Trova una pistola in casa e si spara alla testa, così è morto il 17enne Ivanov Naydenov: i punti oscuri della vicenda

Ivanov Biser Naydenov, 17enne di origini bulgare, ha perso la vita dopo essersi sparato un colpo alla tempia con una pistola calibro 7,65, mentre si trovava in casa insieme al fratello 28enne e a un amico connazionale. La tragedia si è consumata nel rione Casermette, alla periferia di Lecce.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il giovane avrebbe maneggiato l’arma per gioco o per sfida, ignaro del fatto che fosse pronta a sparare. Nonostante il caricatore fosse vuoto, un proiettile era rimasto in canna. Dopo aver puntato la pistola alla testa, avrebbe premuto il grilletto, nonostante i tentativi dell’amico di fermarlo. Inutili i soccorsi: trasportato d’urgenza all’ospedale “Vito Fazzi”, il ragazzo è deceduto poco dopo.

Il giovane era arrivato in Italia all’inizio di marzo insieme al fratello, pochi mesi dopo la perdita della madre. A Lecce viveva nell’abitazione dell’ex compagno della donna e non risultava seguito dai servizi sociali né segnalato alle autorità. Non frequentava la scuola e svolgeva occasionalmente piccoli lavori.

L’arma, regolarmente detenuta dal proprietario di casa, un uomo di 80 anni, era custodita in una scatola sopra un armadio. Secondo quanto emerso, i tre giovani l’avrebbero recuperata iniziando a maneggiarla, fino al tragico epilogo.

Le indagini, coordinate dalla Procura, sono in corso per chiarire ogni aspetto della vicenda e accertare eventuali responsabilità, anche in relazione alla custodia dell’arma. Sono stati disposti accertamenti tecnici, tra cui lo stub su fratello e amico della vittima.

Bari, il 17enne Gianvito Pascullo muore al San Paolo dopo operazione: 8 indagati. Disposta l’autopsia

Otto avvisi di garanzia per concorso in omicidio colposo sono stati notificati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Gianvito Pascullo, il 17enne deceduto nella notte tra il 13 e il 14 aprile all’ospedale San Paolo.

Il provvedimento della Procura riguarda cinque medici ortopedici, due anestesisti e un infermiere, coinvolti a vario titolo nel ricovero e negli interventi chirurgici subiti dal giovane. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Isabella Ginefra e condotte dalla polizia, mirano a chiarire eventuali responsabilità sanitarie.

Nei prossimi giorni sarà eseguita l’autopsia, ritenuta decisiva per accertare le cause del decesso e verificare possibili correlazioni con le operazioni o con complicazioni post-operatorie.

Il ragazzo, originario di Palo del Colle, era stato ricoverato il 6 aprile dopo un incidente in moto, riportando una frattura esposta alla tibia. Sottoposto a un primo intervento d’urgenza con applicazione di un fissatore esterno, dopo circa una settimana era stato operato nuovamente per la sistemazione definitiva della frattura. L’intervento, durato circa cinquanta minuti, si era concluso senza apparenti complicazioni.

Nel corso della giornata successiva, le condizioni del 17enne non avevano destato preoccupazione. In serata, però, il giovane ha accusato un dolore improvviso e intenso. Dopo la somministrazione di un antidolorifico, il quadro clinico è rapidamente peggiorato fino all’arresto cardiaco, risultato fatale.

La famiglia, assistita dall’avvocato Federico Straziota, ha presentato denuncia chiedendo piena chiarezza su quanto accaduto. Gli investigatori hanno già acquisito la cartella clinica e tutta la documentazione sanitaria per ricostruire la sequenza degli eventi. Intanto, la Procura ha aperto un fascicolo anche su un altro decesso avvenuto nei giorni precedenti nello stesso reparto, quello di una donna di 60 anni.

Muore a 17 anni in ospedale, dai genitori il via libera alla donazione degli organi. L’Asl: “Grande umanità”

All’ospedale Vito Fazzi di Lecce è stata portata a termine la donazione multiorgano di una ragazza di 17 anni, deceduta nel Reparto di Anestesia e Rianimazione per encefalopatia post anossica. I genitori, dopo l’accertamento della morte encefalica, hanno dato il consenso alla donazione degli organi della ragazza. Sono stati espiantati reni, cornee, cuore e fegato. Il prelievo è durato 5 ore. “La Direzione strategica – scrivono dalla Asl – ringrazia tutti gli operatori che hanno reso possibile un’operazione così complessa ed esprime cordoglio ai genitori della giovane che, in un momento di estremo dolore, hanno assunto una decisione di grande umanità e generosità”.