Donna di 90 anni muore in casa, il marito e le figlie gemelle vegliano il corpo per 4 giorni: l’allarme dato dai vicini

Una donna di 90 anni è stata trovata morta, da almeno quattro giorni, all’interno della sua abitazione in via Verdi, nella frazione di Villa Convento, territorio di Novoli, nel Leccese. A far scattare l’allarme sono stati alcuni residenti che da giorni avvertivano cattivi odori provenire dall’appartamento.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno rinvenuto il corpo dell’anziana in camera da letto, in avanzato stato di decomposizione. Dai primi accertamenti, il decesso sarebbe avvenuto per cause naturali.

Secondo quanto emerso, il marito e le due figlie gemelle avrebbero continuato a vivere nell’abitazione senza segnalare la morte della donna, in un contesto familiare segnato da forti fragilità sociali e personali.

Escluso il coinvolgimento di terzi, sono state avviate le operazioni di sanificazione dell’immobile mentre i tre familiari sono stati trasferiti in una struttura socio-sanitaria del territorio per ricevere assistenza. Sul posto anche il sindaco di Novoli e i Servizi sociali comunali, che hanno attivato la rete di sostegno e avvieranno l’iter per la nomina di un amministratore di sostegno per i familiari superstiti.

“Picchiata dalla famiglia del marito detenuto perché vuole cambiare vita”, la replica: “Io disabile picchiato da lei”

Torniamo ad occuparci di quanto accaduto nei giorni scorsi in Salento. Vi abbiamo parlato di una donna salentina che ha raccontato di essere stata aggredita dai familiari del marito, detenuto da circa tre anni per reati legati a un’operazione antimafia, perché aveva deciso di allontanarsi da quell’ambiente e costruire una nuova vita per sé e per il figlio. La scelta sarebbe stata vista dalla famiglia dell’uomo come una grave offesa, secondo codici ancora radicati, soprattutto per aver voluto portare via anche il bambino.

Dopo mesi di tensioni, aggravate anche dai comportamenti aggressivi del figlio che la madre voleva contrastare, il 23 aprile la situazione è degenerata: il cognato l’avrebbe picchiata con calci e pugni, lasciandola ferita a terra e minacciandola di farle togliere il figlio La donna è stata soccorsa e dimessa dall’ospedale con una prognosi di 7 giorni, poi ha denunciato l’accaduto ai carabinieri.

Ecco la versione del cognato della donna. “In riferimento all’articolo pubblicato di recente, sento il dovere di intervenire per chiarire alcuni aspetti riportati in modo inesatto. Prima di tutto, desidero precisare che io non sono mai comparso in alcun fascicolo né indagine di criminalità legata alla mia famiglia. Sono estraneo a qualsiasi reato e non ho mai avuto ruoli né responsabilità in queste vicende. In secondo luogo, voglio sottolineare che io sono stato vittima dell’episodio. Il 23 aprile, ero presente insieme a lei e a mio nipote, che è l’unico testimone diretto e può confermare esattamente come sono andate le cose. Lei ha fornito una versione parziale, omettendo che io, con una disabilità, sono stato aggredito da lei. Inoltre, è fondamentale chiarire che mio fratello e lei si erano già separati nell’ottobre 2025. La questione del trasferimento dei figli non è stata una scelta per il loro futuro, ma un desiderio personale di lei di rifarsi una vita, senza il consenso di mio fratello per poter allontanare i bambini, che è ancora detenuto presso il carcere di Lecce”.

“Inoltre, voglio chiarire che lei ha affermato che la mia famiglia è immersa in ambienti criminali e che ha voluto allontanare i figli da noi. Tuttavia, è importante sottolineare che anche nella sua famiglia esistono contesti di criminalità. Infine, voglio precisare un altro contesto fondamentale: mio fratello è stato arrestato tre anni fa, quando il bambino aveva 12 anni. In tutto questo periodo, è stata lei a dover proteggere il bambino, impedendo che seguisse cattive influenze. È stato proprio in questi anni che lei ha mantenuto un contatto costante con la mia famiglia: i bambini erano spesso con i nonni, che erano sempre presenti per qualsiasi bisogno. Infatti, io, proprio a causa di questa agitazione, dopo un anno di sospensione della terapia con Depakin, non essendo mai stato abituato a questi contesti di caserma e carabinieri, proprio per questo stato di agitazione e per le calunnie che lei ha lanciato su di me, mi sono ritrovato a dovermi rivolgere al pronto soccorso dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove ho ricevuto cure che mi hanno portato a 6 giorni di prognosi, con un possibile prolungamento deciso dal medico curante, da 10 giorni. Questa mia dichiarazione nasce dal bisogno di ristabilire la verità, perché i bambini meritano un futuro sereno e la mia famiglia non deve essere ingiustamente etichettata. Chiedo rispetto per la loro dignità e per il loro futuro, affinché la verità venga raccontata con rispetto, senza strumentalizzazioni, garantendo un futuro più sereno ai nostri bambini”.

Tragedia nel Foggiano, schianto tra moto e furgone sulla statale 16: muore una donna

Tragico incidente stradale nella mattinata del 29 aprile lungo la Statale 16, all’altezza del territorio di Apricena. Una donna ha perso la vita in seguito a un violento scontro tra uno scooter e un furgone.

L’impatto è avvenuto al chilometro 631+900, in direzione San Severo–Poggio Imperiale, nei pressi dell’incrocio con via Apricena. A seguito dell’urto, la conducente dello scooter, una donna di origine rumena, è stata sbalzata sull’asfalto, morendo sul colpo. Le sue generalità non sono state ancora rese note.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 provenienti da Apricena e Lesina, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. I rilievi sono affidati ai carabinieri della Compagnia di San Severo, che stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente.

Sparatoria a Barivecchia, è la quarta nell’ultimo mese: colpita di striscio una donna

Ancora una sparatoria a Bariveccia. In via Pier L’Eremita, a pochi passi dalla sede della Soprintendenza, una donna è stata ferita di striscio.

Sul luogo dell’accaduto sono intervenute tempestivamente le Volanti della polizia e un’ambulanza del 118, che ha prestato i primi soccorsi alla vittima. Le sue condizioni, secondo le prime informazioni, non sarebbero gravi.

L’episodio si inserisce in un contesto preoccupante: si tratta infatti del quarto ferimento registrato in città nell’ultimo mese.

Solo pochi giorni fa, nella zona del porto, un 19enne era rimasto coinvolto in un fatto analogo, alimentando l’allarme sicurezza tra i residenti.

Omicidio Carta a Foggia, possibile svolta: spunta una testimone oculare. Era sul marciapiede opposto: “Fatti viva”

Potrebbe esserci una svolta nelle indagini sull’omicidio di Dino Carta, il personal trainer ucciso lo scorso 13 aprile con quattro colpi di pistola mentre passeggiava con il cane in via Caracciolo. A catalizzare l’attenzione degli investigatori è una figura ancora senza nome: una donna ripresa dalle telecamere di videosorveglianza mentre camminava sul marciapiede opposto negli stessi istanti del delitto.

La possibile testimone, forse l’unica ad aver assistito a qualcosa di rilevante, è ora al centro degli accertamenti. Un appello diretto arriva dall’avvocato Michele Vaira, legale della famiglia della vittima: “Chiunque si riconosca nelle immagini è invitato a farsi avanti, il suo contributo potrebbe risultare decisivo per chiarire la dinamica dell’agguato”.

Intanto, proprio oggi 23 aprile, si sono svolti i funerali di Carta, mentre le indagini proseguono su più fronti. Tra questi, l’analisi delle registrazioni audio raccolte nella zona, un lavoro complesso a causa della sovrapposizione di più voci captate da una telecamera vicina al luogo dell’omicidio.

Tra le voci registrate figura anche quella di una donna che ha già chiarito di trovarsi in casa, al telefono con il marito, al momento dei fatti, confermando così la presenza di elementi estranei alla scena. Sarà la perizia fonica dei carabinieri a stabilire quali frammenti audio siano effettivamente utili alle indagini e se alcune frasi possano essere attribuite alla vittima.

In un quadro ancora frammentario, la donna ripresa dalle telecamere potrebbe rappresentare la chiave per ricostruire gli ultimi istanti di vita di Dino Carta e, soprattutto, per arrivare all’identità del suo assassino.

Frana in Molise, diretta a Bari si perde nelle campagne per colpa del navigatore: salvata dalla Protezione Civile

Si è concluso nel tardo pomeriggio dell’8 aprile l’intervento di soccorso nelle campagne di Frosolone, in provincia di Isernia, dove una donna è stata ritrovata dopo essersi smarrita lungo una strada interpoderale nei pressi della frazione Acquevive.

La donna, partita da Lanciano e diretta a Bari, aveva modificato il proprio itinerario a causa delle criticità sulla viabilità adriatica, legate alla frana di Petacciato. Le interruzioni hanno infatti interessato diversi tratti, inclusa l’autostrada A14 tra San Salvo, Montenero di Bisaccia, Petacciato e Termoli.

Seguendo le deviazioni verso Vasto e poi lungo l’asse interno tra Isernia e Campobasso, il navigatore l’ha però indirizzata su una strada di campagna interrotta da uno smottamento. Rimasta bloccata, la donna ha contattato il marito, che ha immediatamente allertato i soccorsi e si è recato sul posto.

Durante le ricerche, l’uomo ha incrociato i volontari della Protezione civile di Frosolone, già impegnati nel monitoraggio del territorio proprio a causa delle frane. I volontari hanno coordinato le operazioni, perlustrando diverse aree fino al ritrovamento della donna, successivamente messa in sicurezza.

L’episodio mette in luce le difficoltà della viabilità alternativa in condizioni di emergenza e i rischi legati all’utilizzo dei navigatori in territori segnati da continue interruzioni e smottamenti.

Tragedia a Bari, muore donna incinta di due gemelli al Di Venere: Ceglie Messapica sotto choc

Tragedia a Bari dove Graziella Navavecchia, 43enne di Ceglie Messapica, incinta di due gemelli, è deceduta all’ospedale Di Venere di Bari a causa di complicanze legate alla gravidanza.

Nonostante i tentativi dei medici, il quadro clinico si è improvvisamente aggravato e non c’è stato nulla da fare, neanche per i due bambini. Molto conosciuta in paese, la donna lascia il compagno e i familiari.

La notizia si è diffusa rapidamente, suscitando profondo dolore e sgomento tra i cittadini. I funerali si terranno oggi alle 16.30 nella chiesa di San Rocco.

Paura a Taranto, appartamento in fiamme in una palazzina: salvata donna con difficoltà motorie

Un incendio si è sviluppato questa mattina in un appartamento al quinto piano di un edificio tra viale Virgilio e via Sorcinelli, a Taranto. Una donna presente all’interno è stata soccorsa e portata all’esterno in sicurezza, secondo quanto emerso nelle prime fasi dell’intervento.

Le fiamme, visibili anche dall’esterno, hanno interessato parte dell’abitazione, generando preoccupazione tra i residenti della zona. Ancora da chiarire le cause del rogo: tra le ipotesi prese in considerazione un episodio accidentale o un guasto all’impianto elettrico.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco con più mezzi, tra cui un’autoscala, riuscendo a spegnere l’incendio e a evitare il coinvolgimento di altri appartamenti.

La donna, che potrebbe avere difficoltà motorie, è stata assistita dai sanitari del 118 senza necessità di ricovero. Presenti anche gli agenti della Polizia di Stato e della Polizia Locale per gli accertamenti. isagi alla circolazione durante le operazioni di emergenza. Proseguono le verifiche per ricostruire con precisione l’origine delle fiamme.

Bari, follia a Carbonara: anziana derubata e investita da finti carabinieri. Truffatori via con l’oro di famiglia

Momenti di paura e rabbia nel quartiere Carbonara, dove una signora anziana è stata investita e trascinata per alcuni metri da un’auto guidata dai suoi truffatori, subito dopo essere stata derubata dei propri beni più preziosi.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la donna era stata poco prima vittima di un raggiro. A quanto pare ad entrare in azione alcuni extracomunitari che si sono spacciati per carabinieri, riuscendo così ad entrare nell’abitazione. La vittima si è aggrappata all’auto ed è stata trascinata per alcuni metri.

L’anziana ha rimediato ferite in diverse parti del corpo, è stata soccorsa dal 118 e portata in ospedale in codice giallo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.

L’episodio aumenta la preoccupazione per la crescente diffusione di truffe ai danni degli anziani, spesso presi di mira con metodi sempre più aggressivi. Le forze dell’ordine sono ora al lavoro per identificare e rintracciare i responsabili.

Bari, basole sconnesse in centro. Ennesimo incidente: trauma facciale e punti per una donna di 60 anni

Le basole dissestate del centro cittadino tornano a causare incidenti. Nella mattinata di oggi, poco dopo le 10, una donna di circa sessant’anni è caduta all’angolo tra via Sparano e via Principe Amedeo, inciampando su alcune pietre irregolari e battendo il volto sul selciato.

Immediato l’intervento dei passanti, che hanno allertato i soccorsi. Il personale del 118 ha prestato le prime cure sul posto per circa venti minuti, prima di trasportare la donna al Policlinico di Bari. La ferita ha riportato un trauma facciale che ha reso necessari punti di sutura.

L’episodio non è isolato. Solo poche settimane fa, una docente universitaria era stata operata per una frattura scomposta dell’omero dopo una caduta causata da una mattonella sconnessa in via Calefati, in una serie di incidenti che continuano a sollevare preoccupazioni sulla sicurezza delle strade cittadine.

Sul fronte degli interventi, il Comune ha previsto uno stanziamento di dieci milioni di euro per la manutenzione nel 2026. Una cifra che, secondo l’assessore Scaramuzzi, resta insufficiente: per una rete urbana di circa 1.300 chilometri, servirebbero almeno il triplo delle risorse per affrontare in modo efficace il problema del basolato deteriorato.