Bari, false candele made in Italy. Fermato tir con targa bulgara: sequestrati 156mila prodotti

Trasportava un ingente carico di candele con un falso marchio “Made in Italy”, ma la merce proveniva in realtà dall’estero. La scoperta è stata effettuata dai militari della Guardia di Finanza insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli durante un controllo su un autoarticolato con targa bulgara, in arrivo dalla Grecia.

All’interno del mezzo sono state rinvenute circa 156mila candele in paraffina riportanti la bandiera italiana e il marchio “Made in Italy”. Gli accertamenti hanno però rivelato che i prodotti erano stati fabbricati in Bulgaria, configurando così un caso di falsa indicazione di origine.

Il legale rappresentante della società destinataria della merce è stato denunciato all’Autorità giudiziaria con le accuse di vendita di prodotti con segni mendaci e contraffazione. L’intero carico è stato posto sotto sequestro.

Blitz della Finanza al porto di Bari, liberata area occupata da abusivi: rimossi 8 natanti e 19 tonnellate di rifiuti

È stata liberata dalla Guardia di Finanza un’area del porto di Bari occupata abusivamente da natanti e attrezzature da pesca non autorizzate. I militari della Stazione Navale hanno rimosso 8 natanti di varie dimensioni, molti dei quali in cattivo stato di conservazione.

Sulle imbarcazioni e sulla banchina prospiciente erano presenti anche reti e attrezzature da pesca non consentite, posizionate in assenza delle necessarie autorizzazioni.

L’intervento del Nucleo Sommozzatori ha poi consentito di smantellare 80 ormeggi e 13 scalandroni di approdo realizzati abusivamente nell’area demaniale.

Non è stato possibile risalire ai responsabili delle occupazioni illecite e, considerato lo stato di degrado del materiale rinvenuto, si è proceduto al conferimento in discarica di circa 19 tonnellate complessive di rifiuti. L’intervento ha così permesso di ripristinare il decoro dell’area portuale, che potrà ora essere nuovamente destinata a usi di pubblica utilità.

 

 

Tragedia al porto di Manfredonia, autista 60enne muore stroncato da un malore: inutile la corsa del 118

Tragedia nel pomeriggio di ieri nel porto industriale di Manfredonia dove un operaio di 60 anni è deceduto mentre era al lavoro nell’area retro portuale.

La vittima, autista e dipendente di una ditta, si è accasciato all’improvviso a causa di un malore. A lanciare l’allarme sono stati alcuni colleghi, sul posto è intervenuto il 118. I tentativi di rianimarlo sono stati inutili.

Tir sospetto al porto di Brindisi, sequestrati quasi 2.300 profumi: contenevano la sostanza cancerogena “Lilial”

I militari della Guardia di Finanza di Brindisi e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno sequestrato nel porto di Brindisi un carico di oltre 2.200 profumi irregolari.

Il sequestro è partito dopo le anomalie emerse nella documentazione di un autoarticolato sbarcato da un traghetto.

L’ispezione ha permesso di scoprire erogatori e taniche di profumi, alcuni privi di etichettatura e altri contenenti il “Lilial”, sostanza vietata dalla normativa europea perché potenzialmente cancerogena e dannosa per la salute.

I prodotti, ritenuti pericolosi e idonei a trarre in inganno i consumatori, sono stati sequestrati.

Bari, domani l’arrivo della nave Life Support di Emergency con 120 migranti: a bordo 31 minori

Arriverà nel porto di Bari domani 6 dicembre, alle 9.30, la nave di ricerca e soccorso Life Support di Emergency con 120 migranti a bordo tratti in salvo nella notte fra il 2 e il 3 dicembre in due distinte operazioni nelle acque internazionali della zona Sar libica.

Lo annuncia Emergency, spiegando che i salvataggi “hanno interessato due gommoni sovraffollati, sprovvisti di dispositivi di sicurezza come i salvagenti e inadatti ad affrontare la traversata del Mediterraneo”.

A bordo ci sono 58 uomini, 31 donne, 23 minori non accompagnati e otto accompagnati. “Le persone soccorse sono molto provate, debilitate e disidratate – spiega Serena Buzzetti, medical team leader a bordo della Life Support – molte soffrono a causa del mare mosso, alcune sono state visitate e trattate dal nostro personale sanitario. Ci sono inoltre diverse persone fragili, penso innanzi tutto alle sette donne incinte di cui una al settimo e una all’ottavo mese di gravidanza, che avrebbero bisogno il prima possibile di un controllo ginecologico approfondito, e agli otto bambini, di cui la più piccola ha solo due mesi”.

Il primo intervento, complicato dal mare mosso e dell’oscurità, ha permesso di portare in salvo 32 uomini – dei quali sette sono minori non accompagnati e tre bambini che viaggiano con almeno un familiare – e 15 donne, tra cui tre bambine accompagnate e due donne in stato di gravidanza. Il secondo soccorso, invece, ha riguardato 73 persone, 57 uomini e 16 donne. Fra loro ci sono 14 minori non accompagnati e un bambino accompagnato, due ragazze che viaggiano da sole e una bambina accompagnata, oltre a cinque donne incinte. I migranti provengono da Gambia, Guinea Bissau, Nigeria, Sud Sudan, Niger, Senegal, Camerun, Ghana e Costa D’Avorio.

Sbaglia corsia e finisce in mare, in salvo sul tetto dell’auto: “Siamo tutti sulla stessa barca”

La foto dell’uomo sul tettuccio della propria auto, finita in mare al Porto di Bari, ha fatto il giro del web. Secondo quanto ricostruito il conducente della vettura, un ragazzo albanese regolarmente residente in Italia, dopo aver superato i varchi di controllo per l’imbarco in Albania, non è riuscito a fermarsi in tempo.

Fortunatamente era solo, con lui non c’era nessuno in auto. Il ragazzo è riuscito ad uscire dalla vettura e a mettersi in piedi sul tettuccio in attesa dei soccorsi. Il recupero è stato effettuato poco dopo dalla capitaneria di porto, sul posto sono intervenuti anche i sommozzatori dei vigili del fuoco per recuperare la macchina.

Il conducente è stato trasportato poi in ospedale dove ha richiesto esplicitamente di essere sottoposto ai test per alcol e droga al fine di poter dimostrare di essere lucido.

Secondo alcune indiscrezioni pare che non vi erano barriere di sicurezza e un’illuminazione sufficiente nel punto in cui il giovane ha svoltato erroneamente. Probabilmente la vicenda non è destinata a chiudersi qui visto che il malcapitato è pronto a chiedere i danni alla autorità portuale. Ma anche a noi di Quinto Potere non mancano gli imprevisti, d’altronde siamo tutti sulla stessa barca.

Bari, pizzo mensile e schiaffi. Estorsioni al porto di Santo Spirito: chieste 3 condanne – I NOMI

Il pm antimafia Marco D’Agostino ha chiesto 3 condanne per Domenico Sidella (12 anni), Raffaele Altieri (9 anni) e Caterina Santoro (6 anni e 7 mesi), arrestati ad aprile 2024 con l’accusa di aver chiesto mensilmente dai 10 ai 100 euro a due proprietari delle imbarcazioni del porto di Santo Spirito a titolo di “protezione”.

I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2021 e il 2022. Nel corso delle indagini i carabinieri hanno rilevato come un pescatore fosse stato schiaffeggiato e un’imbarcazione data alle fiamme.

Agli imputati sono contestati i reati di estorsione e incendio, entrambi aggravati dal metodo mafioso, e occupazione di spazio demaniale. Una parte del porto, infatti, sarebbe stata abusivamente chiusa con una catena e utilizzata come parcheggio abusivo. Si tornerà il aula il 30 ottobre.

In fuga dal parcheggio fuori al Porto: “Qui gli abusivi più cattivi. Minacce e danni se non paghi”

Non solo piazza Moro e N’derre a la lanze. Anche il parcheggio situato nei pressi dell’autorità portuale di Bari è monopolizzato dai parcheggiatori abusivi, anzi qui a quanto pare la situazione è anche più grave. Sono arrivate diverse segnalazioni in redazione, in alcuni casi la situazione per poco non è degenerata. Gli abusivi qui sono più cattivi, le minacce e i danni alle auto più gravi se non viene riconosciuto il caffè a piacere.

Bari, nascosto fra la merce in un camion diretto in Albania: latitante albanese arrestato al porto

La Guardia di Finanza e la Polizia di Frontiera hanno arrestato al porto di Bari un latitante albanese. L’uomo era nascosto tra la merce di un camion in partenza per l’Albania.

I militari hanno ispezionato un autoarticolato carico di materiale elettrico pronto a imbarcarsi e hanno scoperto l’uomo, dagli accertamenti si è scoperto che si trattava di un cittadino albanese ricercato da mesi.

Su di lui pendeva infatti un mandato di cattura internazionale emesso dal Tribunale di Valona lo scorso 10 febbraio. È accusato di gravi reati commessi in Albania, tra cui maltrattamenti in famiglia, rapimento e minacce. L’uomo è stato stato portato nel carcere di Bari.

Brindisi, la nave Sea-Eye è arrivata nel porto. A bordo 52 migranti: tra loro tre neonati e due donne incinte

È attraccata pochi minuti fa nel porto di Brindisi la nave Sea-Eye con a bordo 52 migranti, soccorsi nei giorni scorsi in due operazioni distinte nel Mar Mediterraneo.

Secondo quanto riferito dalla stessa ong a bordo ci sono tre neonati e due donne incinte. All’arrivo a Brindisi i migranti sono stati accolti dal servizio di accoglienza coordinato dalla prefettura. Provengono da Egitto, Eritrea, Somalia e, a quanto si apprende, saranno trasferiti in centri di accoglienza pugliesi.