Operaio morto a Barletta, oggi l’autopsia. Un altro resta ustionato al porto dopo fuoriuscita di acido solforico

Un altro incidente sul lavoro scuote la città a pochi giorni dalla morte di Vincenzo Dibenedetto. Sabato mattina, al porto, un operaio impegnato in attività di manutenzione straordinaria è rimasto ferito a seguito della fuoriuscita di acido solforico.

L’uomo ha riportato ustioni in diverse parti del corpo ed è stato soccorso dal 118. Dopo un primo trasferimento all’ospedale Dimiccoli di Barletta, è stato trasportato al Centro ustioni del Policlinico di Bari, dove è ricoverato e non sarebbe in pericolo di vita.

Sull’accaduto sono in corso accertamenti. La Capitaneria di porto ha allertato lo Spesal della Asl Bt e informato la Procura di Trani, che ha aperto un’inchiesta per ricostruire le cause della fuoriuscita e le modalità dell’incidente.

L’episodio arriva a pochi giorni dalla tragedia che ha causato la morte di Vincenzo Dibenedetto, 34 anni, precipitato giovedì mentre lavorava nell’oleificio di famiglia in via Foggia. Per la sua morte sono cinque le persone indagate, tra cui due parenti della vittima e il titolare dell’impresa incaricata dei lavori. La Procura ipotizza, a vario titolo, il concorso in omicidio colposo e violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

Oggi è prevista l’autopsia sul corpo di Dibenedetto al Policlinico di Bari. Intanto proseguono le indagini dei carabinieri e dello Spesal: l’area dell’incidente e il cestello utilizzato durante i lavori sono stati posti sotto sequestro.

Lecce-Gallipoli, auto in fiamme sulla statale: morto dopo giorni di agonia il 58enne alla guida

È morto dopo oltre una settimana di agonia il 58enne rimasto gravemente ustionato nell’incendio della sua Nissan, avvenuto lo scorso 23 agosto sulla strada statale tra Lecce e Gallipoli.

L’uomo si era accorto del fumo proveniente dal cofano, aveva accostato e abbandonato l’auto. Poco dopo, però, una violenta fiammata lo aveva investito mentre si stava allontanando. Trasportato in codice rosso al Vito Fazzi di Lecce, era stato ricoverato per le gravi ustioni e le conseguenze delle esalazioni di fumo. Purtroppo, le ferite riportate si sono rivelate fatali.

Ustionato da acqua bollente in casa, tragedia a Bari: bimbo di 10 mesi muore al Policlinico dopo 53 giorni di agonia

Non ce l’ha fatta il bimbo di 10 mesi rimasto gravemente ustionato dopo un incidente domestico avvenuto a novembre a Torricella. Il piccolo, dopo 53 giorni di agonia, è morto nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari, dove era stato ricoverato dopo il trasporto d’urgenza dall’ospedale di Manduria.

Il bimbo si trovava nel girello ed era riuscito a trascinare il cavo del bollitore elettrico posizionato sul frigorifero mentre la mamma si era allontanata in bagno.

Il contenitore si è aperto e l’acqua bollente gli è finita addosso, provocandogli ustioni di secondo e terzo grado su gran parte del corpo.

La Procura di Taranto ha sequestrato la salma, potrebbe essere disposta l’autopsia. La madre, unica presente in casa al momento dell’incidente, è l’unica indagata per lesioni personali gravi. Ma l’accusa potrebbe essere riformulata.

Panico a Ruvo, incendio e scoppio in casa: una persona ustionata. Vigili del Fuoco al lavoro per ore

I vigili del Fuoco sono intervenuti ieri sera siamo intervenuti a Ruvo di Puglia a causa di un incendio-scoppio in una casa.

Una squadra ha estinto le fiamme e portato all’esterno in sicurezza alcune bombole di GPL presenti. Di queste ultime poi, è stata bruciata la parte residua di gas in torcia dal nucleo dei vigili del fuoco lpg light.

Le operazioni di soccorso si sono chiuse dopo diverse ore, l’abitazione è stata inibita per successivi accertamenti e si registra un residente ustionato, sui due presenti al momento dell’incidente.

Gioia, bimbo ustionato da succo di frutta. Titolare del bar assolta dopo 5 anni: “Non costituisce reato”

Il Tribunale di Bari ha assolto la titolare e proprietaria del bar Belle Epoque cafè di Gioia del Colle dall’accusa di lesioni gravi dopo che un bimbo di 5 anni rimase ustionato dopo aver bevuto un succo di frutta nell’attività. Per i giudici il fatto non costituisce reato, l’episodio risale al 23 marzo 2019.

Il bimbo, accompagnato dalla mamma, consumò la bottiglietta del succo di frutta con la cannuccia ma si sentì subito male. Avvertì uno strano sapore e un bruciore, fino a vomitare sangue. Fu trasportato d’urgenza in ospedale, poi il trasferimento a Bari dove rimase ricoverato in chirurgia pediatrica per alcuni giorni. Rimediò ustioni varie tra lingua, stomaco ed esofago. A distanza di mesi, dopo le indagini avviate dai carabinieri del Nas, la titolare del bar fu raggiunta da un avviso di garanzia. Le veniva contestato di aver “omesso”  il piano di autocontrollo Haccp, con riguardo alla procedura di “utilizzo di detergenti e prodotti chimici da utilizzare nell’esercizio, in tal modo procurando lesioni personali consistite in ustioni da sostanza caustica”.

Il bimbo avrebbe bevuto uno sgrassante per stoviglie e forni, contenuto evidentemente nella bottiglia con l’etichetta del succo di frutto, poi rinvenuto all’interno del laboratorio del bar”. Secondo il Tribunale la titolare del bar non ha però causato le lesioni.