con alcuni amici, ha perso la vita in mare.

Il giovane stava facendo il bagno insieme a un amico quando, improvvisamente, è scomparso tra le onde. Accortosi della sua assenza, il compagno ha lanciato l’allarme. Due bagnini di uno stabilimento balneare della zona si sono immediatamente tuffati in acqua, riuscendo a recuperare il 19enne e a riportarlo a riva.

Sulla spiaggia sono subito iniziate le manovre di rianimazione, alle quali ha preso parte anche un medico fuori servizio che si trovava in quel momento sulla battigia. Poco dopo è intervenuto il personale del 118, che ha proseguito le operazioni di soccorso effettuando il massaggio cardiaco per circa 45 minuti.

Ogni tentativo di rianimazione, però, si è rivelato inutile. Per il giovane non c’è stato nulla da fare.