Savelletri, turista 40enne violentata nel camper e minacciata con una pistola: si cerca l’aggressore con il Dna

Potrebbero essere gli esami del Dna a dare un nome all’uomo accusato di aver fatto irruzione in un camper a Savelletri, dove una turista di 40 anni ha denunciato di essere stata violentata sotto la minaccia di una pistola. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Fasano.

La donna, in vacanza sul litorale fasanese, ha raccontato di essersi addormentata mentre lavorava al computer. In quel momento il presunto aggressore sarebbe entrato nel camper, puntandole una pistola al volto prima di abusare di lei. Resta da chiarire se l’arma fosse vera o un giocattolo.

La vittima ha fornito agli investigatori una descrizione dettagliata dell’uomo. Dopo l’accaduto, è stata accompagnata al pronto soccorso del Perrino di Brindisi, dove è stato attivato il protocollo previsto per i casi di violenza sessuale.

I carabinieri hanno sequestrato lenzuola, indumenti e altri reperti che potrebbero contenere tracce biologiche dell’aggressore. Gli investigatori stanno inoltre acquisendo le immagini delle telecamere della zona e raccogliendo testimonianze, concentrandosi sulle ore comprese tra la mezzanotte e le 3.

Gli accertamenti genetici sui reperti potrebbero consentire di ricavare un profilo Dna da confrontare con le banche dati, fornendo un elemento importante per identificare il presunto responsabile.

Sparatoria a Marina di Pulsano, 22enne ferito per un drink rovesciato: l’arma comprata dal 17enne su Telegram

Nuovi dettagli emergono sulla sparatoria avvenuta nella notte di San Lorenzo a Marina di Pulsano, nel Tarantino, dove un 22enne è stato ferito da tre colpi di pistola esplosi da un 17enne, attualmente detenuto in un istituto minorile.

Il giovane, reo confesso, è accusato di tentato omicidio aggravato dai futili motivi, detenzione e porto di arma clandestina. Secondo quanto riferito agli investigatori, avrebbe acquistato la pistola attraverso Telegram, pagando tra i 500 e i 700 euro. Si tratta di una scacciacani calibro 9 modificata e resa potenzialmente letale.

È proprio sull’origine dell’arma che si stanno concentrando ora le indagini coordinate dal procuratore Lelio Festa. Gli investigatori cercano di ricostruire la rete che avrebbe consentito al minorenne di procurarsi la pistola e di individuare eventuali altre persone coinvolte nella sparatoria.

L’episodio sarebbe nato da un banale incidente all’uscita di un locale. Intorno alle 2, il 22enne sarebbe stato urtato involontariamente da un minorenne, facendo cadere un drink. Dopo un breve diverbio, il giovane e un amico si sarebbero allontanati verso l’auto. Poco dopo sarebbero stati raggiunti da due ragazzi in scooter. Uno di loro, identificato nel 17enne, sarebbe sceso dal mezzo e avrebbe sparato tre colpi alle spalle del 22enne, colpendolo all’altezza dell’osso sacro.

La vittima è stata trasportata al Santissima Annunziata di Taranto, dove è stata sottoposta a un intervento per rimuovere i frammenti del proiettile. Per lui la prognosi è di 30 giorni. Lo scooter utilizzato per raggiungere il luogo della sparatoria è stato successivamente ritrovato a Leporano.

Le indagini dei carabinieri hanno portato rapidamente all’identificazione del 17enne, che la mattina successiva si è presentato spontaneamente con la madre e il proprio avvocato, Giuseppe D’Ippolito, ammettendo le proprie responsabilità e chiedendo scusa.

Ora l’attenzione degli investigatori è rivolta soprattutto alla provenienza della pistola e alle persone che potrebbero aver contribuito a procurarla, per chiarire fino in fondo la dinamica della sparatoria e le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti.

Notte di San Lorenzo, lite tra giovani degenera a Marina di Pulsano. Spunta una pistola: 22enne ferito alla gamba

Paura nella notte di San Lorenzo a Marina di Pulsano, nel Tarantino, dove una lite tra due giovani è culminata con uno sparo. L’episodio è avvenuto in un parcheggio della zona di Montedarena, probabilmente per futili motivi.

Secondo una prima ricostruzione, dopo un acceso alterco uno dei due avrebbe estratto una pistola e fatto fuoco, colpendo il 22enne alla gamba, fortunatamente solo di striscio.

Il giovane è stato trasportato al pronto soccorso del SS. Annunziata di Taranto e ricoverato nel reparto di Ortopedia. Sull’accaduto sono in corso le indagini dei Carabinieri, impegnati a ricostruire la dinamica e identificare il responsabile.

Munizioni e pistola clandestina in camera da letto, arrestato 22enne nel Foggiano. Incastrato dal cane Zac

Un 22enne di San Severo (Foggia), già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato in flagranza e posto ai domiciliari dai carabinieri perchè ritenuto responsabile di detenzione illegale di arma clandestina e munizioni.

Durante una perquisizione, il cane Zac, specializzato nella ricerca di armi, ha segnalato la possibile presenza di materiale illecito nella camera da letto in uso esclusivo al 22enne.

Il successivo controllo – spiegano i militari dell’arma – ha consentito di scoprire nell’armadio una pistola-penna calibro 22 di colore celeste, priva di matricola e con un colpo già inserito in canna.

Nello stesso punto sono state trovate 47 munizioni calibro 22, nonché un caricatore metallico e altre munizioni di diverso calibro. L’arma è risultata funzionante. Le pistole-penna, proprio perché camuffate e prive dei normali elementi identificativi – spiegano i carabinieri – rientrano tra le armi clandestine.

Bari, albero crolla in piazza Garibaldi: nel tronco trovate una pistola giocattolo e siringhe

Paura questa mattina nei giardinetti di piazza Garibaldi, a Bari, dove un albero completamente secco è crollato senza provocare feriti né danni. I cittadini presenti hanno subito allertato le autorità per mettere in sicurezza l’area.

Durante le operazioni di rimozione è emersa una scoperta inattesa: all’interno del tronco cavo sono stati trovati una pistola, che dai primi accertamenti sembrerebbe essere un giocattolo, e alcune siringhe usate.

Sul posto è intervenuta anche la polizia scientifica per verificare la natura dell’arma ed escludere eventuali collegamenti con attività illecite.

 

Tentato omicidio a Molfetta, cerca di sparare a un 18enne ma la pistola si inceppa: 4 arresti

Sono quattro le persone arrestate dai carabinieri per il tentato omicidio di un 18enne di Giovinazzo, avvenuto il 18 marzo scorso a Molfetta. Secondo le indagini, uno degli aggressori avrebbe cercato di sparare al giovane, ma l’arma si sarebbe inceppata.

A quel punto la vittima sarebbe stata picchiata violentemente dai quattro. L’ordinanza di custodia cautelare, eseguita al termine di oltre tre mesi di indagini, ha portato in carcere tre giovani tra i 24 e i 27 anni, mentre un 51enne è stato posto agli arresti domiciliari.

L’agguato, avvenuto nei pressi del parco di piazza Roma, sarebbe maturato per motivi personali legati a una ragazza. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di tentato omicidio, lesioni personali e detenzione e porto abusivo di armi.

Bari, punta la pistola contro la portiera dell’auto e tenta di rapinare una farmacista di Carbonara: arrestato 61enne

I militari della Stazione Carabinieri di Bari Carbonara hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un 61enne barese, ritenuto gravemente indiziato (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) dei reati di tentata rapina pluriaggravata e porto di armi od oggetti atti ad offendere.

L’episodio delittuoso risale alla serata dello scorso 4 maggio, allorquando la titolare di una farmacia situata nel quartiere Carbonara, dopo aver terminato il proprio turno di lavoro e chiuso l’attività, si apprestava a salire a bordo della propria autovettura parcheggiata in una via limitrofa. In quel frangente, la donna è stata avvicinata da un individuo col volto travisato da una mascherina chirurgica, che sotto la minaccia di una pistola puntata al vetro della portiera dell’auto lato guidatore tentava di rapinarla.

La ferma reazione della vittima, che si è chiusa nell’abitacolo azionando il clacson per attirare l’attenzione dei passanti, ha spiazzato il malvivente, inducendolo a fuggire a piedi per le vie circostanti. Grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona è stato possibile ricostruire i momenti antecedenti la tentata rapina e la via di fuga dell’uomo fin dove ha scoperto il suo volto venendo riconosciuto.

Le perquisizioni presso l’abitazione del 61enne, hanno consentito di rinvenire gli indumenti e le armi analoghe a quelli dell’evento. Sulla scorta delle risultanze investigative il G.I.P. del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura, ha emesso il provvedimento di carcerazione presso la Casa Circondariale di Bari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza dell’indagato in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa.

Lite tra giovani a Molfetta, terrore in centro: pistola puntata contro un gruppo. Fuga e urla di paura

Momenti di paura nel centro di Molfetta, dove nella serata di sabato scorso una lite tra giovani è degenerata con l’esibizione di una pistola, forse una scacciacani. La scena è stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza installate in piazzetta Giovene, a pochi passi dalla chiesa del Purgatorio, riaccendendo l’allarme sicurezza in città.

Nel filmato si vedono alcuni ragazzi, probabilmente minorenni, camminare nella piazzetta adiacente alla Cattedrale quando uno di loro, all’improvviso, estrae l’arma e la punta contro il gruppo. I giovani presenti si danno immediatamente alla fuga, mentre si sentono urla di paura.

Secondo le prime ricostruzioni, i protagonisti dell’episodio potrebbero appartenere a una baby gang che da tempo sarebbe protagonista di tensioni e intimidazioni tra corso Dante e piazza Garibaldi, alimentando la preoccupazione dei residenti del centro cittadino.

Bari, Carabinieri trovano una sorpresa in una palazzina a Japigia: rinvenuta e sequestrata una pistola rubata

Nella mattina dello scorso 16 maggio, i militari del Comando Provinciale di Bari, nel contesto di un mirato servizio di controllo del territorio nel quartiere Japigia, hanno rinvenuto una pistola mod. Walther cal. 7,65, risultata oggetto di furto avvenuto nell’ottobre 2006.

In particolare i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Bari Centro hanno ispezionato le pertinenze condominiali di una palazzina ubicata in via Caldarola, recuperando, all’interno di un tombino interrato, una pistola completa di caricatore. L’arma, risultata oggetto di furto e sequestrata a carico di ignoti, sarà sottoposta agli opportuni rilievi tecnici.

Bari, in casa una pistola clandestina “pronta a sparare a raffica”: arrestato 50enne

Nel corso della mattina dello scorso 14 maggio, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un 55enne, con precedenti di polizia, per detenzione di un’arma clandestina.

Nello specifico, personale dei “Falchi” della Squadra Mobile, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio disposti dal Questore al fine di contrastare fenomeni di criminalità diffusa e far fronte ai recenti episodi di violenza che hanno interessato il capoluogo, effettuava una perquisizione presso l’abitazione del 55enne.

L’intervento dava esito positivo in quanto, grazie anche all’ausilio di personale della Squadra Cinofili della Questura di Bari, gli operatori rinvenivano, abilmente celata, una valigetta con all’interno una pistola di fabbricazione turca con matricola abrasa e 49 cartucce inesplose. L’arma in questione risultava, dai primi accertamenti effettuati, perfettamente funzionante e, potenzialmente, anche in grado di sparare a “raffica”. Sempre all’interno dell’abitazione venivano anche rinvenute due dosi di cocaina e materiale per il confezionamento di sostanza stupefacente.

L’uomo, alla luce dei fatti esposti, sentita l’Autorità Giudiziaria, veniva tratto in arresto per il reato di detenzione illegale di arma clandestina e denunciato per la ricettazione della stessa e la detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti per poi essere condotto presso in carcere.