Abusi e bugie, giù la maschera. Fabio: “Coca e alcol mi hanno ucciso. Salvatevi siete in tempo”

Fabio non c’è più ed è arrivato il momento di raccontare tutta la verità. Non solo il tumore, Fabio è stato ucciso dalle sue dipendenze che ha portato avanti fino all’ultimo, anche nel periodo in cui è stato ospite a casa di Quinto Potere. Sono tante le cose che vi abbiamo tenuto nascoste, è arrivato il momento di raccontarle. Anche perché questa è stata una delle ultime volontà di Fabio.

Segrega, picchia e minaccia la compagna. Poi abusa della figliastra di 14 anni: arrestato 36enne barese

Dieci anni di presunte violenze, maltrattamenti e controllo. È la drammatica storia raccontata da una donna e dalla figlia, che ha portato in carcere un 36enne del Barese, accusato di violenza sessuale continuata e aggravata e maltrattamenti contro familiari.

Secondo quanto denunciato, l’uomo avrebbe progressivamente isolato la compagna da amici e parenti, impedendole di uscire e controllandone ogni movimento, arrivando a picchiarla, offenderla e minacciarla anche con armi. Le violenze avrebbero coinvolto anche i figli della donna, costretti secondo l’accusa a vivere in condizioni degradanti.

Il quadro più grave riguarda però la figlia della compagna, che avrebbe subito abusi sessuali dall’età di 12 anni fino ai 16. La ragazza avrebbe raccontato di essere stata sottoposta a un controllo ossessivo, con divieti sulle uscite, sulle amicizie, sul fidanzato e persino sul taglio dei capelli. Gli abusi, secondo la denuncia, sarebbero avvenuti anche in auto e in una casa di campagna, accompagnati da minacce e ricatti per impedirle di parlare.

La vicenda sarebbe proseguita anche dopo la fuga della donna dalla casa familiare con i figli. Secondo le accuse, l’ex compagno avrebbe continuato a perseguitarla e minacciarla, anche con il presunto coinvolgimento dei familiari e attraverso l’utilizzo di droni e messaggi sui social.

La denuncia è stata presentata ai carabinieri con il sostegno dei volontari dell’associazione Gens Nova. Lo scorso luglio il gip Alfredo Ferraro ha disposto il carcere per il 36enne. A far emergere l’inferno vissuto dalla famiglia sarebbe stata soprattutto la confessione della ragazza, che ha trovato il coraggio di raccontare gli abusi subiti, dando alla madre la forza di rompere il silenzio.

Orrore nel Barese, arrestato 36enne: accuse di abusi sulla figliastra di 13 anni e maltrattamenti alla compagna

Un uomo di 36 anni, residente in provincia di Bari, è stato arrestato con le accuse di violenza sessuale continuata e aggravata, maltrattamenti in famiglia e stalking. Il provvedimento di custodia cautelare in carcere è stato disposto dal gip Alfredo Ferraro su richiesta della Procura di Bari.

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe sottoposto la compagna a continui comportamenti vessatori, limitandone la libertà personale, arrivando a impedirle l’uso del cellulare e a imporle persino come vestirsi. Le indagini hanno però fatto emergere un quadro ancora più grave: il 36enne è accusato di aver costretto per anni la figlia tredicenne della donna a subire ripetuti abusi sessuali.

La vicenda è emersa quando la ragazza, durante un acceso litigio con l’indagato, avrebbe minacciato di raccontare tutto alla madre. Poco dopo, tra le lacrime e alla presenza di una vicina di casa, la 13enne avrebbe rivelato quanto era stata costretta a subire.

Dopo la denuncia, la giovane è stata accompagnata all’ospedale Giovanni XXIII di Bari, dove è stato attivato il protocollo previsto per le vittime di violenza sessuale. Ai medici avrebbe raccontato gli episodi di abuso, confidando anche di aver pensato al suicidio.

La minore è stata successivamente ascoltata in incidente probatorio, in un ambiente protetto e con l’assistenza di uno psicologo. Secondo quanto riportato nell’ordinanza del gip, la ragazza avrebbe fornito una ricostruzione dettagliata e coerente dei fatti, dimostrando una maturità emotiva e cognitiva ritenuta pienamente idonea a rendere testimonianza. L’uomo si trova ora in carcere, mentre le indagini proseguono.

Presunti abusi su alunne minorenni, arrestato insegnante nel Brindisino: in passato altre sanzioni disciplinari

Un insegnante è stato arrestato nel Brindisino con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di alcune alunne minorenni. L’uomo si trova agli arresti domiciliari dopo l’ordinanza emessa dal gip del tribunale di Brindisi su richiesta della Procura.

Le indagini, condotte dai carabinieri, sono iniziate dopo le segnalazioni della dirigente scolastica a cui si erano rivolti i genitori avendo appreso dalle figlie dei presunti abusi. In passato l’uomo, a causa di comportamenti simili alle accuse alla base dell’ultima ordinanza del gip, aveva già subito sanzioni disciplinari.

Le bambine avevano raccontato quanto accadeva in classe anche ad altre insegnanti, poi ascoltate dai Carabinieri. Nel corso delle indagini sono stati acquisiti anche filmati e audio su quanto avveniva in classe.

Picchia la figlia e le mette asciugamano in bocca per non far sentire urla e pianti ai vicini: indagata mamma

Una bambina di appena 9 anni, di origini sudamericane e residente in un comune del Salento, è stata allontanata dalla madre e collocata in una comunità su disposizione del Tribunale per i minorenni, al termine di una vicenda di presunti maltrattamenti domestici.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la piccola sarebbe stata vittima di ripetute violenze fisiche per motivi futili. In alcune circostanze, la madre avrebbe tentato di soffocarne le urla inserendole un asciugamano in bocca per evitare che i vicini sentissero.

La donna, che si è sempre difesa parlando di presunte manipolazioni da parte del padre, ha ricevuto un avviso di conclusione delle indagini con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati.

A far emergere la situazione, nel marzo 2025, è stata una zia paterna che si è rivolta a un centro antiviolenza, fornendo anche immagini delle ferite riportate dalla bambina. Tra gli episodi documentati figurano percosse, morsi, lancio di oggetti e aggressioni verbali, spesso – secondo le ricostruzioni – in contesti di abuso di alcol.

La minore, ascoltata dai giudici, ha confermato i maltrattamenti parlando di episodi continui che le provocavano paura e crisi di pianto. Parallelamente al procedimento penale, è stato avviato anche un iter civile per valutare la decadenza della responsabilità genitoriale. La donna ha ora venti giorni di tempo per presentare eventuali difese o chiedere di essere interrogata.

“Amici di famiglia” abusano di ragazzini minorenni durante il doposcuola: condannati due uomini a 16 anni

Due uomini di 51 e 45 anni, sposati con rito civile e residenti nel Salento, sono stati condannati a 16 anni di reclusione ciascuno dal tribunale in composizione collegiale per abusi su due minorenni. La pena è superiore alla richiesta della Procura, che aveva chiesto 12 anni.

Secondo l’accusa, i due – amici di famiglia delle vittime – avrebbero compiuto gli abusi nella loro abitazione, dove i ragazzi venivano invitati con la scusa del doposcuola.

Le indagini sono partite dal racconto di un 15enne che frequentava la casa con regolarità. Il ragazzo ha riferito di episodi avvenuti tra febbraio e luglio 2022. Un secondo caso riguarda un altro minore, di un anno più giovane, per fatti risalenti all’agosto dello stesso anno. Le dichiarazioni delle vittime, raccolte in incidente probatorio, hanno portato alla contestazione di violenza sessuale di gruppo, accolta dai giudici.

Per i due imputati sono state disposte anche pene accessorie: interdizione perpetua dai pubblici uffici e da incarichi a contatto con minori, oltre al divieto temporaneo di frequentare luoghi abitualmente frequentati da ragazzi e all’obbligo di comunicare gli spostamenti. I due sono attualmente liberi. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. Possibile il ricorso in appello.

Orrore a Lecce, abusi su una bimba di 8 anni: arrestata la madre e un 71enne. Lei partecipava e registrava

Un uomo di 71 anni ed una donna di 53 sono stati arrestati dai carabinieri e portati in carcere con le accuse di violenza sessuale aggravata, produzione e detenzione di materiale pedopornografico.

I due, residenti in Salento, non sono conviventi. I fatti contestati nel provvedimento restrittivo, emesso dal gip di Lecce su richiesta della Procura, fanno riferimento al periodo compreso tra l’agosto 2024 e l’agosto 2025 durante il quale i due indagati avrebbero sistematicamente costretto una bambina di otto anni, figlia della donna arrestata, a subire abusi sessuali da parte dell’uomo, ai quali la madre avrebbe partecipato.

Quest’ultima avrebbe inoltre documentato gli abusi con foto e video, trasmessi all’uomo assieme ad altro materiale pedopornografico riguardante la bambina.

Al momento dell’arresto i carabinieri hanno sequestrato apparati informatici nella disponibilità di entrambi gli indagati. La bambina è stata affidata a una comunità protetta, al fine di garantirne l’incolumità e di avviare il necessario percorso di supporto e recupero.

Choc a Brindisi, violenze sessuali su dieci studentesse della scuola media: indagato collaboratore

Un collaboratore di una scuola media di Brindisi è indagato con l’accusa di atti sessuali su 10 alunne minorenni dell’istituto in cui lavorava.

Le accuse nei suoi confronti sono quelle di violenza sessuale aggravata su minori di 14 anni, con l’ulteriore aggravante di aver agito all’interno – o nelle immediate vicinanze – della scuola secondaria di primo grado frequentata dalle presunte vittime.

Gli episodi si sarebbero verificati tra il 2024 e il maggio 2025, l’uomo avrebbe approfittato del proprio ruolo e della quotidiana vicinanza alle studentesse.

Le dieci ragazzine coinvolte sono state ascoltate dagli inquirenti e i loro racconti sono stati ritenuti coerenti e attendibili. L’incidente probatorio ha confermato la solidità dei loro racconti.

Choc a Taranto, abusi sessuali su bimbi di 11 e 12 anni in cambio di giri in moto: 56enne a processo

Un 56enne di Taranto è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale su minore. Secondo quanto ricostruito dalle indagini avrebbe costretto due bambini di 12 e 11 anni a subire violenze tra giugno e luglio scorso. Per l’uomo è stato disposto il giudizio immediato.

Le vittime sono amici di suo nipote, il 56enne sarebbe riuscito ad allontanarsi con loro offrendo alcuni giri in moto in cambio di rapporti sessuali in un parcheggio isolato.

In più avrebbe minacciato uno dei due bimbi di affogarlo in mare premendogli la testa sott’acqua a lungo. Le piccole vittime hanno però raccontato ai genitori le violenze subite e le indagini, condotte dalla squadra mobile, sono partite dopo le denunce.

Abusano di due uomini con disagi psichici, condannati 4 ragazzi nel Foggiano: le violenze in un video

Per avere abusato di due uomini con disagi psichici, un 20enne e un 50enne, quattro ragazzi tra i 20 e i 25 anni, tutti originari di Monte Sant’Angelo (Foggia), sono stati condannati per violenza sessuale di gruppo a pene comprese tra gli otto e i sei anni e otto mesi di reclusione.

Gli imputati, che filmarono le violenze, hanno scelto il rito abbreviato. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il primo episodio è avvenuto a Manfredonia la sera del 4 ottobre del 2024 ai danni di un ventenne di San Giovanni Rotondo.

La denuncia ai carabinieri da parte della vittima e le indagini coordinate dalla procura di Foggia hanno permesso di risalire all’identità dei quattro presunti responsabili. I carabinieri hanno poi accertato che gli stessi avrebbero abusato anche di un 50enne di Monte Sant’Angelo. A sostegno dell’accusa – a quanto si apprende – c’è anche un video delle violenze che gli imputati si sarebbero scambiati attraverso chat di messaggistica istantanea.

Dal video emergerebbe come i quattro, con violenza e minaccia, nonché abusando della condizione di inferiorità psichica delle vittime – ricostruiscono i carabinieri – le avrebbero costrette o comunque indotte a compiere e subire atti sessuali.

Alla luce degli elementi raccolti, il gip del tribunale di Foggia, su richiesta della procura, emise due ordinanze di custodia cautelare in carcere, eseguite dai carabinieri rispettivamente il 31 ottobre 2024 (a carico di due imputati di 20 e 21 anni) e il 10 dicembre 2024 (nei confronti di altri due imputati di 21 e 25 anni).