Due mortali in 3 mesi, patente mai ritirata al camionista: i genitori di Giacomo vogliono Giustizia

La storia che vi stiamo per raccontare nasconde diversi punti oscuri. Abbiamo raggiunto il papà di Giacomo, sul luogo del tragico incidente dove suo figlio ha perso la vita. Giacomo era alla guida di un’auto che, dopo una carambola, è stata colpita da un tir nella parte posteriore.

Il camionista, secondo quanto raccontato dal papà di Giacomo, aveva diversi secondi per arrestare la sua corsa. Lo stesso camionista era già stato coinvolto in un altro incidente mortale.

Maltratta i genitori anziani ed estorce 40mila euro per debiti: in carcere 46enne di Margherita di Savoia

Un 46enne di Margherita di Savoia è stato arrestato con l’accusa di reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione. L’uomo avrebbe maltrattato i genitori anziani e sottratto circa 40mila euro per far fronte a debiti accumulati.

La situazione era diventata insostenibile nel corso degli anni e i genitori lo hanno denunciato ai Carabinieri. Ai ripetuti rifiuti di consegnare soldi seguivano frequenti aggressioni, verbali e fisiche.

In più occasioni, gli anziani spesso sono stati costretti ad abbandonare la propria abitazione e a trovare riparo presso parenti, amici e, addirittura, in un albergo della zona.

Bari, minacciano professoressa a scuola. Genitori a processo: “Non permetterti più di mettere 5 a nostra figlia”

“Non capisci niente, fai un altro mestiere”. Queste le frasi proferite ad una professoressa, durante un colloquio a scuola, da una coppia barese di genitori di una studentessa di un istituto tecnico statale, finita a processo con l’accusa di minacce e oltraggio a pubblico ufficiale.

L’episodio risale a novembre 2018. I genitori, di 57 e 54 anni, avrebbero anche minacciato la docente che si è lamentata del rendimento scolastica dell’alunna. “Non si deve permettere più di mettere 5 a mia figlia… non finisce qui, avrete problemi in futuro”, le loro parole. Nei prossimi giorni la decisione sull’esito del processo.

La Casa di Quinto Potere, è più di un video: “Pagato b&b ai genitori di un bimbo in rianimazione”

Le casette di Quinto Potere, e tutto il mondo che c’è dietro all’associazione, sono spesso utilizzate dai nostri haters per alcuni attacchi e teorie fantasiose senza logica e criterio. Ci sono diverse storie che alcune volte sono tenute all’oscuro. Nei giorni scorsi abbiamo pagato 120 euro per permettere ai genitori di un bimbo in Rianimazione di soggiornare in un b&b.

Positivo alla cocaina, neonato sta meglio e viene dimesso dall’ospedale: per ora sarà lontano dai genitori

Il bimbo nato positivo alla cocaina nel Salento ha lasciato il reparto di Neonatologia dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce ed è stato dimesso. Non tornerà a casa dai genitori, ma è stato affidato ad un parente stretto come disposto da un provvedimento urgente del tribunale per i minori.

Le prossime settimane saranno utili a valutare il contesto familiare. Il 17 febbraio è fissata un’udienza dove sarà discussa l’idoneità sulla potestà genitoriale di padre e madre del piccolo, venuto alla luce il 17 ottobre scorso.

Il neonato tremava e piangeva, gli accertamenti medici hanno riscontrato la positività alla cocaina, a differenza della madre. I genitori hanno provato a giustificarsi, riconducendo la causa della positività del piccolo all’uso di farmaci della madre durante nei mesi della gravidanza. Giustificazioni che però non hanno convinto fin qui gli inquirenti.

Lecce, picchia e minaccia i genitori. Poi distrugge casa: minorenne arrestato finisce in carcere a Bari

Con l’accusa di aver picchiato i genitori di 57 e 61 anni e di aver rivolto nei loro confronti ingiurie, minacce, umiliazioni verbali e di aver danneggiato gli arredi dell’abitazione di famiglia, un minorenne è stato arrestato a Lecce e condotto nell’Istituto penale per minori di Bari. L’arresto è stato disposto dalla magistratura minorile salentina ed eseguito dai carabinieri.

Le indagini sono state avviate dopo una richiesta di intervento dei Carabinieri presso l’abitazione delle vittime per un’aggressione in atto e sono avvalorate dall’ascolto delle vittime, dall’acquisizione delle certificazioni mediche rilasciate alle persone offese, dai video e dalle foto dalle stesse realizzati che – secondo l’accusa – “documentavano in maniera incontrovertibile le condotte di maltrattamento e di danneggiamento degli arredi dell’abitazione” da parte dell’indagato.

Il gip che ha emesso la misura cautelare ha riconosciuto la sussistenza di un grave quadro indiziario a carico del ragazzino ed il pericolo di reiterazione dei reati.

Bari, bimba di 3 anni lotta contro tumore al cervello. Raccolta fondi per l’operazione a New York: “Unica speranza”

“Ciao siamo Roberto e Renata, una famiglia di Bari, i genitori della piccola Lavinia. La nostra piccola stella ha solo 3 anni e sta lottando contro un tumore maligno al cervello, localizzato in una zona delicatissima: il talamo”.

Inizia così il messaggio contenuto nella raccolta fondi avviata per le cure della piccola Lavinia. “Un intervento urgente potrebbe darle una speranza, ma non è possibile farlo in Italia – si legge -. La tecnica si chiama Cyberknife: si tratta di un trattamento robotico di radioterapia ad alta precisione, non invasivo, capace di colpire il tumore risparmiando i tessuti sani”.

“In Italia non è consentito ai bambini, quindi l’unica possibilità per Lavinia è recarsi a New York, dove sarà operata a pagamento – aggiungono i genitori -. Lei attualmente è in cura oncologica presso il Policlinico di Bari, ma le cure tradizionali non danno i risultati sperati per salvarle la vita”.

La raccolta fondi ha già superato i 90 mila euro. “Non importa quanto. Ogni gesto è importante. Ogni condivisione è preziosa. Ogni euro può essere vita – si legge nella parte finale -. Ci auguriamo che Lavinia possa partire presto per New York e tornare a sorridere”.

Le tolgono la connessione al telefono, 13enne denuncia i genitori a Trani: indagine archiviata

Litiga con il papà e lui le disattiva la connessione a internet. Per questo una 13enne del nord Barese chiama il numero di emergenza per l’infanzia, il 114, e denuncia di essere maltrattata dai genitori.

I fatti risalgono a gennaio dell’anno scorso. Da allora è partito l’iter previsto nei casi di presunta violenza sui minori, con l’intervento di forze dell’ordine, servizi sociali e del reparto di neuropsichiatria infantile della Asl della provincia Barletta-Andria-Trani (Bat).

L’inchiesta però è stata archiviata in virtù anche dell’incidente probatorio dove l’adolescente ha smorzato le accuse definendole esagerate. Gli specialisti erano stati chiamati ad analizzare la vicenda e avevano riscontrato una forte dipendenza della ragazza dal cellulare, utilizzato per circa dieci ore al giorno.

Sarebbe stato proprio questo comportamento a farle prendere brutti voti a scuola, motivo principale delle discussioni con i genitori. Ad ammetterlo sarebbe stata proprio la 13enne secondo la quale dopo le discussioni per i brutti voti le veniva sottratto il telefono cellulare.

La Procura ha archiviato l’inchiesta evidenziato come i genitori non hanno maltrattato la figlia, ma semplicemente, avrebbero cercato di bloccare la sua ossessione per il cellulare. E che la ragazza fosse alla ricerca di attenzioni.

Contrari a vaccini e medicina tradizionale, genitori condannati: curarono il figlio di 14 mesi con l’omeopatia e morì

Hanno patteggiato davanti al Gip di Lecce la pena di due anni di reclusione per omicidio colposo i genitori del bimbo di 14 mesi di Casamassella, frazione di Uggiano, morto nella sua culla nel giugno 2023 per le complicanze di una polmonite interstiziale.

Il piccolo, che da giorni accusava febbre, venne visitato solo da un oculista amico di famiglia che prescrisse un medicinale omeopatico.

Le indagini hanno accertato che i genitori sono conosciuti in paese come contrari all’uso dei vaccini e alla medicina tradizionale: per questo non fecero visitare il figlioletto da un pediatra e lo alimentarono solo col latte materno.

La coppia, che ha altri due figli, ha beneficiato della sospensione della pena e della non menzione. Per il medico oculista è stato chiesto il rinvio a giudizio.

Sulla carta d’identità torna “genitori”, scompaiono padre e madre: “Discriminatorio per coppie dello stesso sesso”

La Cassazione ha respinto il ricorso del ministero dell’Interno contro la decisione della Corte d’Appello di Roma di disapplicare il decreto ministeriale del 31 gennaio 2019, con il quale era stato eliminato il termine “genitori” sulla carta di identità dei figli per tornare alla dicitura “padre” e “madre”.

E’ quanto scrive il Sole 24 Ore che riferisce della sentenza delle sezioni unite civili secondo cui “l’indicazione ‘padre’ e ‘madre’ sulla carta d’identità elettronica è discriminatoria – si legge sul quotidiano – perché non rappresenta le coppie dello stesso sesso che hanno fatto ricorso all’adozione in casi particolari”.