Bari, sorpreso a Japigia con una pistola: arrestato 27enne. Aveva partecipato al corteo stile Gomorra per Di Gioia

Arrestato a Bari un 27enne trovato in possesso di una pistola con matricola abrasa e sette cartucce calibro 9 nascosta in una buca nel parco Ecopoli, nel quartiere Japigia. In manette è finito Michele Mastrorilli, già noto alle forze dell’ordine e condannato in passato per il corteo funebre in stile “Gomorra” organizzato nel 2023 dopo la morte di Christian Di Gioia.

L’operazione è stata condotta dagli agenti della sezione volanti della Questura durante un controllo del territorio. Alla vista della polizia, Mastrorilli e un complice si sono dati alla fuga a piedi, ma il 27enne è stato bloccato dopo un breve inseguimento. Durante le ricerche gli agenti hanno recuperato anche 3.825 euro in contanti e un rotolo di pellicola per alimenti.

Seguendo il percorso dei fuggitivi, i poliziotti hanno trovato una buca appena scavata con all’interno una pistola Makarov avvolta nella pellicola. L’arma sarà ora analizzata dalla polizia scientifica per verificare eventuali collegamenti con episodi di criminalità recente.

Per il giovane è stato disposto il trasferimento nel carcere di Bari, mentre proseguono le indagini per rintracciare il complice riuscito a fuggire.

Bari, colpi a salve esplosi contro un gruppo di ciclisti a Torre a Mare. La denuncia sui social: “Abbiamo rischiato”

Momenti di paura per un gruppo di ciclisti sulle strade a sud di Bari, tra Mola e Torre a Mare, dove alcuni colpi sarebbero stati esplosi da un’auto in corsa contro i ragazzi impegnati in un’uscita in bicicletta. A denunciare l’episodio sui social è stato Fabio Sifanno, massaggiatore sportivo barese e appassionato di ciclismo.

Secondo il racconto, l’auto avrebbe affiancato il gruppo prima di sparare alcuni colpi, probabilmente con una pistola a piombini o a salve, senza fortunatamente colpire nessuno. I ciclisti, spaventati, si sono abbassati mentre il veicolo si allontanava rapidamente. Nessuno è rimasto ferito, ma l’episodio ha provocato forte shock tra i presenti.

Sifanno ha definito quanto accaduto «un episodio gravissimo», lanciando un appello al rispetto verso chi pratica ciclismo sulle strade. A distanza di giorni, però, non sarebbero ancora emersi elementi utili per identificare i responsabili.

Choc a Taviano, 13enne in classe mostra pistola a salve ai compagni: a scuola arrivano i Carabinieri

Ancora un episodio allarmante in una scuola pugliese. A Taviano, in provincia di Lecce, uno studente di 13 anni si è presentato in classe con una pistola scacciacani nascosta nello zaino. A far scattare l’allarme sono stati alcuni compagni che hanno avvisato un insegnante dopo aver visto l’arma.

La dirigente scolastica ha immediatamente contattato i carabinieri, intervenuti insieme ai militari della Compagnia di Casarano. Durante i controlli è stata sequestrata una pistola da softair modificata in ferro, priva del tappo rosso: una replica di una 92 Fs calibro 6, ritenuta particolarmente pericolosa perché facilmente scambiabile per un’arma vera.

L’episodio ha provocato forte preoccupazione tra docenti e genitori, anche perché nello stesso istituto si era verificato un caso analogo appena tre mesi fa. La vicenda è ora al vaglio della Procura per i minorenni di Lecce, che ha avviato indagini insieme ai servizi sociali.

La pm Paola Guglielmi ha convalidato il sequestro dell’arma. Il ragazzo, non avendo ancora compiuto 14 anni, non è imputabile, ma i genitori saranno convocati in caserma e rischiano una denuncia per porto abusivo di arma in concorso.

Nei giorni scorsi anche a Lecce, nell’ambito del progetto “Scuole Sicure 2025-2026”, la polizia locale aveva sequestrato hashish, marijuana e due armi da taglio all’interno di alcuni istituti scolastici.

Omicidio a Ceglie, il 38enne indiano Singh ucciso per testare una pistola: pene ridotte per due giovanissimi

Le condanne inflitte ai due giovani, minorenni all’epoca dei fatti, per l’omicidio del cittadino indiano Singh Nardev sono state ridotte in via definitiva. Il delitto risale alla sera del 31 maggio 2025, avvenuto nelle campagne di Ceglie del Campo, dove, secondo l’accusa, l’uomo sarebbe stato ucciso per un gesto privo di movente concreto: i ragazzi, insieme a un terzo complice, avrebbero voluto “testare” il funzionamento di una pistola.

In primo grado, il Tribunale per i minorenni aveva condannato entrambi a 17 anni di reclusione con rito abbreviato. Tuttavia, la normativa introdotta con la riforma voluta dall’ex ministra della Giustizia Marta Cartabia ha consentito una riduzione della pena: rinunciando all’impugnazione in appello, i due imputati hanno ottenuto uno sconto di un sesto, portando così la condanna a 14 anni e 2 mesi per ciascuno.

Diversa la posizione del terzo coinvolto, Paolo Natale Guglielmi, oggi 22enne, che ha scelto di affrontare il processo con rito ordinario. Il suo procedimento è ancora in corso.

Femminicidio a Foggia, guardia giurata uccide la moglie a colpi di pistola: l’omicidio al culmine di una lite

Un uomo ha ucciso la moglie a colpi di pistola a Foggia. L’omicidio è stato compiuto nell’abitazione della coppia, in via Gaetano Salvemini. I vicini hanno riferito di aver sentito prima un litigio e poi l’esplosione di quattro proiettili. Sul posto si trovano i carabinieri.

La vittima è Stefania Rago, di 46 anni. Il marito, che è stato portato in caserma dai carabinieri, si chiama Antonio Fortebraccio, guardia giurata di 48 anni. La coppia – raccontano i vicini – ha due figli di oltre 20 anni, un ragazzo e una ragazza.

“La mia compagna mi ha chiamato e mi ha detto che c’era un acceso litigio in corso nell’appartamento accanto al nostro. Poi ha sentito i colpi di pistola. Dopo un pò si è affacciata e ha visto i lampeggianti delle forze dell’ordine. Sono arrivato qui e abbiamo saputo dell’uccisione della donna da parte del marito. Una notizia terribile. La mia compagna è spaventata”, le parole di un vicino.

Al McDonald’s con le pistole, scorda il marsupio e viene arrestato: nei guai la compagna maestra

Vi raccontiamo quanto accaduto nelle scorse ore al McDonald’s di Santa Caterina a Bari. Un uomo ha dimenticato il marsupio dopo aver consumato all’interno, il personale lo ha trovato e si è accorto della presenza di una pistola al suo interno. Così sono state allertate le Forze dell’Ordine, mentre il proprietario nel frattempo era tornato sul posto per riprendersi il marsupio. I Carabinieri hanno recuperato la pistola e chiesto spiegazioni, mentre lo stesso uomo ha cercato di nasconderne un’altra nella borsa della sua compagna, una maestra. Una situazione controversa che poi è proseguita altrove. Ecco come è andata a finire.

Trova una pistola in casa e si spara alla testa, così è morto il 17enne Ivanov Naydenov: i punti oscuri della vicenda

Ivanov Biser Naydenov, 17enne di origini bulgare, ha perso la vita dopo essersi sparato un colpo alla tempia con una pistola calibro 7,65, mentre si trovava in casa insieme al fratello 28enne e a un amico connazionale. La tragedia si è consumata nel rione Casermette, alla periferia di Lecce.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il giovane avrebbe maneggiato l’arma per gioco o per sfida, ignaro del fatto che fosse pronta a sparare. Nonostante il caricatore fosse vuoto, un proiettile era rimasto in canna. Dopo aver puntato la pistola alla testa, avrebbe premuto il grilletto, nonostante i tentativi dell’amico di fermarlo. Inutili i soccorsi: trasportato d’urgenza all’ospedale “Vito Fazzi”, il ragazzo è deceduto poco dopo.

Il giovane era arrivato in Italia all’inizio di marzo insieme al fratello, pochi mesi dopo la perdita della madre. A Lecce viveva nell’abitazione dell’ex compagno della donna e non risultava seguito dai servizi sociali né segnalato alle autorità. Non frequentava la scuola e svolgeva occasionalmente piccoli lavori.

L’arma, regolarmente detenuta dal proprietario di casa, un uomo di 80 anni, era custodita in una scatola sopra un armadio. Secondo quanto emerso, i tre giovani l’avrebbero recuperata iniziando a maneggiarla, fino al tragico epilogo.

Le indagini, coordinate dalla Procura, sono in corso per chiarire ogni aspetto della vicenda e accertare eventuali responsabilità, anche in relazione alla custodia dell’arma. Sono stati disposti accertamenti tecnici, tra cui lo stub su fratello e amico della vittima.

Tragedia a Lecce, muore 17enne in casa con un colpo di pistola alla testa: l’ipotesi del gioco finito male

Emergono nuovi dettagli sulla morte del 17enne a Lecce. Il giovane si sarebbe sparato accidentalmente, secondo una prima ricostruzione, un colpo alla testa con una pistola trovata in casa. La tragedia si è consumata nell’abitazione in cui il giovane, di nazionalità bulgara, viveva con il fratello di 28 anni.

In casa c’era anche un loro amico. Secondo i primi accertamenti degli investigatori della Squadra Mobile, sulla scorta delle testimonianze rese, si tratterebbe di un gioco finito in tragedia.

Il caricatore dell’arma sarebbe stato vuoto e i tre non si sarebbero accorti della presenza di un colpo in canna. Il 17enne si sarebbe quindi puntato l’arma premendo il grilletto.

Secondo le prime informazioni, la pistola era regolarmente detenuta, appartenente all’ex compagno della madre defunta, un uomo di 80 anni. L’arma era custodita nella camera da letto.

Bari, spaccata a Santa Caterina. Il colpo fallisce: ladri in fuga a mani vuote. Vigilante minacciato con pistola

Non è andato a buon fine, secondo quanto ricostruito, l’assalto all’alba al punto vendita “Piazza Italia”, situato nel centro commerciale Santa Caterina. In azione una banda di malviventi composta da quattro individui con il volto coperto e vestiti di nero che hanno distrutto la vetrina con un’auto, introducendosi poi all’interno dell’attività.

Il colpo, tuttavia, non è andato a segno: i ladri avrebbero tentato senza successo di forzare la cassa, per poi fuggire a mani vuote. Oltre ai danni alla vetrata, non si registrano ulteriori danneggiamenti all’interno del negozio.

Prima della fuga, i malviventi avrebbero minacciato il vigilante presente sul posto. È stato proprio quest’ultimo ad allertare le forze dell’ordine e a tentare di bloccare la fuga della banda, che viaggiava a bordo di un Range Rover.

Durante il confronto, uno dei ladri sarebbe sceso dal veicolo intimidendo la guardia con una torcia e una pistola, riuscendo poi a dileguarsi insieme ai complici. Sul posto sono intervenuti gli agenti della scientifica, impegnati nei rilievi. Una volta ripristinata la vetrata, il negozio dovrebbe riaprire regolarmente.

 

Mesagne, spara al fratello dopo lite per questioni familiari: arrestato 47enne. La vittima è fuori pericolo

Avrebbe esploso colpi di pistola ferendo il fratello al termine di una lite per questioni familiari. Con le accuse di porto e detenzione di arma clandestina, minacce e lesioni aggravate, un 47enne è stato arrestato dalla polizia a Mesagne, in provincia di Brindisi. L’uomo si trova ora in carcere. La vicenda risale a domenica.

La vittima, trasportata in ospedale con ferite ad una gamba, non è in pericolo di vita. Gli agenti del commissariato di Mesagne hanno recuperato e sequestrato l’arma che sarebbe stata utilizzata dall’indagato, una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa.