Malore fatale, donna muore per strada a Noci. L’ambulanza in ritardo di un’ora: l’Asl Bari condannata a risarcire

Una vicenda risalente al periodo della pandemia Covid si è conclusa con una sentenza del Tribunale di Bari che ha riconosciuto gravi responsabilità nei soccorsi sanitari per la morte di una donna colta da malore mentre camminava per strada a Noci.

Secondo quanto ricostruito in sede giudiziaria, la donna si era improvvisamente sentita male in pubblico. I soccorsi del 118 sarebbero però arrivati con un ritardo significativo: un’ambulanza, con a bordo il solo infermiere, ha raggiunto il luogo dell’accaduto soltanto dopo circa un’ora dalla chiamata.

La situazione si è ulteriormente aggravata con l’arrivo tardivo del medico, giunto sul posto dopo un’ulteriore mezz’ora. A quel punto, purtroppo, per la paziente non c’era più nulla da fare.

Il Tribunale ha definito la condotta dei soccorsi come caratterizzata da una “nitida negligenza”, evidenziando come il ritardo accumulato abbia compromesso in modo decisivo le possibilità di sopravvivenza della donna.

Nella sentenza si sottolinea infatti che un intervento tempestivo “avrebbe assicurato alla paziente maggiori possibilità di sopravvivenza rispetto a quelle concretamente residuate” Alla luce di tali valutazioni, l’ASL competente è stata condannata al risarcimento dei familiari della vittima, per un importo complessivo di 235mila euro.

Tragedia a Brindisi, malore alla guida mentre si reca al lavoro: muore 46enne

Tragedia nella mattinata di oggi, 30 marzo, nella zona industriale del capoluogo. Un uomo di 46 anni, originario di Brindisi e dipendente della Sir, è deceduto dopo essere stato colto da un malore mentre si trovava alla guida della propria auto, diretto al lavoro.

L’episodio si è verificato su viale Enrico Fermi. A lanciare l’allarme sarebbe stato un camionista di passaggio, che ha notato la situazione e ha immediatamente richiesto l’intervento dei soccorsi.

Sul posto sono giunti i sanitari del 118, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile. Presenti anche due pattuglie della Questura di Brindisi, che hanno provveduto a gestire la viabilità, interdicendo temporaneamente il traffico lungo l’arteria interessata.

Ancora da chiarire con precisione le cause del decesso, ma l’ipotesi più probabile resta quella di un malore improvviso.

Dal grande spavento in Napoli-Lecce alla gioia: il giocatore Banda festeggia la nascita della prima figlia

Dalla paura alla felicità nel giro di poche ore per Lameck Banda e per il Lecce. L’esterno giallorosso, rientrato in città dopo il ricovero all’ospedale Cardarelli di Napoli, ha potuto celebrare la nascita della sua primogenita, Rumi Ezlyn. La bambina, che pesa poco più di due chili e mezzo, sta bene.

Il calciatore aveva vissuto momenti di grande apprensione durante la partita in trasferta contro il Napoli allo stadio Maradona. All’86° minuto Banda si era accasciato a terra portandosi le mani al petto, dopo un duro contrasto di gioco avvenuto pochi minuti prima. Le immagini avevano immediatamente allarmato compagni, avversari e tifosi.

Lo staff medico di Napoli e Lecce è intervenuto subito in campo, mentre i giocatori delle due squadre si stringevano attorno al compagno, visibilmente preoccupati. Banda è stato quindi trasportato d’urgenza all’ospedale Cardarelli per accertamenti cardiologici e polmonari, che fortunatamente hanno escluso complicazioni.

Il 25enne esterno originario dello Zambia ha trascorso la notte in osservazione ed è stato dimesso la mattina seguente. Insieme al medico sociale del Lecce, Giuseppe Congedo, è rientrato in città nel pomeriggio.

Poche ore dopo, però, un nuovo passaggio in ospedale, questa volta per un motivo ben più felice: la nascita della piccola Rumi Ezlyn. Dal grande spavento alla gioia più grande, con il Lecce che ha subito fatto arrivare il proprio abbraccio al calciatore e alla sua famiglia, in attesa di rivederlo presto in campo.

Muore a 3 anni dopo un malore, Castellaneta sotto choc per la morte del piccolo Davide: disposta l’autopsia

La morte di Davide, il bimbo che ha perso la vita nella notte tra l’11 e il 12 marzo all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, dopo un malore improvviso avuto in casa, ha scosso l’intera comunità di Castellaneta Marina.

Trasportato d’urgenza in ambulanza, i medici hanno tentato di rianimarlo per oltre due ore, ma senza successo: il piccolo è deceduto alle 2:40 nel reparto di Rianimazione.

Non ci sono indagini in corso, il bambino aveva alcune patologie pregresse e l’autopsia disposta dalla Asl dovrà chiarire la causa esatta della morte. L’esame presumibilmente sarà eseguito nelle prossime ore, intanto la salma è nell’obitorio del Santissima Annunziata.

Gioia, malore al lavoro: muore il giornalista 33enne Christian Cesario. Era l’addetto stampa del Taranto Calcio

È morto prematuramente a 33 anni Christian Cesario, addetto stampa della SS Taranto della famiglia Ladisa. Il giovane professionista si trovava al lavoro al palazzetto dello sport di Gioia del Colle come responsabile della comunicazione della Joy Volley, formazione che milita nel campionato di A3 maschile.

Secondo le prime informazioni, Cesario avrebbe avuto un malore mentre stava mangiando, ma le cause precise non sono ancora chiare. Stimato per la sua serietà e instancabile impegno nel lavoro, lascia un grande vuoto nel mondo del giornalismo sportivo tarantino.

La squadra, la dirigenza e lo staff tecnico del Taranto calcio hanno espresso vicinanza e affetto alla sua famiglia e ai suoi cari in questo momento di profondo dolore.

Tragedia a Lecce, accusa malore a scuola: bimbo di 11 anni muore poco dopo il ritorno a casa

Un bambino di 11 anni è morto oggi a Lecce dopo aver accusato un malore mentre era a scuola. Riportato a casa dai genitori, le sue condizioni sono peggiorate fino all’arresto cardiaco. Inutili i tentativi di rianimazione del 118.

Sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso. L’episodio segue di pochi giorni un altro tragico caso nel Foggiano, dove un bambino di 10 anni è morto dopo una caduta mentre giocava per strada.

Si sente male, chiama il 118 ma non riesce ad aprire la porta: liberata dai pompieri muore in ospedale a 40 anni

I Carabinieri indagano sulla morte di una 40enne di Racale, morta nella serata di ieri dopo aver accusato un malore in casa. La donna è riuscita a contattare telefonicamente il 118, ma non è riuscita ad aprire la porta della propria abitazione all’arrivo degli operatori sanitari.

Sul posto sono così intervenuti i Vigili del Fuoco. La 40enne è stata trasportata di corsa in ambulanza all’ospedale “Veris Delli Ponti” di Scorrano, dove però è  è deceduta poco dopo il ricovero.

I carabinieri hanno avviato le indagini nel tentativo di ricostruire l’esatta dinamica, mentre le cause del malore sono in corso di accertamento.

Tragedia al porto di Manfredonia, autista 60enne muore stroncato da un malore: inutile la corsa del 118

Tragedia nel pomeriggio di ieri nel porto industriale di Manfredonia dove un operaio di 60 anni è deceduto mentre era al lavoro nell’area retro portuale.

La vittima, autista e dipendente di una ditta, si è accasciato all’improvviso a causa di un malore. A lanciare l’allarme sono stati alcuni colleghi, sul posto è intervenuto il 118. I tentativi di rianimarlo sono stati inutili.

Malore fatale durante l’allenamento di calcetto: Riccardo Chetta muore a 39 anni davanti ai compagni di squadra

Accusa un malore durante l’allenamento di calcio e muore davanti agli amici. Tragedia ieri sera nel centro sportivo di Collepasso, a perdere la vita il 39enne di Parabita, Riccardo Chetta.

L’uomo si stava allenando con la Parabita City, associazione sportiva dilettantistica amatoriale. Verso le 22 si è accasciato al suolo, durante una partitella a campo ridotto e ha perso i sensi.

I primi a intervenire sono stati i compagni di squadra e il custode che hanno cercato di rianimarlo grazie al defibrillatore di cui è dotato l’impianto sportivo. A nulla è valso anche l’immediato intervento di un’ambulanza del 118.

I carabinieri hanno avviato le indagini accertando le cause del decesso e su disposizione del pm di turno, la salma è stata riconsegnata ai familiari. Riccardo lascia la moglie Ilaria e due figli di 6 e 3 anni, Leonardo e Alberto. I funerali sono fissati per la giornata di domani, sabato 17 gennaio.