Abbiamo preso parte anche noi di Quinto Potere al convegno “OLIO EVO: L’ALIMENTO PIÙ BUONO PER LA TUA SALUTE” che si è tenuto presso il Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari per approfondire, tra una bruschetta e l’altra, i benefici e il valore dell’olio extravergine d’oliva, alleato fondamentale anche del benessere. Prendete nota perché la serata conclusiva si terrà il 17 aprile 2026 presso la cooperativa.
Anaconda, pitone e boa nascosti dietro pareti finte o in congelatori: sequestro choc a Sannicandro – VIDEO
Diverse anaconda lunghe cinque metri, pitoni, boa e perfino un caimano nascosti in un locale seminterrato trasformato in un rettilario clandestino di animali esotici e pericolosi, occultato dietro una parete fittizia in una palazzina condominiale. È la scoperta effettuata dai Carabinieri del Nucleo CITES di Bari, con il supporto dei militari del Nucleo Carabinieri Parco di Altamura, nel corso di un’operazione di controllo del territorio finalizzata al contrasto della detenzione illegale di fauna esotica.
L’intervento, eseguito nell’abitato di Sannicandro di Bari, ha portato alla luce la presenza di numerosi esemplari di rettili di grandi dimensioni, appartenenti a specie considerate potenzialmente pericolose per l’incolumità pubblica, nonché protette dalla Convenzione di Washington (CITES) che tutela le specie in pericolo di estinzione, detenuti illegalmente e in condizioni incompatibili con le loro esigenze etologiche.
Nel dettaglio, sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro:
• n. 1 esemplare di Caimano dagli occhiali (Caiman crocodilus) della lunghezza di oltre 1,5 metri, detenuto all’interno di un congelatore a pozzetto adibito ad acquario di fortuna;
• n. 1 esemplare di Varano d’acqua (Varanus salvator) della lunghezza di circa 1,5 metri, rettile di notevoli dimensioni dotato di artigli e morso potenzialmente pericoloso;
• n. 2 esemplari di Anaconda verde (Eunectes murinus), lunghi circa 5 metri e del peso di circa 60 kg ciascuno, tra i serpenti più grandi e potenti al mondo, capaci di esercitare una forza di costrizione estremamente elevata;
• n. 1 esemplare di Anaconda gialla (Eunectes notaeus);
• n. 1 esemplare di Anaconda boliviana (Eunectes beniensis);
• n. 4 esemplari di Pitone birmano (Python bivittatus) della lunghezza di circa 3 metri ciascuno;
• n. 4 esemplari di Boa costrittore (Boa constrictor), lunghi dai 2 ai 3 metri ciascuno, specie nota per le sue dimensioni considerevoli e, al pari dei sopra citati pitoni birmani, con capacità di immobilizzare le prede tramite costrizione.
Il Caimano dagli occhiali, appartenente all’ordine dei Crocodilia, è un predatore selvatico dotato di mascelle estremamente potenti e comportamento potenzialmente aggressivo; la sua presenza in ambito domestico, in assenza delle prescritte autorizzazioni e di adeguate misure di sicurezza, rappresenta un concreto pericolo per l’incolumità pubblica.
Analogamente, specie come anaconda, pitoni e grandi boa, caratterizzate da dimensioni imponenti e da una notevole forza di costrizione, possono risultare estremamente pericolose se detenute da privati senza le necessarie competenze, autorizzazioni e strutture idonee, con rischi significativi sia per i detentori sia per la collettività.
Gli accertamenti effettuati hanno evidenziato che i rettili erano detenuti in assenza della prescritta documentazione CITES (Convention on International Trade of Endangered Species) e in condizioni igienico-sanitarie e ambientali non compatibili con la loro natura, all’interno di spazi improvvisati e non idonei alla custodia di specie di tali dimensioni e pericolosità, che non garantiscono la necessaria tutela del benessere degli animali.
Tutti gli esemplari sono stati pertanto sottoposti a sequestro finalizzato alla confisca per l’illecita detenzione di specie protette e pericolose per la pubblica incolumità e sono stati affidati a strutture autorizzate, idonee a garantirne la corretta custodia, la sicurezza e il benessere.
La detenzione di animali esotici e particolarmente pericolosi in contesti malavitosi rappresenta un fenomeno di rilevante allarme sociale: in diversi casi, tali animali vengono utilizzati come strumento di intimidazione od ostentazione di potere criminale sul territorio.
L’operazione si inserisce nel più ampio quadro delle attività svolte dall’Arma dei Carabinieri per la tutela della biodiversità, il contrasto ai traffici illeciti di specie protette e la prevenzione dei rischi per la sicurezza pubblica derivanti dalla detenzione illegale di animali esotici.
La detenzione dei suddetti esemplari è risultata riconducibile a un soggetto pluripregiudicato, al momento irreperibile, il quale, fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e all’esecuzione della predetta attività seguirà il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine al reato contestato, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.
Bari, pentito Sabino Pace dei Parisi. Era il reggente del clan a Sannicandro: “Ho sempre venduto droga all’ingrosso”
“Sono sempre stato un venditore all’ingrosso di stupefacenti” Con queste parole Sabino Pace, 42 anni, detto “Bino”, ha esordito davanti al Tribunale di Bari, confermando la sua decisione di collaborare con la giustizia. Considerato il reggente del clan Parisi a Sannicandro di Bari, l’uomo è ritenuto uno dei principali responsabili della gestione dello spaccio nella zona.
Comparso in videoconferenza, Pace ha ribadito le accuse nei confronti degli ex sodali, iniziando a ricostruire le dinamiche del traffico di droga. Il suo pentimento è maturato nell’ambito di un procedimento legato a un’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Bari, che lo indica come capo di un gruppo criminale operativo sul territorio. Le indagini hanno rivelato anche l’uso della piattaforma Telegram per organizzare gli ordini di stupefacenti.
Pace era già stato arrestato in una maxi operazione antidroga tra Bari e provincia, che aveva coinvolto complessivamente 38 persone. In precedenza era finito in manette anche per altri reati, tra cui estorsione, minacce a pubblico ufficiale e incendio doloso: nel 2014 aggredì un dipendente comunale e diede alle fiamme l’auto di un gioielliere.
Dopo la scelta di collaborare, è stato trasferito in una struttura carceraria lontana dalla Puglia. Secondo indiscrezioni, anche i suoi familiari sarebbero stati spostati in una località protetta.
Maxi evasione fiscale a Bari, Bitonto, Giovinazzo e Sannicandro: 26 denunce e sequestri per 600mila euro
I finanzieri della Guardia di Finanza di Bari hanno sequestrato beni per oltre 600mila euro a 22 imprese del settore edilizia e serramenti tra Bari, Bitonto, Giovinazzo e Sannicandro di Bari.
Le indagini, coordinate dalla Procura e avviate dai finanzieri di Putignano, sono partite da una verifica su una società di infissi risultata una “cartiera”, usata per emettere fatture false per circa 1,3 milioni di euro.
Le aziende coinvolte le utilizzavano per evadere IVA e imposte, causando un danno all’Erario di oltre 600mila euro. Il Tribunale di Bari ha disposto il sequestro preventivo di conti correnti, auto e immobili (oltre 350mila euro già bloccati) e 26 persone sono state denunciate.
Finale shock, l’avvocato la riporta a Sannicandro. Carolina senza freni: “Tutta colpa di Antonio”
La storia di Carolina finisce qui, una volta per tutte, e il finale è davvero sorprendente. Non ce l’aspettavamo, ma nelle ultime ore è accaduto davvero di tutto. Ora lo possiamo dire, Carolina era tornata come ospite da Anna dopo il primo tentativo non andato a buon fine.
Dopo aver attaccato Antonio, è tornata a San Nicandro Garganico. Lo ha fatto non riuscendo a sfruttare l’ospitalità concessa, tra cui il lavoro da badante trovato da Anna. Noi gettiamo una volta per tutte la spugna. Il colmo sarebbe ora vedere Carolina al fianco del figlio Luciano in una diretta su TikTok a vomitare qualsiasi cosa su di noi. Ma a questo punto non ci sorprenderebbe più niente.
Sannicandro, imprenditore accusato di aver sottratto 130mila euro alla madre: caso archiviato
Il Tribunale di Bari ha chiuso definitivamente il procedimento a carico di Geremia Florio, imprenditore di Sannicandro di Bari, inizialmente sospettato di appropriazione indebita e peculato aggravato.
Il Gip Rossana de Cristofaro ha disposto l’archiviazione, confermando l’assenza di responsabilità penale dell’imprenditore. L’indagine è stata avviata in seguito ad alcuni movimenti su due conti correnti intestati alla madre di Florio.
L’accusa sosteneva che, tra novembre e dicembre 2023, l’imprenditore avrebbe trasferito oltre 130mila euro tramite assegni circolari e bonifici a favore di parenti, con causali come “assistenza” e “regali”.
Il pubblico ministero Larissa Catella aveva inizialmente ipotizzato il reato di peculato, ritenendo che Florio operasse come amministratore di sostegno. Florio, assistito dall’avvocato Antonio Maria La Scala, ha richiesto un interrogatorio chiarificatore.
Durante l’audizione, ha dimostrato di non aver mai ricoperto formalmente tale incarico, escludendo così la configurabilità del peculato. Inoltre, la documentazione prodotta ha confermato che le somme erano state impiegate esclusivamente per le esigenze della madre, cancellando ogni sospetto di appropriazione indebita.
Binetto, bruciano rifiuti ma vengono ripresi dalla telecamere: arrestata coppia di Sannicandro
Sono stati colti in flagranza nell’atto di appiccare il fuoco ad un cumulo di rifiuti precedentemente scaricato sul suolo: si tratta di due soggetti, un uomo e una donna, residenti a Sannicandro di Bari (BA), tratti in arresto dai Carabinieri del Nucleo forestale e della Stazione territoriale di Cassano delle Murge.
I due erano stati notati dai militari mentre, a bordo di un autocarro con cassone ribaltabile, procedevano sulla strada provinciale che collega i comuni di Cassano delle Murge e Sannicandro di Bari, trasportando big bag, i classici sacchi impiegati per lo smaltimento di rifiuti.
Gli stessi militari, che già stavano indagando su attività di gestioni illecite e combustioni di rifiuti nella zona, hanno pedinato l’autocarro a distanza, finché il veicolo si è immesso in una stradina interpoderale, fermandosi in un terreno agricolo. Lì i militari si sono appostati, e osservavano che i rifiuti venivano scaricati sul suolo e che, subito dopo, i due predisponevano il rogo, ponendo sul cumulo rami secchi e carta e, infine, appiccando il fuoco.
A quel punto i militari intervenivano, fermando i soggetti che cercavano di allontanarsi. Da successivi accertamenti è risultato che l’uomo svolgeva l’attività di operatore ecologico presso un’azienda che si occupa dell’igiene urbana, risultata estranea ai fatti, e aveva effettuato il trasporto con un autocarro intestato alla società stessa, di cui si era illegittimamente appropriato. Ta i rifiuti combusti vi erano anche alcuni con caratteristiche di pericolosità, in quanto comprendevano scarti di lavorazione del settore edile, batterie al piombo, miscele bituminose, RAEE, metalli ferrosi, plastica, carta. L’uomo e la donna, fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa , sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per i reati di gestione e combustione illecita di rifiuti speciali pericolosi.
Al termine delle formalità di rito, l’uomo veniva condotto presso la casa circondariale di Bari e la donna presso la propria residenza in regime degli arresti domiciliari. L’arresto veniva convalidato dal GIP di Bari, in relazione al reato di combustione illecita di rifiuti. Giova precisare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e all’esecuzione della predetta attività seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.
L’attività è frutto di una costante e quotidiana collaborazione tra il comparto forestale e l’Arma territoriale ed è stata posta in essere sulla base delle recenti modifiche introdotte al Codice dell’Ambiente dal decreto legge 116 dell’8 agosto 2025. La nuova normativa ha reso più gravi le fattispecie di reato e ha inasprito il trattamento sanzionatorio, rafforzando l’azione di contrasto ai crimini ambientali.
Il mercato coperto è un buco nell’acqua, a Sannicandro piove sul bagnato: “Danni e pericoli”
Terrore a Sannicandro, rapina nella gioielleria. Titolare ferito e ladro bloccato dai cittadini: tre complici in fuga
Attimi di paura questa mattina a Sannicandro, in piazza Cesare Battisti, dove si è verificata una rapina nella gioielleria Cantacessi. In azione una banda composta da quattro persone, arrivata sul posto a bordo di un suv grigio. Il titolare è rimasto ferito durante il colpo.
Tre sono riusciti a scappare, il quarto invece è stato bloccato, accerchiato e fermato dai cittadini. La refurtiva, secondo le prime ricostruzioni, è stata recuperata. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno portato via il malvivente.
Omicidio Decicco a Sannicandro: il killer 24enne Alessio Gagliardi va a processo. Udienza il 4 novembre
Il 4 novembre partirà il processo a carico di Alessio Gagliardi, il 24enne accusato di aver ucciso il 19enne Gabriele Decicco con almeno sette colpi di pistola la sera del 17 dicembre scorso a Sannicandro di Bari.
Secondo le indagini Gagliardi avrebbe raggiunto la vittima a bordo di un monopattino e gli avrebbe sparato all’interno di un rivenditore aperto 24 ore al giorno in corso Vittorio Emanuele III, nel pieno centro cittadino, poco prima delle 21, prima di allontanarsi con lo stesso mezzo.
Gagliardi fu arrestato a distanza di mesi, il 26 marzo scorso. Un delitto maturato nell’ambito dei contrasti relativi al controllo della piazza di spaccio nel Comune del Barese, contesa tra gruppi vicini ai clan rivali degli Strisciuglio e dei Parisi di Bari. L’omicidio sarebbe inoltre avvenuto come ritorsione per un episodio avvenuto nel marzo precedente, quando il fratello di Decicco (minorenne) ferì un pregiudicato di un altro gruppo.










