Muore a 17 anni in ospedale, i genitori: “Forse somministrato cloruro di potassio. Lo danno per la pena di morte”

La Procura di Bari continua a indagare sulla morte di Gianvito Pascullo, il 17enne deceduto nella notte tra il 13 e il 14 aprile dopo un intervento alla tibia all’ospedale Ospedale San Paolo. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è anche la possibile somministrazione di un farmaco errato, che avrebbe provocato un avvelenamento da cloruro di potassio e il successivo arresto cardiaco.

La famiglia del ragazzo chiede verità e giustizia. I genitori, Crescenza e Nicola Pascullo, sono intervenuti anche durante la trasmissione La vita in diretta, ripercorrendo le fasi della vicenda: dall’incidente in moto avvenuto a Pasquetta ai due interventi chirurgici che sembravano riusciti. Secondo i familiari, Gianvito stava bene e sarebbe dovuto essere dimesso dopo pochi giorni, prima del malore improvviso nella notte dell’operazione.

“In ortopedia il potassio non poteva stare è un farmaco che dà la morte. Abbiamo fatto delle ricerche, negli Stati Uniti è un farmaco che viene dato per la pena di morte”, le parole della mamma. “A nostro figlio è stata data la pena di morte”, ha dichiarato il papà.

Al momento sono sette gli indagati, tra medici e infermieri, con l’accusa di omicidio colposo. Decisivi per l’inchiesta saranno gli esiti degli esami tossicologici, mentre la famiglia continua ad attendere risposte sulla tragedia.

Bimbi “strappati”, Ale e Antonietta: “Siamo una famiglia distrutta. Rivogliamo i nostri 5 figli” (1)

Vi introduciamo la storia di Alessandro e Antonietta. Non hanno più la genitorialità dei loro 5 figli, non li vedono e non hanno più notizie di loro da mesi. Ci siamo recati da loro per indagare sulle motivazioni di questa decisione, introducendoci anche nell’abitazione descritta come “inadeguata” sulle carte. In realtà, come si evince dalle immagini, la casa è assolutamente accogliente. Anche dal punto di vista economico non emergono problemi. Presto vi racconteremo la storia di Giulia, una delle 5 figlie, da cui ha origine tutto.

Bari, sentenza storica della Corte d’Appello. Una madre e due padri: riconosciuti tre genitori per lo stesso bambino

La Corte d’Appello di Bari ha riconosciuto in via definitiva un bambino come figlio di tre genitori: la madre biologica e due papà che lo crescono dalla nascita. Il piccolo, oggi di 4 anni, è nato in Germania da un progetto di genitorialità condivisa tra una donna e una coppia unita civilmente da oltre dieci anni. Il concepimento è avvenuto in modo naturale, senza ricorso alla maternità surrogata.

Dopo il riconoscimento iniziale della madre e del padre biologico, anche il compagno di quest’ultimo ha ottenuto in Germania il riconoscimento genitoriale, consentito dalla normativa tedesca. Quando la famiglia ha chiesto la trascrizione del provvedimento anche in Italia, il Comune pugliese competente ha negato l’autorizzazione, aprendo così il contenzioso giudiziario.

La Corte d’Appello di Bari ha però accolto il ricorso, richiamando anche la precedente decisione favorevole del giudice tedesco. La sentenza, emessa a gennaio e ormai definitiva, rappresenta un precedente significativo sul riconoscimento delle famiglie omogenitoriali in Italia.

“Speriamo che questo sia il primo grande passo verso una giurisprudenza aperta a questa tipologia di famiglie”, ha commentato l’avvocata Pasqua Manfredi di Rete Lenford, che ha assistito la coppia.

Bari, gemelle di un anno e mezzo lasciate per ore in piazza tra degrado e spaccio: interviene il Tribunale dei Minori

Due bambine di appena un anno e mezzo costrette a trascorrere le giornate in strada, tra passeggini e cellulari, in una piazza nota per lo spaccio di droga. È quanto emerso in una cittadina del Nord Barese, dove la magistratura minorile è intervenuta per tutelare le piccole, vittime di una grave situazione familiare.

Secondo quanto ricostruito dai Servizi sociali e dalla Procura, le gemelle venivano lasciate per ore all’aperto, spesso affidate a uomini con precedenti per droga, senza adeguati stimoli affettivi e relazionali. Una condizione che ha portato il tribunale a evidenziare l’“incapacità educativa” dei genitori, una coppia di 28 e 27 anni, entrambi disoccupati e con problemi di dipendenza.

Il provvedimento disposto dai giudici non prevede, per ora, l’allontanamento delle minori dalla famiglia, ma l’affidamento ai Servizi sociali, incaricati di monitorare la situazione e attivare percorsi di sostegno, inclusa l’assistenza domiciliare educativa. Contestualmente, i genitori dovranno intraprendere un percorso di recupero presso il Serd e seguire programmi di educazione alla genitorialità.

Le bambine resteranno temporaneamente nella casa familiare, ma il tribunale ha chiarito che, in assenza di miglioramenti, potrebbe essere avviato l’iter per il loro allontanamento. L’obiettivo resta quello di garantire la tutela della salute e dello sviluppo psicofisico delle minori, evitando, se possibile, la separazione definitiva dai genitori.

Bari, mense scolastiche senza pace. Addio alla plastica arrivano le stoviglie: ma i genitori segnalano piatti sporchi

Stop alla plastica e ai materiali monouso nelle mense scolastiche di Bari. La nuova organizzazione del servizio punta su stoviglie riutilizzabili in acciaio e melamina, lavate e igienizzate direttamente negli istituti grazie all’introduzione di lavastoviglie professionali. Una scelta in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale e con i Criteri Minimi Ambientali previsti dalla normativa.

Tuttavia, il cambiamento ha sollevato le proteste di diverse famiglie. Secondo alcune segnalazioni, soprattutto dal plesso San Filippo Neri, alcuni bambini avrebbero ricevuto piatti opachi o con residui di precedenti pasti, oltre a caraffe d’acqua senza adeguata tracciabilità. Critiche che hanno portato il caso anche all’attenzione del Comune.

L’assessore alla Pubblica Istruzione, Vito Lacoppola, difende la scelta. “Si tratta di una soluzione prevista dalla legge, che garantisce sicurezza e qualità del servizio, soprattutto in refettori con molti alunni”. L’assessore sottolinea inoltre che l’iniziativa risponde anche alle richieste dei genitori, che avevano segnalato la scarsa qualità delle posate usa e getta, spesso soggette a rottura.

La gestione del servizio, affidata alla ditta Ladisa, ha previsto l’installazione di attrezzature di lavaggio professionali e sistemi di distribuzione dell’acqua con filtri forniti dall’Acquedotto Pugliese. Al momento, il nuovo sistema interessa circa 3.200 studenti su oltre 5.000 iscritti al servizio mensa, mentre per le altre scuole si stanno valutando soluzioni logistiche.

La vicenda è ora al vaglio della commissione consiliare Qualità dei Servizi. Il presidente, Carlo Patruno, ha annunciato sopralluoghi per verificare le criticità segnalate, non solo sulle stoviglie e sull’acqua, ma anche su altri aspetti del servizio, come la presunta mancanza dei dispositivi antirabbocco per l’olio extravergine.

Sospetti nelle interviste in tv e clima di odio generato: l’ex fidanzato denuncia i genitori di Tatiana Tramacere

Alessandro Bonsegna, l’ex fidanzato di Tatiana Tramacere, la 27enne scomparsa il 24 novembre scorso a Nardò e ritrovata viva 10 giorni dopo in una mansarda in compagnia dell’amico Dragos, ha querelato i genitori della ragazza.

Bonsegna si è presentato nei giorni scorsi presso gli uffici del commissariato di Nardò per formalizzare la denuncia, sostenendo di essere stato vittima di accuse infondate durante le ricerche a seguito di alcune dichiarazioni rilasciate dai familiari di Tatiana in alcune trasmissioni televisive.

Frasi che avrebbe alimentato sospetti e un clima d’odio nei suoi confronti, rendendolo anche bersaglio di offese e minacce.

Mortale tra Acquaviva e Adelfia, un gesto d’amore nel dolore: donati gli organi del 19enne Jonathan

I genitori di Jonathan Mastrovito, il 19enne di Acquaviva deceduto ieri nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Miulli dopo essere rimasto coinvolto una settimana fa nel tragico incidente tra Acquaviva e Adelfia, hanno deciso di donare gli organi del figlio.

Il 19enne ha lottato per una settimana tra la vita e la morte. Nello scontro avevano perso la vita sul colpo anche gli amici Gianvito Novielli, 18 anni, e Denise Buffoni, 15 anni.

Le tre vittime viaggiavano a bordo di una Volkswagen Passat guidata da Novielli che, secondo una prima ricostruzione, avrebbe effettuato un sorpasso azzardato, urtando prima l’auto che stava superando, poi un veicolo proveniente dal senso opposto e infine un autobus di linea Sita.

Tre equipe mediche specializzate hanno iniziato questa mattina le operazioni di espianto all’ospedale Miulli di Acquaviva. Un gesto d’amore di due genitori straziati dal dolore.

“Un altro giovane strappato troppo presto alla vita. Un’altra famiglia precipitata in un dolore che non conosce parole né spiegazioni – le parole del Sindaco di Acquaviva -. Tre ragazzi, tre storie spezzate, tre sogni che restano sospesi nel silenzio. Oggi Acquaviva piange ancora, come comunità, come città ferita, come insieme di madri, padri, amici, compagni di scuola e di vita che faticano a comprendere una perdita così grande. Proprio in questo momento così buio dobbiamo trovare la forza di stringerci, di non lasciare sole le famiglie colpite, di far sentire loro che Acquaviva è un unico abbraccio. Anche per Jonathan proclamerò il lutto cittadino, in segno di rispetto, di cordoglio e di vicinanza sincera. È un gesto simbolico, ma necessario, per fermarci tutti un istante e condividere il peso di questo dolore che riguarda ciascuno di noi. Che il ricordo di Jonathan, insieme a quello di Gianvito e Denise, resti vivo nei cuori di questa città e che da questa tragedia nasca almeno una maggiore consapevolezza del valore fragile e prezioso della vita. Acquaviva oggi è in silenzio e in quel silenzio c’è tutto il nostro dolore e tutto il nostro affetto”.

Bari, contrasto al consumo di alcol tra minori: avviato percorso con genitori e associazioni. Incontro in Comune

Si è svolto ieri sera a Palazzo di Città, su iniziativa dell’assessore allo Sviluppo locale Pietro Petruzzelli, un primo incontro con un gruppo di genitori che nelle scorse settimane hanno scritto all’amministrazione comunale manifestando la volontà di impegnarsi attivamente per il contrasto di un fenomeno preoccupante, in crescita a Bari come in tutta Italia, il consumo di alcol tra i minori.

All’incontro, che ha visto la partecipazione di altri assessori della giunta comunale, sono intervenuti, tra gli altri, anche Marcello Signorile, presidente della cooperativa Caps, da oltre quindici anni impegnata in campagne di sensibilizzazione sull’impatto dell’alcol alla guida, e Mariangela Palazzo, presidente di AISE e portavoce della campagna “Zero Alcol”, attiva in diversi Comuni pugliesi. La campagna promuove, tra le altre iniziative, il mocktail, il “cocktail analcolico” (da mock, finto, e cocktail), come strumento educativo e culturale per diffondere modelli di consumo responsabile.

“L’incontro ha rappresentato un primo momento di confronto e ascolto, dal quale è emersa la necessità di un’azione condivisa e strutturata – ha spiegato Pietro Petruzzelli -. Al termine dei lavori, l’amministrazione comunale e i genitori presenti hanno assunto l’impegno a lavorare alla costituzione di un tavolo permanente sul tema, una sorta di osservatorio che coinvolga tutti i portatori di interesse: gestori delle sale da ballo, scuole, pubblici esercizi, associazioni studentesche e operatori del settore.

L’obiettivo comune è quello di costruire un percorso di prevenzione efficace, basato sulla collaborazione tra istituzioni, famiglie e territorio, capace di incidere concretamente sui comportamenti e sulla cultura del consumo di alcol tra i più giovani”.

Bari, il figlio pregiudicato nasconde un’arma da guerra in casa: i genitori vengono arrestati e poi assolti

Erano stati arrestati a giugno 2025 perché nella loro casa la Polizia aveva trovato un’arma da guerra, forse nascosta tempo prima, a loro insaputa, dal figlio pregiudicato.

Dopo sette mesi agli arresti domiciliari, i due coniugi, un dipendente del Policlinico e la moglie, sono stati assolti dalla gup del Tribunale di Bari Antonella Cafagna «per non aver commesso il fatto» e subito rimessi in libertà.

Sono stati processati, con rito abbreviato, per i reati di detenzione illecita di arma da guerra e munizioni e ricettazione. Quando il 6 giugno 2025 la Polizia, sulla base di una informazione confidenziale, eseguì la perquisizione nella loro abitazione, nel quartiere Carrassi di Bari, trovando nel box una pistola da guerra di fabbricazione tedesca, otto cartucce e due giubbotti antiproiettile, i due furono arrestati in flagranza.

Sono rimasti ai domiciliari per sette mesi, dichiarandosi dal primo momento ignari della presenza di quell’arma nella loro casa. Nel processo, conclusosi con la loro assoluzione e immediata scarcerazione, sono stati assistiti dall’avvocato Libio Spadaro.

“Scuola inagibile”, trasloco lampo in altra sede. Genitori dubbiosi. La preside: “È tutto a norma”

Dieci classi della scuola elementare e cinque della materna trasferite in altra sede. Sta succedendo in queste ore a Bari. Il motivo del trasloco lampo dalla scuola Perone al plesso Renato Moro, abbandonato da circa un anno e mezzo, è dovuto all’inagibilità di una parte della Perone.

Il fatto che ci fossero perdite nell’ala dove si trova anche la palestra, nel periodo natalizio teatro delle tradizionali recite, era noto da diverse settimane, ma evidentemente solo dopo gli ultimi sopralluoghi, il Comune con un’ordinanza ne ha ordinato la chiusura per procedere ai carotaggi e successivamente ai lavori di ripristino.

Diversi i pilastri ammalorati. La tensione tra i genitori è salita quando la dirigente scolastica ha comunque stabilito il trasloco lampo, dovendo lavorare fino all’ultimo istante utile per assicurare la riapertura il 7 gennaio. Numerosi genitori non hanno accolto di buon grado la decisione, convinti ci fosse bisogno di qualche giorno in più per assicurare un rientro adeguato e in tutta sicurezza. Le pulizie straordinarie – a detta loro – non sarebbero sufficienti.

C’è bisogno di rimettere a posto gli estintori scaduti, controllare la qualità dell’acqua e garantite la sanificazione dell’intero presso, seppure rimasto aperto per consentire le ultime consultazioni elettorali. Insomma una situazione caotica per tutti. Noi siamo andati sul posto, raccogliendo le perplessità dei genitori, il disappunto del consigliere del Primo Municipio, Giuseppe Arbore e, alla fine, anche il parere rassicurante della dirigente scolastica.