Oggi 19 marzo, in occasione della festa di San Giuseppe, si celebra anche la festa del papà. Quinto Potere, nel corso di questi anni, ha acceso i suoi riflettori anche sulle storie di alcuni padri di famiglia e sulle loro battaglie giudiziarie. Abbiamo deciso di affrontare l’argomento anche con l’avvocato Genchi nella nuova puntata della rubrica Il Legale.
“Papà vieni e spacca la faccia al prof”, docente aggredito a scuola: indagato 48enne per violenza e minacce
Un padre 48enne di Ruffano ha tentato di aggredire un professore nell’istituto “Bottazzi” di Casarano dopo che il figlio 16enne, punito con diverse note disciplinari per comportamento aggressivo, lo aveva incitato via messaggio a “spaccargli la faccia”.
L’uomo si è presentato a scuola con l’altro figlio, ha insultato e minacciato il docente e lo ha strattonato nei corridoi, costringendolo a rifugiarsi in bagno e a chiamare i carabinieri.
Identificato dai militari, è ora accusato di violenza e minaccia a pubblico ufficiale. L’udienza preliminare è fissata per l’11 maggio.
Rosa sogna di camminare. La crisi, la paura e la voglia di lottare: “Tanto bene attorno a noi”
In tanti ci chiedono notizie su Rosa e sul suo sogno. Siamo andati a ritrovarla a casa, in attesa del viaggio in Messico in programma a maggio. Con lei c’è papà Nicola per tutti gli aggiornamenti sulla vicenda. Nonostante i momenti difficili e la paura, la famiglia sta trovando energie e forze nella solidarietà immensa di chi si è fatto avanti.
Riabilitazione sospesa a 17enne autistica, il dramma di Francesca. Il papà: “Non è pericolosa”
“Scusatemi per la commozione ma è dura”. Ha inizio così una chiacchierata dapprima informale e poi con le telecamere accese con Michele Marrone, papà di Francesca, una giovane affetta da autismo di livello tre.
La storia della diciassettenne era stata posta al centro dell’attenzione mediatica già qualche anno fa in seguito ad un problema legato alle cure dentarie ospedaliere successivamente risolto dopo non pochi sballottamenti della famiglia. A distanza di poco tempo la vita di Francesca parrebbe essersi complicata ancor più del dovuto in seguito ad un allontanamento dalla struttura richiesto, e sottoscritto, dall’istituto che frequentava.
La motivazione risiederebbe nella pericolosità della giovane. Papà Michele però non ci sta e decide ancora una volta, per amore di sua figlia e della verità, di andare a fondo alla vicenda. Le domande che la famiglia si pone sono legate proprio al principio di pericolo al quale l’istituto rimanda: “Se così fosse dovrei temere per la vita di mia figlia? Potrebbe compiere qualche gesto improvviso e pericoloso?”.
Interrogativi leciti che non troverebbero una valida risposta da parte degli enti preposti. Un altro problema presente è quello legato al piano terapeutico della diciassettenne che a causa di alcuni psicofarmaci somministratele in passato si è trovata a dover gestire sbalzi ormonali, aumento di peso e molti squilibri nei valori degli esami a cui è stata sottoposta.
Tra i protagonisti sanitari della vicenda un ping-pong in classico stile italiano. Responsabilità che passano da un ente ad un altro, da una pec ad una mail con il tentativo di far sbrogliare la matassa sempre ad altri. Ma quello su cui dovremmo riflettere è: chi aiuta queste famiglie se le istituzioni sanitarie non mettono a disposizione del popolo il proprio sapere?
Rosa sogna di camminare, papà Nicola: “Ecco perché andiamo tutti insieme e servono 120mila euro”
La storia di Rosa, la 14enne affetta da diverse patologie gravi e nata con la paralisi celebrale infantile, ha colpito tutta la nostra community e non solo. Per la sua famiglia e per Rosa si é aperta una speranza.
Un viaggio in Messico nella clinica Neurocytonix esattamente a Monterrey, una delle poche realtà che usa la tecnologia del cytotron, può rappresentare la svolta della sua vita.
Per questo ha avviato una raccolta fondi con la speranza di raccogliere il necessario per sostenere le spese per voli, alloggi e cure. Mamma Maria, dopo aver descritto le patologie di Rosa, ci ha illustrato quale sarà il percorso da seguire.
Come spesso accade, le nostre storie attirano purtroppo i soliti chiacchieroni e haters. Niente però riesce a scalfire la forza di Rosa. Anche perché è circondata dall’amore della sua famiglia.
Noi abbiamo voluto recitare la nostra parte e abbiamo deciso, tramite la nostra associazione, di donare 6mila euro per la sposare la causa di Rosa per acquistare i biglietti necessari. Dopo aver comprato i biglietti, siamo tornati da Rosa e dalla sua famiglia dopo un momento delicato. Questa volta abbiamo consegnato i passaporti ed è arrivato il momento di presentarvi Nicola, il papà di Rosa, che ai nostri microfoni ha precisato alcune cose sul viaggio e sulla raccolta fondi.
Il Papa nomina don Mimmo Basile vescovo di Molfetta: succede a Domenico Cornacchia
È monsignor Domenico Basile il nuovo vescovo della diocesi di Molfetta-Ruvo di Puglia-Giovinazzo-Terlizzi. Succede a monsignor Domenico Cornacchia, che ha compiuto 75 anni nei mesi scorsi.
L’annuncio è stato dato alle 12 in punto da monsignor Luigi Mansi, vescovo della diocesi di Andria, dalla quale proviene Basile.
La nomina papale è stata resa nota oggi. “Ieri mattina in posta elettrica è arrivato questo messaggio dalla nunziatura apostolica – ha detto Mansi nel corso della riunione col clero diocesano – in cui si comunicava che il reverendo Domenico Basile era nominato vescovo della diocesi di Molfetta- Ruvo di Puglia- Giovinazzo- Terlizzi”.
L’annuncio è stato accompagnato da un applauso e dalla visibile commozione di Basile, 60 anni, originario di Andria che è stato vicario di monsignor Mansi. “La Chiesa di Andria è in festa- ha proseguito Mansi- al caro don Mimmo auguriamo di essere guida di luminosità di profonda saggezza per una terra legata al venerabile don Tonino Bello”.
Ginocchio gonfio come un pallone, due giorni di triage senza pronto soccorso: “Sanità vergognosa”
La sanità pugliese è la priorità numero di Antonio Decaro, proclamato ufficialmente ieri governatore della Regione Puglia. Dopo una riunione serale che si è tenuta ieri, già in giornata è atteso il primo provvedimento per cercare di ridurre le liste d’attesa.
La situazione registrata negli ultimi giorni nei Pronto Soccorso pugliesi è stata disastrosa, il sistema è andato in tilt e in redazione continuano ad arrivare diverse segnalazioni. C’è chi ha voluto metterci la faccia e raccontare quanto accaduto con il loro papà proprio mentre il neo governatore Decaro organizza riunioni serali a favore di camera per capire come salvare la sanità pugliese.
Bari, il sindaco Leccese in udienza dal Papa: “Momento intenso. Amministrare una città significa servire”
“Un momento intenso che ha rafforzato in me una convinzione semplice ma potente: amministrare, nel suo senso più autentico, significa servire, prendersi cura della propria comunità con cuore e testa”.
È quanto si legge in un post del sindaco di Bari, Vito Leccese, che questa mattina ha incontrato Papa Leone XIV partecipando all’udienza dei sindaci delle città capoluogo dell’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani.
“Il Papa – continua Leccese – ci ha esortato a diventare maestri di dedizione al bene comune e a costruire alleanze sociali che portino speranza. Per me e per la città di Bari, questo vuol dire soprattutto una cosa: ascoltare, essere vicino alle famiglie, ai giovani, a chi è in difficoltà, capire i bisogni e trasformare le sfide in opportunità”, aggiunge il primo cittadino convinto che “Bari cresce se ognuno di noi ci mette cuore e testa. Bari avanza se nessuno resta indietro. Bari vive se crediamo nella speranza e nella forza della comunità”. “Un’alleanza sociale con la quale ci apprestiamo insieme a vivere il nuovo anno che ci attende”, conclude.
Perrone, il truffatore si nasconde dietro papà Gianni e mamma malata: “Vergogna Lurdovico”
Torniamo ad occuparci di Ludovico Perrone dopo quanto accaduto negli ultimi giorni. Dopo l’ultimo storico faccia a faccia, dopo il sequestro dei macchinari e dopo la “riapertura” del centro estetico, questa volta abbiamo “affrontato” il papà Gianni, accompagnato dalla moglie malata.
Positivo alla cocaina, neonato sta meglio e viene dimesso dall’ospedale: per ora sarà lontano dai genitori
Il bimbo nato positivo alla cocaina nel Salento ha lasciato il reparto di Neonatologia dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce ed è stato dimesso. Non tornerà a casa dai genitori, ma è stato affidato ad un parente stretto come disposto da un provvedimento urgente del tribunale per i minori.
Le prossime settimane saranno utili a valutare il contesto familiare. Il 17 febbraio è fissata un’udienza dove sarà discussa l’idoneità sulla potestà genitoriale di padre e madre del piccolo, venuto alla luce il 17 ottobre scorso.
Il neonato tremava e piangeva, gli accertamenti medici hanno riscontrato la positività alla cocaina, a differenza della madre. I genitori hanno provato a giustificarsi, riconducendo la causa della positività del piccolo all’uso di farmaci della madre durante nei mesi della gravidanza. Giustificazioni che però non hanno convinto fin qui gli inquirenti.










