Bimbo trovato senza vita nella culla termica a Bari, Don Antonio Ruccia: “Indagini superficiali. Era già morto”

Dopo la conclusione della sua vicenda giudiziaria, il parroco della chiesa di San Giovanni Battista di Bari, don Antonio Ruccia, rompe il silenzio sul caso del neonato trovato senza vita il 2 gennaio 2025 nella culla termica.

“Non ho mai ricevuto l’allarme: quel bambino era già morto quando fu lasciato lì – dice in una intervista a Famglia Cristiana – . Il patteggiamento non è un’ammissione di colpa ma l’unico modo che avevo per fermare una macchina del fango che rischiava di distruggere il mio ministero. Volevano solo un capro espiatorio. Ora mi batto per la verità».

E accusa: «le indagini» sono state «superficiali e a senso unico». «La sentenza sembrava essere già scritta – spiega il parroco al settimanale cattolico – e soprattutto ho avuto la netta sensazione che si volesse dare in pasto all’opinione pubblica un capro espiatorio. Tanti hanno dato giudizi categorici senza conoscere nulla e soprattutto per partito preso. Anzitutto: il patteggiamento non è un’ammissione di colpa. È un voler mettere fine ad una vicenda che ha leso la mia dignità e ha creato una voragine tra l’aiuto alla vita e il voler l’eliminazione della culla termica. A ‘vincere in questa vicenda sono stati i social e quelli che io chiamo gli strilloni».

«Persone – aggiunge – che pur non conoscendo la vicenda hanno dichiarato cose false e soprattutto denigrato completamente il mio operato e quest’iniziativa che ho voluto nel 2014 come strumento di accompagnamento per salvare vite».

Tragedia a Lecce, il piccolo Ibrahim muore a 11 anni. L’autopsia: “Fatale una polmonite emorragica”

Una polmonite emorragica di origine virale sarebbe all’origine della morte improvvisa di Ibrahim, il ragazzo di 11 anni scomparso lunedì mattina a Lecce dopo essere stato portato al Pronto Soccorso con sintomi inizialmente simili a quelli di una comune influenza.

È quanto emerso dall’autopsia eseguita oggi dal medico legale Ermenegildo Colosimo, disposta dalla Asl per fare piena luce sulle cause del decesso.
Il giovane si trovava a scuola quando ha iniziato ad avvertire una tosse persistente e un generale stato di malessere.

Avvisata dalla dirigente scolastica, la famiglia lo ha riportato a casa, ma nel giro di poco tempo la situazione è peggiorata, rendendo necessario il trasferimento in ospedale, dove il ragazzo è morto poco dopo l’arrivo.

Ulteriori analisi istologiche serviranno ora a verificare se l’undicenne soffrisse anche di una patologia cardiaca preesistente, mai individuata prima, che potrebbe aver contribuito a peggiorare il quadro clinico.

Tragedia a Lecce, bimbo di 11 anni torna a casa e muore. Scuola sotto choc: “Nessun malore improvviso”

“Non c’è stato un malore improvviso, il ragazzo è arrivato a scuola già con una tosse persistente e gli occhi lucidi ma nonostante ciò aveva svolto regolarmente l’attività didattica prima che venisse allertata la famiglia per suggerire loro che lo portassero a casa”.

Lo riferisce Francisca Camero dirigente dell’istituto scolastico Galateo di Lecce, la scuola frequentata dall’undicenne senegalese che ieri è morto in ospedale dopo essersi sentito male a casa di rientro da scuola. Oggi in classe sul suo banco sono stati deposti dei fiori insieme a messaggi, lettere e pupazzi.

“L’intera comunità scolastica del nostro istituto è sotto choc – afferma la dirigente. Ibrahm è arrivato a scuola già con la tosse che è andata via via aumentando. Le insegnanti hanno così deciso di avvisare la famiglia e il padre è venuto a prenderlo poco dopo. Nessuno poteva immaginare un epilogo di questo tipo”.

Sulla vicenda sono in corso accertamenti e la squadra mobile di Lecce ha ascoltato il padre dell’11enne, Khadim, cantante senegalese cofondatore dei Ghetto Eden. L’ Asl ha chiesto l’autopsia per chiarire le cause della morte.

Tragedia a Lecce, accusa malore a scuola: bimbo di 11 anni muore poco dopo il ritorno a casa

Un bambino di 11 anni è morto oggi a Lecce dopo aver accusato un malore mentre era a scuola. Riportato a casa dai genitori, le sue condizioni sono peggiorate fino all’arresto cardiaco. Inutili i tentativi di rianimazione del 118.

Sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso. L’episodio segue di pochi giorni un altro tragico caso nel Foggiano, dove un bambino di 10 anni è morto dopo una caduta mentre giocava per strada.

Tragedia nel Foggiano, bimbo di 10 anni muore in piazza mentre gioca. Aperta inchiesta: fatale una caduta

È stata avviata un’indagine sulla morte di Alessio, il bambino di dieci anni deceduto sabato pomeriggio, 28 febbraio, a Castelluccio dei Sauri. Il piccolo stava giocando vicino a una fontana nella piazza centrale quando, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe scivolato, urtando violentemente la testa, il collo e il petto contro il muretto. L’impatto avrebbe causato la perdita di coscienza e, successivamente, l’arresto cardiaco.

I soccorsi sono stati immediati: un medico rianimatore presente sul posto ha iniziato le manovre, proseguite per oltre 45 minuti dai sanitari del 118, giunti con più mezzi anche da Troia e Foggia. Purtroppo, ogni tentativo di rianimazione si è rivelato vano.

I carabinieri, con il supporto della Sezione Investigazioni Scientifiche, stanno ricostruendo l’esatta dinamica dell’accaduto. La salma è attualmente a disposizione dell’autorità giudiziaria, che potrebbe disporre l’autopsia.

Tragedia nel Foggiano, cade mentre gioca in piazza: muore bimbo di 10 anni. Ipotesi malore

Un bambino di 10 anni è morto a Castelluccio dei Sauri (Foggia) dopo una caduta mentre giocava in piazza Padre Pio. Il piccolo, di origini albanesi, avrebbe urtato la gola contro una lastra di marmo di una fontana, accasciandosi subito dopo. I soccorritori del 118 hanno tentato di rianimarlo per oltre 45 minuti, ma è deceduto per arresto cardiaco. I carabinieri stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente. Il bambino era figlio di operai agricoli e aveva una sorellina.

Mola, domani i funerali della 25enne Rita Sanitate: proclamato lutto cittadino. Bimbo di 7 anni fuori pericolo

I funerali di Rita Sanitate, la 25enne di Mola deceduta nel tragico incidente avvenuto nella notte tra sabato e domenica sulla provinciale 111 tra Mola e Rutigliano, saranno celebrati domani mattina alle 10 nella chiesa madre. Il sindaco di Mola, Giuseppe Colonna, ha proclamato lutto cittadino.

Fuori pericolo il bimbo di 7 anni rimasto coinvolto nell’impatto. Il piccolo è ricoverato al Policlinico di Bari ed è stato sottoposto ad un delicato intervento alla milza.

Basta ritardi, il Tribunale di Trani accoglie ricorso dei genitori: ordinanza impone all’Asl terapie a bimbo autistico

Con un’ordinanza d’urgenza il giudice del Lavoro presso il Tribunale di Trani, Angela Arbore, ha accolto il ricorso presentato dai genitori di un bambino con disturbo dello spettro autistico, imponendo alla Asl Bat, Barletta-Andria-Trani, di attivare, in via diretta o tramite strutture convenzionate, il percorso riabilitativo.

Nell’ordinanza si evidenzia che il tempo è un elemento strutturale della cura, soprattutto in età evolutiva, e che il ritardo può determinare un pregiudizio grave e non pienamente riparabile ex post. Lo rende noto l’associazione Autismo Abruzzo Aps, per voce del presidente, Dario Verzulli.

“Gli avvocati Francesca Zitoli e Salvatore Romanelli del Foro di Trani, con il prezioso supporto del nostro avvocato, Gianni Legnini, che da anni ci assiste per far valere diritti acquisiti, ma non applicati dalle Asl, hanno assistito i genitori di un bambino autistico ottenendo questo importante provvedimento che si inserisce nel solco di una giurisprudenza sempre più attenta all’effettività della tutela del diritto alla salute. L’ordinanza di Trani replica le motivazioni delle tante condanne nei tribunali abruzzesi. La nostra esperienza legale, dopo Molise, Campania e Lombardia, arriva anche in Puglia come supporto professionale”.

La Asl Bat aveva richiamato difficoltà organizzative e carenze di personale: l’ordinanza ribadisce che tali circostanze non possono essere opposte all’assistito per giustificare la mancata erogazione di prestazioni, se è in gioco il diritto alla salute. Il giudice “ha ritenuto sussistenti sia il fumus boni iuris sia il periculum in mora, valorizzando un passaggio centrale: non è sufficiente una presa in carico se non segue l’effettiva erogazione delle terapie prescritte”.

La decisione, dice Verzulli, “assume rilievo anche perché chiarisce che la funzione di indirizzo spetta alla Regione, ma l’erogazione dei servizi avviene tramite rete territoriale e Asl: perciò è stata riconosciuta la legittimazione passiva della Asl Bat nel giudizio. La pronuncia di Trani si aggiunge a precedenti decisioni in altre regioni e rafforza un principio essenziale: contributi economici e sostegni sociali sono importanti, ma non sostituiscono il percorso riabilitativo prescritto dal sistema sanitario pubblico”.

Ustionato da acqua bollente in casa, tragedia a Bari: bimbo di 10 mesi muore al Policlinico dopo 53 giorni di agonia

Non ce l’ha fatta il bimbo di 10 mesi rimasto gravemente ustionato dopo un incidente domestico avvenuto a novembre a Torricella. Il piccolo, dopo 53 giorni di agonia, è morto nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari, dove era stato ricoverato dopo il trasporto d’urgenza dall’ospedale di Manduria.

Il bimbo si trovava nel girello ed era riuscito a trascinare il cavo del bollitore elettrico posizionato sul frigorifero mentre la mamma si era allontanata in bagno.

Il contenitore si è aperto e l’acqua bollente gli è finita addosso, provocandogli ustioni di secondo e terzo grado su gran parte del corpo.

La Procura di Taranto ha sequestrato la salma, potrebbe essere disposta l’autopsia. La madre, unica presente in casa al momento dell’incidente, è l’unica indagata per lesioni personali gravi. Ma l’accusa potrebbe essere riformulata.

Tragedia a Lucera, bimbo di 3 mesi muore nel sonno. Il dolore del Sindaco: “Non riesco ad accettarlo”

Tragedia a Lucera dove un bimbo di tre mesi è morto nel sonno, dopo una poppata notturna. Era il quarto figlio di una coppia, il decesso è avvenuto intorno alle 4 di domenica ma la constatazione del decesso è avvenuta ieri mattina poco dopo le 8.30 quando i familiari hanno allertato il 118.

A darne notizia sui social è stato il sindaco Giuseppe Pitta. “Non si può morire a tre mesi. Non riesco ad accettarlo. Ho un figlio piccolo che amo più della mia vita e non voglio nemmeno pensare al dolore di questa famiglia”, le sue parole.

“Oggi il mio cuore è veramente in frantumi. Riposa in pace piccolo Angelo e dai la forza alla tua famiglia di superare questo immenso dolore”, conclude.