Ostuni, blitz della Guardia di Finanza nei luoghi della movida: scoperti 13 lavoratori in nero e violazioni fiscali

Niente scontrini e lavoro irregolare: la Guardia di Finanza intensifica i controlli nei luoghi della movida di Ostuni e nei comuni limitrofi. Nell’ambito del piano straordinario per l’estate 2026, i militari hanno concentrato le verifiche su bar, ristoranti, pizzerie, stabilimenti balneari, parcheggi e attività di Noleggio con Conducente.

Tra luglio e agosto sono stati effettuati 59 controlli, dai quali sono emerse 29 violazioni relative alla mancata o non corretta emissione e memorizzazione dei corrispettivi fiscali, pari a circa la metà degli interventi.

Sul fronte del lavoro sommerso, invece, 21 controlli hanno portato alla scoperta di 13 lavoratori completamente in nero e 4 irregolari. Alla luce delle violazioni riscontrate, sono state inoltre presentate sei proposte di sospensione dell’attività imprenditoriale all’Ispettorato del lavoro di Brindisi.

I controlli sono stati indirizzati anche grazie alle segnalazioni di cittadini e turisti, che hanno contribuito a individuare le attività e le zone considerate maggiormente a rischio.

Blitz della Guardia di Finanza in bar, ristoranti e strutture ricettive: scoperti 29 lavoratori irregolari nel Tarantino

Prosegue l’attività della Guardia di Finanza di Taranto contro il lavoro sommerso. I controlli hanno interessato diverse attività commerciali tra Taranto, Grottaglie, Massafra, Martina Franca e Manduria, con particolare attenzione a bar, ristoranti, strutture ricettive, macellerie e negozi di abbigliamento.

Il bilancio parla di 23 lavoratori completamente in nero e altri 6 irregolari, formalmente assunti ma impiegati con condizioni di lavoro e retribuzioni differenti da quelle previste dai contratti collettivi.

Per cinque datori di lavoro, oltre alle sanzioni, è scattata la segnalazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per la possibile sospensione dell’attività, prevista nei casi in cui la presenza di personale non regolarmente registrato superi i limiti stabiliti dalla legge.

Frodi fiscali, bancarotte, corruzione e criminalità organizzata: a Bari in tre anni sequestrati beni per 355 milioni

Ammonta a 355 milioni di euro il valore dei beni sequestrati in tre anni dalla Guardia di Finanza di Bari nell’ambito delle attività di contrasto all’illegalità economica e finanziaria. Il bilancio è stato presentato nel corso di una conferenza stampa dal Comando provinciale.

Una parte consistente delle indagini ha riguardato frodi fiscali, evasione dell’Iva, indebite compensazioni, crediti d’imposta e fatture false, oltre alle truffe legate ai bonus edilizi, che hanno portato a sequestri per 162,4 milioni di euro.

Tra le principali operazioni figura “Opus”, che nel 2023 ha scoperto un sistema di somministrazione illecita di manodopera nel settore della logistica, con beni sequestrati per 62 milioni di euro. Con l’operazione “Crisalide”, invece, è stata individuata una rete di ditte individuali utilizzate per emettere fatture false e ridurre il carico fiscale.

Sul fronte della criminalità economica e dei reati contro la pubblica amministrazione, tra cui corruzione, turbativa d’asta e bancarotte, sono stati disposti sequestri per 19,7 milioni di euro. Ancora più significativo il contrasto alla criminalità organizzata, con misure cautelari reali per oltre 152 milioni, di cui circa 63 milioni derivanti da misure di prevenzione patrimoniali.

Nel settore della tutela dei consumatori e del mercato sono stati sequestrati beni per circa 21 milioni di euro, compresa merce con etichette false per un valore superiore ai 9 milioni.

Il procuratore di Bari, Roberto Rossi, ha sottolineato l’importanza di colpire direttamente i patrimoni illeciti: i 355 milioni recuperati, ha spiegato, rappresentano risorse che possono tornare allo Stato e finanziare servizi pubblici come scuole, strade e asili. Un risultato ottenuto, secondo Rossi, con costi per la giustizia di poco superiori ai 2,5 milioni di euro.

Frode sui carburanti, controlli della Guardia di Finanza in Puglia: sequestrati oltre 30mila litri. Il report

Controlli rafforzati della Guardia di Finanza negli ultimi cinque mesi contro il traffico illecito di carburanti hanno portato a diverse operazioni tra Foggia, Orta Nova, Taranto e Gallipoli.

A Orta Nova, i finanzieri hanno scoperto nei pressi di un supermercato un distributore clandestino privo delle necessarie autorizzazioni e misure di sicurezza. L’area era dotata di serbatoi, pompe e attrezzature per la vendita illegale di gasolio agricolo agevolato, ceduto a 1,50 euro al litro. Sequestrati circa 1.400 litri di carburante e l’intera attrezzatura; due persone sono state denunciate.

A Taranto sono stati invece sequestrati oltre 30mila litri di carburante destinati al mercato clandestino. Il prodotto era custodito in cisterne dotate di pompe elettriche e dispenser per il travaso e la distribuzione. Anche in questo caso sono scattate denunce.

A Gallipoli è stata scoperta un’associazione per delinquere finalizzata alla violazione della normativa sulle accise. Al centro dell’indagine anche un deposito commerciale che, operando di fatto come distributore stradale, avrebbe rifornito centinaia di veicoli con gasolio agricolo.

Infine, a Foggia, un’indagine ha permesso di ricostruire l’attività di un sodalizio accusato di una sistematica evasione delle accise sui carburanti. L’operazione si è conclusa con l’applicazione di misure cautelari personali nei confronti di cinque persone.

Trani, fatture false per 136 milioni. Maxi operazione della Finanza: 65 denunce e sequestri per 20 milioni

La Guardia di Finanza del comando provinciale di Barletta-Andria-Trani ha smantellato una presunta frode fiscale milionaria nell’ambito dell’operazione “Tesori d’Oriente”, coordinata dalla Procura di Trani. Il bilancio dell’inchiesta è di 65 persone denunciate, 32 società cartiere individuate, 80 imprese coinvolte in diverse regioni italiane e beni per circa 20 milioni di euro sequestrati.

Le indagini sono partite nell’agosto dello scorso anno da un controllo sulla sicurezza dei prodotti in un’azienda di Trani gestita da cittadini cinesi, culminato con il sequestro di circa mille articoli non conformi agli standard previsti dal Codice del Consumo. Gli accertamenti hanno poi portato alla scoperta di una seconda società, operante nello stesso capannone e collegata alla prima tramite un contratto di affitto di ramo d’azienda, che avrebbe permesso di sottrarsi al pagamento di un debito fiscale di circa 500mila euro.

Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di ricostruire una rete di 32 società cartiere che, tra il 2023 e il 2025, avrebbero emesso fatture per operazioni inesistenti per oltre 136 milioni di euro, causando un’evasione fiscale superiore ai 30 milioni di euro.

Il Tribunale di Trani ha già convalidato i sequestri, che riguardano le società coinvolte, le sedi delle due aziende tranesi attive nel commercio di prodotti non alimentari e beni mobili e immobili riconducibili ai rappresentanti legali di 47 imprese, ritenute responsabili della presunta frode ai danni dell’Erario.

Gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e bancarotta distrattiva e dolosa. È stata inoltre richiesta all’Agenzia delle Entrate la chiusura di due partite IVA ancora attive riconducibili alle società cartiere.

Sequestrata area demaniale in un cantiere navale nel Salento, blitz della Finanza: contestati reati ambientali

Sequestrata un’area demaniale marittima di circa 60 metri quadrati nei pressi di un cantiere navale di un porto turistico del Salento, al termine di un’operazione della Guardia di Finanza di Otranto, coordinata dal Reparto Operativo Aeronavale di Bari. L’intervento ha interessato una società che gestisce un cantiere navale, un’officina meccanica e alcuni pontili per l’ormeggio di imbarcazioni.

Secondo quanto accertato dai militari, l’area veniva utilizzata per il carenamento delle unità da diporto senza sistemi di contenimento delle polveri e di raccolta delle acque di prima pioggia. Le indagini hanno inoltre portato alla scoperta di un foro nel cemento, ritenuto un by-pass abusivo attraverso il quale i reflui di lavorazione sarebbero stati scaricati direttamente in mare, con un potenziale rischio di inquinamento dell’ecosistema marino.

I tecnici di Arpa Puglia hanno effettuato campionamenti dei sedimenti del fondale per verificare l’eventuale presenza di sostanze inquinanti. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato la presunta gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi, l’assenza dell’Autorizzazione Unica Ambientale e la realizzazione di opere edilizie prive delle necessarie autorizzazioni paesaggistiche e urbanistiche.

Il legale rappresentante della società è stato segnalato all’autorità giudiziaria con le ipotesi di reato di gestione illecita di rifiuti, scarico non autorizzato di reflui industriali e abusivismo edilizio.

Andria, scoperto centro estetico abusivo. Blitz della Finanza: sequestrati locale e attrezzature

Uno studio estetico completamente attrezzato, ma privo di qualsiasi autorizzazione amministrativa e fiscale. È quanto hanno scoperto i finanzieri della Compagnia di Andria durante un controllo del territorio, insospettiti dal continuo via vai di clienti davanti a un locale senza insegne commerciali.

Gli accertamenti hanno rivelato che l’attività era totalmente abusiva e sconosciuta al fisco. All’interno del salone, suddiviso in tre stanze, erano presenti lettini per trattamenti, postazioni per trucco e parrucchiere e numerose attrezzature professionali, oltre a diplomi esposti, sulla cui autenticità sono in corso verifiche.

La Guardia di Finanza ha sequestrato strumenti e attrezzature, apponendo i sigilli al locale per impedirne la prosecuzione dell’attività. La titolare è stata segnalata alle competenti autorità amministrative.

NCC abusivi alla stazione di Ostuni, sequestrati due veicoli: uno dei conducenti aveva la patente scaduta

Controlli della Guardia di Finanza all’esterno della stazione ferroviaria di Ostuni, particolarmente frequentata da turisti e viaggiatori durante la stagione estiva. I finanzieri hanno individuato due conducenti che svolgevano l’attività di noleggio con conducente (NCC) senza le necessarie autorizzazioni amministrative. Uno dei due è risultato inoltre alla guida con la patente scaduta.

Entrambi sono stati sanzionati per l’esercizio abusivo dell’attività e i militari hanno disposto il sequestro amministrativo dei due veicoli, con il contestuale ritiro delle carte di circolazione. Al conducente con la patente scaduta è stata inoltre contestata un’ulteriore violazione.

Nel corso dei controlli sono stati elevati anche quattro verbali per la mancata memorizzazione elettronica dei corrispettivi e due verbali per l’omessa installazione del registratore telematico.

Finto dentista a Barletta, visite senza abilitazione e iscrizione all’albo: sequestrati beni per oltre 2,7 milioni di euro

La Guardia di Finanza ha sequestrato beni per un valore complessivo di oltre 2,7 milioni di euro a un 63enne di Barletta, arrestato lo scorso novembre con l’accusa di esercizio abusivo della professione sanitaria.

L’uomo, privo di titolo abilitativo e iscrizione all’albo, avrebbe effettuato visite odontoiatriche, interventi di implantologia e altre prestazioni in uno studio dentistico allestito all’interno di un appartamento nel centro cittadino. Dopo un periodo ai domiciliari, è ora sottoposto all’obbligo di dimora.

Le indagini hanno inoltre accertato che il 63enne avrebbe organizzato un servizio di “turismo odontoiatrico” in Serbia e Romania, offrendo cure specialistiche a prezzi inferiori rispetto a quelli praticati dai professionisti abilitati.

Il sequestro, finalizzato alla confisca, comprende sei immobili, tre auto, 25 conti correnti, quote societarie, oltre all’ambulatorio con attrezzature odontoiatriche e farmaci rinvenuti durante le perquisizioni.

Riciclaggio e slot machine, maxi operazione della Finanza: 23 misure cautelari e sequestri per oltre 60 milioni

Maxi operazione della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari, contro l’impresa mafiosa e il riciclaggio di denaro nel settore dei giochi elettronici e dell’intrattenimento.

Sono in corso di esecuzione 23 misure cautelari personali nelle province di Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Taranto e Roma, oltre a misure cautelari reali per un valore complessivo superiore a 60 milioni di euro. L’inchiesta coinvolge oltre 100 persone indagate.

I dettagli dell’operazione, disposta dal GIP del Tribunale di Bari su richiesta della Procura, saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa prevista alle 10.30 presso gli uffici della Procura di Bari. Interverranno il Procuratore della Repubblica Roberto Rossi, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Bari, generale Pasquale Russo, e il Comandante del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO), generale Antonio Nicola Quintavalle Cecere.