Omicidio Dogna a Santo Spirito, la perizia della difesa: “Rizzi era in una crisi psicotica dopo aver assunto crack”

L’omicidio di Francesco Dogna, il 63enne informatico ucciso nella sua abitazione di Santo Spirito il 7 gennaio 2025, potrebbe essere stato commesso durante una grave crisi psicopatologica provocata dall’assunzione di crack.

È quanto emerge dalla perizia di parte illustrata davanti alla Corte d’Assise di Bari dal medico legale Felice Carabellese, incaricato dalla difesa di Antonio Rizzi, reo confesso e imputato per omicidio volontario aggravato.

Secondo i consulenti, Rizzi avrebbe manifestato un episodio di distacco dalla realtà, aggravato da una personalità già compromessa e dall’abuso di sostanze. La relazione diagnostica un disturbo da uso di sostanze stimolanti e un disturbo di personalità con tratti borderline e paranoide, evidenziando una marcata difficoltà nel controllo degli impulsi.

Rizzi aveva già dichiarato in aula di aver assunto ingenti quantità di crack prima del delitto, nel quale furono inferti 85 colpi con diverse armi da taglio. Dopo l’audizione del consulente e il confronto con accusa e parti civili, la Corte ha rinviato il processo al 10 settembre, quando deciderà se disporre una nuova perizia o basarsi su quella presentata dalla difesa.

Cimitero di monopattini, la vera impresa di Rizzi: “Spero di essere emulato. Rispettate Bari”

Siamo arrivati ai titoli di coda dopo avervi raccontato passo dopo passo l’ultima impresa di Dino Rizzi, l’eroe che la città di Bari merita e non merita. Ha recuperato tutti i monopattini dal cimitero di via Pappacena, è arrivato a quota 29 recuperi, e non perde la speranza che il suo comportamento possa essere d’ispirazione per altri cittadini. La vera missione forse è proprio questa.

Imputazione coatta, Antonio a giudizio per le critiche a Rizzi: “Non riesci proprio a essere leale”

Nelle ultime ore ci avete inondato di messaggi per segnalarci quanto pubblicato sui social da Enrico Rizzi, attivista per i diritti degli animali con un grande seguito sui social. È arrivato il momento di rispondere e precisare alcune inesattezze, fermo restando che Quinto Potere non è un presunto sito di informazione, ma una testata giornalistica regolarmente iscritta al Registro della stampa. Come sempre ci mettiamo la faccia, senza chiedere stelline ai nostri followers.