Sequestrata area demaniale in un cantiere navale nel Salento, blitz della Finanza: contestati reati ambientali

Sequestrata un’area demaniale marittima di circa 60 metri quadrati nei pressi di un cantiere navale di un porto turistico del Salento, al termine di un’operazione della Guardia di Finanza di Otranto, coordinata dal Reparto Operativo Aeronavale di Bari. L’intervento ha interessato una società che gestisce un cantiere navale, un’officina meccanica e alcuni pontili per l’ormeggio di imbarcazioni.

Secondo quanto accertato dai militari, l’area veniva utilizzata per il carenamento delle unità da diporto senza sistemi di contenimento delle polveri e di raccolta delle acque di prima pioggia. Le indagini hanno inoltre portato alla scoperta di un foro nel cemento, ritenuto un by-pass abusivo attraverso il quale i reflui di lavorazione sarebbero stati scaricati direttamente in mare, con un potenziale rischio di inquinamento dell’ecosistema marino.

I tecnici di Arpa Puglia hanno effettuato campionamenti dei sedimenti del fondale per verificare l’eventuale presenza di sostanze inquinanti. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato la presunta gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi, l’assenza dell’Autorizzazione Unica Ambientale e la realizzazione di opere edilizie prive delle necessarie autorizzazioni paesaggistiche e urbanistiche.

Il legale rappresentante della società è stato segnalato all’autorità giudiziaria con le ipotesi di reato di gestione illecita di rifiuti, scarico non autorizzato di reflui industriali e abusivismo edilizio.

Rubato con i kalashnikov sulla SS16: camion ritrovato sul traghetto per l’Albania con targhe e documenti falsi

È stato ritrovato nel porto di Ancona il camion uso pompa per calcestruzzo che era stato rubato nei giorni scorsi lungo la strada statale 16, in Puglia, durante un assalto messo a segno da un commando armato.

Secondo quanto ricostruito, i malviventi, armati di kalashnikov, avrebbero costretto l’autista a fermarsi per impossessarsi del pesante mezzo, facendo perdere rapidamente le proprie tracce.

Il camion è stato individuato dai militari della Guardia di Finanza all’interno del garage di un traghetto in partenza per l’Albania. Al momento del ritrovamento il veicolo era già stato “ripulito”: aveva infatti targhe e documenti falsificati, nel tentativo di eludere i controlli e favorirne l’espatrio.

Il sequestro del mezzo ha permesso di sventare il trasferimento all’estero del veicolo. Sono in corso ulteriori accertamenti per risalire ai responsabili del furto e ricostruire l’intera rete criminale coinvolta nell’assalto e nel successivo tentativo di esportazione del camion.

Yacht di lusso con falso nome e equipaggio a bordo in nero: sequestro nel porto di Otranto. Due denunciati

I finanzieri della Sezione Operativa Navale di Otranto, coordinati dal Reparto Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari, hanno sequestrato uno yacht di lusso battente bandiera estera scoperto a navigare con un falso contrassegno identificativo.

Durante i controlli è emerso che il nome riportato sullo specchio di poppa non corrispondeva a quello indicato sul certificato di registrazione e nel sistema AIS di tracciamento dell’imbarcazione.

Le verifiche hanno inoltre accertato che la polizza di responsabilità civile era priva di validità, poiché non corrispondeva ai dati identificativi dell’unità e del proprietario. Dagli ulteriori accertamenti è emerso anche che tutti e tre i componenti dell’equipaggio, compreso il comandante, erano impiegati in nero. Per questo motivo è stata richiesta la sospensione dell’attività imprenditoriale.

Il comandante e il proprietario dello yacht sono stati infine segnalati all’autorità giudiziaria con l’accusa di utilizzo di falso contrassegno di individuazione.

Dehors e pedane abusivi, blitz al porto di Trani: sequestrate 6 strutture e indagate 8 persone. Multe da 93mila euro

Sei dehors utilizzati da altrettante attività di ristorazione sul porto di Trani sono stati sequestrati nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura e condotta dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari, con il supporto del Comando provinciale Bat.

Il giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo delle strutture, ritenute realizzate in assenza delle necessarie autorizzazioni e in violazione delle norme a tutela del patrimonio culturale, del demanio marittimo e dell’occupazione di suolo pubblico.

Secondo gli accertamenti, i dehors – dotati di pedane, coperture ed elementi di chiusura – avrebbero compromesso il decoro e la percezione del waterfront storico, alterando la visuale degli edifici vincolati e del porto. La Soprintendenza ha giudicato le installazioni incompatibili con il contesto storico e paesaggistico.

Nell’inchiesta risultano indagate otto persone. Contestate anche violazioni amministrative per circa 93.300 euro e disposti due ordini di ripristino dello stato dei luoghi. Sono già iniziate le operazioni di rimozione delle strutture abusive e di riduzione delle occupazioni di suolo pubblico.

Bari, 30 chili di cocaina nascosti nell’auto: la droga valeva 9 milioni di euro. Due arresti al Porto

In un vano segreto di un’auto avevano nascosto 30 kg di cocaina, che, immessi sul mercato, avrebbero fruttato oltre nove milioni di euro: a Bari due persone, una di origine turca e l’altra francese, sono state arrestate dalla Guardia di Finanza.

I militari delle Fiamme Gialle hanno scoperto la droga mentre le due persone stavano per imbarcarsi per la Grecia. In una nota diffusa dal Comando provinciale di Bari della Guardia di Finanza è spiegato che “particolarmente rilevante è risultato il sistema di occultamento: un meccanismo di apertura meccanico-idraulico, progettato su misura per il veicolo e dotato di attivazione da remoto, indice di un elevato livello di organizzazione e competenze tecniche”.

Porto di Barletta, sequestrate 5mila false pizze e pinse precotte Made in Italy: indagate due persone

Circa 5mila false pizze e pinse ‘Made in Italy’ precotte sono state sequestrate dalla guardia di finanza nel porto di Barletta. Due persone sono indagate dalla Procura di Trani con le accuse di introduzione nel territorio italiani di prodotti alimentari recanti indicazioni e denominazioni di origine contraffatte.

Si tratta di un autotrasportatore e del destinatario della merce, per lo più alimenti da forno come pizze e pinse. A bordo del tir sbarcato dall’Albania, i militari hanno trovato 5mila alimenti precotti con imballaggi e confezioni che “riportavano immagini, scritte e segni” che avrebbe indotto in errore il consumatore, che così avrebbe ritenuto “che il prodotto fosse di provenienza o origine italiana”, spiega una nota. A confermare i sospetti della guardia di finanza è stato l’esame della documentazione, che ha anche permesso di individuare i destinatari dei prodotti.

Sono state svolte perquisizioni in provincia di Napoli, Milano e Reggio Calabria, dove sono stati scoperti “prodotti della stessa natura e imballo con indicazioni contraffatte sul Made in Italy”, aggiunge la nota.

La Procura di Trani ha disposto la devoluzione in beneficenza dei prodotti alimentari a favore delle Caritas di Barletta, Andria e Trani, per “destinarli alle famiglie più bisognose della provincia”.

Fitoplancton tossico, maxi operazione al Porto di Brindisi: sequestrate 20 tonnellate di cozze nere pericolose

Maxi sequestro al porto di Brindisi, dove 20 tonnellate di cozze nere potenzialmente pericolose sono state bloccate prima di essere immesse sul mercato italiano.

Il carico, proveniente dalla Grecia e trasportato su un mezzo refrigerato partito da Igoumenitsa, è stato intercettato durante controlli congiunti effettuati da Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane, Guardia Costiera e servizio veterinario della Asl.

Gli accertamenti sanitari hanno rivelato che parte dei mitili proveniva da un’area greca soggetta a restrizioni per la presenza di fitoplancton tossico, che vieta raccolta e commercializzazione di molluschi destinati al consumo umano.

L’intero carico di cozze nere della specie Mytilus galloprovincialis è stato quindi sequestrato e respinto dalle autorità sanitarie, che hanno applicato il principio di precauzione per evitare rischi ai consumatori.

Bari, sbarcati 152 migranti al porto: in molti sono ustionati. Tra loro 27 minori e 3 donne

Sono 152 i migranti arrivati questa mattina nel porto di Bari a bordo della nave della Ong Solidaire. Tra loro anche 27 minori non accompagnati e tre donne. I profughi, provenienti da Egitto, Bangladesh e Pakistan, erano stati soccorsi nel Mediterraneo, a circa 33 miglia nautiche dalle coste libiche, e successivamente scortati dalla Guardia costiera fino al capoluogo pugliese. Alcuni presentavano tracce di ustioni.

Le operazioni di accoglienza sono coordinate dalla Prefettura di Bari insieme all’Autorità portuale del Mare Adriatico Meridionale e alla Questura, impegnata nelle procedure di identificazione e fotosegnalamento. La Croce rossa e la sanità costiera stanno invece prestando le prime cure ai migranti, che saranno poi trasferiti nei centri di prima accoglienza previsti dal piano nazionale di riparto.

Nel frattempo, altri 166 migranti sono attesi a Brindisi a bordo della Sea-Watch 5. La nave umanitaria, diretta verso il porto assegnato dall’Italia, ha effettuato nella notte un terzo intervento di soccorso salvando 13 persone da un’imbarcazione in vetroresina nel Mediterraneo.

Omicidio a Taranto, accoltellato in piazza all’alba dopo una lite: muore 35enne

Omicidio nelle prime ore del mattino nella città vecchia di Taranto. Un uomo di 35 anni, originario del Mali, è morto dopo essere stato ferito al culmine di una lite avvenuta in piazza Fontana, nelle vicinanze dell’area del porto mercantile.

Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, il 35enne sarebbe stato colpito più volte all’addome con un oggetto appuntito, probabilmente un cacciavite. Le cause dell’aggressione sono ancora in fase di accertamento.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno soccorso il ferito e lo hanno trasportato in codice rosso all’ospedale Santissima Annunziata. Nonostante i tentativi dei medici, l’uomo è deceduto poco dopo il ricovero. L’area è stata transennata dagli agenti della Polizia di Stato, con personale della Squadra Volante e della Squadra Mobile impegnato nei rilievi e nella ricerca del responsabile.

Gli investigatori stanno acquisendo le immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.

Evasione dei tribunali comunali e frode sui posti barca nel porto di Otranto: 53 denunciati

I finanzieri della sezione operativa navale di Otranto hanno scoperto un sistema di frode finalizzato all’ottenimento indebito di posti barca e all’evasione dei tributi comunali, che ha portato alla denuncia di 53 persone accuse a vario titolo di falso ideologico e truffa aggravata.

L’indagine di polizia giudiziaria ha riguardato l’analisi della documentazione presentata in relazione ad un bando pubblico per l’assegnazione di ormeggi per imbarcazioni da diporto e natanti nel porto di Otranto, da cui è emersa una “sistematica alterazione”, spiega la Gdf, della realtà anagrafica e logistica da parte di numerosi richiedenti.

Nello specifico, sono state analizzate oltre 250 posizioni e scoperte più di 50 irregolarità tra fittizie residenze e false sedi operative societarie, “strumentalmente” dichiarate nel territorio comunale idruntino al solo scopo – secondo gli investigatori – di scalare le graduatorie del bando, che prevedeva criteri di priorità e punteggi aggiuntivi per i residenti e le imprese locali.

I finanzieri, inoltre, hanno esaminato le istanze prodotte e le certificazioni allegate inerenti alle agevolazioni previste per i portatori di handicap, accertando il possesso, per alcuni dei richiedenti, unicamente della certificazione per invalidità civile e non il requisito espressamente richiesto dal bando.

L’operazione ha avuto riflessi anche sul fronte delle entrate comunali, in quanto l’accertamento delle false residenze ha fatto decadere le agevolazioni fiscali per l’abitazione principale (prima casa), di cui i soggetti interessati avevano anche indebitamente goduto. Tale condotta porterà al recupero dell’Imu non versata, per un ammontare complessivo stimato pari a circa 80.000 euro.