Insegnante di sostegno indagata a Bari: “Schiaffi e insulti a un alunno con sindrome di Down”

Una insegnante di sostegno di 47 anni, originaria della Basilicata, è indagata dalla Procura di Bari con l’accusa di aver maltrattato un alunno 13enne affetto da disabilità cognitiva, sindrome di Down e disturbo del linguaggio durante l’anno scolastico 2023-2024 in una scuola del capoluogo pugliese.

Secondo l’accusa, con il pretesto di spronarlo a impegnarsi di più, la docente avrebbe più volte aggredito il ragazzo sia verbalmente che fisicamente, colpendolo con schiaffi, pizzichi e calci, afferrandolo per la nuca e insultandolo con frasi offensive, provocandogli un profondo stato di sofferenza.

L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Ignazio Abbadessa, è partita dalla segnalazione dello stesso istituto scolastico ed è giunta alle battute finali. Alla docente è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, mentre il ragazzo, assistito da un legale, si è costituito parte civile nel procedimento.

Anziano morto di freddo e stenti a Taranto: la moglie accusata di maltrattamenti e abbandono di incapace

Avrebbe lasciato il marito ferito, senza cibo e al freddo per due giorni, senza chiedere aiuto a un medico o ai familiari, fino al suo decesso per ipotermia. È l’accusa contestata a una donna di 65 anni, indagata dalla Procura di Taranto al termine dell’inchiesta condotta dal Commissariato di Polizia di Martina Franca.

Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Francesca Colaci, sono partite dopo la morte dell’anziano, avvenuta il 19 novembre 2025, e avrebbero ricostruito mesi di presunti maltrattamenti. Secondo l’accusa, l’uomo sarebbe stato vittima di umiliazioni, aggressioni verbali e isolamento, oltre a essere costretto a lavorare nell’azienda agricola nonostante le sue gravi condizioni di salute.

Gli investigatori contestano inoltre alla donna di aver trascurato il marito sotto il profilo assistenziale, non garantendogli le cure prescritte, compresa l’ossigenoterapia, e di averlo lasciato privo di assistenza dopo ripetute cadute che gli avevano provocato numerose lesioni.

L’episodio più grave riguarda le ultime 48 ore di vita dell’anziano, che sarebbe rimasto incosciente su una sedia, in una stanza gelida, senza ricevere soccorsi. Trasportato in ospedale il 19 novembre, è morto poco dopo a causa dell’ipotermia aggravata dalle patologie di cui soffriva. I sanitari, insospettiti dalle sue condizioni, hanno allertato le forze dell’ordine, facendo scattare le indagini.

La 65enne è accusata di maltrattamenti e abbandono di incapace, reati per i quali rischia una pena compresa tra 12 e 24 anni di reclusione. La difesa avrà ora 20 giorni di tempo per presentare memorie o chiedere di essere interrogata, prima che la Procura decida se chiedere il rinvio a giudizio.

Sottrae materiale sanitario dall’ospedale, in casa trovati bisturi e connettori per cateteri: indagata infermiera

Un’infermiera dell’ospedale Cardinale Panico di Tricase è indagata dalla Guardia di Finanza di Otranto con l’accusa di essersi appropriata di materiale sanitario prelevato dalla struttura in cui lavora.

Secondo gli investigatori, la donna avrebbe portato via nel tempo diversi articoli medicali, per un valore ritenuto significativo ma ancora da quantificare.

Durante gli accertamenti sarebbero stati trovati nella sua abitazione bisturi sterili monouso, regolatori di flusso, connettori per cateteri, guanti chirurgici e altro materiale sanitario.

L’ospedale ha avviato verifiche interne per chiarire la vicenda e non si esclude l’adozione di provvedimenti disciplinari nei confronti dell’infermiera.

Indagata per concussione e imputata per abusi edilizi, l’assessora Starace si dimette: “Ora libera di difendermi”

L’assessora pugliese al Turismo Grazia Maria Starace si è dimessa ieri sera. Starace, indagata per concussione ai danni dell’ex marito e imputata per abusi edilizi, ha rimesso le deleghe nelle mani del presidente della Regione Antonio Decaro.

“Ringrazio il presidente per la fiducia nei miei confronti, tuttavia ritengo oggi sia giusto rimettere nelle sue mani le mie deleghe assessorili, con l’impegno di continuare a lavorare per la mia terra dai banchi del Consiglio regionale, per l’estremo valore che io ho sempre attribuito alle istituzioni e che riconosco in questo momento all’istituzione di cui faccio parte, la Regione Puglia”.

“Ho sempre vissuto il mio impegno politico ispirandomi ai principi di legalità, trasparenza e rispetto delle regole. E sono certa – prosegue Starace – di essermi sempre comportata correttamente nello svolgimento delle mie funzioni pubbliche. Tuttavia, in questo momento devo essere libera di raccontare le mie verità e di tutelare la mia famiglia dall’ esposizione mediatica che ha assunto la vicenda, che mio malgrado mi vede coinvolta. Oggi sento il dovere di difendere il mio nome, la mia storia e la storia della mia famiglia, e posso farlo solo avendo la possibilità di dimostrare la correttezza del mio operato”.

Nel motivare la decisione di rimettere le deleghe assessorili, Starace spiega che “sento come mia priorità ora proteggere i miei figli, che sono il mio bene
più prezioso. Resto serena e ho immensa fiducia nella magistratura”.

“Grazia Maria Starace ha rimesso il mandato di assessora al Turismo consegnando nelle mie mani la gestione delle deleghe assegnatele. Comprendo il suo stato d’animo e la sua necessità di essere libera di fare chiarezza e nel contempo di proteggere la sua famiglia. La ringrazio per il lavoro fatto e sono certo che potrà nelle sedi opportune far valere le sue ragioni e dimostrare la correttezza del suo operato”, il commento di Decaro.

Indagata l’assessora regionale Starace, a giudizio l’ex marito che l’accusa: “Io vittima di maltrattamenti”

Si intrecciano vicende personali e giudiziarie attorno all’assessora regionale al Turismo Graziamaria Starace. Davanti ai giudici, l’esponente della giunta regionale ha raccontato di essere stata vittima per anni di maltrattamenti da parte dell’ex marito, l’imprenditore Alessandro Corso, oggi imputato in un processo nato da un’indagine condotta nell’ambito del Codice Rosso.

Parallelamente, Starace è indagata dalla Procura di Foggia per concussione insieme al sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, e al tecnico comunale Vincenzo Ragno. Gli inquirenti ipotizzano che la revoca di una concessione demaniale al villaggio Verdemare, riconducibile alla famiglia dell’ex marito dell’assessora, possa essere stata utilizzata come forma di pressione in una controversia legata agli obblighi di mantenimento dei figli. Accuse respinte dagli indagati, che sostengono la piena regolarità dell’iter amministrativo.

Nel corso dell’udienza a porte chiuse, Starace ha riferito di presunte vessazioni e violenze psicologiche subite nel tempo, anche in presenza di terze persone. A supporto dell’accusa sono stati ascoltati anche familiari e amici della coppia.

L’inchiesta per concussione si concentra inoltre su alcune registrazioni effettuate dall’ex assessore comunale Tano Paglialunga, oggi considerato uno dei principali testimoni. I contenuti, custoditi in un telefono e in un registratore sequestrati dai carabinieri, sono attualmente oggetto di accertamenti tecnici.

La vicenda continua ad alimentare il dibattito politico e mediatico, con possibili ripercussioni anche sugli equilibri della giunta regionale guidata da Antonio Decaro.

Choc a Bari, insegnante di sostegno indagata per maltrattamenti: vittima un 13enne con sindrome di Down

Una docente di sostegno 50enne di Bari è indagata con l’accusa di maltrattamenti aggravati nei confronti di un alunno di 13 anni affetto da sindrome di Down. Secondo quanto contestato dal pubblico ministero Ignazio Abbadessa, tra il 2023 e il 2024 l’insegnante avrebbe rivolto al ragazzo aggressioni fisiche e verbali, arrivando in alcuni casi a colpirlo con schiaffi, pizzichi e persino con i tacchi delle scarpe.

Le presunte condotte sarebbero avvenute anche davanti ai compagni di classe e sarebbero state giustificate dalla docente come un modo per stimolare l’attenzione e l’impegno scolastico dell’alunno. Tra gli episodi contestati, anche uno schiaffo che avrebbe fatto cadere gli occhiali al ragazzo, accompagnato da frasi offensive e minacciose.

Nei giorni scorsi la polizia locale ha notificato alle parti l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. L’inchiesta della Procura è partita dopo una segnalazione dell’istituto scolastico. L’insegnante, che avrà ora la possibilità di presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogata, resta indagata: le accuse dovranno essere valutate da un giudice prima di eventuali decisioni processuali.

Indagata per concussione l’assessora regionale Starace: pressioni per togliere la concessione del lido all’ex marito

La Procura di Foggia ha iscritto nel registro degli indagati Graziamaria Starace, assessora regionale al Turismo ed ex assessora comunale di Vieste, con l’accusa di concussione. L’inchiesta riguarda presunte pressioni esercitate per ottenere la revoca di una concessione comunale intestata all’ex marito Alessandro Corso. Secondo gli investigatori, l’iniziativa sarebbe stata motivata da contrasti legati al mancato pagamento degli alimenti.

Nell’indagine risultano coinvolti anche il sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, e un dirigente comunale. La vicenda è emersa dopo la notifica di un decreto per accertamenti tecnici irripetibili sui telefoni sequestrati agli indagati.

Tra le persone coinvolte figura anche Gaetano Antonio Paglialonga, ex assessore ai Grandi eventi, revocato dall’incarico dal sindaco dopo la scoperta di alcune registrazioni effettuate di nascosto durante conversazioni riguardanti il caso. Paglialonga, fratello dell’attuale compagna di Corso, avrebbe poi denunciato quanto appreso agli inquirenti.

La concessione oggetto della vicenda sarebbe stata successivamente ripristinata. Nobiletti respinge le accuse e sostiene che la revoca fosse stata adottata sulla base di verifiche che avevano evidenziato irregolarità.

Sul fronte politico non mancano le polemiche. Paglialonga ha dichiarato che la revoca del suo incarico non sarebbe legata a divergenze amministrative, ma al fatto di essere diventato testimone di un procedimento penale che coinvolgerebbe il sindaco. L’ex assessore ha inoltre sottolineato che le registrazioni sono già agli atti degli organi competenti e oggetto di approfondimenti investigativi.

L’assessora Starace, attualmente assente per motivi personali, non ha rilasciato dichiarazioni. Dalla Regione fanno sapere che la vicenda sarà valutata nei prossimi giorni.

Casa Caterina, l’ombra di Schettino sulla rsa: la compagna indagata incontra i dipendenti

Torniamo ad occuparci di Casa Caterina, la rsa di Adelfia finita al centro di un’inchiesta che ha portato la Procura di Bari a indagare sette persone, tra l’altro anche per maltrattamento e abbandono. Nei giorni scorsi, come vi abbiamo raccontato, Nas e Finanza hanno fatto accertamenti, perquisizioni e sequestri, anche presso le abitazioni di alcuni indagati.

La struttura funziona, è ancora aperta regolarmente, gli ospiti anziani all’interno sono sereni e sono accuditi grazie alla straordinaria dedizione dei dipendenti (che presto saranno pagati).

Dopo aver incontrato sul posto il nuovo amministratore Gianni Melaccio che, per conto di una cordata, ha preso in mano la situazione anche da un punto di vista finanziario, vi parliamo del blitz in struttura della moglie dell’imprenditore brindisino Michele Schettino, agli arresti domiciliari e indagato dalla Procura di Lecce per bancarotta fraudolenta nell’ambito della gestione di altre rsa. Lo stesso Schettino, con la sua compagna, sono indagati anche nell’inchiesta della Procura di Bari aperta su Casa Caterina.

Picchia la figlia e le mette asciugamano in bocca per non far sentire urla e pianti ai vicini: indagata mamma

Una bambina di appena 9 anni, di origini sudamericane e residente in un comune del Salento, è stata allontanata dalla madre e collocata in una comunità su disposizione del Tribunale per i minorenni, al termine di una vicenda di presunti maltrattamenti domestici.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la piccola sarebbe stata vittima di ripetute violenze fisiche per motivi futili. In alcune circostanze, la madre avrebbe tentato di soffocarne le urla inserendole un asciugamano in bocca per evitare che i vicini sentissero.

La donna, che si è sempre difesa parlando di presunte manipolazioni da parte del padre, ha ricevuto un avviso di conclusione delle indagini con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati.

A far emergere la situazione, nel marzo 2025, è stata una zia paterna che si è rivolta a un centro antiviolenza, fornendo anche immagini delle ferite riportate dalla bambina. Tra gli episodi documentati figurano percosse, morsi, lancio di oggetti e aggressioni verbali, spesso – secondo le ricostruzioni – in contesti di abuso di alcol.

La minore, ascoltata dai giudici, ha confermato i maltrattamenti parlando di episodi continui che le provocavano paura e crisi di pianto. Parallelamente al procedimento penale, è stato avviato anche un iter civile per valutare la decadenza della responsabilità genitoriale. La donna ha ora venti giorni di tempo per presentare eventuali difese o chiedere di essere interrogata.

Il compagno muore, lei si presenta al notaio ma il testamento per l’eredità è falso: indagata 50enne di Canosa

Una 50enne residente a Canosa è indagata con l’accusa di aver presentato un testamento falso per ricevere l’eredità del compagno, scomparso negli scorsi mesi.

La donna, secondo quanto ricostruito, si è presentata davanti ad un notaio e ha estratto il testamento in cui viene nominata erede universale. Ma secondo la procura di Trani il documento è falso.

Così ha ricevuto un avviso di conclusione delle indagini preliminari, notificato dalla sezione di polizia giudiziaria e firmato dal pubblico ministero Marcello Catalano. Nell’eredità sono compresi beni mobili e immobili, conti correnti e anche due cani.