Forte vento, tragedia sfiorata a Poggiofranco: crolla albero nel giardino dell’asilo. A Bitritto vola un dondolo

Il vento di Scirocco ha provocato numerosi disagi e danni nel Barese, fortunatamente senza conseguenze gravi per le persone. Momenti di grande paura si sono registrati nel quartiere Poggiofranco, dove un albero è crollato improvvisamente in via Giovanni Modugno.

Il tronco ha sfondato la ringhiera di protezione finendo all’interno del giardino di un asilo. Nella caduta è stata colpita anche un’auto parcheggiata nelle vicinanze.

Disagi anche alla viabilità: la strada provinciale 51, che collega Gioia del Colle a Matera, è stata temporaneamente chiusa al traffico a causa della caduta di un albero sulla carreggiata.

Situazioni di pericolo si sono verificate anche a Bitritto, dove un dondolo è stato sollevato dal vento dal secondo piano di un’abitazione, finendo in strada e danneggiando un’auto in sosta. Anche in questo caso, fortunatamente, si registrano solo danni materiali. Altri episodi si sono verificati tra Modugno e Bari, con diversi alberi spezzati dal vento.

A causa delle forti raffiche di vento è stata disposta in via precauzionale, fino a nuova disposizione, la chiusura al pubblico del cimitero monumentale e delle necropoli nelle ex frazioni. Per la stessa ragione sono stati chiusi anche i parchi e i giardini cittadini.

Fisioterapista ucciso a Poggiofranco, Vassalli condannato all’ergastolo: “Omicidio Di Giacomo premeditato”

L’omicidio di Mauro Di Giacomo, il fisioterapista ucciso a Bari la sera del 18 dicembre 2023, non avvenne al termine di una colluttazione né come risposta a insulti e minacce.

Ma fu “premeditato (…) ben prima della sua esecuzione”. Il presunto killer, l’operaio di Canosa di Puglia (Barletta-Andria-Trani) Salvatore Vassalli, “ha certamente serbato il suo proposito per un apprezzabilissimo lasso temporale”.

Lo scrivono i giudici della Corte d’Assise di Bari (presidente Sergio Di Paola, estensore Michele Parisi) nelle 92 pagine di motivazioni con cui Vassalli, lo scorso 8 gennaio, è stato condannato all’ergastolo. Nei suoi confronti sono state riconosciute le aggravanti della premeditazione, della crudeltà e dei futili motivi.

Quella sera, Vassalli aspettò Di Giacomo sotto la sua abitazione di via Tauro, nel quartiere Poggiofranco di Bari e poi, per la Corte, lo aggredì sparandogli contro sei colpi di pistola e colpendolo con il calcio dell’arma quando il fisioterapista era già a terra. Al termine dell’aggressione Vassalli risalì in macchina e tornò a Canosa.

“L’imputato – scrivono i giudici – non ha casualmente incontrato la vittima, ma si è volutamente recato sotto la sua abitazione attendendone il ritorno, armato di una pistola illegalmente detenuta”. Per i giudici, il movente dell’omicidio è “ben preciso”, e sta nel “risentimento derivante dal ritenuto errore compiuto dalla vittima nel trattamento fisioterapico cui si era sottoposta sua figlia Ornella, per cui era incardinato un processo civile finalizzato al risarcimento del danno”. Nel 2019 la figlia di Vassalli si sottopose a una manipolazione da parte di Di Giacomo che, per la donna, le avrebbe causato danni permanenti. Ne nacque dunque un processo civile (ancora in corso e ripreso nei confronti degli eredi) nell’ambito del quale, però, una consulenza tecnica ridimensionò parecchio l’entità del danno.

Arrestato a maggio 2024, al termine di indagini condotte dalla squadra mobile di Bari e coordinate dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e dal pm Matteo Soave, Vassalli confessò l’omicidio. Sostenne però di essersi recato a Bari solo per parlare con Di Giacomo e di aver reagito a minacce, insulti e a un’aggressione fisica. Una versione che i giudici hanno ritenuto inattendibile “perché irragionevole, contraddittoria, inverosimile e smentita dalle ulteriori emergenze processuali”. Nel processo, i familiari di Di Giacomo sono stati assistiti dagli avvocati Michele Laforgia e Antonio Del Vecchio.

Bimbo morto nella culla termica a Bari, Don Antonio Ruccia patteggia e incontra i fedeli: “Lascio la parrocchia”

Il parroco don Antonio Ruccia ha incontrato i fedeli nella chiesa di San Giovanni Battista a Poggiofranco per ribadire la propria innocenza nella vicenda della morte di un neonato trovato nella culla termica della parrocchia il 2 gennaio 2025.

Pur avendo patteggiato una pena di un anno (sospesa) per omicidio colposo, ha spiegato che la scelta è stata fatta per evitare una lunga battaglia giudiziaria e poter continuare il ministero sacerdotale, denunciando una forte gogna mediatica.

Secondo la Procura, il bambino morì per ipotermia perché la culla termica non funzionava correttamente e il sistema di allarme non si attivò. Don Ruccia ha invece mostrato ai parrocchiani una perizia di parte che lo scagionerebbe e ha ipotizzato altre possibili ricostruzioni della vicenda.

Durante l’incontro ha anche annunciato l’intenzione di dimettersi e lasciare la parrocchia, forse trasferendosi altrove per continuare il suo ministero, notizia che però non è stata confermata ufficialmente. Tra i fedeli alcuni lo sostengono, mentre altri restano dubbiosi sulla sua versione dei fatti.

A Bari il punto “G” del parcheggio: “Se riesci a trovarlo è una goduria”

Tutti conoscono il punto G, ma anche il punto X di Poggiofranco è abbastanza noto. Si tratta di uno dei punti nevralgici della movida barese e bisogna fare i conti puntualmente ogni sera con il problema del parcheggio. Ma in zona sono presenti anche diversi uffici e quindi il problema si ripropone anche di mattina e pomeriggio. Franco, la nostra guida, ha denunciato anche le condizioni del parcheggio seminterrato abbandonato che potrebbe rappresentare una valida soluzione al problema e non solo.

Bari, incendio a Poggiofranco. Fiamme nel campo rom: colonna di fumo nero invade la ss16

Un grosso incendio è divampato all’interno di un campo rom a ridosso della ss16. All’altezza dello svincolo per Poggiofranco, in direzione Brindisi, si è alzato in cielo una lunga colonna di fumo nero, visibile dalla distanza e pericolosa per chi è in transito. Sul posto hanno operato i Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine, non si registrano feriti. Le fiamme hanno distrutto capannoni e bruciato alberi.

Malamovida a Bari, musica oltre la mezzanotte e locali sovraffollati: scattano le multe tra Poggiofranco e Murat

Nel quadro delle strategie di prevenzione e contrasto ai fenomeni di illegalità legati alla vita notturna, su preciso impulso del Ministero dell’Interno, volto a rafforzare la sicurezza urbana e il rispetto delle normative vigenti, la Polizia di Stato a Bari ha disposto una serie di servizi straordinari di controllo dei locali pubblici.

Le attività, disposte dal Questore Annino Gargano, hanno visto l’impiego sinergico di personale della Divisione PAS (Polizia Amministrativa e Sociale), unitamente ad aliquote del Commissariato sezionale “Bari-Nuova Carrassi” e specialisti del Settore Polizia Annonaria, Ecologica e Attività Produttive del Comune di Bari. L’operazione ha riguardato le zone Murat e Poggiofranco, aree a forte vocazione commerciale e di aggregazione sociale giovanile.

Al termine delle ispezioni, sono state rilevate gravi irregolarità che hanno portato a sanzionare i titolari dei locali pubblici, per violazione del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza), avendo organizzato attività di pubblico spettacolo senza i necessari requisiti di sicurezza.

Quindi sono state elevate numerose sanzioni per altrettante infrazioni, tra cui: diffusione sonora oltre l’orario consentito (dopo le ore 24.00), sovraffollamento dei locali, con conseguente rischio per l’incolumità degli avventori, pubblicità non autorizzata di eventi tramite i canali social.

L’azione della Polizia di Stato mira a garantire che il divertimento dei cittadini avvenga in una cornice di assoluta sicurezza, tutelando al contempo i residenti e gli imprenditori che operano nel pieno rispetto delle regole. I controlli, promossi nell’ambito delle direttive ministeriali, proseguiranno con cadenza regolare su tutto il territorio cittadino e provinciale.

Omicidio Di Giacomo a Poggiofranco, Vassalli condannato all’ergastolo: “Ha agito con crudeltà e premeditazione”

La Corte di Assise di Bari ha condannato alla pena dell’ergastolo Salvatore Vassalli, l’operaio 60enne di Canosa di Puglia (Barletta-Andria-Trani) imputato per l’omicidio del fisioterapista 63enne barese Mauro Di Giacomo, ucciso la sera del 18 dicembre 2023.

Dopo oltre sette ore di camera di consiglio, i giudici (presidente Sergio Di Paola, a latere Michele Parisi) hanno ritenuto Vassalli responsabile di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e dall’aver agito per motivi futili, come contestato dalla Procura, escludendo l’aggravante della minorata difesa.

Stando alle indagini della squadra mobile di Bari, coordinate dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e dal sostituto Matteo Soave, movente del delitto sarebbe una causa civile in corso tra la vittima e la figlia dell’imputato, per una manovra fisioterapica che avrebbe causato alla donna lesioni ad un braccio.

La sera dell’omicidio Vassalli, arrestato il 16 maggio 2024 e tuttora detenuto in carcere, attese Di Giacomo nel piazzale davanti la casa del professionista, nel quartiere Poggiofranco di Bari, e, dopo una breve discussione verbale, esplose sette colpi di pistola che colpirono la vittima al volto e alle spalle, per poi infierire sul corpo esanime di Di Giacomo – di qui l’aggravante della crudeltà – colpendo il volto con il calcio dell’arma. Le motivazioni della sentenza si conosceranno tra 90 giorni.

I giudici hanno, inoltre, condannato l’imputato a risarcire le parti civili costituite, la moglie e i due figli, assistiti dagli avvocati Michele Laforgia e Antonio Del Vecchio, con provvisionali immediatamente esecutive di 75mila euro per la moglie e 50mila per ciascuno dei due figli. “Sicuramente è stata fatta giustizia – il commento dell’avvocato Laforgia -. Nessuno può essere contento quando viene comminato un ergastolo, ma questo è stato un fatto drammatico per la famiglia e per la città”.

Omicidio Di Giacomo a Poggiofranco, oggi la sentenza. Vassalli rischia l’ergastolo: “Ho distrutto due famiglie”

È attesa nelle prossime ore la sentenza nei confronti di Salvatore Vassalli, il 59enne operaio di Canosa reo confesso dell’omicidio del fisioterapista barese Mauro Di Giacomo, ucciso il 18 dicembre 2023 a Poggiofranco con 7 colpi di pistola sotto la sua abitazione.

L’imputato ha fornito dichiarazioni spontanee questa mattina in Corte d’Assise, chiedendo scusa alla famiglia della vittima e alla sua. “Sono consapevole di aver distrutto la mia e la sua famiglia, e non me lo perdonerò ma. Vi giuro che non erano queste le mie intenzioni quella sera – le sue parole -. Da genitore, provo un enorme dispiacere nei confronti dei due figli per la perdita del padre e per tutta la brutta storia che li ha travolti, non chiedo loro perdono perché una persona che ti priva di un padre non può essere perdonato, ma spero che con il tempo il loro odio si plachi e trovino serenità nella vita”.

L’accusa ha invocato l’ergastolo per omicidio volontario pluriaggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e dalla minorata difesa della vittima.  Secondo quanto ricostruito l’agguato è durato “due minuti scarsi”: alle 20.22 le telecamere della zona hanno inquadrato l’auto di Di Giacomo che rientra verso casa. Tre minuti dopo, le stesse telecamere immortalano la macchina di Vassalli che va via. 

Vassalli ha sostenuto nei mesi scorsi di aver avuto una colluttazione con Di Giacomo e di essere stato colpito dal professionista con le buste della spesa che aveva in meno. Una versione che non combacia visto che le buste sono state trovate intatte e all’interno c’era tutto il contenuto.

A giugno è stata ascoltata Ornella Vassalli, la figlia dell’operaio, come testimone della difesa. Qualche anno fa aveva intentato una causa civile contro Di Giacomo per delle presunte manipolazioni, fatte dal fisioterapista durante una visita, che le avrebbero causato dei danni permanenti. E proprio nel rancore serbato da Salvatore Vassalli per quella vicenda ci sarebbe, per la Procura, il movente dell’omicidio.

Bari, scippo in pieno giorno a Poggiofranco: pensionata rapinata da un gruppo di giovanissimi

Una donna anziana è stata rapinata lunedì pomeriggio a Poggiofranco da un gruppo di ragazzi. La pensionata stava camminando da sola ed è stata colta di sorpresa, la banda è riuscita ad approfittare di un suo momento di distrazione e a scappare via con denaro ed effetti personali.

La vittima, in stato di shock per l’accaduto, si è rifugiata in una farmacia poco distante. Qui ha ricevuto le prime cure. Sono state avviate le indagini, al vaglio anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona che potrebbe aiutare nella ricerca dei responsabili.

Omicidio a Poggiofranco, choc in aula. Il legale di Vassalli: “Ha sparato perché provocato da Di Giacomo”

“Vassalli è una persona perbene, ha sempre lavorato, mai sanzionato, mai una multa per guida spericolata. Ha sempre vissuto in maniera onesta. Voleva parlare da uomo a uomo quella sera”. Queste le parole in aula del legale di Salvatore Vassalli, l’operaio a processo per l’omicidio di Mauro Di Giacomo, il fisioterapista ucciso il 18 dicembre 2023 a Poggiofranco nei pressi della sua abitazione.

Secondo l’avvocato Vassalli avrebbe sparato dopo essere stato provocato e minacciato dalla vittima. Le dichiarazioni hanno provocato l’indignazione dei parenti della vittima in aula.

Secondo la difesa di Vassalli inoltre il decesso sarebbe avvenuto anche a causa del ritardo dell’ambulanza sul posto. L’avvocato, al termine della sua arringa, ha anche chiesto il minimo della pena, ricordando che il suo assistito ha offerto come risarcimento anche la casa e l’auto in suo possesso. La sentenza è attesa per l’8 gennaio 2026, l’accusa ha invocato l’ergastolo.