Cade dal settimo piano, muore bimbo autistico. Salvato il fratellino: giocavano a Spiderman

Torniamo ad occuparci della morte di Giosuè, il bimbo autistico di 7 anni precipitato ieri dal settimo piano di una palazzina nel quartiere San Paolo. Più avanti vi faremo ascoltare alcuni messaggi audio inviati, per tre anni, dalla nonna che implorava il nostro aiuto e intervento. Lo faremo per accendere i riflettori su un sistema che non fornisce alcun aiuto alle famiglie come quelle di Giosuè.

La mamma del piccolo ha occupato tempo fa la casa popolare al settimo piano della palazzina, rimasta vuota dopo la morte dell’assegnatario. Quando è entrata non c’erano le finestre, dopo averla “sistemata” è rimasta dentro pagando anche le “tasse da abusivi” come altri.

Secondo quanto ricostruito, la donna si trovava in bagno mentre Giosuè e il fratellino giocavano sul balcone imitando Spiderman. Giosuèè precipitato, ma anche il più piccolo dei due ha rischiato di precipitare giù. La vicenda è molto complessa e continueremo a parlarne.

Cade dal settimo piano, muore bimbo autistico: “Leva la notizia o muori”. Antonio: “Dolore e rabbia”

Bari è sotto choc per la morte del bimbo autistico di 7 anni, precipitato ieri dal settimo piano di una palazzina nel quartiere San Paolo. Oggi è il giorno del dolore e della rabbia per una tragedia quasi annunciata e che poteva anche riguardare altre persone, come vi spieghiamo nel video editoriale di questa mattina. Ieri siamo stati i primi ad uscire con la notizia, salvo poi essere minacciati di toglierla.

Tragedia a Bari, bimbo autistico di 7 anni precipita dal settimo piano al San Paolo: è morto in ospedale

È stato dichiarato morto il bambino di 6 anni precipitato nella serata di ieri, 15 aprile, dal sesto piano di un palazzo nel quartiere San Paolo. Il piccolo è stato trasportato d’urgenza dal personale del 118 al Policlinico di Bari, dove i medici hanno tentato disperatamente di salvarlo.

Sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza, le sue condizioni erano apparse fin da subito gravissime. Nonostante gli sforzi dell’équipe sanitaria, il bambino non ce l’ha fatta.

Secondo le prime ricostruzioni, il piccolo, affetto da autismo, sarebbe sfuggito al controllo delle persone presenti in casa al momento dell’incidente. Una distrazione che si è rivelata fatale.  Sull’accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri, che stanno lavorando per chiarire l’esatta dinamica dei fatti.

Tragedia a Bari, bimbo autistico di 7 anni in fin di vita: precipita dal settimo piano al San Paolo

Un bambino autistico di appena 7 anni è precipitato dal settimo piano di una palazzina situata in via Leotta, nel quartiere San Paolo di Bari.

Secondo le prime informazioni, l’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118. I soccorritori lo hanno portato in condizioni disperate al Policlinico di Bari, dove è in corso un delicato intervento chirurgico.

Le circostanze dell’accaduto sono ancora in fase di accertamento. Le autorità hanno avviato le indagini per chiarire la dinamica della tragedia e verificare eventuali responsabilità.

Bari, bimbo di 8 anni investito in via Amendola. Auto scappa senza prestare soccorso: preso il pirata della strada

Paura nel pomeriggio di oggi a Bari, dove intorno alle 16.30 un bambino di 8 anni è stato investito da un’auto pirata in via Amendola, a pochi passi dall’estramurale Capruzzi.

Secondo una prima ricostruzione, il veicolo  stava percorrendo una strada poco trafficata in direzione del centro murattiano quando ha travolto il piccolo, che si trovava insieme alla madre. Dopo l’impatto, il conducente non si è fermato a prestare soccorso, facendo perdere le proprie tracce.

L’auto grigia a bordo della quale viaggiava il pirata della strada è già successivamente individuata dalla Polizia locale che ha rapidamente analizzato i filmati delle telecamere di sorveglianza.

Sul posto sono intervenute due ambulanze del 118 e una pattuglia della polizia locale. Il bambino, cosciente ma dolorante e in lacrime al momento dei soccorsi, è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso insieme alla madre.

Tragedia a Manfredonia, muore bimbo di 2 anni: senza vita al suo arrivo in ospedale. Giallo sulle cause

Manfredonia si è svegliata nel dolore per la tragica morte di un bambino di circa due anni, avvenuta nelle prime ore del mattino. Intorno alle 6, i genitori hanno accompagnato il piccolo al pronto soccorso dell’ospedale “San Camillo de Lellis”, ma purtroppo per lui non c’è stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatarne il decesso, nonostante i tentativi di rianimazione.

Le cause della morte restano ancora da chiarire. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti figurano un malore improvviso o un possibile soffocamento legato all’assunzione di cibo.

Non si esclude che vengano disposti ulteriori accertamenti per fare piena luce sull’accaduto, è stata disposta l’autopsia. La notizia ha profondamente colpito la comunità che si è stretta attorno alla famiglia con numerosi messaggi di cordoglio.

Bari, riparte la cardiochirurgia pediatrica: primo intervento riuscito al Giovanni XXIII su bimbo di 8 anni

Dopo anni di stop, torna operativa la cardiochirurgia pediatrica all’ospedale Giovanni XXIII di Bari. L’attività, formalmente sospesa nel 2022 ma di fatto ferma già dall’epoca del Covid, segna oggi un importante passo nel rilancio della struttura pediatrica barese.

Il riavvio è stato sancito da un intervento durato cinque ore su un bambino pugliese di 8 anni affetto da una rara malformazione cardiaca congenita, il “cor triatriatum”. L’operazione, di media complessità, è perfettamente riuscita ed è stata eseguita dal professor Massimo Padalino, insieme all’équipe di cardiochirurgia e anestesia del Giovanni XXIII.

Dietro il successo, oltre due mesi di preparazione coordinati dalla direzione sanitaria del Policlinico: formazione del personale, verifica delle attrezzature e una simulazione finale che ha dato il via libera all’intervento.

“Siamo partiti con prudenza – ha dichiarato il direttore generale Antonio Sanguedolce – ma questo è solo il primo passo: abbiamo già una lista di bambini da operare in Puglia”. L’entusiasmo nei reparti è alto, soprattutto dopo anni segnati da tensioni interne e controversie che avevano portato alla sospensione dell’attività.

La ripartenza è frutto di una riorganizzazione complessiva che ha coinvolto Policlinico e Giovanni XXIII, con nuove nomine e un lavoro condiviso per superare le criticità. Attualmente sono dieci i minori in lista d’attesa. Nel Mezzogiorno manca ancora un centro di riferimento per la cardiochirurgia pediatrica, costringendo molte famiglie a spostarsi verso strutture del Centro-Nord. Bari punta ora a colmare questo vuoto e a diventare un polo di attrazione per tutto il Sud.

Nei prossimi mesi si partirà con interventi di media e bassa complessità per consolidare l’esperienza, con l’obiettivo di ampliare progressivamente l’offerta chirurgica. “A breve – ha annunciato il direttore sanitario Danny Sivo – comunicheremo il programma strutturato di ripresa dell’attività”

Bimbo trovato senza vita nella culla termica a Bari, Don Antonio Ruccia: “Indagini superficiali. Era già morto”

Dopo la conclusione della sua vicenda giudiziaria, il parroco della chiesa di San Giovanni Battista di Bari, don Antonio Ruccia, rompe il silenzio sul caso del neonato trovato senza vita il 2 gennaio 2025 nella culla termica.

“Non ho mai ricevuto l’allarme: quel bambino era già morto quando fu lasciato lì – dice in una intervista a Famglia Cristiana – . Il patteggiamento non è un’ammissione di colpa ma l’unico modo che avevo per fermare una macchina del fango che rischiava di distruggere il mio ministero. Volevano solo un capro espiatorio. Ora mi batto per la verità».

E accusa: «le indagini» sono state «superficiali e a senso unico». «La sentenza sembrava essere già scritta – spiega il parroco al settimanale cattolico – e soprattutto ho avuto la netta sensazione che si volesse dare in pasto all’opinione pubblica un capro espiatorio. Tanti hanno dato giudizi categorici senza conoscere nulla e soprattutto per partito preso. Anzitutto: il patteggiamento non è un’ammissione di colpa. È un voler mettere fine ad una vicenda che ha leso la mia dignità e ha creato una voragine tra l’aiuto alla vita e il voler l’eliminazione della culla termica. A ‘vincere in questa vicenda sono stati i social e quelli che io chiamo gli strilloni».

«Persone – aggiunge – che pur non conoscendo la vicenda hanno dichiarato cose false e soprattutto denigrato completamente il mio operato e quest’iniziativa che ho voluto nel 2014 come strumento di accompagnamento per salvare vite».

Tragedia a Lecce, il piccolo Ibrahim muore a 11 anni. L’autopsia: “Fatale una polmonite emorragica”

Una polmonite emorragica di origine virale sarebbe all’origine della morte improvvisa di Ibrahim, il ragazzo di 11 anni scomparso lunedì mattina a Lecce dopo essere stato portato al Pronto Soccorso con sintomi inizialmente simili a quelli di una comune influenza.

È quanto emerso dall’autopsia eseguita oggi dal medico legale Ermenegildo Colosimo, disposta dalla Asl per fare piena luce sulle cause del decesso.
Il giovane si trovava a scuola quando ha iniziato ad avvertire una tosse persistente e un generale stato di malessere.

Avvisata dalla dirigente scolastica, la famiglia lo ha riportato a casa, ma nel giro di poco tempo la situazione è peggiorata, rendendo necessario il trasferimento in ospedale, dove il ragazzo è morto poco dopo l’arrivo.

Ulteriori analisi istologiche serviranno ora a verificare se l’undicenne soffrisse anche di una patologia cardiaca preesistente, mai individuata prima, che potrebbe aver contribuito a peggiorare il quadro clinico.

Tragedia a Lecce, bimbo di 11 anni torna a casa e muore. Scuola sotto choc: “Nessun malore improvviso”

“Non c’è stato un malore improvviso, il ragazzo è arrivato a scuola già con una tosse persistente e gli occhi lucidi ma nonostante ciò aveva svolto regolarmente l’attività didattica prima che venisse allertata la famiglia per suggerire loro che lo portassero a casa”.

Lo riferisce Francisca Camero dirigente dell’istituto scolastico Galateo di Lecce, la scuola frequentata dall’undicenne senegalese che ieri è morto in ospedale dopo essersi sentito male a casa di rientro da scuola. Oggi in classe sul suo banco sono stati deposti dei fiori insieme a messaggi, lettere e pupazzi.

“L’intera comunità scolastica del nostro istituto è sotto choc – afferma la dirigente. Ibrahm è arrivato a scuola già con la tosse che è andata via via aumentando. Le insegnanti hanno così deciso di avvisare la famiglia e il padre è venuto a prenderlo poco dopo. Nessuno poteva immaginare un epilogo di questo tipo”.

Sulla vicenda sono in corso accertamenti e la squadra mobile di Lecce ha ascoltato il padre dell’11enne, Khadim, cantante senegalese cofondatore dei Ghetto Eden. L’ Asl ha chiesto l’autopsia per chiarire le cause della morte.