Truffa del falso maresciallo a Brindisi, anziana consegna 2.400 euro per liberare la figlia: arrestato casertano

Un’anziana di Brindisi è stata truffata di 2.400 euro con la tecnica del falso maresciallo dei Carabinieri. La donna era stata contattata telefonicamente da un uomo che le aveva fatto credere che la figlia fosse stata fermata e che fosse necessario consegnare del denaro per ottenere la sua liberazione.

Convinta di dover aiutare la figlia, l’anziana ha consegnato i contanti a un complice del falso militare, rendendosi conto solo in seguito di essere stata raggirata. Le indagini della Squadra Mobile hanno portato all’arresto di un giovane, domiciliato in provincia di Caserta, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Brindisi su richiesta della Procura. L’indagato è accusato, a vario titolo e secondo l’ipotesi accusatoria, di truffa aggravata in concorso.

Truffa del finto poliziotto a Bari, 85enne consegna oro e gioielli: due denunciati

Un’anziana di 85 anni è stata vittima di una truffa aggravata a Bari. La Polizia di Stato ha denunciato a piede libero una donna di 27 anni e un uomo di 22, ritenuti responsabili del raggiro ai danni della pensionata.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Commissariato Bari Nuova Carrassi, la vittima sarebbe stata contattata telefonicamente da un uomo che si è spacciato per appartenente alle forze dell’ordine.

Il sedicente agente le avrebbe raccontato che la figlia rischiava l’arresto dopo un grave incidente stradale, chiedendole di consegnare beni preziosi per evitare il provvedimento giudiziario.

Poco dopo, una complice si sarebbe presentata a casa dell’85enne, riuscendo a farsi consegnare oggetti in oro e monili. La denuncia presentata dalla vittima lo scorso luglio ha fatto scattare le indagini, che hanno permesso alla Polizia di risalire all’identità dei due presunti autori, ora segnalati all’Autorità giudiziaria.

Anziana diabetica picchiata, maltrattata e umiliata a Bari: divieto di avvicinamento per il figlio 30enne

Per anni avrebbe trasformato la vita della madre 74enne in un incubo fatto di violenze, umiliazioni e privazioni. È quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Bari che ha portato al rinvio a giudizio di un 30enne del Barese, accusato di aver sottoposto l’anziana a continui maltrattamenti.

Secondo quanto ricostruito, la donna sarebbe stata picchiata, insultata e minacciata di morte. In più occasioni il figlio le avrebbe impedito perfino di uscire dalla camera durante la notte per andare in bagno, arrivando a segregarla e imponendole un regime di vita definito dagli inquirenti «penoso e miserabile».

Solo dopo anni di soprusi, ormai provata psicologicamente, la 74enne ha trovato il coraggio di raccontare quanto accaduto ai volontari dell’associazione Gens Nova, che l’hanno accompagnata nel percorso di denuncia, offrendole assistenza legale e supporto psicologico.

Tra gli episodi denunciati ci sarebbero anche il fatto di essere stata lasciata per ore chiusa in automobile senza telefono e di essere stata costretta ad assistere, sotto la pioggia, a una partita di calcio allo stadio, circostanza che le avrebbe provocato una bronchite.

Le vessazioni, secondo l’accusa, sarebbero proseguite anche nella quotidianità. Pur sapendo che la madre era diabetica, il 30enne l’avrebbe obbligata a bere bevande zuccherate, a cucinare nel cuore della notte seguendo particolari rituali e a svolgere mansioni umilianti, come infilargli e sfilargli i calzini o lavargli le mani. Se la donna si fosse alzata da tavola senza il suo consenso, sarebbe stata aggredita.

A seguito della denuncia, la Procura di Bari ha ottenuto dal giudice per le indagini preliminari Antonella Cafagna l’applicazione delle misure cautelari del divieto di avvicinamento alla persona offesa e dell’allontanamento dalla casa familiare.

L’uomo è stato rinviato a giudizio e comparirà il prossimo 2 novembre davanti alla giudice monocratica del Tribunale di Bari, Angeli Passarella.

Bitonto, addio a suor Letizia: la monaca benedettina è morta a 110 anni. Era la religiosa più anziana d’Italia

Si è spenta all’età di 110 anni nel monastero di Santa Maria delle Vergini di Bitonto suor Letizia, monaca benedettina di clausura. Nata a Santeramo in Colle il 16 ottobre 1915 con il nome di Maria Francesca Pastore, aveva trascorso oltre 85 anni di vita religiosa dietro le grate del monastero, dove era entrata nel 1940.

Lo scorso ottobre aveva festeggiato il suo 110° compleanno, diventando con ogni probabilità la religiosa più anziana d’Italia. Nel corso della sua lunga vita aveva attraversato la pandemia di spagnola, la Seconda guerra mondiale, la Sars e il Coronavirus, dedicando la sua esistenza alla fede e alla clausura.

Bari, truffa del finto incidente. Anziana di 83 anni raggirata: consegnati gioielli per 25mila euro

Ancora una truffa ai danni di un’anziana nel Barese. Vittima del raggiro è una donna di 83 anni, residente nella zona Policlinico di Bari, che è stata convinta da alcuni malviventi a consegnare gioielli per un valore di circa 25mila euro dopo essere stata indotta a credere che il figlio fosse coinvolto in un grave incidente stradale.

Secondo quanto ricostruito, tutto sarebbe iniziato con una telefonata da parte di un uomo che si è spacciato per un maresciallo dei carabinieri. Il falso militare avrebbe riferito alla donna che il figlio aveva investito una persona sulle strisce pedonali con un’auto priva di assicurazione e che, per evitare conseguenze giudiziarie, era necessario reperire immediatamente del denaro.

In un primo momento l’anziana avrebbe manifestato alcuni dubbi, ma i truffatori sarebbero riusciti a convincerla facendole ascoltare la voce di un uomo che, complice lo stato di agitazione, le sarebbe sembrata quella del figlio mentre chiedeva disperatamente aiuto. Non è chiaro se l’audio fosse una registrazione realizzata con strumenti di intelligenza artificiale o un’imitazione.

La conversazione sarebbe proseguita per quasi due ore. Alla donna, che aveva spiegato di non avere contanti in casa, sarebbe stato chiesto se possedesse gioielli. Ricevuta risposta affermativa, il falso carabiniere l’avrebbe informata dell’imminente arrivo di un’avvocatessa incaricata di ritirare gli oggetti preziosi.

Poco dopo una donna si sarebbe presentata sotto l’abitazione senza citofonare. Guidata telefonicamente dai complici, l’83enne le avrebbe aperto la porta e consegnato tutti i gioielli custoditi in casa, rassicurata che la vicenda del figlio si sarebbe risolta rapidamente.

Solo in seguito la donna avrebbe compreso di essere stata vittima di una truffa. Il figlio, che in quel momento si trovava fuori casa, avrebbe raccontato di aver tentato più volte di contattare i genitori, trovando però la linea telefonica sempre occupata.

L’episodio è stato denunciato alla Questura di Bari, che indaga per risalire ai responsabili. Oltre al danno economico, stimato in circa 25mila euro, la vittima ha dovuto fare i conti con il forte senso di colpa per essere caduta nel raggiro.

Pass disabili per anziana invalida al 100%, la denuncia da Mola: “Due mesi di attesa e il rinnovo ancora non arriva”

Una cittadina di Mola di Bari denuncia quello che definisce un lungo e complesso iter burocratico per il rinnovo del pass disabili della madre, ultraottantenne, invalida al 100% e con gravi difficoltà motorie dovute agli esiti di un ictus e a diverse fratture, tra cui femore e bacino.

Secondo il racconto, il contrassegno era stato rilasciato con una scadenza coincidente con quella del verbale di invalidità dell’INPS, soggetto a revisione. Alla scadenza del documento, la donna avrebbe contattato più volte la polizia locale e il call center dell’INPS per comprendere la procedura da seguire, dal momento che non aveva ricevuto alcuna comunicazione relativa alla revisione.

Dopo diversi contatti, avrebbe appreso che, in base alla normativa vigente, i benefici già riconosciuti al disabile continuano a essere validi fino all’emissione di un eventuale nuovo verbale che modifichi il precedente. Forte di questa interpretazione, si sarebbe recata negli uffici comunali con un certificato del medico di famiglia attestante il permanere delle condizioni di salute della madre, documento che, a suo dire, risulterebbe ancora indicato sul sito istituzionale del Comune tra quelli necessari per il rinnovo.

La documentazione, tuttavia, non sarebbe stata ritenuta sufficiente. Gli operatori avrebbero richiesto un nuovo verbale INPS aggiornato, spiegando di non poter certificare autonomamente le condizioni sanitarie dell’interessata. La cittadina sostiene di aver richiamato l’attenzione sulla normativa a tutela delle persone con disabilità, ritenendo che il diniego fosse in contrasto con quanto previsto dalla legge, ma senza ottenere un esito favorevole. Inoltre, riferisce che il vecchio contrassegno, ormai scaduto, le sarebbe stato ritirato.

Successivamente la donna si sarebbe rivolta all’assessora comunale alle Politiche sociali, Francesca Vergatti, illustrando l’accaduto. L’amministratrice, secondo quanto riferito, avrebbe chiesto chiarimenti alla polizia locale e confermato che, per le persone con deambulazione sensibilmente ridotta, non dovrebbero esserci ostacoli al rinnovo del contrassegno.

Dopo circa due mesi di interlocuzioni, la cittadina racconta di essersi nuovamente presentata presso gli uffici della polizia locale con la medesima documentazione. Questa volta la domanda sarebbe stata accettata, ma il nuovo pass non sarebbe stato ancora rilasciato. Sarebbero trascorse ormai tre settimane dalla presentazione dell’istanza e, secondo la denuncia, ogni giorno la madre contatterebbe gli uffici per avere informazioni. Le sarebbe stato riferito che la dipendente incaricata del rilascio dei contrassegni prima era in ferie e successivamente assente per motivi di salute. La cittadina lamenta inoltre che non vi sarebbe stato alcun sostituto in grado di completare la procedura e che, negli ultimi giorni, il personale sarebbe stato impegnato nell’organizzazione della Festa del Mare.

Da qui lo sfogo finale della donna, che denuncia una burocrazia ritenuta inefficiente e poco attenta alle esigenze delle persone con disabilità. A suo avviso, chi vive quotidianamente nel paese e necessita di servizi essenziali dovrebbe ricevere maggiore attenzione, evitando che le difficoltà amministrative si aggiungano ai problemi già imposti dalla condizione di salute.

Tragedia a Bari, anziana precipita dall’ottavo piano e muore: inutili i soccorsi

Tragedia a Bari dove un’anziana donna è morta dopo essere precipitata dall’ottavo piano di un palazzo situato a Poggiofranco. Sul posto sono intervenute due equipe del 118, ma per la donna non c’è stato nulla da fare.

Sul luogo della tragedia sono arrivati anche gli agenti della Polizia Scientifica e due volanti della Questura di Bari, che hanno effettuato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Sono in corso le indagini per chiarire le cause della caduta.

Taranto, picchia e sfregia un’anziana senza motivo: arrestata 40enne rumena. Era il terrore del quartiere

È stata arrestata e condotta nel carcere di Taranto una 40enne di origine rumena, accusata di aver provocato uno sfregio permanente a una donna di 70 anni durante una violenta aggressione avvenuta lo scorso 6 giugno. La misura cautelare è stata eseguita dagli agenti della Squadra Volante su disposizione dell’autorità giudiziaria.

Secondo le indagini, la donna, sotto l’effetto dell’alcol, avrebbe colpito senza motivo l’anziana con una serie di pugni al volto, causandole la frattura del setto nasale e lesioni permanenti. Nella stessa occasione sarebbero state aggredite anche altre due donne, rimaste ferite in modo lieve.

Gli investigatori contestano il reato di sfregio permanente, che prevede una pena da cinque a otto anni di reclusione. La 40enne era già nota per altre aggressioni avvenute negli ultimi mesi nella zona tra via Liguria e viale Magna Grecia e, in passato, era stata sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio, dal quale era emerso un quadro di etilismo cronico. Nelle prossime ore comparirà davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia.

Bari, tragedia a Pane e Pomodoro: anziana muore dopo un malore in mare. Inutili i tentativi di soccorso

Tragedia questa mattina sulla spiaggia di Pane e Pomodoro, a Bari, dove un’anziana è morta dopo essere stata colta da un malore mentre si trovava in acqua.

Ad accorgersi della donna sono stati i presenti, che hanno immediatamente lanciato l’allarme. In attesa dell’arrivo dei soccorsi, giunti sul posto dopo una decina di minuti, i bagnini hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione nel tentativo di salvarle la vita.

Nonostante gli sforzi del personale di salvataggio e dei sanitari del 118, per la donna non c’è stato nulla da fare. I soccorritori hanno potuto soltanto constatarne il decesso.

L’episodio ha suscitato profondo cordoglio tra i bagnanti presenti sulla spiaggia, rimasti sotto choc per quanto accaduto. Le cause del decesso sarebbero riconducibili a un improvviso malore accusato dalla donna mentre era in mare.

Amministratore di sostegno sottrae oltre 200mila euro a un’anziana: sequestrati immobili e auto

I finanzieri della Compagnia di Francavilla Fontana hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di quattro immobili e un’autovettura nei confronti di un amministratore di sostegno, indagato con l’accusa di aver sottratto oltre 200mila euro a un’anziana affetta da grave disabilità e residente a Francavilla Fontana.

Le indagini avrebbero accertato che l’uomo, nel corso degli anni, avrebbe utilizzato il denaro della persona sottoposta a tutela per finalità personali, anziché nell’interesse dell’assistita.

Dagli accertamenti è inoltre emerso che non avrebbe versato le rette dovute a due Rsa della provincia di Brindisi in cui l’anziana era stata ricoverata e che, per circa dieci anni, non avrebbe presentato al giudice tutelare il rendiconto annuale previsto dalla legge.

Su disposizione del gip del Tribunale di Brindisi, è stato disposto il sequestro di beni ritenuti riconducibili al presunto profitto del reato. L’amministratore di sostegno è stato denunciato all’autorità giudiziaria con l’accusa di peculato.