Insegnante di sostegno indagata a Bari: “Schiaffi e insulti a un alunno con sindrome di Down”

Una insegnante di sostegno di 47 anni, originaria della Basilicata, è indagata dalla Procura di Bari con l’accusa di aver maltrattato un alunno 13enne affetto da disabilità cognitiva, sindrome di Down e disturbo del linguaggio durante l’anno scolastico 2023-2024 in una scuola del capoluogo pugliese.

Secondo l’accusa, con il pretesto di spronarlo a impegnarsi di più, la docente avrebbe più volte aggredito il ragazzo sia verbalmente che fisicamente, colpendolo con schiaffi, pizzichi e calci, afferrandolo per la nuca e insultandolo con frasi offensive, provocandogli un profondo stato di sofferenza.

L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Ignazio Abbadessa, è partita dalla segnalazione dello stesso istituto scolastico ed è giunta alle battute finali. Alla docente è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, mentre il ragazzo, assistito da un legale, si è costituito parte civile nel procedimento.

Bocche tappate con lo scotch e alunni legati alla sedia, choc a Taranto: maestra condannata a 4 anni

È stata condannata a quattro anni di reclusione una maestra 63enne finita a processo con l’accusa di aver maltrattato alcuni alunni di appena sei anni tra il 2014 e il 2015. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Federica Furio, che ha inflitto una pena superiore ai due anni e sei mesi richiesti dalla Procura.

Secondo l’accusa, l’insegnante avrebbe sottoposto i bambini a ripetuti comportamenti vessatori nelle classi in cui insegnava. Le indagini erano partite dalle segnalazioni delle famiglie e avevano portato alla luce episodi particolarmente gravi: la donna avrebbe tappato la bocca ad alcuni alunni con dello scotch, schiaffeggiato loro le mani e, in alcuni casi, legato i bambini alle sedie o alla porta dell’aula per impedirne i movimenti.

Le contestazioni riguardano anche presunte minacce e intimidazioni. La maestra avrebbe filmato, o fatto credere di filmare, alcuni alunni con il cellulare, minacciando di diffondere le immagini e di allontanarli dalle famiglie. In altre occasioni avrebbe lanciato il materiale scolastico fuori dalla finestra come punizione.

Le famiglie degli studenti si sono costituite parte civile nel processo. Il giudice ha riconosciuto a ciascuna una provvisionale di 5mila euro. Secondo la ricostruzione accusatoria, i comportamenti avrebbero provocato un forte stato di paura e disagio psicologico nei bambini, tanto che uno di loro avrebbe sviluppato un blocco che gli impediva di leggere e scrivere. Alla donna era contestato il reato di maltrattamenti aggravato dalla cosiddetta violenza assistita.

Maestra d’asilo picchia e insulta i bimbi, chiusa l’indagine. Il papà di Kevin: “Video inquietanti”

Torniamo ad occuparci della maestra di 65 anni di Bitonto sospesa dall’insegnamento per sei mesi con l’accusa di maltrattamenti nei confronti di bambini di circa 4 anni.

Secondo le indagini, la donna avrebbe compiuto diversi episodi di violenza e umiliazione in classe, tra cui schiaffi sul viso e sulla nuca, strattonamenti e urla. In un caso avrebbe fatto cadere un bambino obbligandolo a rimanere a terra, mentre in un altro avrebbe colpito una bambina sulla testa con un libro.

Siamo tornati dal papà di Kevin che, tramite una denuncia, ha fatto scattare le indagini. Ecco tutti gli aggiornamenti della vicenda.

Bari, sesso con minorenni. La Cassazione ribalta tutto: annullata l’assoluzione della maestra “Zia Martina”

La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di assoluzione nei confronti di Daniela Casulli, la maestra brindisina di 48 anni conosciuta come “zia Martina”, arrestata nel 2021 con le accuse di produzione di materiale pedopornografico e corruzione di minorenne.

La decisione arriva dopo il ricorso presentato dalla Procura generale di Bari contro il verdetto della Corte d’Appello che aveva assolto la donna. In primo grado Casulli era stata invece condannata a sette anni e tre mesi di reclusione e a una multa di 75mila euro.

Secondo l’accusa, la 48enne avrebbe prodotto materiale pedopornografico utilizzando un minore di 18 anni e avrebbe compiuto atti sessuali con un quindicenne alla presenza di altri due minorenni, di 12 e 13 anni. Contestata anche la partecipazione di un dodicenne a una videochiamata di gruppo durante atti di masturbazione.

Dopo l’assoluzione in Appello, la Procura aveva ribadito che il quindicenne filmato durante un rapporto sessuale non avrebbe mai dato il consenso alla registrazione del video. La pubblica accusa ha sempre sostenuto che i minori coinvolti fossero vittime di condotte di natura pedofila. Casulli ha invece sempre respinto le accuse, sostenendo che i rapporti fossero consenzienti e negando di aver prodotto o diffuso video a contenuto sessuale.

Al McDonald’s con le pistole, scorda il marsupio e viene arrestato: nei guai la compagna maestra

Vi raccontiamo quanto accaduto nelle scorse ore al McDonald’s di Santa Caterina a Bari. Un uomo ha dimenticato il marsupio dopo aver consumato all’interno, il personale lo ha trovato e si è accorto della presenza di una pistola al suo interno. Così sono state allertate le Forze dell’Ordine, mentre il proprietario nel frattempo era tornato sul posto per riprendersi il marsupio. I Carabinieri hanno recuperato la pistola e chiesto spiegazioni, mentre lo stesso uomo ha cercato di nasconderne un’altra nella borsa della sua compagna, una maestra. Una situazione controversa che poi è proseguita altrove. Ecco come è andata a finire.

Botte e insulti all’asilo, sospesa la maestra. Il papà di Kevin fa scattare le indagini: “Un incubo”

Torniamo ad occuparci della maestra di 65 anni di Bitonto sospesa dall’insegnamento per sei mesi con l’accusa di maltrattamenti nei confronti di bambini di circa 4 anni.

Secondo le indagini, la donna avrebbe compiuto diversi episodi di violenza e umiliazione in classe, tra cui schiaffi sul viso e sulla nuca, strattonamenti e urla. In un caso avrebbe fatto cadere un bambino obbligandolo a rimanere a terra, mentre in un altro avrebbe colpito una bambina sulla testa con un libro.

Abbiamo intervistato il papà che, tramite una denuncia, ha fatto scattare le indagini. Abbiamo raccolto la sua testimonianza e il suo racconto, con tutti gli sviluppi negativi della vicenda sulle vittime.

Bari, bambini chiusi al buio nella “stanza di don Oronzo” per punizione: indagata maestra 32enne

All’inizio era solo un pianto serale, ostinato, inspiegabile. Una mamma poco più che trentenne ha iniziato a preoccuparsi quando suo figlio di 5 anni appena, ogni sera si rifiutava di andare a letto. Tremava all’idea di restare al buio. Tra le lacrime parlava di qualcuno, un certo “don Oronzo”. Non sapeva dire chi fosse, ma lo descriveva come una presenza cattiva, qualcuno da temere.

All’inizio poteva sembrare una fantasia infantile. Un mostro nato dall’immaginazione. Ma il dubbio ha iniziato a farsi strada nella madre, che ha deciso di parlare con altre mamme della stessa scuola dell’infanzia di Bari. È stato allora che l’inquietudine è diventata qualcosa di più concreto.

Anche altri bambini, tutti tra i quattro e i sei anni, raccontavano la stessa storia. Anche loro avevano paura del buio. Anche loro nominavano “don Oronzo”. E, soprattutto, i loro racconti combaciavano nei dettagli.

Le parole dei piccoli, raccolte e messe a verbale dai carabinieri, hanno permesso di ricostruire uno scenario inquietante: secondo l’accusa, una maestra di 32 anni avrebbe punito i bambini più vivaci chiudendoli al buio in un piccolo locale della scuola, uno sgabuzzino che ospita la centrale idrica. Quella stanza sarebbe diventata il luogo della punizione.

La minaccia, stando a quanto emerso dalle indagini coordinate dalla pm Savina Toscani, sarebbe stata sempre la stessa: «Se non fai il bravo ti chiudo nella stanza di don Oronzo». Un nome evocato per incutere ulteriore timore, trasformato dai bambini nella figura di un essere cattivo capace di fare loro del male.

L’inchiesta è partita proprio dalla segnalazione di quella prima madre. Man mano che le testimonianze si sono sommate, il quadro ha preso forma. Ora la maestra è indagata per abuso dei mezzi di correzione e disciplina. Il processo inizierà a marzo davanti alla giudice Antonietta Guerra. Otto mamme sono state individuate come parti offese per conto dei figli; alcune si sono già costituite parti civili.

In aula saranno soprattutto loro a raccontare ciò che i bambini hanno confidato tra le lacrime, riportando alla luce quei pomeriggi e quelle punizioni che, secondo l’accusa, avrebbero provocato nei piccoli non solo paura, ma veri e propri malesseri fisici e psicologici.

Tragedia sfiorata a scuola, bimbo di tre anni rischia di soffocare a mensa: la maestra lo salva

Tragedia sfiorata nei giorni scorsi nella scuola dell’infanzia dell’istituto comprensivo Diaz di Vernole e Castri dove un bimbo ha rischiato di soffocare durante il pranzo.

Il piccolo di tre anni è stato salvato dal tempestivo intervento della maestra che ha praticato subito le manovra di disostruzione.

A raccontare l’accaduto è stato lo stesso istituto sui social. La docente è riuscita a liberare le vie aeree del piccolo grazie alle tecniche apprese nei corsi di formazione ai quali il personale scolastico partecipa periodicamente.

Bari, maestra precaria si fa male in classe e sfora i giorni di malattia: viene licenziata. Appello al ministro Valditara

Un alunno cade accidentalmente addosso con una sedia su un’insegnante, provocandole così lesioni ai legamenti del ginocchio e una frattura alla mano. La docente tarantina, di 49 anni, è impiegata con contratto a tempo determinato in una scuola primaria del Barese.

L’Inail le riconosce l’infortunio sul lavoro, successivamente dispone la chiusura della pratica al 6 dicembre 2025, trasformando il periodo successivo in malattia comune e respingendo la richiesta di riapertura.

Così i 30 giorni di malattia previsti per le supplenze brevi vengono superate, con conseguente risoluzione anticipata del contratto e impossibilità di stipulare nuovi incarichi nell’anno scolastico in corso.

L’avvocato della docente, Fabrizio Del Vecchio, del foro di Taranto, ha inviato una lettera al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, chiedendo un intervento urgente per riesaminare il provvedimento dell’Inail e ripristinare le tutele a favore della maestra.

“La mia assistita si trova in una condizione kafkiana – scrive Del Vecchio – avendo subito un danno psico-fisico durante l’attività lavorativa e ricevendo, per questo, la risoluzione del rapporto di lavoro, il mancato pagamento della retribuzione e l’impossibilità di sottoscrivere nuovi contratti”.

 

Sculacciate, spinte, tirate di capelli, minacce e offese. Bimbi maltrattati all’asilo: maestra condannata a 3 anni

Violenze fisiche e psicologiche, offese, minacce e intimidazioni nei confronti dei piccoli alunni in un clima costante di umiliazione e sofferenza. Il Tribunale monocratico di Lecce ha condannato una maestra a 3 anni di reclusione per maltrattamenti.

A causa delle condotte reiterate della maestra, i piccoli dai 3 ai 5 anni hanno rimediato danni psicologici. La donna è stata incastrata dalle immagini delle videocamere che hanno ripreso episodi ripetuti di percosse, come tirate di capelli, sculacciate e spinte, oltre a ripetuti insulti e reiterate minacce.