Bari, 2 milioni di euro donati per il restauro della chiesa di San Francesco: giallo sul benefattore. Ma c’è una pista

È giallo sull’identità del benefattore che ha donato quasi due milioni di euro alla parrocchia di San Francesco, affacciata su piazza Garibaldi al quartiere Libertà di Bari. Secondo indiscrezioni raccolte in sagrestia, si tratterebbe di una vedova con un figlio studente in città, rimasta colpita dalla bellezza della chiesa. La famiglia ha scelto di restare anonima.

La generosa donazione ha consentito un imponente intervento di restauro durato tre anni, che ha riportato alla luce i colori originari dei dipinti, restituendo particolare brillantezza al blu. I lavori hanno riguardato anche le strutture murarie, il campanile, gli interni e le suppellettili, con un’attenzione speciale all’apparato pittorico del transetto e dell’abside.

Alla riqualificazione hanno contribuito anche la Regione e la Fondazione Puglia, mentre gli interventi sono stati eseguiti sotto la supervisione della Soprintendenza archeologica, Belle arti e Paesaggio della Città metropolitana di Bari.

Intanto la comunità parrocchiale si prepara alla riapertura al culto, prevista per martedì prossimo alle 18 con una messa solenne presieduta dall’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano. Tra prove dell’organista e ultimi preparativi liturgici, cresce l’attesa per restituire alla città un luogo carico di storia e significato.

 

Casamassima, serate e oltre 200 persone in pista senza licenza. Blitz dei Carabinieri: chiuso locale di ballo

I Carabinieri della Stazione di Casamassima, unitamente a personale dell’Ufficio Tecnico e della Polizia Locale di quel Comune, hanno eseguito le ordinanze di sospensione dei lavori edili e delle attività di intrattenimento e pubblico spettacolo nei confronti di un locale da ballo del posto che hanno messo in luce la gestione dell’attività in assenza di regolare licenza di pubblico spettacolo e trattenimenti (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa).

La verifica è stata predisposta nell’ambito di un più ampio piano di controlli su tutta la Provincia di Bari. L’attività ispettiva ha permesso di accertare che, sebbene il locale avesse predisposto una “scia” e disponesse di una licenza per somministrazione di alimenti e bevande, aveva organizzato vere e proprie serate di ballo con la partecipazione di centinaia di persone.

Infatti, si è potuto accertare che, durante gli eventi musicali, di intrattenimento danzante e dj set, nella sala vi erano presenti oltre 200 persone, limite al di sopra della quale non basta una semplice S.C.I.A., bensì ricadono le richieste autorizzative ex 68 e 69 del T.U.L.P.S.

Al fine di tutelare l’incolumità dei clienti, è stata quindi disposta l’immediata sospensione di ogni attività all’interno dell’intera struttura.

Pista Porsche a Nardò, Emiliano sospende l’accordo per ampliare la pista. Ntc: “Siamo aperti al dialogo”

“Ntc ha preso atto della decisione della Regione Puglia di sospendere l’accordo di programma concesso per l’approvazione del piano di sviluppo del Test Center. Abbiamo ricevuto una notifica ufficiale e siamo aperti a proseguire il dialogo con tutti i partner coinvolti nel piano di sviluppo e con il pubblico. Il nostro obiettivo rimane quello di assicurare un futuro al Nardò Technical Center e di rafforzarne il ruolo di importante motore occupazionale ed economico per la regione”. Lo afferma la società in una nota.

Ieri sera il governatore della Puglia Michele Emiliano ha annunciato la sospensione dell’accordo per l’ampliamento della pista per i collaudi della Porsche a Nardò, in provincia di Lecce. “La Regione, ancora una volta – ha evidenziato Emiliano – dimostra di voler coniugare l’interesse pubblico sotteso alla realizzazione dell’intervento con la tutela dell’ambiente”. Il progetto è stato contestato dagli ambientalisti secondo i quali causerebbe la perdita di oltre 200 ettari di vegetazione. “Abbiamo preso una decisione in linea con il ministero – ha proseguito il governatore – al fine di riconsiderare alcuni aspetti del procedimento a seguito delle specifiche indicazioni fornite dalla Commissione europea”.