Schianto frontale, muore centauro barese. Pista ciclabile sotto accusa: giallo su rilievi e cantiere

Torniamo ad occuparci della morte del motociclista di 47 anni, Michele Anaclerio, deceduto in un incidente stradale avvenuto il 18 aprile scorso in viale Europa nel quartiere San Paolo di Bari. La vittima era in sella alla sua moto che si è scontrata con un’auto. Quel giorno era ancora allestito il cantiere della pista ciclabile, che invadeva di mezzo metro la carreggiata, ed era presente una buca che il centauro avrebbe tentato di evitare. Ci siamo recati sul posto per accendere i riflettori sulla pericolosità dell’ennesima pista ciclabile creata a Bari e per sollevare i dubbi sull’intera vicenda, a partire dai rilievi effettuati dopo la tragedia.

Bari, pista ciclabile nel sottovia Quintino Sella: no della Consulta comunale della mobilità sostenibile al progetto

“La Consulta comunale di Bari della mobilità sostenibile già un anno fa aveva sollevato osservazioni tecniche sul progetto definitivo di riqualificazione del sottovia Quintino Sella, il cui progetto esecutivo è stato recentemente approvato dalla Giunta municipale. La prevista pista ciclabile in sede propria e a doppia corsia presentava problemi di pericolosità stradale nelle intersezioni rilevati in sede di esame del progetto definitivo e fatti presente all’Amministrazione comunale”.

Inizia così il comunicato arrivato in redazione dopo la determina di approvazione del progetto esecutivo relativo alla riqualificazione del sottovia Quintino Sella, con la realizzazione di una pista ciclabile e la sperimentazione di pavimentazione bituminosa fotocatalitica, per un importo di € 2.300.000. L’intervento è inserito nel Piano triennale delle opere pubbliche ed è finanziato con fondi PON Metro plus.

“L’Amministrazione ha ignorato la richiesta di trasformare la pista bidirezionale in due piste monodirezionali, una per senso di marcia, sicuramente più sicure, più funzionali e più confortevoli per gli utenti in bici di tutte le età ed esperienza. Ciò che più duole è che alle nostre osservazioni non è seguito alcun riscontro né tantomeno alcuna discussione fra Amministrazione e Consulta – si legge -. È comprensibile la scelta di preferire, in sede progettuale, la soluzione delle ciclabili bidirezionali per motivi tecnici, ad esempio per ottimizzare gli spazi, ridurre i costi, gestire meglio lo scarico delle acque piovane, limitare l’eliminazione di posti auto anche se non è questo il caso. Ma le ciclabili bidirezionali presentano problemi di sicurezza specie nelle intersezioni, che vanno presi seriamente in considerazione, affrontati e risolti con attraversamenti ciclabili sicuri anche con apposita segnaletica e lanterne semaforizzate sincronizzate”.

“Nello specifico la pista ciclabile bidirezionale finisce e/o inizia da un lato in corrispondenza dell’intersezione con Via Capruzzi, proprio nel punto di uscita semaforizzata dei bus dal Terminal. La gestione di quella intersezione non appare essere stata prevista e non è chiaro come i ciclisti possano poter svoltare in sicurezza, anche in direzione Policlinico; dall’altro con Corso Italia dove i ciclisti dovranno poter accedere agevolmente e in sicurezza da Corso Italia e da Via Quintino Sella e dove passerà pure il BRT – si legge ancora -. Tralasciando il fatto che in corrispondenza di AncheCinema, a causa della presenza della rampa di accesso, la larghezza della pista verrà ridotta di oltre la metà, obbligando i ciclisti a scendere dalla bici e a proseguire in quel tratto a mano in ambo I sensi di marcia, è superfluo ricordare che se si vogliono più bici e meno auto ci vuole più cura e attenzione nella progettazione che non deve ignorare il più piccolo dettaglio, specie nelle intersezioni e negli attraversamenti”.

“Si ricorda che la Consulta comunale della mobilità sostenibile, istituita ai sensi dello Statuto del Comune di Bari, svolge funzioni consultive e di orientamento rispetto all’attività dell’amministrazione comunale in tema di mobilità sostenibile, collaborando con le Commissioni consiliari competenti in materia e con l’assessorato alla Cura del Territorio (con deleghe Opere pubbliche, Reti, Mobilità sostenibile) quale organismo di indagine e proposta nella definizione degli indirizzi inerenti alle tematiche della mobilità sostenibile e di confronto permanente con l’amministrazione comunale – concludono -. L’Amministrazione Comunale è tenuta ad inviare alla Consulta tutto il materiale necessario, nei tempi e nei modi più adeguati, per poter mettere in condizioni di espletare le proprie funzioni e prerogative, fornire pareri riguardanti la definizione degli indirizzi e il sostegno alla realizzazione degli interventi attuativi”.

Bari, una nuova pista ciclabile da 5 chilometri al San Paolo: al via il cantiere in viale Europa. Restringimenti e divieti

Sono iniziate le operazioni di cantierizzazione per la realizzazione del nuovo percorso ciclabile su viale Europa (a partire dall’intersezione con via Bruno Buozzi fino a quella con via Cacudi) che collegherà via Bruno Buozzi con il quartiere San Paolo e con la viabilità ciclistica già realizzata a servizio dell’aeroporto.

La nuova pista ciclabile, di circa 5 chilometri di lunghezza, sarà realizzata sul lato destro di viale Europa in direzione quartiere San Paolo, e sarà bidirezionale e delimitata da cordolo; in alcuni tratti il marciapiede esistente sarà ampliato per ospitare il percorso ciclabile.

Per permettere lo svolgimento dei lavori, dunque, è in pubblicazione l’ordinanza con cui il direttore della ripartizione IVOP regolamenta in via temporanea la circolazione su viale Europa.

Il dispositivo dell’ordinanza prevede fino al 31 gennaio 2026:

· il restringimento della corsia di viale Europa tutta diretta verso il centro della città, nel tratto stradale compreso tra l’intersezione con via Bruno Buozzi e l’intersezione con strada Bitonto-Palese Aeroporto (SP156) viale Gabriele d’Annunzio, dal margine della carreggiata verso l’asse stradale, per una larghezza pari a 4 metri circa;

· il divieto di fermata sui tratti di strada interessati dai lavori, lungo entrambi i margini della carreggiata;

· il transito a senso unico alternato nel tempo (ai sensi dell’art. 42, comma 2 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495), qualora la presenza dei lavori e del cantiere mobile – su strade percorribili secondo entrambi i sensi di marcia – determini un restringimento della carreggiata inferiore in larghezza a 5,60 metri;

· il divieto di transito sulla semicarreggiata impegnata dai lavori e dal cantiere mobile su strade percorribili a senso unico di marcia, aventi larghezza della carreggiata superiore a 6 metri;

· il divieto di transito su strade percorribili a senso unico di marcia aventi larghezza della carreggiata uguale o inferiore a 6 metri, del tutto impegnate dai lavori e dal cantiere mobile.

L’intervento rientra nel più ampio finanziamento di 3.766.663 euro (fondi Pnrr, Misura M2C2 – 4.1 di “Rafforzamento della mobilità ciclistica e realizzazione di ciclovie urbane”), relativo all’esecuzione di percorsi strategici per la rete ciclabile della città di Bari, tre diverse ciclovie che collegheranno al tessuto urbano il quartieri di Loseto, San Paolo e Carbonara (direttrice Valenzano).

La pista ciclabile del San Paolo, dell’importo di 1.242.355 euro, sarà eseguita nell’ambito dell’accordo quadro triennale in essere per l’affidamento congiunto di progettazione definitiva, esecutiva ed esecuzione dei lavori di realizzazione di ciclovie urbane – rafforzamento della mobilità ciclistica, affidato alla Costruzioni Generali Di Santo Srl.

Bari, addio alla pista ciclabile delle polemiche a Japigia. C’è l’ordinanza: “Sarà dimezzata”

È stata pubblicata nelle scorse l’ordinanza dirigenziale che modifica la pista ciclabile bidirezionale su viale Japigia, nel tratto compreso tra viale Magna Grecia e via Apulia, disponendo l’istituzione di una pista ciclabile in sede protetta monodirezionale, contigua al marciapiede prospiciente il lato con numerazione civica pari, con senso di marcia concorde a quello veicolare.

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Bari, pista ciclabile in viale Unità d’Italia e viale della Repubblica: via ai lavori di rifacimento

L’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso rende noto che sono cominciati questa mattina i lavori di rifacimento della pista ciclabile in viale Unità d’Italia e viale della Repubblica. Gli interventi interesseranno tutto il percorso, lungo circa 1 chilometro e 100 metri, che collega l’extramurale Capruzzi con parco 2 Giugno, da cui partirà il cantiere. I due cordoli laterali saranno sostituiti con altri nuovi cordoli leggermente più alti: infatti la nuova pavimentazione in calcestruzzo industriale, resinata in superficie di colore marrone in analogia a quello usato per gli altri itinerari ciclabili, sarà posata sul manto attuale in modo da evitare la rimozione della pavimentazione attuale senza quindi intaccare le radici degli alberi presenti che, diversamente, potrebbero subire dei danneggiamenti. Sarà anche rimossa la ringhiera esistente che, dopo essere stata riparata nelle parti deteriorate, verrà riposizionata al termine della posa dei nuovi cordoli.

“Con l’avvio di questi lavori avremo la possibilità di migliorare le caratteristiche della pista ciclabile – commenta Giuseppe Galasso – ad esempio risolvendo il problema dei ristagni d’acqua che si formano lungo il tratto contiguo alla pista ciclabile. Una situazione spiacevole causata dal fogliame che tende a intasare le bocche di lupo presenti, con la consequenziale perdita della capacità di deflusso delle acque dopo le piogge. Gli uffici tecnici comunali hanno individuato una soluzione, già utilizzata in altre occasioni come ad esempio in via Caldarola e via Bruno Buozzi, che prevede griglie di raccolta delle acque di tipo angolare, caratterizzate sia da aperture sul piano stradale e sia da altre verticali in corrispondenza del cordolo, in modo da assicurare maggiore capacità di deflusso. Allo stesso modo risolveremo un altro problema sollevato più volte dai ciclisti, e cioè quello relativo alle luci a pavimento che risultano particolarmente fastidiose: pertanto saranno eliminati i corpi illuminanti incassati su tutto il percorso ciclabile. Si tratta di un intervento molto importante, particolarmente atteso da quanti frequentano quella pista, che prevede il rifacimento di una superficie di oltre 5.000 metri quadri. Il nostro auspicio è di terminare il cantiere entro la fine dell’anno, anche perché gran parte delle operazioni saranno concentrate nei mesi estivi fino a settembre”.

L’intervento, dell’importo complessivo di oltre 700mila euro finanziati con un accordo quadro dedicato, prevede anche il rifacimento del manto stradale di viale Unità d’Italia e viale della Repubblica, in entrambe le direzioni di marcia, con la fresatura e la posa in opera di 32.000 metri quadri di asfalto. La posa del nuovo asfalto sarà eseguita al termine dei lavori relativi alla pista ciclabile. L’assessore Galasso ricorda, infine, che proseguono le attività di rifacimento del manto stradale finanziate dal programma regionale “Strada per strada”. Questa mattina sono stati eseguiti nuovi asfalti su viale Japigia e a partire da questa sera sarà la volta di via San Giorgio Martire, nel tratto compreso tra via Cifarelli e la curva in corrispondenza di via Sangiorgi, anch’essa oggetto di interventi di manutenzione straordinaria attraverso la realizzazione della pista ciclabile, di nuovi marciapiedi e di quattro corsie con spartitraffico centrale.

Bari, investito in monopattino sulla pista ciclabile. La denuncia del consigliere: “L’automobilista non si è fermato”

“Sono stato investito. Mentre percorrevo la pista ciclabile di Corso Vittorio Emanuele in monopattino in direzione Teatro Margherita sono stato scaraventato a terra da un’auto che svoltava su via Andrea da Bari. Quello è un punto pericoloso in quanto è l’unico incrocio in cui non c’è un semaforo e in questi casi si applica la logica della precedenza che ci hanno insegnato alla scuola guida: io andavo dritto, lui non ha rispettato la destra. Punto”. Inizia così il racconto sui social di Stefano Franco, Consigliere del Municipio 3 di Bari. “Io ho frenato di colpo ma non sono riuscito ad evitare l’impatto e sono caduto per terra. Prontamente diversi passanti mi hanno soccorso aiutandomi ad alzare e mi hanno aiutato a recuperare la borsa da lavoro volata più in là e mi hanno chiesto se necessitassi soccorsi – spiega -. Fortunatamente non mi sono fatto niente e non ho sbattuto la testa e, a parte qualche raschio sulle mani, sull’abito e diverse ammaccature sul monopattino, non ho subito altri danni. La cosa che mi ha davvero fatto stare male è che l’automobilista non si sia fermato per niente; anzi, ha continuato in imperterrito la sua marcia anche abbastanza veloce”.

“Il problema sicurezza sulla strada è evidente e bisogna intervenire in qualche modo. Da un lato vediamo quotidianamente monopattini sfrecciare all’impazzata e spesso in contromano; dall’altro gli automobilisti devono ormai prendere consapevolezza che le nostre strade, soprattutto in centro cittadino, sono e saranno sempre più piene di mezzi a mobilità sostenibile: bisogna usare PRUDENZA. E le azioni di sensibilizzazione ed educazione sul nuovo codice della strada non saranno mai troppe – denuncia -. Ogni situazione insegna qualcosa: oggi ho avuto l’ennesima dimostrazione che la prevenzione è fondamentale anche su questi mezzi smart. Per sola fortuna non ho sbattuto la testa e non avevo il casco perché fa figo correre sul monopattino con i capelli al vento: mi è andata bene, ma sono subito andato ad un centro e, sebbene non obbligatorio, ho rimediato alla mia negligenza acquistando il casco omologato che da oggi farà parte della mia consueta routine. La persona che non si è fermata è un criminale: se avessi sbattuto la testa lui sarebbe stato reo di omissione di soccorso. Il codice della strada dice che in caso di sinistro c’è l’obbligo del rilascio delle proprie generalità. Spero davvero che non se ne sia accorto, altrimenti è davvero da essere preoccupati che persone così siano in giro nelle nostre strade. In ogni caso andrò a sporgere denuncia contro ignoti e, se dovessi avere un risarcimento per l’accaduto, lo devolverò completamente nell’acquisto di strumenti di sicurezza (caschi, ginocchiere, gomitiere…) da donare a qualche ente di volontariato che organizza corsi sulla sicurezza stradale”.