Tragedia a Bari, investito da auto al San Paolo: muore 83enne

Un uomo di 83 anni è morto dopo essere stato investito da un’auto questa mattina a Bari, in viale Europa, nei pressi degli uffici del Giudice di Pace, nel quartiere San Paolo.

L’incidente è avvenuto intorno alle 8 mentre l’anziano, dopo aver parcheggiato l’auto vicino all’abitazione del figlio, stava attraversando la strada per raggiungere la fermata dell’autobus diretta in centro.

Secondo il racconto di un testimone, il veicolo che lo ha travolto procedeva a velocità sostenuta con il semaforo verde. Alla guida dell’auto un giovane, rimasto sotto shock dopo l’impatto e fermatosi immediatamente.

Inutili i soccorsi del 118: l’83enne è deceduto in ospedale. Sul posto è intervenuta la Polizia Locale per i rilievi, mentre il mezzo investitore è stato posto sotto sequestro.

Schianto frontale, muore centauro barese. Pista ciclabile sotto accusa: giallo su rilievi e cantiere

Torniamo ad occuparci della morte del motociclista di 47 anni, Michele Anaclerio, deceduto in un incidente stradale avvenuto il 18 aprile scorso in viale Europa nel quartiere San Paolo di Bari. La vittima era in sella alla sua moto che si è scontrata con un’auto. Quel giorno era ancora allestito il cantiere della pista ciclabile, che invadeva di mezzo metro la carreggiata, ed era presente una buca che il centauro avrebbe tentato di evitare. Ci siamo recati sul posto per accendere i riflettori sulla pericolosità dell’ennesima pista ciclabile creata a Bari e per sollevare i dubbi sull’intera vicenda, a partire dai rilievi effettuati dopo la tragedia.

Bari, a 17 anni muore dopo intervento in ospedale. Il Marconi-Hack si ferma per un minuto: “Giustizia per Gianvito”

A un mese dalla morte di Gianvito Pascullo, il 17enne di Palo del Colle deceduto dopo un intervento alla gamba all’ospedale San Paolo, l’istituto Marconi-Hack di Bari si prepara a fermarsi per ricordarlo.

Domani, giovedì 14 maggio, studenti e docenti osserveranno un minuto di silenzio all’inizio della seconda ora di lezione, su iniziativa promossa dai compagni di classe del ragazzo e accolta dalla dirigente scolastica Rosanna Brucoli.

Alla cerimonia parteciperà anche la famiglia Pascullo, che continua a chiedere chiarezza sulla vicenda, al centro di un’inchiesta aperta dopo la denuncia presentata dai familiari, assistiti dall’avvocato Federico Straziota. “Il silenzio non è rassegnazione, ma richiesta di verità e giustizia”, spiegano i parenti del giovane.

Bari, il 17enne Gianvito Pascullo muore al San Paolo dopo operazione: 8 indagati. Disposta l’autopsia

Otto avvisi di garanzia per concorso in omicidio colposo sono stati notificati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Gianvito Pascullo, il 17enne deceduto nella notte tra il 13 e il 14 aprile all’ospedale San Paolo.

Il provvedimento della Procura riguarda cinque medici ortopedici, due anestesisti e un infermiere, coinvolti a vario titolo nel ricovero e negli interventi chirurgici subiti dal giovane. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Isabella Ginefra e condotte dalla polizia, mirano a chiarire eventuali responsabilità sanitarie.

Nei prossimi giorni sarà eseguita l’autopsia, ritenuta decisiva per accertare le cause del decesso e verificare possibili correlazioni con le operazioni o con complicazioni post-operatorie.

Il ragazzo, originario di Palo del Colle, era stato ricoverato il 6 aprile dopo un incidente in moto, riportando una frattura esposta alla tibia. Sottoposto a un primo intervento d’urgenza con applicazione di un fissatore esterno, dopo circa una settimana era stato operato nuovamente per la sistemazione definitiva della frattura. L’intervento, durato circa cinquanta minuti, si era concluso senza apparenti complicazioni.

Nel corso della giornata successiva, le condizioni del 17enne non avevano destato preoccupazione. In serata, però, il giovane ha accusato un dolore improvviso e intenso. Dopo la somministrazione di un antidolorifico, il quadro clinico è rapidamente peggiorato fino all’arresto cardiaco, risultato fatale.

La famiglia, assistita dall’avvocato Federico Straziota, ha presentato denuncia chiedendo piena chiarezza su quanto accaduto. Gli investigatori hanno già acquisito la cartella clinica e tutta la documentazione sanitaria per ricostruire la sequenza degli eventi. Intanto, la Procura ha aperto un fascicolo anche su un altro decesso avvenuto nei giorni precedenti nello stesso reparto, quello di una donna di 60 anni.

Bimbo autistico precipita dal settimo piano: la nonna di Giosuè chiedeva aiuto da anni – I MESSAGGI

Si sono svolti questi pomeriggio, nella chiesa della Divina Provvidenza di Bari, i funerali del piccolo Giosuè, il bimbo di 7 anni morto dopo essere precipitato dal balcone al settimo piano di una palazzina del rione San Paolo. Vi facciamo ascoltare i messaggi audio mandati negli scorsi mesi dalla nonna del piccolo ponendoci un interrogativo chiaro: si è fatto davvero il possibile per Giosuè e la sua famiglia?

Cade dal settimo piano, muore bimbo autistico. Salvato il fratellino: giocavano a Spiderman

Torniamo ad occuparci della morte di Giosuè, il bimbo autistico di 7 anni precipitato ieri dal settimo piano di una palazzina nel quartiere San Paolo. Più avanti vi faremo ascoltare alcuni messaggi audio inviati, per tre anni, dalla nonna che implorava il nostro aiuto e intervento. Lo faremo per accendere i riflettori su un sistema che non fornisce alcun aiuto alle famiglie come quelle di Giosuè.

La mamma del piccolo ha occupato tempo fa la casa popolare al settimo piano della palazzina, rimasta vuota dopo la morte dell’assegnatario. Quando è entrata non c’erano le finestre, dopo averla “sistemata” è rimasta dentro pagando anche le “tasse da abusivi” come altri.

Secondo quanto ricostruito, la donna si trovava in bagno mentre Giosuè e il fratellino giocavano sul balcone imitando Spiderman. Giosuèè precipitato, ma anche il più piccolo dei due ha rischiato di precipitare giù. La vicenda è molto complessa e continueremo a parlarne.

Cade dal settimo piano, muore bimbo autistico: “Leva la notizia o muori”. Antonio: “Dolore e rabbia”

Bari è sotto choc per la morte del bimbo autistico di 7 anni, precipitato ieri dal settimo piano di una palazzina nel quartiere San Paolo. Oggi è il giorno del dolore e della rabbia per una tragedia quasi annunciata e che poteva anche riguardare altre persone, come vi spieghiamo nel video editoriale di questa mattina. Ieri siamo stati i primi ad uscire con la notizia, salvo poi essere minacciati di toglierla.

Tragedia a Bari, bimbo autistico di 7 anni in fin di vita: precipita dal settimo piano al San Paolo

Un bambino autistico di appena 7 anni è precipitato dal settimo piano di una palazzina situata in via Leotta, nel quartiere San Paolo di Bari.

Secondo le prime informazioni, l’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118. I soccorritori lo hanno portato in condizioni disperate al Policlinico di Bari, dove è in corso un delicato intervento chirurgico.

Le circostanze dell’accaduto sono ancora in fase di accertamento. Le autorità hanno avviato le indagini per chiarire la dinamica della tragedia e verificare eventuali responsabilità.

Bari, 17enne di Palo si schianta e muore dopo 9 giorni. Doveva essere operato per una frattura: aperta inchiesta

La Procura di Bari ha avviato un’indagine sulla morte di Gianvito Pascullo, 17enne originario di Palo del Colle, deceduto all’ospedale “San Paolo” del capoluogo pugliese. Il giovane era rimasto gravemente ferito in un incidente in moto avvenuto lo scorso 6 aprile.

Ricoverato nel reparto di Ortopedia per una frattura della tibia, il ragazzo era stato sottoposto a un intervento chirurgico programmato. Secondo i primi riscontri, il decesso sarebbe sopraggiunto in seguito a una complicanza post-operatoria, ora al centro degli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria.

La Procura ha ordinato il sequestro della salma e della cartella clinica, affidando le indagini alla polizia. Il corpo è stato trasferito al Policlinico di Bari, dove nelle prossime ore sarà eseguita l’autopsia per chiarire le cause della morte.

Nel frattempo, la Asl Bari ha avviato un audit interno tramite il servizio di Rischio clinico aziendale. Coinvolti la direzione medica dell’ospedale, il Dipartimento di Ortopedia e le unità operative di Rianimazione e Ortopedia, con l’obiettivo di verificare eventuali criticità nella gestione del caso.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e dovrà fare piena luce su quanto accaduto.

Lo spione dei conti bancari di Bitonto, maxi multa da 32 milioni per Intesa: “Non ha protetto la privacy”

Una segnalazione «incompleta» e arrivata con «significativo ritardo» sugli accessi abusivi ai sistemi informatici è costata a Intesa Sanpaolo una maximulta da 31,8 milioni di euro. A infliggerla è stata l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, che ha giudicato «non adeguato» il comportamento dell’istituto nella gestione degli obblighi previsti dalle norme sulla tutela dei dati.

Al centro della vicenda c’è Vincenzo Coviello, 54enne di Bitonto ed ex addetto alla filiale Imprese di Bisceglie, accusato di aver effettuato accessi abusivi ai dati finanziari di 3.572 clienti. Tra questi figurano numerosi esponenti politici di primo piano.

L’uomo è indagato dalla Procura di Bari per accesso abusivo a sistemi informatici e tentato procacciamento di notizie relative alla sicurezza dello Stato, nell’ambito di un’inchiesta ancora in corso coordinata dal procuratore Roberto Rossi. Il caso è emerso nell’ottobre 2024, quando – dopo il licenziamento – la diffusione della notizia sulla stampa ha portato a una perquisizione nei suoi confronti, anche per verificare l’eventuale coinvolgimento di terzi.

Tra le persone i cui dati sarebbero stati consultati figurano la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e sua sorella Arianna Meloni, oltre ad altri esponenti di rilievo come i ministri Guido Crosetto, Raffaele Fitto e Daniela Santanchè. Nell’elenco compaiono anche gli ex premier Matteo Renzi, Enrico Letta e Mario Draghi, insieme a esponenti locali come Michele Emiliano, Nichi Vendola e Antonio Decaro.

Tra i soggetti coinvolti anche volti noti dello spettacolo e persone legate direttamente all’indagato. L’indagine resta aperta e mira a chiarire eventuali responsabilità ulteriori e possibili mandanti dietro gli accessi illeciti.