Papa Leone XIV a Bari? Doppio invito dall’arcivescovo Satriano e dal sindaco Leccese: c’è la disponibilità

Papa Leone XIV potrebbe visitare Bari in futuro. La disponibilità è emersa durante l’udienza privata con l’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, che ha consegnato al Pontefice una lettera personale e un invito firmato dal sindaco Vito Leccese.

Secondo l’arcidiocesi, Leone XIV ha accolto con attenzione la proposta, manifestando la volontà di verificare la possibilità di una visita. Satriano ha illustrato al Papa il ruolo di Bari come città ecumenica e ponte tra Oriente e Occidente, ricordando il percorso avviato dopo l’ultima visita pastorale di un Pontefice, quella di Giovanni Paolo II nel 1984.

Nel corso dell’incontro l’arcivescovo ha inoltre donato al Papa un’ampolla con l’effigie di San Nicola contenente la manna, affidandogli la preghiera per gli ammalati e per chi vive situazioni di sofferenza. Leone XIV ha assicurato la propria vicinanza, la preghiera e la benedizione.

Padri separati, Giuseppe si consegna. Sconterà 3 anni di carcere e 6 senza figli: “Papà vi ama”

Giuseppe si è consegnato alle autorità per scontare una condanna a tre anni di carcere. Una pena che si aggiunge alla sospensione per sei anni della responsabilità genitoriale nei confronti dei suoi figli.

Abbiamo seguito la storia per mesi, cercando di accendere i riflettori sulla delicata situazione dei padri separati, soprattutto quando le vicende giudiziarie finiscono per incidere profondamente anche sui rapporti familiari. Prima di consegnarsi, Giuseppe ha voluto incontrarci per affidare ai suoi figli un messaggio breve ma carico di significato.

Choc nel Salento, sorelle di 6 e 12 anni picchiate da padre e nonna: i due indagati per maltrattamenti

Due sorelle di 6 e 12 anni sarebbero state costrette a vivere per mesi in un clima di paura a causa delle presunte violenze subite dal padre e dalla nonna paterna, entrambi indagati per maltrattamenti in famiglia aggravati.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura, è nata dopo il racconto della figlia maggiore alla madre, dalla quale il padre è in fase di separazione. Secondo le indagini, le aggressioni scattavano per motivi banali, come il rifiuto di pettinarsi o di andare a fare la spesa.

La 12enne, ascoltata in incidente probatorio, avrebbe confermato diversi episodi: il 21 marzo scorso la nonna avrebbe afferrato una delle bambine per il collo, provocandole difficoltà a deglutire per alcuni giorni, mentre il 5 aprile il padre avrebbe colpito la figlia maggiore con uno schiaffo al volto, causandole una copiosa perdita di sangue.

Pur non ricorrendo alle cure mediche, la bambina raccontò quanto accaduto alla madre, facendo emergere un quadro di presunti maltrattamenti. Per gli inquirenti, padre e nonna avrebbero mantenuto nei confronti delle minori un atteggiamento abitualmente aggressivo e svalutante, legittimando comportamenti violenti all’interno del contesto familiare.

Lecce, schiaffeggia la figlia 16enne e le vieta di uscire in scooter con il fidanzato: papà indagato per maltrattamenti

Avrebbe schiaffeggiato la figlia di 16 anni al culmine di una lite scoppiata dopo averle vietato di uscire in scooter con il fidanzato. Per questo un 46enne della provincia di Lecce è indagato con le accuse di maltrattamenti in famiglia aggravati e lesioni.

La ragazza, colpita al volto, è stata accompagnata in ospedale, dove i medici le hanno riscontrato alcune ecchimosi giudicate guaribili in cinque giorni. La segnalazione del pronto soccorso ha fatto scattare le indagini, con il coinvolgimento dei servizi sociali e della scuola frequentata dalla giovane.

Nei giorni scorsi la 16enne è stata ascoltata in incidente probatorio e avrebbe ricostruito l’accaduto, definendo però l’aggressione un episodio isolato. Gli investigatori stanno verificando se in famiglia vi siano stati altri casi di violenza.

Secondo persone vicine all’uomo, il padre sarebbe particolarmente rigoroso nell’educazione della figlia e i contrasti con la moglie sui metodi educativi avrebbero alimentato le tensioni familiari.

La Procura attende ora l’esito della consulenza sull’attendibilità della testimonianza della ragazza prima di decidere se chiedere l’archiviazione del procedimento o il rinvio a giudizio dell’indagato. Nel frattempo la famiglia continua a vivere nella stessa abitazione e, allo stato, non sono stati adottati provvedimenti di allontanamento della minore.

Muore a 54 anni dopo aver salvato i figli gemelli in mare, l’ultimo saluto a Gennaro: “Non c’è amore più grande”

Una comunità intera si è stretta attorno alla famiglia di Gennaro Cagnazzo, il 54enne di Sanarica morto il 4 luglio sulla spiaggia di Otranto dopo essere stato colto da un malore mentre cercava di mettere in salvo i suoi due figli gemelli dalle onde di un mare agitato.

Nella chiesa matrice del paese si sono svolti ieri i funerali, partecipati da centinaia di persone. Durante l’omelia, don Donato Palma ha definito il gesto del 54enne «la prova dell’amore vero», ricordando che «non c’è amore più grande di quello di un padre che sacrifica la propria vita per i figli».

Commosse le parole della sorella Maria Grazia, che ha ricordato Gennaro come un uomo onesto e instancabile, capace di trasmettere ai figli il valore della curiosità e della voglia di imparare. La famiglia ha annunciato l’intenzione di pubblicare un suo libro di poesie per conservarne il ricordo. La cerimonia si è conclusa con la celebre frase del *Piccolo Principe*: «L’essenziale è invisibile agli occhi», scelta dal parroco come ultimo saluto alla moglie Tiziana e ai due figli del 54enne.

Figlio implora di stare col papà, il dramma di un uomo finito: “Muoio ogni volta che vedo il video”

Torniamo a parlare di Giuseppe e della sua storia da padre separato che ha commosso e indignato la nostra community. La Cassazione ha confermato l’esito dell’Appello, la condanna a 3 anni per maltrattamenti in famiglia è stata confermata. Questa volta lo facciamo con un video straziante, in cui il figlio di Giuseppe implora di stare con il suo papà. Giuseppe non si arrende e continua a lottare contro il sistema.

Tragedia sulla Melendugno–San Foca, schianto auto-moto: muore il 36enne Cosimo Poleti. Grave il figlio di 7 anni

Ancora sangue sulle strade del Salento. Un uomo di 36 anni, Cosimo Damiano Poleti, ha perso la vita in un grave incidente stradale avvenuto nella serata di ieri, 30 giugno, sulla strada provinciale 145 che collega Melendugno alla marina di San Foca.

Per cause ancora in corso di accertamento, lo scooter sul quale viaggiava insieme al figlio di 7 anni si è scontrato con una Fiat Panda, noleggiata da una famiglia di turisti polacchi, nei pressi di un distributore di carburante.

Per il 36enne non c’è stato nulla da fare, mentre il bambino è stato trasportato in ospedale in gravi condizioni. Sulla dinamica dell’incidente sono in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine.

Legato al letto in ospedale, urla strazianti e la richiesta al papà: “Fammi uscire di qua”

Torniamo a parlare della storia di Antonio Pio, il ragazzo autistico con grave epilessia. Abbiamo iniziato a raccontare la sua storia con i disperati appelli di papà Paolo. Dal 21 maggio è ricoverato nel reparto di Neuropsichiatria infantile del Pediatrico di Bari. Quando non è sedato e legato a letto, la situazione è ingestibile. La famiglia aspetta di trasferirlo in una struttura adeguata e papà Paolo ha voluto rivolgere un altro appello dall’ospedale.

Pitbull azzanna bimba di due anni, salvata dal papà: “Cane restituito al padrone. Inconcepibile”

Torniamo ad occuparci di quanto accaduto qualche mese fa a Acquaviva delle Fonti. Protagonista una bambina di appena due anni, aggredita dal pitbull di proprietà di un vicino, un poliziotto. La piccola, rimasta ferita durante l’attacco, fu trasportata d’urgenza in ospedale e ha rimediato ferite significative.

Secondo quanto ricostruito, l’episodio si è verificato mentre la bambina si trovava nei pressi dell’abitazione. Il cane, improvvisamente, si sarebbe avventato su di lei, azzannandola e trattenendola con forza.

Decisivo l’intervento del padre, che riuscì a liberarla dalla presa dell’animale, evitando conseguenze ancora più gravi. Il pitbull è stato restituito al padrone ed è tornato a casa, a pochi passi dalla piccola e dalla sua famiglia. Una decisione che lascia molto interdetti.

Antonio, epilettico grave e autistico. Il papà: “Siamo distrutti. Ha bisogno di stare in struttura”

Torniamo a parlare della storia di Antonio Pio, il ragazzo autistico con grave epilessia. Il primo servizio ha fatto il giro del web. I genitori ci hanno chiamato per chiedere aiuto perché loro figlio non può stare più con loro. Una situazione diventata ingestibile nonostante i vari tentativi fatti. Siamo tornati da papà Paolo che ci ha raccontato gli sviluppi negativi della storia.