Ticket, drink e braccialetto. Festino abusivo a Santo Spirito, blitz della Locale: sorprese 100 persone a ballare

Una festa privata organizzata come una vera e propria discoteca abusiva è stata scoperta dalla Polizia Locale lo scorso 25 aprile nel quartiere Santo Spirito. L’intervento è scattato dopo una segnalazione per musica ad alto volume.

All’interno di una villa, gli agenti hanno trovato oltre 100 persone intente a ballare. Per accedere all’evento era previsto il pagamento di un biglietto, comprensivo di drink e braccialetto identificativo, modalità tipica dei locali da ballo.

Le pattuglie del Nucleo Annona e della Polizia giudiziaria hanno identificato organizzatore, dj, barman e alcuni partecipanti. L’organizzatore, insieme al proprietario dell’immobile, dovrà rispondere di apertura abusiva di luogo di pubblico spettacolo, oltre ad altre violazioni tra cui l’organizzazione di una serata senza autorizzazione, la somministrazione di cibi e bevande senza permessi e l’assenza di valutazione sull’impatto acustico.

Sull’episodio è intervenuta anche l’assessora Carla Palone, che ha sottolineato i rischi legati a eventi non autorizzati. “Il divertimento deve avvenire in sicurezza, condizione che le feste abusive non garantiscono”, le sue parole.

Bari, nuovo lido tra Palese e Santo Spirito. Via libera del Comune: bar, cabine doccia e spazi relax – IL PROGETTO

È in pubblicazione sull’Albo pretorio la determina di rilascio di una concessione demaniale marittima, con finalità turistico – ricreativa, della durata di 2 anni, avente a oggetto l’occupazione di un immobile demaniale sul lungomare tra Palese e Santo Spirito, di superficie pari a circa 652 metri quadri, ai fini dell’esercizio dell’attività di somministrazione di bevande, cibi precotti e generi di monopolio, e correlate funzioni complementari per lo svago e il tempo libero.

A esito delle procedure di gara, risulta individuato quale operatore economico affidatario della concessione il raggruppamento temporaneo di imprese composto da ALMA s.r.l.s. (mandataria) e Orizzonte Maria (mandante).

“Con questo provvedimento aggiudichiamo la sesta concessione temporanea sul mare, di durata biennale ma prorogabile, che ci permetterà di aggiungere ulteriore offerta di relax e svago sul mare per la stagione estiva, ormai alle porte, che coinvolga tutto il litorale barese, da nord a sud – spiega l’assessore allo Sviluppo locale e alle Blue economy Pietro Petruzzelli -. I titolari delle altre concessioni assegnate a San Giorgio, Torre a Mare e Santo Spirito, si preparano già ad avviare le attività, con largo anticipo rispetto allo scorso anno. A San Giorgio, per esempio, sabato 25 aprile inaugura Marèa, con i suoi chioschi in legno, parcheggio e solarium, mentre nel prossimo weekend anche Vinomar, a Torre a Mare, darà il via alla stagione. Gli altri concessionari, invece, sono al lavoro per aprire al pubblico quanto prima gli spazi assegnati”.

Nel suo complesso l’intervento si propone di valorizzare l’area e migliorarne le condizioni di sicurezza attraverso la realizzazione di uno stabilimento balneare completo di servizi, in risposta alla crescente domanda turistico-ricreativa che interessa specie la costa cittadina. Il progetto ha l’obiettivo di riqualificare e rendere pienamente fruibile un tratto di costa caratterizzato da una forte deriva urbanistica, situato tra due strutture esistenti di notevole impatto paesaggistico e prevede una sistemazione perimetrale dell’area capace di coniugare esigenze funzionali e qualità paesaggistica.

Sul lato strada, la recinzione sarà realizzata mediante vasi in legno contenenti essenze tipiche della macchia mediterranea, mentre sui lati nord e sud – oggi caratterizzati da un contesto fortemente antropizzato – saranno introdotte quinte vegetali con funzione schermante e rigenerativa. Tali elementi, integrati con canneti e vegetazione autoctona, contribuiranno a mitigare l’impatto visivo delle strutture adiacenti, creando al contempo scorci e “finestre” prospettiche che ospiteranno piccoli punti informativi dedicati alla conoscenza dell’ambiente costiero.

Nel dettaglio, la proposta progettuale prevede la realizzazione di un open bar con bancone in legno dal design minimalista, inserito nel contesto naturale grazie alla presenza di alberature che garantiscono ombreggiamento. In prossimità del bar si collocano i principali servizi, tra cui un punto di primo soccorso e l’ingresso con front office, configurato come un pergolato ombreggiante destinato a essere ricoperto da rampicanti stagionali.

L’intero sistema è impostato su una pedana lignea sopraelevata perpendicolare alla linea di battigia, progettata con adeguate pendenze per garantire l’accessibilità anche alle persone con ridotta capacità motoria.

Sono, inoltre, previste strutture leggere e amovibili per l’ombreggiamento, realizzate con paletti in legno di ulivo e teli in tessuto chiaro disposti in modo da creare un alternarsi di pieni e vuoti. Al di sotto trovano spazio pedane in legno permeabili e facilmente removibili, attrezzate con arredi di design sostenibile realizzati con materiali riciclati.

Il progetto include due blocchi funzionali costituiti da pergole in legno, delimitate da elementi naturali come cannucce o intrecci vegetali, da realizzarsi anche attraverso laboratori partecipativi aperti alla comunità. Questi spazi ospiteranno depositi, cabine spogliatoio e servizi igienici, con coperture dotate di pannelli solari.

Completano l’intervento docce all’aperto schermate da canneti, una passerella in legno per l’accesso al mare – progettata anch’essa per garantire la massima accessibilità – e pedane adibite a solarium con ombrelloni e lettini. È prevista anche una torretta di avvistamento per il bagnino, posizionata in modo da poter controllare l’area ed effettuare azioni di pronto intervento.

Infine, il progetto introduce un’area relax configurata come una piccola agorà, arricchita da essenze tipiche della macchia mediterranea e da sedute realizzate con materiali naturali e di recupero.

I manufatti previsti (bar, servizi, spogliatoi, depositi e spazi per il ristoro) saranno collocati a debita distanza dalla battigia, senza compromettere la vista del mare. L’inserimento paesaggistico sarà garantito attraverso l’uso di materiali naturali e finiture a base di calce. I percorsi saranno esclusivamente pedonali, realizzati con elementi rimovibili e permeabili, progettati per assicurare sicurezza e accessibilità universale.

Particolare attenzione sarà riservata alla sostenibilità ambientale: il progetto prevede, infatti, sistemi per il risparmio idrico, come docce a basso consumo e il riutilizzo delle acque grigie, oltre all’impiego di pannelli solari termici e fotovoltaici integrati nelle coperture, dispositivi a basso consumo energetico e materiali biocompatibili e riciclabili.

Dal punto di vista dei servizi, la struttura offrirà un’area parcheggio limitata nelle immediate vicinanze, compensata dall’introduzione di sistemi di prenotazione online per ottimizzare i flussi e ridurre la congestione, oltre a incentivi per l’utilizzo di mezzi di trasporto sostenibili. Saranno garantiti servizi essenziali quali primo soccorso, dotazioni di sicurezza e personale qualificato per il salvamento.

L’intero stabilimento è stato progettato per essere pienamente accessibile, eliminando le barriere architettoniche e prevedendo supporto dedicato alle persone con ridotta mobilità. Il verde ornamentale, costituito da specie autoctone, contribuirà sia alla qualità degli spazi sia alla mitigazione visiva delle aree limitrofe.

Omicidio Dogna a Santo Spirito, il carabiniere in aula: “In casa trovati gli strumenti usati da Rizzi”

Franco Dogna, 63 anni, è stato ucciso con 85 coltellate nella sua abitazione nel quartiere Santo Spirito di Bari, tra il 6 e il 7 gennaio 2025. Sulla scena del delitto i carabinieri hanno trovato e repertato un forchettone da cucina, un paio di forbici e il manico di un coltello senza lama, oltre a tracce di sangue.

A raccontarlo è stato un carabiniere ascoltato in aula durante il processo. Per l’omicidio è imputato il 43enne Antonio Rizzi, arrestato pochi giorni dopo il fatto nell’ambito di indagini coordinate dalla pm Carla Spagnuolo.

Secondo l’accusa, il delitto sarebbe avvenuto al culmine di una lite: Rizzi ha parlato di contrasti legati all’uso di droga, ma l’autopsia ha escluso che la vittima avesse assunto stupefacenti.

Testimoni hanno riferito che in passato Dogna aveva aiutato Rizzi a intraprendere un percorso in comunità. Dopo l’omicidio, Rizzi avrebbe pianificato una fuga all’estero, ma è stato fermato dai carabinieri. I due si conoscevano da anni. Il processo è stato rinviato al 23 marzo.

Omicidio Dogna a Santo Spirito, visionati in aula i video: il killer Rizzi ripreso all’esterno dell’abitazione

Ieri mattina si è tenuta una nuova udienza nell’ambito del processo sull’omicidio di Francesco Dogna, l’informatico ucciso a coltellate nella sua abitazione di Santo Spirito.

Dogna fu trovato senza vita la mattina del 7 gennaio 2025 nel suo appartamento di via Torino. L’autopsia ha stabilito che fu colpito con 85 coltellate. A processo c’è Antonio Rizzi, 43enne in carcere da un anno.

Nel corso dell’udienza celebrata ieri sono stati ascoltati gli operatori della polizia giudiziaria e sono state visionate le immagini delle telecamere di
videosorveglianza esterne all’abitazione della vittima dove si vede l’imputato arrivare poco dopo le 23 e suonare al campanello. ”

“‘mbà Cicc”, le parole proferite da Rizzi appena arrivato. Prima di allontanarsi a piedi però, poco prima di mezzanotte, si vede sempre Rizzi prendere a calci il cancello dall’esterno. In aula erano presenti i legali di parte civile.

Omicidio Dogna a Santo Spirito, il killer Antonio Rizzi a processo. I testimoni: “Aveva paura ma non denunciò”

“Franco aveva paura. Ci raccontava di una persona, che in passato aveva aiutato, che si presentava a casa sua, di sera, spaventando i vicini. Gli consigliammo di rivolgersi ai carabinieri”. Questo è quanto raccontato oggi, nell’aula della Corte d’Assise di Bari, da alcuni testimoni sentiti nel processo in cui è imputato Antonio Rizzi, il 43enne in carcere da un anno e accusato di aver ucciso il 63enne Franco Dogna.

Dogna fu trovato senza vita la mattina del 7 gennaio 2025 nel suo appartamento di via Torino, nel quartiere Santo Spirito di Bari. L’autopsia ha stabilito che fu colpito con 85 coltellate.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti l’omicidio fu compiuto al culmine di una lite. Rizzi, nella sua confessione, riferì di contrasti con la vittima relativamente all’uso di stupefacenti, ma dai risultati dell’autopsia è emerso come Dogna non avesse assunto nessun tipo di droga.

Anzi, secondo quanto ricostruito, Dogna in passato ha tentato di aiutare Rizzi permettendogli di iniziare un percorso in comunità. Dopo l’omicidio, Rizzi avrebbe iniziato a progettare una fuga all’estero ma fu arrestato tempestivamente dai carabinieri.

I due si sarebbero conosciuti anni prima, quando Rizzi lavorava nell’impresa che si occupava di pulizie nella sede della Regione Puglia. E a lui, come raccontato da alcuni amici agli inquirenti, Dogna avrebbe chiesto una mano per recuperare un credito che vantava nei confronti di un ex socio in affari con cui aveva aperto un b&b.

“Franco non lo denunciava perché temeva che venisse fuori la storia del recupero crediti del b&b”, hanno poi aggiunto i testimoni. La prossima udienza è in programma il 5 febbraio. Il fratello e la sorella di Dogna sono costituiti parte civile.

Bari, la spiaggia di Santo Spirito invasa da alici e sardine diventa virale sui social: la ricostruzione

Un vero e proprio mistero sulla spiaggia di Santo Spirito dove sono stati trovati migliaia di pesci morti lungo la riva. La testimonianza social di Onofrio Pinto ha scatenato diverse reazioni e suscitato curiosità per l’accaduto.

Si tratta di alici e sarde. Secondo le prime ricostruzioni pare che alcuni pescatori, a causa dell’eccessivo carico del peso del pescato, abbiano liberato parte in mare. I pesci sono poi stati trascinati fino alla spiaggia per la pazza gioia dei gabbiani e di qualcuno che ne ha approfittato armato di secchi.

Omicidio Dogna a Santo Spirito, al via il processo: il killer Antonio Rizzi alla sbarra. Prime testimonianze in aula

Al via il processo per l’omicidio di Franco Dogna, il 63enne informatico trovato morto l’8 gennaio scorso nella sua abitazione a Santo Spirito. Imputato il 42enne Antonio Rizzi, accusato di omicidio volontario. Contestata anche l’aggravante della crudeltà.

Secondo le indagini, Dogna fu ferito con 85 colpi sferrati da un coltello o da un forchettone da cucina. Rizzi fu fermato dai Carabinieri pochi giorni dopo, mentre stava pianificando una fuga all’estero, e confessò l’omicidio.

Quella sera, a casa della vittima, andò in scena una lite culminata con l’aggressione. Dogna, secondo quanto emerso dall’autopsia, non aveva assunto droghe, a differenza di quanto sostenuto da Rizzi.

La vittima stava cercando di far uscire il suo killer dal tunnel della tossicodipendenza. Nell’udienza di ieri hanno deposto in aula il cognato, la nipote della vittima e un vicino di casa. Si tornerà in aula il 29 gennaio.

Bari, pizzo mensile e schiaffi. Estorsioni al porto di Santo Spirito: chieste 3 condanne – I NOMI

Il pm antimafia Marco D’Agostino ha chiesto 3 condanne per Domenico Sidella (12 anni), Raffaele Altieri (9 anni) e Caterina Santoro (6 anni e 7 mesi), arrestati ad aprile 2024 con l’accusa di aver chiesto mensilmente dai 10 ai 100 euro a due proprietari delle imbarcazioni del porto di Santo Spirito a titolo di “protezione”.

I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2021 e il 2022. Nel corso delle indagini i carabinieri hanno rilevato come un pescatore fosse stato schiaffeggiato e un’imbarcazione data alle fiamme.

Agli imputati sono contestati i reati di estorsione e incendio, entrambi aggravati dal metodo mafioso, e occupazione di spazio demaniale. Una parte del porto, infatti, sarebbe stata abusivamente chiusa con una catena e utilizzata come parcheggio abusivo. Si tornerà il aula il 30 ottobre.

Bari, 80enne perde il controllo dell’auto e finisce sui binari a Santo Spirito: circolazione in tilt

Un ultra80enne ieri ha perso il controllo della sua utilitaria finendo sui binari della stazione ferroviaria di Santo Spirito, a Bari.

L’episodio è avvenuto nel primo pomeriggio e ha provocato disagi alla circolazione dei treni. L’anziano sta bene ma è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco per liberare il binario 1 dalla vettura.

Per farlo, riferiscono i pompieri, è stato necessario realizzare una sorta di rampa fatta di legno e mattoni e usare un particolare argano azionato a mano. La circolazione è ripresa intorno alle 18:30.

Omicidio Dogna a Santo Spirito, rinviato a giudizio il killer di Franco Dogna: contestata l’aggravante della crudeltà

Il 4 novembre prenderà il via il processo a carico di Antonio Rizzi, l’operaio 42enne ritenuto l’assassino del 63enne barese Franco Dogna, trovato senza vita nella sua casa a Santo Spirito il 7 gennaio scorso.

L’uomo è accusato di omicidio volontario aggravato. Secondo le indagini, Dogna fu ferito con 85 colpi sferrati da un coltello o da un forchettone da cucina. Rizzi fu fermato dai Carabinieri pochi giorni dopo, mentre stava pianificando una fuga all’estero, e confessò l’omicidio.

Contestata l’aggravante della crudeltà. Il fratello e la sorella di Dogna si sono costituiti parte civile. Quella sera, a casa della vittima, andò in scena una lite culminata con l’aggressione.

Dogna, secondo quanto emerso dall’autopsia, non aveva assunto droghe, a differenza di quanto sostenuto da Rizzi. La vittima stava cercando di far uscire il suo killer dal tunnel della tossicodipendenza.