Frana in Molise, diretta a Bari si perde nelle campagne per colpa del navigatore: salvata dalla Protezione Civile

Si è concluso nel tardo pomeriggio dell’8 aprile l’intervento di soccorso nelle campagne di Frosolone, in provincia di Isernia, dove una donna è stata ritrovata dopo essersi smarrita lungo una strada interpoderale nei pressi della frazione Acquevive.

La donna, partita da Lanciano e diretta a Bari, aveva modificato il proprio itinerario a causa delle criticità sulla viabilità adriatica, legate alla frana di Petacciato. Le interruzioni hanno infatti interessato diversi tratti, inclusa l’autostrada A14 tra San Salvo, Montenero di Bisaccia, Petacciato e Termoli.

Seguendo le deviazioni verso Vasto e poi lungo l’asse interno tra Isernia e Campobasso, il navigatore l’ha però indirizzata su una strada di campagna interrotta da uno smottamento. Rimasta bloccata, la donna ha contattato il marito, che ha immediatamente allertato i soccorsi e si è recato sul posto.

Durante le ricerche, l’uomo ha incrociato i volontari della Protezione civile di Frosolone, già impegnati nel monitoraggio del territorio proprio a causa delle frane. I volontari hanno coordinato le operazioni, perlustrando diverse aree fino al ritrovamento della donna, successivamente messa in sicurezza.

L’episodio mette in luce le difficoltà della viabilità alternativa in condizioni di emergenza e i rischi legati all’utilizzo dei navigatori in territori segnati da continue interruzioni e smottamenti.

Appalti più costosi, ex vertici della Protezione civile accusati di danno erariale: Lerario ancora nei guai

La Regione Puglia avrebbe subito un danno erariale a causa di appalti irregolari, secondo quanto sostenuto dalla Procura regionale della Corte dei conti. Nel mirino finiscono l’ex capo della Protezione civile, Mario Lerario, e il suo braccio destro Antonio Mercurio, già coinvolti in un procedimento penale sugli appalti per l’ospedale Covid alla Fiera del Levante.

Dagli iniziali 180mila euro di danno contestati, le accuse si sono ridotte a 81mila euro, in parte grazie alle argomentazioni difensive. Le somme sarebbero state spese ingiustificatamente per favorire gli imprenditori Francesco Girardi e Vito Vincenzo Leo.

Gli atti di citazione riguardano lavori pubblici come il parcheggio dell’ospedale Covid, la manutenzione di giardini e uffici regionali e interventi nella sede del Centro sperimentale del cinema. Le indagini della Guardia di finanza hanno evidenziato un meccanismo che applicava l’Iva al 22% invece del 10%, coprendo gli aumenti di spesa verso i due imprenditori.

Lerario e Mercurio potranno ora presentare memorie e documenti per difendersi nel giudizio di responsabilità amministrativa, aperto con gli atti notificati nei giorni scorsi.

Da Gaza a Bari, 15 persone trasferite al Policlinico: tra loro anche bambini. L’operazione della Protezione Civile

La Sezione della Protezione Civile della Regione Puglia si è attivata questa notte per consentire il trasferimento al Policlinico di Bari di circa quindici persone provenienti dalla Striscia di Gaza, tra cui tre pazienti, inclusi alcuni bambini bisognosi di cure specialistiche non attualmente accessibili nei territori di provenienza a causa della compromissione di diversi presìdi sanitari conseguente al conflitto in corso.

L’operazione rientra nelle attività di evacuazione sanitaria internazionale (MEDEVAC) coordinate a livello nazionale e realizzate in costante collegamento con la CROSS – Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario, struttura deputata al coordinamento dei trasferimenti sanitari complessi sul territorio nazionale e nei contesti di emergenza internazionale.

Il trasferimento dei pazienti si è sviluppato attraverso un percorso che li ha visti giungere in Italia presso l’aeroporto militare di Pratica di Mare e successivamente essere trasportati in Puglia, fino all’arrivo al Policlinico di Bari nella mattinata di oggi.

La Regione Puglia, attraverso il proprio sistema di Protezione Civile e in collaborazione con la rete sanitaria regionale, la Prefettura di Bari e la rete di volontariato della Protezione Civile e la Sala Operativa Regionale di Protezione Civile ha garantito il supporto logistico all’operazione, facendosi carico anche degli aspetti organizzativi ed economici necessari al completamento del trasferimento.

“L’operazione – ha commentato l’ing. Barbara Valenzano – rappresenta un momento concreto di umanità e di cooperazione istituzionale. La Puglia è storicamente terra di accoglienza e, anche in questa circostanza, ha saputo offrire la propria disponibilità mettendo a disposizione competenze, strutture e organizzazione per consentire a persone particolarmente fragili, tra cui dei bambini, di accedere alle cure necessarie. È un impegno che conferma la responsabilità e la sensibilità del nostro territorio nei confronti delle emergenze umanitarie”.

Le attività di accoglienza e presa in carico sanitaria proseguiranno nelle prossime ore in stretto coordinamento con le autorità nazionali, la rete ospedaliera regionale e le organizzazioni di volontariato coinvolte nelle operazioni.

Bari, appalti truccati nell’emergenza Covid: 7 rinvii a giudizio. Tra loro anche Lerario: è il terzo processo – I NOMI

Sette rinvii a giudizio e un patteggiamento: è questo l’esito dell’udienza preliminare in cui erano imputate otto persone per i reati (contestati a vario titolo) di corruzione, peculato, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, falso e turbata libertà degli incanti, relativamente al presunto giro di tangenti e appalti pilotati su alcuni lavori collegati all’emergenza pandemica del 2020, tra cui la realizzazione dell’ospedale Covid in Fiera del Levante a Bari (il cui costo sarebbe aumentato da 9,5 a più di 21 milioni).

A giudizio sono finiti l’ex dirigente della Protezione civile regionale, Mario Lerario (per lui è il terzo processo per corruzione); l’ex funzionario della Regione Puglia, Antonio Mercurio; e gli imprenditori Domenico Tancredi, Alessandro Goffredo Nuzzo, Francesco Girardi, Vito Vincenzo Leo e Vito De Mitri.

Ratificato invece il patteggiamento a nove mesi per l’imprenditore Sigismondo Zema, a cui erano contestati i reati di turbativa e falso. Il processo inizierà il 3 giugno. La Regione Puglia si è costituita parte civile.

Corruzione in Puglia, tangenti nella Protezione Civile. Sannicandro: “La priorità era salvare vite”

“La priorità era salvare vite umane. I lavori sono stati fatti in una situazione di emergenza e in grande fretta» perché «a inizio lockdown, a marzo 2020, avevamo l’urgenza di mettere subito in funzione i nuovi reparti di degenza e terapie intensive”. Lo ha detto l’ex direttore generale dell’Agenzia regionale per lo sviluppo ecosostenibile del territorio (Asset) della Puglia, Elio Sannicandro, ascoltato come testimone della difesa nel processo che vede imputato l’imprenditore Donato Mottola per una presunta tangente da 20mila euro pagata all’ex dirigente della protezione civile, Mario Lerario, in cambio di appalti.

Per questa e per un’altra tangente da 10mila euro, Lerario è già stato condannato (in abbreviato) a 5 anni e 4 mesi di reclusione per corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio Sannicandro, citato dagli avvocati Vito Belviso ed Elisa Mirabelli che difendono Mottola, è a sua volta indagato (e interdetto per 12 mesi) perché accusato di avere intascato da un altro imprenditore una tangente da 60mila euro per lavori legati al dissesto idrogeologico. Nella sua testimonianza, l’ex direttore di Asset ha ricordato come i suoi compiti all’epoca fossero “di tipo tecnico” e “di coordinamento” tra il dipartimento Salute e la Protezione civile.

Sannicandro ha poi aggiunto come la direzione dei lavori e il Rup fossero invece compiti della Protezione civile. Tra i primi lavori da portare a termine all’epoca, ha sottolineato Sannicandro, c’erano i nuovi reparti di terapia intensiva da crearsi in container per gli ospedali “Perrino” di Brindisi e “Moscati” di Taranto. “Data la grande urgenza – ha aggiunto – i lavori furono completati nel giro di 30-40 giorni. Non c’erano molte ditte in grado di realizzare opere di questo tipo, in Puglia ne furono consultate un paio”, ha detto ancora Sannicandro. Quei lavori furono poi assegnati alla Dmeco di Mottola.