Lo spione dei conti bancari di Bitonto, maxi multa da 32 milioni per Intesa: “Non ha protetto la privacy”

Una segnalazione «incompleta» e arrivata con «significativo ritardo» sugli accessi abusivi ai sistemi informatici è costata a Intesa Sanpaolo una maximulta da 31,8 milioni di euro. A infliggerla è stata l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, che ha giudicato «non adeguato» il comportamento dell’istituto nella gestione degli obblighi previsti dalle norme sulla tutela dei dati.

Al centro della vicenda c’è Vincenzo Coviello, 54enne di Bitonto ed ex addetto alla filiale Imprese di Bisceglie, accusato di aver effettuato accessi abusivi ai dati finanziari di 3.572 clienti. Tra questi figurano numerosi esponenti politici di primo piano.

L’uomo è indagato dalla Procura di Bari per accesso abusivo a sistemi informatici e tentato procacciamento di notizie relative alla sicurezza dello Stato, nell’ambito di un’inchiesta ancora in corso coordinata dal procuratore Roberto Rossi. Il caso è emerso nell’ottobre 2024, quando – dopo il licenziamento – la diffusione della notizia sulla stampa ha portato a una perquisizione nei suoi confronti, anche per verificare l’eventuale coinvolgimento di terzi.

Tra le persone i cui dati sarebbero stati consultati figurano la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e sua sorella Arianna Meloni, oltre ad altri esponenti di rilievo come i ministri Guido Crosetto, Raffaele Fitto e Daniela Santanchè. Nell’elenco compaiono anche gli ex premier Matteo Renzi, Enrico Letta e Mario Draghi, insieme a esponenti locali come Michele Emiliano, Nichi Vendola e Antonio Decaro.

Tra i soggetti coinvolti anche volti noti dello spettacolo e persone legate direttamente all’indagato. L’indagine resta aperta e mira a chiarire eventuali responsabilità ulteriori e possibili mandanti dietro gli accessi illeciti.

Scandalo Intesa Sanpaolo, conti bancari spiati. Non solo il bitontino Coviello: perquisizioni e nuovi indagati a Bari

La Procura di Bari ha iscritto nel registro degli indagati altre persone nell’inchiesta sui conti correnti spiati partita dal bancario ed ex dipendente di Intesa Sanpaolo, ora licenziato, Vincenzo Coviello, di 52 anni, impiegato nella filiale Agribusiness di Bisceglie (Barletta-Andria-Trani).

Nei confronti degli indagati sono già state effettuate perquisizioni, disposte dal procuratore Roberto Rossi e dall’aggiunto Giuseppe Maralfa che coordinano le indagini. La notizia, riportata da Il Fatto Quotidiano, è stata confermata all’ANSA da fonti inquirenti.

La vicenda che coinvolse Coviello, licenziato dalla banca al termine di un procedimento disciplinare, diventò di dominio pubblico ad ottobre: secondo l’accusa, per oltre due anni Coviello avrebbe spiato i dati dei conti correnti di 3572 clienti, tra personaggi del mondo della politica (come la premier Giorgia Meloni), dello sport, dello spettacolo, ma anche cittadini comuni. La Procura di Bari indaga nei suoi confronti per accesso abusivo ai sistemi informatici e tentato procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, ma nell’indagine è indagata anche Banca Intesa per la responsabilità giuridica degli enti.

Lo spione dei conti bancari, Intesa Sanpaolo: “Siamo dispiaciuti e chiediamo scusa. Non accadrà più”

Come noto un “dipendente infedele della nostra banca, con un comportamento che ha gravemente violato le norme, i regolamenti e le procedure interne, ha consultato dati e informazioni riguardanti alcuni clienti in modo ingiustificato”. Lo afferma Intesa Sanpaolo in una nota. “Il sistema – prosegue – interno di controlli lo ha individuato, abbiamo inviato notifica al Garante della Privacy, abbiamo licenziato il dipendente infedele e abbiamo sporto denuncia come parte lesa. Siamo molto dispiaciuti di quanto accaduto e chiediamo scusa. Quanto avvenuto non dovrà più accadere”.

Lo scrive Intesa Sanpaolo in una nota circa la vicenda degli accessi abusivi da parte di un dipendente bitontino che poi è stato licenziato. “L’impegno – conclude la banca – di tutte le 100.000 persone che lavorano in Intesa Sanpaolo è per confermare i livelli di eccellenza che pongono la banca ai vertici europei. Grazie ai valori che ci guidano proseguiremo nell’assicurare il nostro ruolo di motore economico e sociale dell’Italia”.

Lo spione dei conti bancari, Vincenzo Coviello si difende: “Ho agito da solo e per curiosità”. Bitonto sotto choc

Vincenzo Coviello, 52enne di Bitonto, è l’uomo del momento. È lui l’ex dipendente della filiale Agribusiness di Bisceglie (Barletta-Andria-Trani) licenziato ad agosto per aver spiato i conti correnti di 3572 clienti dell’istituto, tra cui quello della premier Giorgia Meloni e di tanti vip. Sono 6.976 gli accessi effettuati a conti correnti di clienti non giustificati da esigenze di servizio. Ora risulta indagato per accesso abusivo ai sistemi informatici e tentato procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato. Ieri, ufficiali di polizia giudiziaria incaricati dalla Procura di Bari hanno perquisito la casa dell’ex dipendente e sequestrato smartphone, tablet, hard disk e dispositivi informatici diversi che saranno oggetto di verifiche forensi.

Coviello, impiegato di banca che è riuscito a violare i conti correnti di ministri e deputati, magistrati e forze dell’ordine, cittadini comuni e sportivi, si è difeso dicendo di essere solo “un maniaco del controllo”, di aver agito da solo per curiosità e di non aver divulgato a nessuno le informazioni di cui è entrato in possesso. Nessun documento scaricato, nessun sistema all’esterno che lo aveva incaricato di fare questo. Ma per la Procura ha operato “verosimilmente in concerto con persona da identificare: un mandante degli accessi abusivi al sistema informatico di Intesa”.

Sposato, con due figli, è stato definito da alcuni come uno “stacanovista” sempre “impeccabile sul lavoro”. Insomma, l’identikit di un impiegato modello. Da qualche tempo pare avesse cancellato i profili social dopo i primi richiami e il licenziamento avvenuto ad agosto. Anche il sindaco di Bitonto è rimasto sorpreso.

Le versioni però sono anche in questo caso contrastanti. In Paese infatti c’è chi lo definisce introverso, chi egocentrico, chi curioso, chi pettegolo. Ha dichiarato di non aver spulciato conti correnti bancari da ottobre 2023, dopo essere stato richiamato dal direttore, in seguito ai primi controlli, ma secondo le indagini è stato “operativo” fino all’aprile scorso. Per tutto il pomeriggio di ieri è stato irreperibile, non è stato a casa e neppure nello studio di commercialista.