Abbiamo preso parte anche noi di Quinto Potere al convegno “OLIO EVO: L’ALIMENTO PIÙ BUONO PER LA TUA SALUTE” che si è tenuto presso il Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari per approfondire, tra una bruschetta e l’altra, i benefici e il valore dell’olio extravergine d’oliva, alleato fondamentale anche del benessere. Prendete nota perché la serata conclusiva si terrà il 17 aprile 2026 presso la cooperativa.
Ruvo, incendio in un panificio: le fiamme dall’olio surriscaldato per friggere i panzerotti
Un incendio è divampato nella serata di ieri, intorno alle 22:30, all’interno di un panificio nel territorio comunale di Ruvo. Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme si sarebbero sviluppate dall’olio surriscaldato di una friggitrice utilizzata per la preparazione dei panzerotti.
Sul posto è prontamente intervenuta una squadra dei vigili del fuoco di Bari, che ha domato il rogo e provveduto alla messa in sicurezza dell’area interessata. Non si registrano feriti.
A seguito dell’accaduto, è stata disposta l’inibizione temporanea dei locali, in attesa delle verifiche necessarie per accertare l’agibilità della struttura e le cause precise dell’incendio.
Rubano 500mila euro di olio da una ditta di Andria con falsa identità digitale: tre arresti
Hanno rubato l’identità di una ditta di trasporti prelevando, con le credenziali false, da una ditta olearia di Andria un grosso quantitativo di olio d’oliva imbottigliato che andava consegnato in Svizzera. Il carico non è mai arrivato a destinazione e sarebbe stato invece venduto. Il valore stimato è di quasi mezzo milione di euro.
I tre presunti autori della truffa, due campani e un romeno tra i 47 e i 55 anni, sono stati arrestati dalla squadra mobile della questura di Andria con le accuse, a vario titolo, di truffa, ricettazione e possesso di documenti di identificazione falsi. La polizia ha sequestrato i mezzi usati dagli indagati per il trasporto e 426mila euro che, secondo gli investigatori, sarebbe il profitto illecitamente ottenuto.
Vittima della frode è stata una società olearia di Andria i cui titolari hanno sporto denuncia quando si sono accorti che il carico non era stato consegnato, consentendo così l’avvio delle indagini coordinate dalla Procura di Trani. La ditta di trasporto vittima del furto di identità era all’oscuro di tutto.
I responsabili della truffa hanno gestito le fasi del ritiro tramite e-mail e concordato il giorno dell’incontro fornendo dati falsi sia sui conducenti sia sulle targhe dei mezzi. Gli indagati sono stati individuati dai poliziotti grazie anche alla documentazione falsa esibita all’atto del carico e attraverso l’analisi tecnica dei sistemi di videosorveglianza perimetrale dell’azienda oltre che dei flussi documentali e telematici.
Assalto armato a camion carico di olio, autista sequestrato e abbandonato a Rutigliano: caccia alla banda
Assalto nella notte tra lunedì e martedì tra le campagne di Castel Del Monte e l’Alta Murgia dove un’autocisterna, carica di olio extravergine di oliva, è stata presa mira di mira da un commando di quattro persone.
La banda si è affiancata all’autocisterna con una vettura di grossa cilindrata. L’autista, costretto a fermarsi dai malviventi armati, è stato sequestrato, bendato e abbandonato poi nel territorio di Rutigliano.
Il mezzo, che trasportava quintali di olio per un valore di oltre 300mila euro, è stato poi ritrovato vuoto a Cerignola. La Procura di Trani ha aperto un’indagine.
Fasano, spaccia miscela di olio di semi per extravergine d’oliva di Altamura: denunciato commerciante
I finanzeri della Compagnia di Fasano hanno eseguito un controllo ispettivo nei confronti di un esercente che aveva esposto per la vendita dell’olio pubblicizzato come “extravergine di oliva 100% italiano locale di Altamura” confezionato in latte e contenitori di plastica privi di ogni indicazione obbligatoria relativa alla tracciabilità e alle indicazioni di conservazione del prodotto.
I militari hanno quindi eseguito un campionamento del prodotto, ma dagli esami di laboratorio è emerso che l’olio conteneva valori di spettrofotometria e di acidità non conformi, nonché marcatori che indicavano come l’olio in questione fosse in realtà composto da una miscela di olio di oliva e olio di semi.
Il titolare dell’esercizio commerciale è stato quindi denunciato per il reato di frode in commercio. Nel corso di un altro controllo ispettivo nei confronti di un imbottigliatore di Fasano, i militari hanno sequestrato altri 391 litri di olio extravergine italiano in quanto stoccato per la successiva vendita in contenitori con etichette prive delle indicazioni obbligatorie previste dalla normativa di settore, di cui al Regolamento UE n. 2104/2017 e dal Regolamento UE n. 1169/2011.
Olio adulterato prodotti per anni: confiscati beni per 1,6 milioni a imprenditore di Cerignola
La Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione al decreto del Tribunale di Bari e ha sequestrato beni pari a 1,6 milioni di euro ad un imprenditore di Cerignola.
A partire dagli anni ’80, l’uomo è stato ripetutamente indagato e condannato per produzione e messa in commercio su larga scala, nei mercati nazionali ed esteri, di olio d’oliva adulterato e sofisticato.
Nel mirino una società del settore dell’imbottigliamento dell’olio di oliva e di semi e il suo compendio aziendale, composto da un opificio, un capannone, un’autovettura, tre fabbricati, un terreno, due autoveicoli e diversi rapporti finanziari.
Cibo e cultura, il pane non si butta. Fippa: “Ogni giorno una fetta con l’olio contro il tumore”
Rilanciare il valore del pane, il re della tavola, e trovare manovalanza per i panifici. Questa è la doppia missione di Fippa, la Federazione Italiana Panificatori E Affini nata nel 1946 a tutela della categoria. Ogni giorno lotta per difendere i diritti dei panificatori, anche durante gli eventi per far conoscere la categoria e il valore del pane fresco.
“Ogni giorno una fetta fresca con l’olio previene cancro e tumore”, la scoperta recente di alcuni ricercatori. La tecnologia e l’attrezzattura permettono anche una produzione innovativa e meno faticosa rispetto a un tempo.
Olio lampante spacciato per extravergine, scoperta frode in Puglia: sequestrati 180 quintali. Una denuncia
La Guardia di Finanza, nel corso di un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, ha sequestrato 180 quintali di olio d’oliva, per un valore di oltre duecentomila euro, spacciato e venduto come extravergine ma risultato di qualità inferiore. L’indagine che ha portato al sequestro è stata condotta congiuntamente dai Comandi provinciali della Guardia di finanza di Catanzaro e di Barletta-Andria-Trani e dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi (Icqrf) dei prodotti agro alimentari del ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e delle Foreste.
In particolare, i Finanzieri ed i funzionari dell’Icqrf avevano intrapreso attività ispettive nelle sedi di due aziende, nelle province di Catanzaro e Barletta Andria Trani, eseguendo un riscontro quantitativo ed un campionamento del prodotto detenuto al fine di determinarne la qualità in ragione di quanto riportato sull’apposito registro telematico. L’olio in possesso del produttore catanzarese, contenuto in tre cisterne e facente parte di un’ingente quantità destinata all’azienda pugliese e già in parte a questa consegnata, era stato catalogato quale olio extra vergine Bio, mediante la compilazione del registro telematico Sian, obbligatorio per le aziende del settore.
“L’intervento della Guardia di finanza e dell’articolazione del ministero dell’Agricoltura, specializzato nella repressione delle Frodi agroalimentari, e le successive attività tecniche di accertamento – è detto in un comunicato – hanno consentito di appurare come il prodotto non rispondesse affatto alle caratteristiche chimiche ed organolettiche previste per tale qualità, ma risultasse, di fatto, olio vergine e lampante, non commestibile e caratterizzato da un eccessivo grado di acidità, oltre che potenzialmente pericoloso per la salute dei consumatori”. Il titolare della ditta individuale in cui era custodito l’olio sequestrato è stato denunciato dalla Guardia di finanza alla Procura della Repubblica di Catanzaro per i reati di frode nell’esercizio del commercio e vendita di sostanze alimentari non genuine.
Inchiesta a Milano, olio tedesco spacciato per italiano nelle mense di Esercito e Polizia: sotto inchiesta Ladisa
Olio tedesco distribuito nelle mense lombarde della Polizia e dell’Esercito spacciato per italiano. La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta per fare chiarezza sulla presunta frode nell’esecuzione dei contratti di fornitura dove è coinvolta l’azienda barese Ladisa.
Continue readingBrindisi, olio dalla Grecia spacciato per extravergine di origine italiana: 6 indagati
La Guardia di finanza ha notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari a sei persone accusate di frode nell’esercizio del commercio, contraffazione di indicazioni geografiche e falso, nell’ambito di una inchiesta sulla produzione e la vendita di olio d’oliva. I militari hanno anche eseguito il sequestro preventivo, sulla base di un decreto emesso dal gip del tribunale di Brindisi su richiesta della procura, di due aziende con sedi nelle province di Brindisi e Rieti.
Dalle attività investigative è stato possibile ricostruire anche il presunto profitto illecito ottenuto dalle imprese e dagli indagati, quantificato in oltre 940mila euro. Il sequestro preventivo ha riguardato non solo le due aziende, ma anche beni intestati alle stesse società e agli indagati. Le indagini hanno consentito di disvelare le presunte condotte illecite. La prima riguarda la commercializzazione in Italia, in un solo biennio, di circa 540 tonnellate di olio extravergine di oliva di origine greca venduto come 100% italiano. Il prodotto veniva disperso in innumerevoli travasi di piccole quantità all’interno dei serbatoi delle aziende per renderne difficile la tracciabilità: in particolare, una fornitura di olio greco aveva subito formalmente oltre 500 movimentazioni apparenti all’interno della stessa azienda. Una seconda condotta sospetta ha invece riguardato la commercializzazione di circa 500 tonnellate di olio extravergine di oliva con la falsa indicazione dell’anno di produzione.







