Il bracciante Singh morto nel Tarantino: padre e figlio imprenditori restano in silenzio davanti al gip

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al gip Mariano Robertiello Giovanni e Carlo Giannico, padre e figlio, imprenditori agricoli di Laterza arrestati con le accuse di omicidio colposo, caporalato, sfruttamento del lavoro e disastro ambientale per la morte del bracciante indiano Rajwinder Sidhu Singh, deceduto due anni fa mentre lavorava nella loro azienda zootecnica.

Secondo la Procura, gli indagati avrebbero risparmiato circa 180mila euro tra stipendi e contributi, oltre ad altri 170mila euro evitando il corretto smaltimento dei rifiuti, che sarebbero stati sversati in una vasca all’interno dell’azienda. Su quest’ultimo aspetto sono ancora in corso gli accertamenti.

Gli investigatori contestano inoltre un sistema di sfruttamento dei lavoratori, costretti a turni superiori alle dieci ore al giorno per una paga inferiore a 3 euro l’ora e privi delle necessarie tutele.

Morto ammanettato dalla Polizia, l’assessora Miglietta con la maglietta “I can’t breathe”: “Non restiamo in silenzio”

Una maglietta con la scritta ‘I can’t breathe’ – la frase pronunciata da George Floyd il 25 maggio 2020, mentre agonizzava durante il violento arresto a Minneapolis che ne provocò la morte – è stata indossata stamattina dall’assessora alla Cultura della Regione Puglia, Silvia Miglietta, prima della presentazione di alcuni eventi.

Il gesto simbolico è legato alla morte, ieri a Bologna, di Abderrahim Fakir, 42enne di origini marocchine deceduto durante un fermo di polizia in via Svevo, nel quartiere Pilastro.

“Ho scelto di indossare questa maglietta – ha detto l’assessora – che è la frase che George Floyd ha pronunciato prima di morire, ammazzato a Minneapolis da un agente federale.

Probabilmente è la frase che ieri Fakir ha pronunciato prima di morire a Bologna per mano di due agenti della polizia”. “Sicuramente – ha aggiunto – ci sono delle indagini che racconteranno la verità su quello che è successo ieri, ma intanto non possiamo non registrare l’atrocità di questo fermo che invece di tutelare una persona l’ha condotta alla morte in mezzo alla strada”.

Caporalato e inquinamento nel Tarantino: due arresti dopo la morte di un bracciante indiano. Maxi sequestro

Due persone sono state arrestate e altre due sono indagate con le accuse, a vario titolo, di omicidio colposo aggravato, caporalato, inquinamento e disastro ambientale, gestione illecita di rifiuti e impiego di lavoratori stranieri irregolari, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di un lavoratore indiano che nella notte tra il 25 e il 26 maggio 2024 cadde da una pala caricatrice in un’azienda agricola nel Tarantino.

L’operazione, denominata I giorni del cielo, è stata condotta dai carabinieri di Taranto sotto il coordinamento della Procura. È stato inoltre disposto il sequestro preventivo di un grande complesso zootecnico composto da tre aziende, insieme a somme di denaro per oltre un milione di euro.

Gli accertamenti successivi alla morte del lavoratore hanno fatto emergere, secondo gli investigatori, un quadro molto più ampio, caratterizzato da presunto sfruttamento della manodopera straniera, gravi carenze in materia di sicurezza e una gestione illecita dei reflui zootecnici.

Secondo l’accusa, alcuni lavoratori sarebbero stati impiegati per dodici o tredici ore al giorno, con retribuzioni inferiori a tre euro l’ora, senza adeguati riposi e in condizioni di particolare vulnerabilità. Sul fronte ambientale, sarebbe stato realizzato un sistema abusivo per convogliare i liquami in un grande lago artificiale, all’interno di un’area sottoposta a vincoli paesaggistici e naturalistici.

Ulteriori dettagli sull’operazione e sugli sviluppi dell’indagine saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 11.00 nella sede del comando provinciale carabinieri di Taranto, alla presenza della Procuratrice di Taranto Eugenia Pontassuglia, e del comandante provinciale col. Antonio Marinucci.

Ancora sangue sulle strade pugliesi, schianto auto-Ape: un morto a Matino. Grave un motociclista a Nardò

Ancora gravi incidenti sulle strade pugliesi. Il più drammatico si è verificato questa mattina lungo la strada provinciale 262, nel territorio di Matino, dove si sono scontrati un’auto e una moto Ape.

Nell’impatto il conducente del mezzo a tre ruote ha perso la vita, rimanendo incastrato tra le lamiere. All’arrivo dei sanitari del 118 non è stato possibile fare altro che constatarne il decesso.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale e i carabinieri di Matino, che hanno avviato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. La vittima è l’89enne Carmelo Danese.

Un secondo sinistro si è verificato a Nardò, in via Bonfante, dove uno scooter è finito sotto un camion. Sul luogo dell’incidente sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco per soccorrere il motociclista, le cui condizioni sarebbero gravi.

Tragedia a Bari, 40enne senzatetto trovato morto all’Eurospin di Japigia: ipotesi malore fatale per il caldo

Un uomo senza fissa dimora di circa 40 anni è stato trovato morto nei pressi del supermercato Eurospin, nel quartiere Japigia di Bari. L’uomo, conosciuto nella zona, è stato soccorso dagli operatori del 118, che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Polizia di Stato e della Scientifica per gli accertamenti. Le cause della morte sono ancora in fase di accertamento, ma tra le ipotesi al vaglio c’è anche un malore legato alle elevate temperature. La salma è stata trasferita all’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari.

Tragedia nel Salento, auto finisce nella scarpata e si schianta contro albero: muore il 46enne Pierpaolo Pellegrino

Tragico incidente nella serata di ieri sulla statale 274, che collega Gallipoli a Santa Maria di Leuca. A perdere la vita è stato Pierpaolo Pellegrino, 46 anni di Cutrofiano.

L’uomo viaggiava a bordo della sua Fiat Grande Punto quando, all’altezza dello svincolo per Acquarica, ha improvvisamente perso il controllo dell’auto, finendo nella scarpata e schiantandosi contro un albero.

L’impatto si è rivelato fatale e i soccorritori, giunti sul posto insieme ai vigili del fuoco, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Sulla dinamica dell’incidente sono in corso gli accertamenti dei carabinieri, intervenuti per i rilievi.

Bari, lutto nel mondo della politica. Morto a 48 anni il consigliere del Municipio III Caradonna: “Gigante buono”

Il quartiere San Paolo piange la scomparsa di Andrea Caradonna, consigliere del Municipio III di Bari, morto questa mattina all’età di 48 anni dopo aver combattuto negli ultimi mesi contro una grave malattia.

Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati dal mondo politico e dai cittadini. Il sindaco Vito Leccese lo ha ricordato come «un gigante buono», sottolineando il suo costante impegno per il territorio e per le persone più fragili.

«Ha affrontato la malattia a testa alta, senza mai tirarsi indietro», ha dichiarato il primo cittadino, evidenziando come Caradonna abbia vissuto il suo ruolo politico con spirito di servizio, ascoltando i cittadini e denunciando con determinazione le disuguaglianze e le difficoltà delle periferie.

Profondo anche il ricordo della pagina Facebook Forza San Paolo, che lo ha definito «il miglior politico che questo municipio abbia mai avuto», ricordando i numerosi progetti condivisi per il bene del quartiere.

Andrea Caradonna lascia la moglie e due figli. La sua scomparsa rappresenta una grave perdita per il San Paolo e per l’intera comunità barese.

Sparatoria a Carbonara, ucciso il 38enne Alessandro Signorile in piazza: ipotesi omicidio passionale

È Alessandro Signorile il 38enne di Ceglie del Campo ucciso questa mattina in piazza a Carbonara, alla periferia di Bari. Secondo le prime informazioni, la vittima si trovava in sella a una bicicletta quando un uomo, a bordo di una moto di grossa cilindrata, ha aperto il fuoco nei suoi confronti.

Almeno tre i colpi esplosi. La vittima dell’agguato è stata colpita ed è caduta sull’asfalto, morendo sul colpo, mentre l’aggressore si è allontanato rapidamente facendo perdere le proprie tracce.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e le forze dell’ordine, che hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e individuare il responsabile della sparatoria.

Si segue la pista dell’omicidio passionale. Le urla dei parenti sul posto erano indirizzate contro una donna che avrebbe avuto un legame con la vittima. Anche perché Signorile viene descritto da conoscenti e amici come una brava persona, fuori dai contesti criminali.

 

Tragedia a Bari, accusa malore mentre fa footing a Palese: muore un uomo. Inutili i tentativi di rianimarlo

Un uomo è morto nella mattinata di oggi dopo essere stato colto da un improvviso malore mentre, secondo le prime ricostruzioni, stava facendo footing lungo la strada perimetrale dell’aeroporto di Bari-Palese.

L’allarme è scattato quando alcuni passanti hanno notato l’uomo accasciarsi improvvisamente al suolo. Le persone presenti hanno immediatamente richiesto l’intervento dei soccorsi, mentre alcuni hanno cercato di prestare la prima assistenza in attesa dell’arrivo del personale sanitario.

Sul posto è giunta in pochi minuti un’équipe del 118, che ha tentato a lungo le manovre di rianimazione. Nonostante ogni sforzo dei sanitari, però, per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Il decesso è stato constatato direttamente sul luogo della tragedia.

Per consentire gli accertamenti necessari sono intervenute anche diverse volanti della Polizia di Stato della Questura di Bari, insieme agli agenti della Polizia Scientifica, che hanno effettuato i rilievi utili a ricostruire con precisione quanto accaduto.

 

 

Castellaneta, il 20enne Giulio Razzano trovato morto nella gravina: la Procura indaga per istigazione al suicidio

La Procura di Taranto ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio dopo il ritrovamento del corpo di Giulio Razzano, il ventenne di Castellaneta scomparso nel pomeriggio di martedì e trovato senza vita sul fondo della gravina.

L’indagine, coordinata dalla procuratrice Eugenia Pontassuglia e affidata al pm Marco Colascilla Narducci, punta a chiarire le ragioni del gesto e a verificare l’eventuale esistenza di pressioni o episodi di bullismo.

Gli investigatori stanno analizzando il cellulare del giovane e ascoltando amici e conoscenti per ricostruire le sue relazioni e gli ultimi contatti. Secondo quanto emerso, Giulio, descritto da chi lo conosceva come un ragazzo solare, sensibile e appassionato di teatro, avrebbe manifestato il desiderio di intraprendere un percorso artistico.

La scomparsa aveva mobilitato l’intera comunità di Castellaneta. Il ragazzo era uscito di casa dicendo di andare in palestra, ma aveva lasciato il borsone e il portafogli. Le immagini delle telecamere e il segnale del suo telefono hanno indirizzato le ricerche verso il Belvedere Caporlando, nei pressi della gravina dove è stato poi trovato il corpo. Il sindaco Gianni Di Pippa ha annunciato il lutto cittadino nel giorno dei funerali.