Elicottero nel cielo di Bari, perquisizioni e controlli della Polizia da Carbonara e Japigia: una pistola sequestrata

Negli ultimi due giorni, la Polizia di Stato ha svolto un’operazione che ha interessato il centro città e le zone periferiche del capoluogo. Numerose le perquisizioni effettuate dai poliziotti della Squadra Mobile della Questura, con il supporto dell’elicottero del IX Reparto Volo di Bari, di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine e delle unità cinofile antidroga della Questura.

L’attività, disposta dal Questore di Bari, Dr. Annino Gargano, si inserisce nell’ambito delle iniziative in materia di contrasto ai fenomeni di criminalità diffusa, con particolare attenzione allo spaccio delle sostanze stupefacenti e anche a seguito dei recenti fatti verificatisi nei quartieri Carbonara, Ceglie del Campo e Japigia.

Controllate abitazioni e altri luoghi ritenuti di interesse investigativo, con l’ausilio anche di unità cinofile antidroga, che hanno consentito di procedere ad una denuncia a piede libero per ricettazione di autovettura di presumibile provenienza furtiva.

Inoltre, sono stati effettuati diversi posti di controllo durante i quali sono stati controllati 98 autovetture e 183 persone di cui 47 con precedenti penali inoltre, 1 pistola è stata ritirata, 360 gr. di marijuana e 6 gr. di hashish sono stati sequestrati.

Apricena, elicottero precipitato sul Gargano. La relazione finale: “Errore umano il pilota non ha visto l’ostacolo”

Un errore umano avvenuto in condizioni meteorologiche pessime, questo è in estrema sintesi l’esito della relazione finale d’inchiesta pubblicata dall’agenzia nazionale per la sicurezza del volo sull’incidente l’incidente aereo avvenuto il 5 novembre del 2022 in località Apricena sul Gargano costato la vita a sette persone a bordo di un elicottero proveniente dalle isole Tremiti.

Secondo quanto si legge nella relazione, l’impatto sarebbe stato provocato dal fatto che il pilota che era ai comandi (in volo controllato) nel momento in cui l’elicottero entrò improvvisamente in condizioni meteorologiche di scarsa visibilità non passò al volo strumentale e non riuscì quindi a valutare adeguatamente la presenza di ostacoli introducendo i necessari correttivi di rotta.

Oltre ai due piloti, i foggiani Luigi Ippolito e Andrea Nardelli, persero la vita una famiglia di turisti sloveni con due figli adolescenti ed un medico del 118. Nella relazione è precisato che la determinazione delle cause sull’incidente è stata inficiata dall’assenza sul velivolo di registratori di volo utili alla ricostruzione dettagliata dell’evento, in quanto non erano obbligatori su quel tipo di elicottero.

L’elicottero decollato dall’elisuperficie San Domino sulle Isole Tremiti era diretto a Foggia ed aveva a bordo i due piloti e altre cinque persone: una famiglia di turisti sloveni con due figli adolescenti e un medico del 118.

Stando sempre alla relazione, al contesto “parrebbero aver contribuito sia la confidenza derivante dalla conoscenza del territorio sorvolato, per via della quale l’equipaggio potrebbe non aver tenuto in debito conto un possibile scarroccio dovuto alla componente trasversale del vento, sia l’assenza del TAWS (Terrain Avoidance Warning System) a bordo dell’elicottero in relazione alla possibilità di mitigare il rischio di un CFIT ( impatto con il terreno in volo controllato).

L’agenzia per la sicurezza del volo, al termine dell’inchiesta, ha emanato, a fini di prevenzione, 3 raccomandazioni di sicurezza, mirate a rimuovere alcune delle criticità emerse. La raccomandazione di sicurezza – è spiegato in una nota – consiste in una proposta formulata dall’autorità investigativa per la sicurezza dell’aviazione civile sulla base dei dati emersi nel corso di una inchiesta di sicurezza, ai fini della prevenzione di incidenti aerei e mira unicamente ad accertare le cause di un incidente al fine di evitarne il ripetersi; ha quindi una finalità esclusivamente di prevenzione, non di individuazione di eventuali responsabilità.