Un anno fa la riapertura della gioielleria, nella notte una nuova rapina: “Non si può andare avanti così serve lo Stato”

Un anno e mezzo fa, il 10 dicembre del 2024, aveva subito un ingente furto alla sua gioielleria, De Filippis 1887, ad Apricena, comune in provincia di Foggia.

Aveva chiuso per i danni subiti per alcuni mesi, riaprendo i battenti ad aprile 2025. A distanza di un anno circa, la scorsa notte un nuovo ingente furto è stato messo a segno ai danni della sua attività. “Ora chiedo l’intervento dello Stato – ha detto all’ANSA il giovane titolare, il 34enne Pio De Filippis – Mi appello al Presidente della Repubblica e alla Presidente del Consiglio dei Ministri. Non è possibile andare avanti così”.

Tutto è accaduto intorno alle 4 del mattino. Ad agire quattro persone a volto travisato vestite di scuro che, utilizzando con ogni probabilità un flessibile, hanno divelto la porta d’ingresso blindata , e una volta all’interno, hanno sfondato le vetrine portando via gioielli, diamanti ed orologi, inserendoli in secchi, e fuggendo a bordo di un’autovettura presumibilmente rubata. L’allarme, stando al racconto del giovane titolare, è scattato ma giunti sul posto, i ladri erano già fuggiti.

“La mia è una tra le attività storiche della nostra città. Da cinque generazioni. L’aveva il mio tris nonno. Ma è impossibile continuare così. Nel caso non ci sia un supporto reale sarò costretto a chiudere”.

Omicidi Ferrelli e Petrella ad Apricena, 8 anni dopo in carcere altri due killer. Un fermo anche per il delitto Bruno

La Dda di Bari ha chiuso il cerchio sul duplice omicidio mafioso di Nicola Ferrelli e Antonio Petrella, assassinati ad Apricena (Foggia) il 20 giugno del 2017. La polizia ha arrestato oggi altri due presunti componenti del commando, il 55enne Matteo Lombardi e il 57enne Luigi Ferro.

A settembre 2025 erano già finiti in carcere Francesco Scirpoli e Pietro La Torre, considerati esecutori materiali dell’agguato. Rispondono tutti di omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso e detenzione di armi da guerra.

Stando alla ricostruzione del delitto fatta dagli inquirenti antimafia, Ferro avrebbe avuto il ruolo di autista dell’auto con a bordo i tre sicari, tra cui Lombardi, armati di kalashnikov, fucile e pistola. Gli investigatori inquadrano il duplice delitto nella guerra per il controllo criminale dei territori di Apricena e San Marco in Lamis.

All’alba di oggi la polizia ha notificato anche un fermo per l’omicidio di Stefano Antonio Bruno, ucciso a Foggia il 29 aprile scorso, e per il contestuale tentato omicidio di Saverio e Pasquale Bruno, fratello e padre della vittima. Il provvedimento cautelare riguarda il 43enne di Manfredonia Giuseppe Robustella, che era già stato arrestato in flagranza subito dopo il delitto per porto illegale di arma clandestina, perché trovato in possesso di una pistola.

L’agguato sarebbe maturato nell’ambito di un contrasto nato durante una compravendita di droga. Fondamentali per le indagini si sono rivelate le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, alcune delle quali dotate anche di audio, che hanno consentito di documentare le diverse fasi dell’azione criminale.

Apricena senza pace, salta in aria bancomat colpito pochi mesi fa: è il terzo assalto del 2026 nel Foggiano

Un altro bancomat esploso nella notte in Puglia, lo stesso fatto saltare in aria qualche mese fa ad Apricena. A poca distanza dal primo evento, lo sportello della Credem è stato nuovamente preso di mira.

Al momento non è chiaro se il colpo sia andato a buon fine. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che stanno visionando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona.

L’assalto è avvenuto a pochi passi dalla sede del Comune. Si tratta del terzo assalto a bancomat registrato nel Foggiano nei primi 14 giorni dell’anno.

Apricena, operaio 23enne ferito per strada a colpi di pistola: arrestato 31enne

Un 31enne di Apricena (Foggia) è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di avere ferito a colpi di pistola, nella serata del 2 novembre scorso, un giovane operaio di 23 anni che passeggiava per le vie del centro del paese.

Furono i passanti ad avvertire il 112 segnalando l’esplosione dei colpi tra via Armando Diaz e piazza San Francesco d’Assisi, luoghi molto frequentati dai giovani di sera.

Il giovane ferito, che fu raggiunto dai proiettili alle gambe, fu soccorso e portato in ospedale. Dalle sue dichiarazioni e dai filmati della videosorveglianza i carabinieri sono risaliti al presunto autore che è stato portato in carcere sulla base di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Foggia.

E’ accusato di lesioni personali aggravate e di porto abusivo di arma da fuoco. Sul posto del ferimento furono ritrovati sei bossoli ed una cartuccia riconducibili ad una pistola calibro 7.65. Ancora non chiaro il movente sul quale sono in corso indagini.

Paura ad Apricena, sparatoria nella villa comunale: uomo ferito alla gamba. Indagano i Carabinieri

Attimi di paura ieri sera ad Apricena dove un uomo è stato colpito da un proiettile ad una gamba nei pressi della villa comunale. Prontamente soccorso, è stato trasportato d’urgenza in ospedale. Non è in pericolo di vita.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno dato il via alle indagini. Una delle piste seguite porta a contrasti legati ad ambienti dello spaccio di droga.

Promozione Puglia, shock ad Apricena: aggredito il preparatore dei portieri del Noicattaro

Immaginate di essere ad una partita di vostro figlio, nipote o di un amico. All’improvviso schiamazzi vari si disperdono nell’ambiente: “Sarà opera di qualche tifoso verace”. Pensi tra te. Inizi a focalizzare l’attenzione e vedi che nulla di ciò che hai pensato corrisponde alla realtà. C’è una rissa in campo.

Questo è quello che è avvenuto lo scorso fine settimana ad Apricena in Molise. Nel bel mezzo della partita del Girone A del Campionato di Promozione Pugliese tra Apricena e Noicattaro è accaduta una scena che fa vergognare l’interno panorama sportivo, oltre che calcistico.

Secondo quanto riportato da testate presenti sul posto l’aggressione avvenuta intorno al 41’ della ripresa sarebbe stata innescata dal capitano dauno e da alcuni tifosi che, calatisi dagli spalti, hanno colpito a suon di percosse il preparatore dei portieri del Noicattaro, Raffaele Longo.

La tensione era sorta qualche minuto prima in seguito a delle decisioni arbitrali contestate. Di qui la decisione del preparatore nojano di avvicinarsi al campo per tentare di sedare gli animi bollenti. L’arbitro, a dire di Longo, non avrebbe colto le intenzioni pacifiche e lo avrebbe espulso.
Di qui la bufera con l’inizio dell’aggressione protrattasi sia nel tunnel che nello spogliatoio.

E’ il Noicattaro calcio a fornire la propria versione dell’accaduto diramando un comunicato sulla pagina Instagram ufficiale della società: “L’ASD Noicattaro esprime tutta la propria vicinanza e solidarietà al nostro preparatore dei portieri Raffaele Longo vittima di una vergognosa aggressione avvenuta intorno all’ottantesimo minuto di gara. Dopo essere stato ingiustamente espulso, il nostro tesserato, mentre si allontanava dalla panchina è stato colpito con calci e pugni dal capitano avversario (anch’egli espulso) e da altri tre individui scesi dalla tribuna, subendo anche la rottura degli occhiali e del giubbotto. Quando tutto sembrava terminato il nostro Raffaele è stato nuovamente raggiunto e aggredito negli spogliatoi dal capitano e da uno degli stessi individui subendo ulteriori percosse”.

Una triste pagina sportiva oltre che uno spettacolo indegno. Nel 2025 ci si trova ancora a dover fare i conti con pseudo sportivi o tifosi che macchiano l’onore e la bellezza di una disciplina che tanti, grandi e piccini, seguono. Si spera che l’episodio accaduto porti con sé, oltre che insegnamenti, anche delle squalifiche. Violenza e sport sono due concetti che non andrebbero mai associati.

Mafia ad Apricena, due arresti dopo 8 anni per duplice omicidio in pieno giorno – NOMI E VIDEO

La Polizia di Stato (S.I.S.C.O. di Bari e Squadra Mobile di Foggia coordinati dal Servizio Centrale Operativo) ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di due soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di duplice omicidio volontario e detenzione e porto in luogo pubblico di armi da guerra e armi comuni da sparo, con il riconoscimento dell’aggravante mafiosa nella duplice declinazione del metodo e dell’agevolazione, perpetrati ai danni di FERRELLI Nicola e PETRELLA Antonio, commesso in Apricena (FG) nel tardo pomeriggio del 20 giugno 2017. Si tratta di Francesco Scirpoli, 43 anni di Mattinata, e Pietro La Torre, 43 anni di Manfredonia, entrambi già detenuti da tempo. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

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Dal complesso delle investigazioni, è emerso che il delitto era stato commesso al fine di agevolare la consorteria mafiosa all’epoca nota come clan LOMBARDI/LA TORRE/RICUCCI (nato dalla rimodulazione del clan ROMITO) e quella denominata “SOCIETÀ FOGGIANA”, con particolare riferimento alla batteria MORETTI/PELLEGRINO.

L’efferato crimine era maturato nell’ambito della violenta guerra di mafia intercorsa con la fazione contrapposta facente capo al gruppo DI SUMMA/FERRELLI, mirante ad acquisire il controllo egemonico del territorio di Apricena e dell’area limitrofa di San Marco in Lamis, per l’assunzione del monopolio, nella stessa area, della gestione e del commercio degli stupefacenti e delle altre attività illecite.

Il G.I.P., accogliendo l’impianto accusatorio formulato dai Magistrati della D.D.A. di Bari, ha emesso un provvedimento cautelare in carcere nei riguardi di due esponenti di spicco del menzionato gruppo LOMBARDI/LA TORRE /RICUCCI, entrambi attualmente detenuti a seguito degli esiti di operazioni antimafia condotte sul territorio garganico, per le quali uno dei due si trova sottoposto al regime previsto dall’art.41 bis c.d. del carcere duro.

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Le indagini, delegate congiuntamente alla Sezione Investigativa di Bari del Servizio Centrale Operativo ed alla Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile della Questura di Foggia, sono state avviate a seguito delle propalazioni di collaboratori di Giustizia dell’area garganica che hanno fornito un patrimonio informativo di notevole caratura sul quale sono stati effettuati gli opportuni riscontri da parte Polizia Giudiziaria e che hanno permesso di presentare una solida piattaforma probatoria nei confronti degli esecutori materiali del grave episodio criminoso, posto in essere con modalità operative di tipo mafioso, avvalendosi della forza intimidatrice e della condizione di assoggettamento e di omertà derivanti dal vincolo associativo.

L’azione omicidiaria è stata connotata da modalità esecutive plateali, con un protratto inseguimento in pieno giorno e con l’esplosione, sulla pubblica via, di numerosissimi colpi di armi da fuoco dal notevole potenziale offensivo, inflitti sui corpi delle vittime mentre transitavano altri veicoli condotti da ignari cittadini, con l’azione sinergica di un commando armato composto da più persone con specifici compiti.

Come noto, l’azione di fuoco è stata immortalata da alcune telecamere di sorveglianza che hanno consentito di riprendere l’intera condotta omicidiaria in tutta la sua efferatezza e crudeltà, firmata con il classico colpo al capo rivolto alle vittime, sferrato per devastarne il volto e cancellarne la memoria.

Orbene, quelle riprese hanno consentito – in una fase successiva – di effettuare rilievi tecnico-scientifici complessi, compiuti da personale specializzato del Servizio di Polizia Scientifica di Roma che, grazie ad una consulenza antropometrica, ha rilevato la misurazione dei parametri fisionomici dei soggetti ripresi, con particolare riferimento alla stima della loro statura; nel caso di specie, l’analisi obiettiva dei dati ha quindi portato ad un giudizio di compatibilità tra le altezze dei killer e quelle degli odierni indagati.

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La piattaforma indiziaria emersa nei confronti degli indagati, inoltre, è stata corroborata dalle dichiarazioni rese dai collaboratori di Giustizia RADUANO Marco, DELLA MALVA Danilo Pietro, QUITADAMO Antonio, QUITADAMO Andrea, TROIANO Gianluigi, VERDEROSA Carlo e PETTINICCHIO Matteo le cui propalazioni, opportunamente riscontrate dall’indagine espletata dagli investigatori della Polizia di Stato, sono state quindi connotate da credibilità soggettiva, attendibilità intrinseca e riscontrabilità oggettiva, confermando così il quadro probatorio già evidenziato dalle indagini degli uffici delegati, con il coordinamento di questa Procura Distrettuale Antimafia.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure cautelari odierne, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa degli indagati.

Tragedia ad Apricena, precipita da ponteggio e muore: muore guardiano 59enne. Indagano i Carabinieri

Tragedia ieri mattina ad Apricena dove un uomo di 59 anni è morto in un incidente sul lavoro avvenuto in un’azienda di lavorazione dei marmi lungo la strada provinciale 89.

La vittima lavorava come guardiano ed è caduto da un ponteggio. Aveva un contratto ottenuto come affidamento al lavoro, la misura alternativa alla detenzione prevista dall’ordinamento penitenziario italiano che permette alle persone condannate di scontare la pena al di fuori del carcere, svolgendo un’attività lavorativa.

A dare l’allarme è stato un collega che ha prontamente chiamato il 118, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Sull’accaduto indagano i Carabinieri.

Follia ad Apricena, colpi esplosi nel Foggiano: spara al figlio e al compagno dell’ex moglie

Follia ad Apricena dove si è consumata una sparatoria in famiglia. L’episodio in via Aldo Moro, dopo un litigio iniziato nei pressi di una stazione di servizio un uomo ha sparato con una pistola all’indirizzo del figlio e del compagno dell’ex moglie.

Il ragazzo, miracolosamente salvo, è poi tornato sul posto e ha tentato di difendere il patrigno, speronando con la sua auto la macchina del padre. Fortunatamente non ci sono feriti.

Una delle persone coinvolte nella sparatoria è stata fermata, mentre un altro soggetto è ricercato.