Bari, tragedia in mare a Santo Spirito: 91enne muore dopo un malore durante il bagno

Tragedia nella mattinata di domenica sul litorale di Santo Spirito, a Bari. Un uomo di 91 anni è morto dopo aver accusato un malore mentre si trovava in acqua davanti al lido La Rotonda. A lanciare l’allarme è stata una bagnante che ha notato le difficoltà dell’anziano.

Immediato l’intervento degli assistenti al salvamento dello stabilimento balneare, che hanno riportato l’uomo a riva e avviato le manovre di rianimazione in attesa del 118.

Nonostante i tentativi di soccorso, il personale sanitario non ha potuto fare altro che constatarne il decesso. Tra le ipotesi, un arresto cardiocircolatorio favorito dallo sbalzo termico tra il caldo intenso e l’acqua del mare.

La tragedia arriva a pochi giorni dalla morte della pittrice barese Margherita Lovino, 79 anni, colta da un malore mentre faceva il bagno a Pane e Pomodoro. Due episodi che richiamano l’attenzione sulla necessità di adottare la massima prudenza durante la balneazione, soprattutto nelle giornate caratterizzate da temperature elevate e repentini cambiamenti delle condizioni meteo.

Omicidio Dogna a Santo Spirito, la perizia della difesa: “Rizzi era in una crisi psicotica dopo aver assunto crack”

L’omicidio di Francesco Dogna, il 63enne informatico ucciso nella sua abitazione di Santo Spirito il 7 gennaio 2025, potrebbe essere stato commesso durante una grave crisi psicopatologica provocata dall’assunzione di crack.

È quanto emerge dalla perizia di parte illustrata davanti alla Corte d’Assise di Bari dal medico legale Felice Carabellese, incaricato dalla difesa di Antonio Rizzi, reo confesso e imputato per omicidio volontario aggravato.

Secondo i consulenti, Rizzi avrebbe manifestato un episodio di distacco dalla realtà, aggravato da una personalità già compromessa e dall’abuso di sostanze. La relazione diagnostica un disturbo da uso di sostanze stimolanti e un disturbo di personalità con tratti borderline e paranoide, evidenziando una marcata difficoltà nel controllo degli impulsi.

Rizzi aveva già dichiarato in aula di aver assunto ingenti quantità di crack prima del delitto, nel quale furono inferti 85 colpi con diverse armi da taglio. Dopo l’audizione del consulente e il confronto con accusa e parti civili, la Corte ha rinviato il processo al 10 settembre, quando deciderà se disporre una nuova perizia o basarsi su quella presentata dalla difesa.

Bari, il lungomare di Santo Spirito trasformato in discarica: scatta la maxi multa. L’assessora Palone: “Uno scempio”

Cumuli di rifiuti abbandonati sul litorale nord di Bari hanno trasformato un tratto di costa in quello che l’assessora comunale alla Polizia locale, Carla Palone, ha definito uno “scempio”. La denuncia è arrivata attraverso un post sui social, corredato da una foto che mostra buste, cartoni di pizza e lattine lasciati lungo il mare.

Nel suo messaggio, Palone ha espresso amarezza per le condizioni del litorale, sottolineando come il rispetto per la città debba partire dai comportamenti dei cittadini. “La rassegnazione non è un’opzione”, ha scritto, evidenziando che controlli e interventi non sono sufficienti senza un cambiamento culturale.

Dopo gli accertamenti della Polizia locale, il responsabile dell’abbandono dei rifiuti è stato individuato nel gestore di un’attività commerciale. Nei suoi confronti sono state elevate sanzioni per un totale di 1.450 euro: mille euro per l’abbandono dei rifiuti fuori dai cassonetti, 150 euro per la mancata raccolta differenziata e 300 euro per l’errato conferimento e l’esposizione degli imballaggi. È stata inoltre emessa una diffida.

“L’obiettivo non è solo sanzionare, ma promuovere una maggiore consapevolezza civica”, ha concluso l’assessora, ribadendo che prendersi cura di Bari significa rispettarla ogni giorno.

Bari, ripulita all’alba la battigia del porticciolo di Santo Spirito. Leccese: “Intervento straordinario per ridare bellezza”

Questa mattina, all’alba, il sindaco di Bari Vito Leccese ha preso parte all’avvio delle operazioni di rimozione dei rifiuti accumulati sulla battigia del porticciolo di Santo Spirito, eseguite da Amiu Bari.

L’intervento, particolarmente complesso, è stato possibile solo dopo la caratterizzazione dei rifiuti presenti nell’area e l’acquisizione delle autorizzazioni necessarie per operare su un’area ricadente nel demanio marittimo.

“Dopo la riapertura al transito del waterfront abbiamo eseguito un intervento straordinario per restituire il porticciolo di Santo Spirito nella sua bellezza. Mi sono voluto sincerare personalmente di questo intervento, necessario dopo mesi di chiusura di questo tratto di città. Il nostro impegno per Santo Spirito non si esaurisce qui. Nelle prossime settimane procederemo col completamento degli arredi e degli interventi ancora da completare. È stata una gestazione lunga ma finalmente il risultato sta prendendo forma, e il nuovo lungomare è un piccolo gioiello restituito alla comunità. Ringrazio il personale di Amiu al quale chiedo, insieme all’azienda, di aiutarci a mantenere ogni giorno inalterata questa bellezza”, ha dichiarato il sindaco Vito Leccese.

Ticket, drink e braccialetto. Festino abusivo a Santo Spirito, blitz della Locale: sorprese 100 persone a ballare

Una festa privata organizzata come una vera e propria discoteca abusiva è stata scoperta dalla Polizia Locale lo scorso 25 aprile nel quartiere Santo Spirito. L’intervento è scattato dopo una segnalazione per musica ad alto volume.

All’interno di una villa, gli agenti hanno trovato oltre 100 persone intente a ballare. Per accedere all’evento era previsto il pagamento di un biglietto, comprensivo di drink e braccialetto identificativo, modalità tipica dei locali da ballo.

Le pattuglie del Nucleo Annona e della Polizia giudiziaria hanno identificato organizzatore, dj, barman e alcuni partecipanti. L’organizzatore, insieme al proprietario dell’immobile, dovrà rispondere di apertura abusiva di luogo di pubblico spettacolo, oltre ad altre violazioni tra cui l’organizzazione di una serata senza autorizzazione, la somministrazione di cibi e bevande senza permessi e l’assenza di valutazione sull’impatto acustico.

Sull’episodio è intervenuta anche l’assessora Carla Palone, che ha sottolineato i rischi legati a eventi non autorizzati. “Il divertimento deve avvenire in sicurezza, condizione che le feste abusive non garantiscono”, le sue parole.

Bari, nuovo lido tra Palese e Santo Spirito. Via libera del Comune: bar, cabine doccia e spazi relax – IL PROGETTO

È in pubblicazione sull’Albo pretorio la determina di rilascio di una concessione demaniale marittima, con finalità turistico – ricreativa, della durata di 2 anni, avente a oggetto l’occupazione di un immobile demaniale sul lungomare tra Palese e Santo Spirito, di superficie pari a circa 652 metri quadri, ai fini dell’esercizio dell’attività di somministrazione di bevande, cibi precotti e generi di monopolio, e correlate funzioni complementari per lo svago e il tempo libero.

A esito delle procedure di gara, risulta individuato quale operatore economico affidatario della concessione il raggruppamento temporaneo di imprese composto da ALMA s.r.l.s. (mandataria) e Orizzonte Maria (mandante).

“Con questo provvedimento aggiudichiamo la sesta concessione temporanea sul mare, di durata biennale ma prorogabile, che ci permetterà di aggiungere ulteriore offerta di relax e svago sul mare per la stagione estiva, ormai alle porte, che coinvolga tutto il litorale barese, da nord a sud – spiega l’assessore allo Sviluppo locale e alle Blue economy Pietro Petruzzelli -. I titolari delle altre concessioni assegnate a San Giorgio, Torre a Mare e Santo Spirito, si preparano già ad avviare le attività, con largo anticipo rispetto allo scorso anno. A San Giorgio, per esempio, sabato 25 aprile inaugura Marèa, con i suoi chioschi in legno, parcheggio e solarium, mentre nel prossimo weekend anche Vinomar, a Torre a Mare, darà il via alla stagione. Gli altri concessionari, invece, sono al lavoro per aprire al pubblico quanto prima gli spazi assegnati”.

Nel suo complesso l’intervento si propone di valorizzare l’area e migliorarne le condizioni di sicurezza attraverso la realizzazione di uno stabilimento balneare completo di servizi, in risposta alla crescente domanda turistico-ricreativa che interessa specie la costa cittadina. Il progetto ha l’obiettivo di riqualificare e rendere pienamente fruibile un tratto di costa caratterizzato da una forte deriva urbanistica, situato tra due strutture esistenti di notevole impatto paesaggistico e prevede una sistemazione perimetrale dell’area capace di coniugare esigenze funzionali e qualità paesaggistica.

Sul lato strada, la recinzione sarà realizzata mediante vasi in legno contenenti essenze tipiche della macchia mediterranea, mentre sui lati nord e sud – oggi caratterizzati da un contesto fortemente antropizzato – saranno introdotte quinte vegetali con funzione schermante e rigenerativa. Tali elementi, integrati con canneti e vegetazione autoctona, contribuiranno a mitigare l’impatto visivo delle strutture adiacenti, creando al contempo scorci e “finestre” prospettiche che ospiteranno piccoli punti informativi dedicati alla conoscenza dell’ambiente costiero.

Nel dettaglio, la proposta progettuale prevede la realizzazione di un open bar con bancone in legno dal design minimalista, inserito nel contesto naturale grazie alla presenza di alberature che garantiscono ombreggiamento. In prossimità del bar si collocano i principali servizi, tra cui un punto di primo soccorso e l’ingresso con front office, configurato come un pergolato ombreggiante destinato a essere ricoperto da rampicanti stagionali.

L’intero sistema è impostato su una pedana lignea sopraelevata perpendicolare alla linea di battigia, progettata con adeguate pendenze per garantire l’accessibilità anche alle persone con ridotta capacità motoria.

Sono, inoltre, previste strutture leggere e amovibili per l’ombreggiamento, realizzate con paletti in legno di ulivo e teli in tessuto chiaro disposti in modo da creare un alternarsi di pieni e vuoti. Al di sotto trovano spazio pedane in legno permeabili e facilmente removibili, attrezzate con arredi di design sostenibile realizzati con materiali riciclati.

Il progetto include due blocchi funzionali costituiti da pergole in legno, delimitate da elementi naturali come cannucce o intrecci vegetali, da realizzarsi anche attraverso laboratori partecipativi aperti alla comunità. Questi spazi ospiteranno depositi, cabine spogliatoio e servizi igienici, con coperture dotate di pannelli solari.

Completano l’intervento docce all’aperto schermate da canneti, una passerella in legno per l’accesso al mare – progettata anch’essa per garantire la massima accessibilità – e pedane adibite a solarium con ombrelloni e lettini. È prevista anche una torretta di avvistamento per il bagnino, posizionata in modo da poter controllare l’area ed effettuare azioni di pronto intervento.

Infine, il progetto introduce un’area relax configurata come una piccola agorà, arricchita da essenze tipiche della macchia mediterranea e da sedute realizzate con materiali naturali e di recupero.

I manufatti previsti (bar, servizi, spogliatoi, depositi e spazi per il ristoro) saranno collocati a debita distanza dalla battigia, senza compromettere la vista del mare. L’inserimento paesaggistico sarà garantito attraverso l’uso di materiali naturali e finiture a base di calce. I percorsi saranno esclusivamente pedonali, realizzati con elementi rimovibili e permeabili, progettati per assicurare sicurezza e accessibilità universale.

Particolare attenzione sarà riservata alla sostenibilità ambientale: il progetto prevede, infatti, sistemi per il risparmio idrico, come docce a basso consumo e il riutilizzo delle acque grigie, oltre all’impiego di pannelli solari termici e fotovoltaici integrati nelle coperture, dispositivi a basso consumo energetico e materiali biocompatibili e riciclabili.

Dal punto di vista dei servizi, la struttura offrirà un’area parcheggio limitata nelle immediate vicinanze, compensata dall’introduzione di sistemi di prenotazione online per ottimizzare i flussi e ridurre la congestione, oltre a incentivi per l’utilizzo di mezzi di trasporto sostenibili. Saranno garantiti servizi essenziali quali primo soccorso, dotazioni di sicurezza e personale qualificato per il salvamento.

L’intero stabilimento è stato progettato per essere pienamente accessibile, eliminando le barriere architettoniche e prevedendo supporto dedicato alle persone con ridotta mobilità. Il verde ornamentale, costituito da specie autoctone, contribuirà sia alla qualità degli spazi sia alla mitigazione visiva delle aree limitrofe.

Omicidio Dogna a Santo Spirito, il carabiniere in aula: “In casa trovati gli strumenti usati da Rizzi”

Franco Dogna, 63 anni, è stato ucciso con 85 coltellate nella sua abitazione nel quartiere Santo Spirito di Bari, tra il 6 e il 7 gennaio 2025. Sulla scena del delitto i carabinieri hanno trovato e repertato un forchettone da cucina, un paio di forbici e il manico di un coltello senza lama, oltre a tracce di sangue.

A raccontarlo è stato un carabiniere ascoltato in aula durante il processo. Per l’omicidio è imputato il 43enne Antonio Rizzi, arrestato pochi giorni dopo il fatto nell’ambito di indagini coordinate dalla pm Carla Spagnuolo.

Secondo l’accusa, il delitto sarebbe avvenuto al culmine di una lite: Rizzi ha parlato di contrasti legati all’uso di droga, ma l’autopsia ha escluso che la vittima avesse assunto stupefacenti.

Testimoni hanno riferito che in passato Dogna aveva aiutato Rizzi a intraprendere un percorso in comunità. Dopo l’omicidio, Rizzi avrebbe pianificato una fuga all’estero, ma è stato fermato dai carabinieri. I due si conoscevano da anni. Il processo è stato rinviato al 23 marzo.

Omicidio Dogna a Santo Spirito, visionati in aula i video: il killer Rizzi ripreso all’esterno dell’abitazione

Ieri mattina si è tenuta una nuova udienza nell’ambito del processo sull’omicidio di Francesco Dogna, l’informatico ucciso a coltellate nella sua abitazione di Santo Spirito.

Dogna fu trovato senza vita la mattina del 7 gennaio 2025 nel suo appartamento di via Torino. L’autopsia ha stabilito che fu colpito con 85 coltellate. A processo c’è Antonio Rizzi, 43enne in carcere da un anno.

Nel corso dell’udienza celebrata ieri sono stati ascoltati gli operatori della polizia giudiziaria e sono state visionate le immagini delle telecamere di
videosorveglianza esterne all’abitazione della vittima dove si vede l’imputato arrivare poco dopo le 23 e suonare al campanello. ”

“‘mbà Cicc”, le parole proferite da Rizzi appena arrivato. Prima di allontanarsi a piedi però, poco prima di mezzanotte, si vede sempre Rizzi prendere a calci il cancello dall’esterno. In aula erano presenti i legali di parte civile.

Omicidio Dogna a Santo Spirito, il killer Antonio Rizzi a processo. I testimoni: “Aveva paura ma non denunciò”

“Franco aveva paura. Ci raccontava di una persona, che in passato aveva aiutato, che si presentava a casa sua, di sera, spaventando i vicini. Gli consigliammo di rivolgersi ai carabinieri”. Questo è quanto raccontato oggi, nell’aula della Corte d’Assise di Bari, da alcuni testimoni sentiti nel processo in cui è imputato Antonio Rizzi, il 43enne in carcere da un anno e accusato di aver ucciso il 63enne Franco Dogna.

Dogna fu trovato senza vita la mattina del 7 gennaio 2025 nel suo appartamento di via Torino, nel quartiere Santo Spirito di Bari. L’autopsia ha stabilito che fu colpito con 85 coltellate.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti l’omicidio fu compiuto al culmine di una lite. Rizzi, nella sua confessione, riferì di contrasti con la vittima relativamente all’uso di stupefacenti, ma dai risultati dell’autopsia è emerso come Dogna non avesse assunto nessun tipo di droga.

Anzi, secondo quanto ricostruito, Dogna in passato ha tentato di aiutare Rizzi permettendogli di iniziare un percorso in comunità. Dopo l’omicidio, Rizzi avrebbe iniziato a progettare una fuga all’estero ma fu arrestato tempestivamente dai carabinieri.

I due si sarebbero conosciuti anni prima, quando Rizzi lavorava nell’impresa che si occupava di pulizie nella sede della Regione Puglia. E a lui, come raccontato da alcuni amici agli inquirenti, Dogna avrebbe chiesto una mano per recuperare un credito che vantava nei confronti di un ex socio in affari con cui aveva aperto un b&b.

“Franco non lo denunciava perché temeva che venisse fuori la storia del recupero crediti del b&b”, hanno poi aggiunto i testimoni. La prossima udienza è in programma il 5 febbraio. Il fratello e la sorella di Dogna sono costituiti parte civile.

Bari, la spiaggia di Santo Spirito invasa da alici e sardine diventa virale sui social: la ricostruzione

Un vero e proprio mistero sulla spiaggia di Santo Spirito dove sono stati trovati migliaia di pesci morti lungo la riva. La testimonianza social di Onofrio Pinto ha scatenato diverse reazioni e suscitato curiosità per l’accaduto.

Si tratta di alici e sarde. Secondo le prime ricostruzioni pare che alcuni pescatori, a causa dell’eccessivo carico del peso del pescato, abbiano liberato parte in mare. I pesci sono poi stati trascinati fino alla spiaggia per la pazza gioia dei gabbiani e di qualcuno che ne ha approfittato armato di secchi.